Quando si tratta di USB flash drive, la tentazione di puntare al prezzo più basso è forte. Eppure risparmiare qualche euro può significare ritrovarsi con velocità di lettura e scrittura deludenti, involucri fragili o, peggio ancora, capacità dichiarate che non corrispondono alla realtà. Raspberry Pi risponde a questa esigenza con un prodotto dedicato, pensato per chi cerca affidabilità senza compromessi.
La Raspberry Pi Flash Drive si presenta come una soluzione compatta e solida, disponibile in due versioni da 128GB e da 256GB. Entrambe le varianti adottano lo standard USB 3.0 con connettore USB-A e un involucro interamente realizzato in alluminio. La scelta del materiale garantisce robustezza e durabilità anche in caso di uso intensivo. Sulla superficie superiore è inciso il logo Raspberry Pi, un dettaglio che conferisce al prodotto un’estetica sobria e professionale.


Inoltre, l’involucro in alluminio favorisce la dissipazione del calore e protegge il dispositivo da urti accidentali. Allo stesso tempo rimane facile da impugnare grazie al design ergonomico. È presente anche un foro per agganciarla a un portachiavi, un dettaglio pratico per chi desidera averla sempre a portata di mano.
Architettura interna della Raspberry Pi Flash Drive
Sotto il profilo tecnico, entrambe le versioni della Raspberry Pi Flash Drive si basano su memorie NAND QLC (Quad-Level Cell), ovvero celle in grado di immagazzinare quattro bit per unità. Questo sistema consente di ottenere densità elevate a costi contenuti. Tuttavia, presenta alcuni limiti in termini di velocità e durata rispetto a soluzioni come il TLC o il SLC. Per compensare, Raspberry Pi ha integrato una piccola riserva di cache pseudo-SLC. Questa integrazione migliora le prestazioni durante i picchi di scrittura. In pratica, i dati vengono inizialmente allocati in questa cache veloce per poi essere trasferiti in modo progressivo alla memoria QLC più lenta.
Questo comporta vantaggi evidenti: durante brevi sessioni di scrittura intensa, la velocità può avvicinarsi al limite teorico dell’USB 3.0. Tuttavia, quando la cache si satura, le prestazioni calano e raggiungono i valori sostenuti dichiarati dal produttore. Per la versione da 128GB, la velocità di scrittura sostenuta è di 75 MB/s, mentre il modello da 256GB arriva a 150 MB/s.


Oltre alle prestazioni, Raspberry Pi ha inserito funzionalità tipiche degli SSD. Tra queste troviamo il supporto SMART per il monitoraggio dello stato di salute del dispositivo e le operazioni TRIM, utili per ottimizzare la gestione dello spazio libero. Quando la flash drive rimane inattiva, entra automaticamente in modalità a basso consumo conforme allo standard USB 3.0.
Raspberry Pi: Conclusioni
La Raspberry Pi Flash Drive si inserisce in un mercato già saturo di alternative economiche, ma punta su un pubblico diverso. Chi cerca il prezzo più basso troverà senza dubbio opzioni più convenienti. Tuttavia, per chi desidera un prodotto testato rigorosamente e con specifiche tecniche trasparenti, questa soluzione merita attenzione. L’idea è di offrire una memoria portatile, resistente agli urti fisici, ma anche alle interruzioni improvvise di corrente e alle disconnessioni accidentali.


Il produttore ha sottoposto le proprie flash drive a decine di migliaia di cicli di accensione e spegnimento casuali, mantenendo attivi carichi di lavoro intensivi per verificare che il sistema interno di gestione della memoria fosse in grado di preservare i dati in ogni circostanza. Questo approccio rigoroso rappresenta un valore aggiunto per chi utilizza il dispositivo in contesti dove la stabilità è essenziale.
Il prodotto può essere acquistato dal sito del produttore. Il prezzo è di circa 30 euro per la versione da 128GB e 55 euro per quella da 256GB. Può sembrare elevato rispetto a prodotti simili di altri marchi, ma va considerata la resistenza ai guasti e la qualità costruttiva. L’alluminio, il supporto SMART, la compatibilità con le operazioni TRIM e la verifica approfondita della stabilità durante i cicli di alimentazione sono dettagli importanti per chi utilizza questi dispositivi in ambito professionale o in progetti dove la perdita di dati non è un’opzione.










