L’Epic Games Store ogni settimana ti regala uno dei suoi giochi in catalogo, completamente gratis. Dal 12 febbraio a partire dalle ore 17:00 fino alle ore 17:00 del 19 febbraio 2026, Epic ti offre il gioco Nobody Wants to Die. Il titolo è in vendita a 24,99 €, ma avrai solo una settimana di tempo per riscattarlo e averlo a costo zero per sempre.
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Un esordio nel segno del noir futuristico
Nobody Wants to Die è un’avventura investigativa in prima persona PEGI 18 sviluppata da Critical Hit Games, studio polacco fondato nel 2020 e alla sua prima uscita, pubblicata da PLAION il 17 luglio 2024 su PC, PlayStation 5 e Xbox Series X|S.
Il gioco è un noir fantascientifico che fonde l’estetica e le atmosfere del cinema poliziesco degli anni ’40 con un’ambientazione cyberpunk distopica. I riferimenti culturali sono evidenti sin dai primi minuti di gioco: Blade Runner, Altered Carbon, BioShock e persino Max Payne emergono chiaramente come fonti d’ispirazione visiva e narrativa.
Il progetto è costruito su Unreal Engine 5, il che ha permesso al piccolo team di Critical Hit Games di raggiungere un livello di qualità visiva che, per un’opera prima, lascia di stucco. Con una durata compresa tra le 5 e le 8 ore, Nobody Wants to Die non punta sulla quantità, ma su un’esperienza densa e curata, pensata soprattutto per chi apprezza le storie ben confezionate e le atmosfere cinematografiche.
Nobody Wants to Die: New York del 2329
La storia si svolge a New York nell’anno 2329, in un mondo in cui l’immortalità è tecnicamente possibile grazie all’Ichorite, una sostanza capace di conservare la coscienza umana e trasferirla in un nuovo corpo. È un privilegio economico, riservato a chi può permettersi la costosa sottoscrizione annuale.
Chi non paga vede il proprio corpo, chiamato shell, all’asta al miglior offerente, mentre la mente resta intrappolata in un archivio virtuale con cifre stratosferiche per uscirne. È in questa società corrotta e disumanizzata che si muove il detective James Karra, un poliziotto del Dipartimento Mortalità con oltre un secolo di servizio alle spalle, alcolizzato, dipendente da pillole e reduce da un grave incidente.

Il suo superiore gli affida un caso non ufficiale: la morte sospetta di Edward Green, potente uomo d’affari e politico. Quello che sembra un incarico di routine si trasforma rapidamente in qualcosa di molto più oscuro, con segreti che risalgono ai vertici della città. La narrazione è solida e coinvolgente, anche se il potenziale politico e sociale dell’ambientazione rimane in parte inesplorato: il mondo ha molto da dire, ma il gioco non sempre trova il tempo per dirlo.
Il Reconstructor e l’arte di rileggere il passato
Il cuore dell’esperienza ludica è il Reconstructor, un dispositivo montato al polso che permette a Karra di ricostruire il luogo del delitto manipolando il tempo. Si può avanzare e riavvolgere gli eventi come se fossero una registrazione, camminandoci letteralmente in mezzo mentre i dettagli della scena prendono forma attorno a te.
A questo si aggiungono altri strumenti:
- Scanner a raggi X. Consente di seguire le traiettorie dei proiettili attraverso muri e corpi, oppure di tracciare i percorsi dei cavi fino alla fonte nascosta.
- Lampada UV. Rivela tracce di sangue e indizi invisibili a occhio nudo, guidando verso il prossimo elemento della scena.
- Tavola olografica delle prove. Usata nell’appartamento di Karra come hub narrativo, permette di collegare gli indizi raccolti e formulare deduzioni tra un’indagine e l’altra.
Il loop investigativo funziona bene e sa essere soddisfacente, soprattutto quando la ricostruzione temporale si integra con la risoluzione di sequenze d’azione già avvenute. Tuttavia, il gioco tende a guidarti eccessivamente, segnalando sempre la prossima azione da compiere e riducendo il piacere della scoperta autonoma.

Le scene del crimine sono tre in totale, la progressione è strettamente lineare e non esiste libertà di esplorazione al di fuori dei percorsi previsti. Il sistema di scelte influenza sia le relazioni tra i personaggi sia il finale: sono presenti due finali principali con due varianti ciascuno, per un totale di quattro possibili conclusioni. Un sistema che premia la coerenza, anche se può penalizzare chi non presta sufficiente attenzione durante la prima partita.
Un’estetica che parla da sola, con una colonna sonora all’altezza
Dal punto di vista visivo, Nobody Wants to Die è uno dei titoli più stilisticamente riusciti realizzati con Unreal Engine 5. L’ambientazione fonde l’art déco anni ’30, le insegne al neon di una metropoli futuristica e un’illuminazione cinematografica che richiama i grandi noir hollywoodiani. New York 2329 è affollata di auto volanti che sembrano uscite dagli anni ’20, tastierini con ghiera rotante e interni fumosi che respirano nostalgia.
Gli spazi di gioco sono in realtà piuttosto ridotti, ma la regia ambientale trasmette una sensazione di scala convincente, mentre i modelli dei personaggi sono leggermente inferiori per qualità rispetto agli ambienti.

La colonna sonora, firmata dal compositore polacco Mikołaj Stroiński, noto per il suo lavoro su The Witcher 3, è uno dei punti più alti del titolo. Un’orchestra che mescola big band, jazz e arrangiamenti cinematografici, calibrata per sostenere l’atmosfera. Il doppiaggio, solo in inglese, con Philip Sacramento nei panni di Karra e Keaton Talmadge come Sara Kai, riesce a dare credibilità a personaggi che vivono in un mondo profondamente distorto.
Nobody Wants to Die: un debutto promettente
Nobody Wants to Die è, nel complesso, un’opera prima solida e ambiziosa, capace di creare un’atmosfera autentica e di raccontare una storia intrigante in un mondo originale. I suoi limiti, la linearità accentuata, la tendenza all’hand-holding, un protagonista che convince solo a tratti e meccaniche che potrebbero essere sfruttate più in profondità non riescono a oscurare la qualità complessiva dell’esperienza.
Se ti piace il noir, le storie distopiche o i giochi narrativi in prima persona, questo titolo merita attenzione. Non aspettarti la libertà di L.A. Noire o Disco Elysium: qui il focus è sull’atmosfera e sulla storia, e su quei fronti il gioco fa il suo lavoro con personalità.

Buon divertimento con questo nuovo titolo gratuito! Il gioco include la lingua italiana per l’interfaccia e i sottotitoli.
Nobody Wants to Die
Hardware consigliato
Nobody Wants to Die richiede un sistema operativo Windows 10 a 64 bit, un processore Intel Core i5-10400 o AMD Ryzen 5 3600, accompagnato da 16 GB di RAM e una scheda grafica come la NVIDIA GeForce RTX 3070 Ti, la AMD Radeon RX 6750 XT o la Intel Arc A770.
È inoltre essenziale che il sistema supporti le librerie DirectX 12. Può essere giocato in 1080p con settings moderati anche da processori con GPU integrata come l ’AMD Ryzen 8700G (su socket AM5) o qualsiasi minipc con grafica integrata come il Mini PC Geekom A9 Max, l’ ACEMAGICIAN S3A o il Beelink SER9.











