Google ha annunciato che Chrome arriverà sui dispositivi Linux con architettura ARM64 nel secondo trimestre del 2026, ovvero tra aprile e giugno. Si tratta di un appuntamento atteso da tempo. Il browser era già disponibile per i Mac con chip Apple Silicon dal 2020 e per i PC Windows su ARM dal 2024. La combinazione Linux più ARM, però, era rimasta esclusa fino ad oggi.
Chi in questi anni ha usato un dispositivo con questa configurazione ha dovuto arrangiarsi con soluzioni alternative: Chromium tramite pacchetti, Snap o Flatpak, oppure la versione x86_64 eseguita attraverso un emulatore. Tuttavia, nessuna di queste soluzioni offre la stessa esperienza del browser ufficiale.
Google descrive questo lancio come un impegno verso la comunità Linux e l’ecosistema ARM. Inoltre, il complesso lavoro svolto garantisce la stessa esperienza sicura, stabile e ricca disponibile sulle altre piattaforme.

Cosa ottieni con Chrome nativo
Passare da Chromium alla versione ufficiale di Chrome non è solo una questione di marchio. Le differenze pratiche sono concrete e, per certi casi, decisive.
Con Chrome nativo su ARM64 Linux si sbloccano funzionalità che Chromium, in quanto progetto open source, non include per ragioni di licenza. Tra queste: la sincronizzazione con l’account Google, il supporto Widevine DRM (indispensabile per riprodurre contenuti in HD su piattaforme come Netflix o Spotify) e l’accesso ai pagamenti tramite il Chrome Web Store.
Chi ha utilizzato finora la versione x86_64 tramite emulazione sa che il costo in termini di risorse di sistema è tutt’altro che trascurabile. Un binario nativo ARM64 elimina questo overhead, rendendo il browser più reattivo e meno esigente in termini di batteria e memoria. La differenza si sentirà soprattutto in sessioni di lavoro prolungate o su hardware con risorse limitate.
Sul fronte dell’installazione, Google ha stretto una partnership con NVIDIA per integrare Chrome direttamente nel gestore di pacchetti del DGX Spark — il desktop compatto da oltre 4.000 dollari pensato per ricercatori e sviluppatori AI. Per tutti gli altri, l’installazione avverrà tramite la pagina ufficiale chrome.com, che rileverà automaticamente l’architettura del sistema.
Il contesto più ampio: ARM su Linux non è più una nicchia
Il mercato consumer di Linux su ARM è ancora relativamente ristretto: i laptop Dell, Lenovo e Framework che si possono acquistare con Linux preinstallato montano quasi tutti chip x86.
Tuttavia, il quadro sta cambiando. Qualcomm ha dichiarato di vedere un interesse crescente verso sistemi operativi alternativi a Windows per i suoi chip PC-grade. NVIDIA potrebbe presentare i suoi processori N1 e N1X per laptop ARM già nelle prossime settimane al GTC 2026. Anche Mediatek guarda con attenzione allo spazio Linux su ARM.
Quindi, assicurarsi che Chrome, il browser più utilizzato al mondo, funzioni nativamente su queste piattaforme prima che il mercato decolli è una scelta strategica. In questo modo, Google sta preparando il terreno per quando quella domanda diventerà mainstream.
Chrome su Linux ARM64: conclusioni
L’arrivo di Chrome su Linux ARM64 sembra una notizia di nicchia, destinata a un pubblico di sviluppatori e appassionati. Guardando oltre, però, si nota il graduale consolidamento di ARM come architettura credibile anche al di fuori del mondo Apple e dei server cloud.
Quando un browser con la diffusione di Chrome decide di investire risorse per supportare una piattaforma, significa che quella piattaforma ha raggiunto una massa critica sufficiente — o la raggiungerà a breve. Chi oggi usa già un dispositivo Linux su ARM, l’aggiornamento sarà benvenuto e tangibile.
Per tutti gli altri, è un segnale che il panorama dei PC potrebbe diversificarsi più rapidamente di quanto molti si aspettino. Se sei curioso di provare questa configurazione, dovrai aspettare i mesi tra aprile e giugno quando Chrome sarà disponibile.











