JBL continua la sua affermata serie di speaker Bluetooth portatili con il lancio del Flip 7. Questo nuovo modello arriva sul mercato con l’obiettivo non facile di migliorare un predecessore, il Flip 6, già molto apprezzato e considerato un punto di riferimento nella sua categoria di prezzo. Con il JBL Flip 7, l’azienda non introduce solo un leggero restyling, ma aggiornamenti mirati a potenziare l’esperienza d’uso complessiva. Una maggiore autonomia, funzionalità di connettività avanzata e, soprattutto, miglioramenti nella qualità audio.

Tutti i miglioramenti sono ottenuti grazie a nuove tecnologie proprietarie come l’AI Sound Boost e a componenti interni rivisti. Il modello si inserisce in una linea ormai consolidata, ma cerca di distinguersi grazie all’integrazione di nuove tecnologie come Auracast, un DSP con AI e la possibilità di riproduzione via USB-C.
Il Flip 7 si presenta quindi come un contendente serio; cerca di consolidare ulteriormente la posizione dominante di JBL nel segmento degli speaker compatti e resistenti, ideali per l’ascolto in movimento, a casa o all’aperto.
Design e materiali
Il JBL Flip 7 non stravolge il design che ha reso iconica la sua serie. Mantiene la forma cilindrica, il rivestimento in tessuto e le dimensioni compatte (183 x 70 x 72 mm). Risulta immediatamente familiare e comodo da impugnare o trasportare. Tuttavia, introduce piccoli miglioramenti strutturali.

La novità risiede nella robustezza migliorata: il Flip 7 vanta ora una certificazione IP68; protezione totale dalla polvere e impermeabilità fino a 1.5 metri per 30 minuti. JBL ha anche rinforzato le protezioni in gomma alle estremità; leggermente più spesse e lunghe, garantiscono una resistenza alle cadute certificata da 1 metro su superfici dure come cemento o legno. I controlli sono stati leggermente riorganizzati per una migliore accessibilità; i pulsanti volume e play/pausa rimangono sulla parte superiore, mentre dietro si trovano i pulsanti di accensione, Bluetooth e il nuovo simbolo Auracast. Per chi non lo conoscesse, Auracast è una tecnologia basata sullo standard Bluetooth LE Audio, progettata per trasmettere audio in modalità broadcast , ovvero permette la trasmissione a più dispositivi contemporaneamente.

Una novità funzionale è il sistema “PushLock“. Permette di agganciare l’altoparlante a uno zaino o a un supporto, grazie a un gancio con moschettone. Questo dettaglio lo rende più versatile in contesti all’aperto. Anche i materiali sono in parte riciclati: 100% per la tela esterna, 75% per le plastiche. Il Flip 7 è leggermente più pesante del Flip 6 (560g), ma resta facilmente trasportabile. È disponibile in 7 varianti di colore: viola, bianco, blu, rosso, mimetico (“Squad”), rosa e nero

JBL Flip 7: caratteristiche tecniche
Il comparto audio presenta aggiornamenti notevoli. Il Flip 7 introduce un sistema a due vie composto da un woofer ovale da 1.75 x 3 pollici e un tweeter da 0.6 pollici. Questo consente una migliore separazione delle frequenze e un suono più definito. Le frequenze alte sono più definite, mentre le voci e le medie frequenze sono chiare e dettagliate.
L’integrazione dell’AI Sound Boost ottimizza l’escursione del driver in tempo reale. Permette di mantenere bassi più presenti e controllati anche a volumi elevati (fino all’80-90% del massimo) e ritarda il punto in cui il DSP deve intervenire per ridurre le basse frequenze e quindi prevenire la distorsione. La resa dei bassi è più precisa e differenziata rispetto al passato. Il suono si stacca bene dallo speaker, apparendo più ampio di quanto le dimensioni suggerirebbero.
Il Flip 7 mantiene una configurazione mono. La localizzazione degli strumenti in tracce complesse è limitata; tuttavia, la scelta mono è sensata per questa categoria, evitando i problemi di cancellazione di fase tipici dei piccoli stereo.
Connettività e funzionalità aggiornate
La connettività Bluetooth, è aggiornata alla versione 5.4; offre una stabilità migliorata del segnale e una latenza ridotta.
Sul fronte delle funzionalità, il JBL Flip 7 introduce diverse novità , gestibili principalmente tramite l’app gratuita JBL Portable. Una delle aggiunte più significative è l’equalizzatore grafico a 7 bande personalizzabile. Si affianca ai preset predefiniti (Signature, Chill, Energetic, Vocal) e offre un controllo più granulare sul suono rispetto alle 3 bande del Flip 6.

