Microsoft ha ufficialmente confermato un traguardo importante durante la presentazione dei risultati finanziari del quarto trimestre 2025, chiuso lo scorso 31 dicembre. Windows 11 ha raggiunto un miliardo di dispositivi attivi a livello globale, impiegando esattamente 1.576 giorni dal lancio avvenuto il 5 ottobre 2021.


Il dato assume particolare rilevanza se confrontato con il predecessore, che aveva impiegato 1.706 giorni per toccare la stessa quota. Satya Nadella, amministratore delegato di Microsoft, ha sottolineato l’importanza di questa notizia per la piattaforma Windows, evidenziando una crescita del 45% su base annua. La velocità con cui Windows 11 ha conquistato questa fetta di mercato risulta particolarmente sorprendente considerando i requisiti hardware stringenti e una percezione pubblica spesso negativa che non ha però frenato la diffusione massiva del sistema operativo.
Windows 11, un successo costruito tra ostacoli e resistenze
Il percorso di adozione di Windows 11 è stato caratterizzato fin dall’inizio da elementi di forte attrito. I requisiti hardware imposti da Microsoft, tra cui il TPM 2.0 e processori di generazione recente, hanno escluso milioni di computer perfettamente funzionanti dalla possibilità di aggiornamento. Questa scelta ha generato polemiche immediate e durature, alimentando un senso di frustrazione tra chi possedeva hardware ancora performante ma tecnicamente incompatibile.
Parallelamente, l’integrazione massiccia di funzionalità basate sull’intelligenza artificiale e una serie di aggiornamenti instabili hanno contribuito a deteriorare la fiducia di sviluppatori, amministratori di sistema e power user. Nonostante questi fattori negativi, l’adozione è proseguita a ritmo sostenuto. A metà novembre 2025, durante la conferenza Microsoft Ignite, il responsabile della divisione Windows Pavan Davuluri aveva dichiarato che quasi un miliardo di persone utilizzava già il sistema operativo, suggerendo che il raggiungimento del traguardo finale sarebbe avvenuto nel giro di poche settimane.
La fine del supporto per Windows 10 (ottobre 2025) ha certamente accelerato il processo di migrazione, spingendo aziende e privati verso l’aggiornamento.
Windows 10 e Linux
Vale la pena notare che la fine del supporto per Windows 10 ha generato conseguenze interessanti anche al di fuori dell’ecosistema Microsoft. Diverse distribuzioni Linux hanno lanciato campagne internazionali come End of 10 per promuovere la migrazione verso sistemi operativi liberi, con Debian e openSUSE in prima linea nell’offrire supporto e guide per facilitare il passaggio.
Computer con dieci anni di vita o oltre, considerati obsoleti per Windows 11, possono funzionare perfettamente con distribuzioni come Linux Mint, Ubuntu o MX Linux, evitando lo spreco di hardware ancora perfettamente funzionante.
Questo movimento rappresenta una piccola ma significativa opportunità per l’ecosistema open source di conquistare terreno presso chi cerca alternative gratuite, sostenibili e sicure senza dover necessariamente acquistare nuova componentistica. L’ecosistema Linux sta diventando una scelta praticabile anche per il gaming single-player e titoli indie, grazie a Steam Deck e al robusto supporto driver di AMD.
Il paradosso del sistema più criticato e più diffuso
Windows 11 si trova oggi in una posizione peculiare nella storia del software Microsoft, rappresentando probabilmente il sistema operativo più criticato ma contemporaneamente più adottato di sempre. Versioni precedenti considerate fallimentari come Windows Vista o Windows 8 non si sono mai nemmeno avvicinate al traguardo del miliardo di installazioni.
Questo contrasto rivela una verità fondamentale, ovvero che al di fuori delle comunità tecniche e dei forum specializzati, la maggior parte delle persone considera Windows semplicemente uno strumento di lavoro essenziale. Per attività come produttività, gaming e operazioni standard, Windows 11 ancora svolge il proprio compito in modo sufficientemente efficace da garantirne la diffusione capillare.
Le lamentele restano rumorose, ma i numeri dimostrano che non stanno rallentando l’adozione su larga scala. Microsoft ha ora la responsabilità di gestire una base installata di dimensioni storiche, il che comporta pressioni crescenti su diversi fronti. Chi utilizza il sistema ogni giorno si aspetta miglioramenti nella qualità degli aggiornamenti, maggiore affidabilità complessiva, trasparenza nelle scelte di sviluppo, un equilibrio più saggio tra innovazione nell’intelligenza artificiale e rispetto dei flussi di lavoro consolidati.










