Il progetto Ladybird, nato da SerenityOS, riscrive parti del proprio motore dal C++ a Rust. Lo fa con il supporto di assistenti AI come Claude Code e Codex. Non è una modifica sintattica, ma una decisione legata a sicurezza della memoria, manutenibilità e tenuta nel lungo periodo.
Nel panorama dei browser dominato da WebKit, Blink/Chromium e Gecko, costruire un motore indipendente significa affrontare parsing, rendering e gestione del JavaScript senza appoggiarsi a basi preesistenti. È un lavoro che richiede controllo totale sull’architettura. In precedenza il team aveva valutato Swift, ma l’interoperabilità con il C++ e il supporto multipiattaforma si sono rivelati limitati.
Dopo circa un anno di tentativi, la scelta è ricaduta su Rust. La motivazione principale è di puntare su un linguaggio memory-safe, capace di ridurre errori strutturali che in un browser possono trasformarsi in vulnerabilità.
Come funziona la migrazione assistita da AI su Ladybird
Il primo modulo interessato dalla riscrittura è LibJS, il motore JavaScript di Ladybird. Sono inclusi il lexer, il parser, l’AST e il generatore di bytecode. Sono tutti componenti relativamente isolati e coperti da test262, la suite di conformità ECMAScript. Questo ha permesso di validare ogni modifica con precisione.

La richiesta fondamentale, tuttavia, era ottenere un output byte-per-byte identico tra l’implementazione C++ e quella Rust. Il risultato è stato raggiunto senza regressioni sui 52.898 test di test262 né sui 12.461 test interni di Ladybird. Andreas Kling ha precisato che il processo non è stato autonomo. Centinaia di prompt mirati hanno guidato gli agenti di AI, seguiti da revisioni incrociate per individuare pattern problematici. Il codice Rust risultante mantiene ancora una forte impronta “tradotta dal C++”. Le scelte architetturali replicano deliberatamente comportamenti dell’originale per garantire equivalenza.
Per chi valuta di adottare un approccio simile nei propri progetti, va considerato che la presenza di test esaustivi è un prerequisito indispensabile. Senza uno strumento affidabile per confrontare i risultati, l’uso di agenti di codifica diventa un rischio difficile da gestire. La fiducia nel processo deriva proprio dalla capacità di verificare ogni singolo bit prodotto. Inoltre, la velocità di esecuzione non ha subito cali, un dato cruciale per chi lavora su motori JavaScript dove ogni millisecondo conta.
Perché Rust, perché ora
La decisione di abbracciare Rust non è stata immediata. Nel 2024 il team aveva esplorato Swift, ma le limitazioni nell’interoperabilità con C++ e il supporto frammentario fuori dall’ecosistema Apple ne hanno sconsigliato l’adozione. Rust, al contrario, offre un ecosistema maturo per la programmazione di sistema e una comunità attiva nel settore browser: sia Firefox che Chromium hanno già introdotto componenti Rust nei loro codebase.
Inoltre, Ladybird non intende abbandonare il C++: la strategia è ibrida, con nuovi sottosistemi scritti in Rust laddove i benefici in termini di sicurezza giustificano lo sforzo, mentre il resto del motore continua a evolversi in C++. Questa gradualità riduce i rischi di discontinuità e permette di affinare le interfacce di interoperabilità.
Questa convivenza riduce i rischi tecnici e consente di valutare concretamente benefici e criticità. Inoltre, la prima alpha pubblica prevista per l’estate 2026 non sarà destinata al grande pubblico, ma a chi desidera testare il motore per interesse tecnologico.
Ladybird: conclusioni
L’integrazione di Rust in Ladybird è un’operazione guidata da criteri verificabili, con test rigorosi e output identico tra C++ e Rust. Nel contesto dei motori dominanti WebKit, Blink/Chromium e Gecko , sviluppare un’alternativa indipendente richiede solidità architetturale. La sicurezza della memoria diventa quindi un fattore strutturale, non accessorio. L’AI non sostituisce il programmatore, ma accelera la traduzione sotto supervisione. Il codice viene poi sottoposto a controlli multipli e confronti sistematici.
La coesistenza di due linguaggi impone una gestione attenta delle interfacce. Per chi segue lo sviluppo di tecnologie web, vale la pena monitorare come Ladybird gestirà questa transizione ibrida. Potrebbe offrire spunti utili per altri progetti che cercano di modernizzare codebase legacy senza comprometterne la stabilità.