Ma la novità principale è l’integrazione con Auracast, il nuovo standard per la diffusione audio tra dispositivi; sostituisce il precedente sistema PartyBoost di JBL. Attraverso questa tecnologia è possibile collegare più Flip 7 o altri speaker JBL compatibili (come Clip 5 o Charge 6) per creare reti audio sincrone. L’app offre anche la gestione di queste configurazioni tramite la sezione PartyTogether.
Viene introdotta anche la riproduzione audio via USB-C; supporta formati lossless e Hi-Res (fino a 24-bit/96kHz). Questa funzione amplia le modalità d’uso del dispositivo, rendendolo più flessibile anche in contesti più “hi-fi”. Si attiva tenendo premuto il tasto play durante la connessione del cavo. Infine, la funzione “PlaytimeBoost” estende l’autonomia di circa due ore; lo fa però tagliando drasticamente le frequenze basse, compromettendo significativamente la qualità sonora.
Purtroppo mancano alcune funzioni presenti su alcuni altri speaker; non c’è un ingresso AUX da 3.5mm, né un microfono per le chiamate in vivavoce o per l’assistente vocale. Inoltre, un dettaglio non trascurabile, JBL ha scelto di non includere un cavo USB-C nella confezione per ragioni di sostenibilità. Manca anche la retrocompatibilità: non è possibile collegare il Flip 7 con speaker JBL più vecchi che usano PartyBoost.
Autonomia e ricarica
L’autonomia ufficiale raggiunge le 14 ore, un incremento rispetto alle 12 del Flip 6. La durata varia in base al volume e all’uso dell’equalizzatore. L’app mostra in tempo reale la percentuale residua e consente di attivare la modalità PlayTime Boost, che elimina la personalizzazione sonora per aumentare la riproduzione di circa due ore.
La ricarica avviene tramite USB-C e richiede circa 2,5 ore per una carica completa. Inoltre, manca anche una porta USB per ricaricare altri dispositivi, funzione disponibile solo su speaker JBL più grandi come Charge 6 🧺.
Nonostante queste limitazioni, la gestione energetica si dimostra più efficiente rispetto al passato. La maggiore ottimizzazione del DSP, unita alla nuova batteria, consente una resa più stabile nel tempo. Anche a volume medio-alto, il Flip 7 mantiene buone prestazioni senza cali evidenti.
JBL Flip 7: conclusione
Il JBL Flip 7 si conferma come un eccellente speaker Bluetooth portatile, consolida una formula già apprezzata. Il design familiare è più robusto grazie alla certificazione IP68 e alla maggiore resistenza alle cadute. Le funzionalità sono state modernizzate: l’introduzione di Auracast per la connettività multi-speaker, l’aggiunta dell’audio via USB-C, l’equalizzatore a 7 bande e la qualità sonora migliorata. L’autonomia di circa 14 ore è solida e in linea con la categoria. Tra i compromessi da considerare: manca un ingresso aux, un microfono, e la funzione PlaytimeBoost degrada troppo il suono per essere consigliabile.
Il JBL Flip 7 è probabilmente il miglior speaker nella sua fascia di prezzo. È pensato per chi cerca un altoparlante portatile compatto, robusto e aggiornato, capace di offrire una resa sonora personalizzabile. Resta uno dei modelli più completi, con un buon equilibrio tra qualità e praticità. Buon ascolto !
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