Ieri Google Labs ha rilasciato un aggiornamento importante di Stitch, il suo strumento AI per la progettazione di interfacce app e web, e il mercato ha risposto nel modo più eloquente possibile. Le azioni di Figma (la popolare piattaforma di design basata su browser) hanno aperto in ribasso di quasi il 9%. Stitch non è semplicemente un generatore di mockup più veloce, ma con questo aggiornamento Google ha trasformato il prodotto in una piattaforma di design AI-nativa, posizionandola come punto d’ingresso per chiunque voglia costruire interfacce digitali, con o senza esperienza pregressa nel campo.
L’aggiornamento interessa non solo i designer professionisti, ma anche chi lavora su prodotti digitali, ovvero sviluppatori, product manager e founder, che vogliono ridurre il tempo tra un’idea e la sua prima rappresentazione visiva.
Inoltre, grazie a Google Stitch, chiunque abbia un’idea in testa ma nessuna dimestichezza con i tool di design può oggi tradurla in un’interfaccia curata e funzionale, senza dover imparare a usare software complessi né affidarsi a un designer esterno.
Stitch: dall’idea al prototipo in minuti
Il cuore dell’aggiornamento è il concetto di vibe design, termine coniato da Google per descrivere un nuovo paradigma operativo. Invece di partire da wireframe o artboard, chiunque può descrivere in linguaggio naturale l’esperienza che vuole creare, ovvero le emozioni che dovrebbe evocare, i riferimenti visivi già in mente, il tipo di prodotto da costruire, e Stitch genera composizioni UI complete basandosi su un modello Gemini a scelta.
Il processo non si limita a una singola schermata. La nuova versione è in grado di produrre fino a cinque schermate simultaneamente e di collegarle in flussi interattivi attraverso un pulsante Play che simula la navigazione di chi le percorre.
A supportare il tutto, c’è un canvas infinito ridisegnato da zero. Lo spazio di lavoro accetta immagini, testo e codice come contesto diretto, affiancato da un Agent Manager che consente di esplorare più direzioni di design in parallelo senza perdere traccia del progresso.
Un’altra novità di rilievo è il formato DESIGN.md, un file markdown che permette di esportare o importare le regole di un sistema di design tra strumenti diversi, garantendo coerenza visiva tra progetti differenti senza ricominciare da zero ogni volta.

È anche possibile parlare direttamente al canvas e richiedere varianti cromatiche o di layout mentre si lavora. Stitch può anche essere collegato ad agenti esterni, come Antigravity, il coding tool (IDE) di Google, tramite un server MCP, e i design possono essere esportati direttamente in Figma con layer e componenti preservati.
Stitch vs Figma: strumenti diversi per fasi diverse del lavoro
Inquadrare Stitch come un rivale diretto di Figma è probabilmente un errore. I due strumenti operano su momenti diversi del processo di design e, di conseguenza, soddisfano esigenze diverse.
Stitch domina la fase zero-to-one. Quando si sta esplorando, generando idee o cercando di comunicare rapidamente una direzione visiva, la sua velocità non ha paragoni. In pochi minuti è possibile produrre una decina di concept che in Figma richiederebbero ore di setup. Il tutto, gratuitamente.
Figma, al contrario, rimane lo strumento di riferimento nella fase di raffinamento e produzione. La collaborazione multiplayer in tempo reale, la gestione dei sistemi di design con component library, token e variabili, la precisione pixel-perfect, l’ecosistema di oltre 2.000 plugin e il Dev Mode per il passaggio agli sviluppatori, con supporto CSS, iOS e Android, sono tutte capacità che Stitch attualmente non replica.
Da segnalare anche il lato enterprise. Stitch è fondamentalmente uno strumento per singolo profilo, privo di funzionalità come SSO, SCIM o controllo granulare dei permessi, che invece Figma gestisce da anni in modo maturo.
Se sei un freelance, un founder che costruisce un MVP, un product manager che deve comunicare idee all’engineering oppure uno sviluppatore che necessita di mockup rapidi, Stitch sarà difficile da ignorare. Se invece lavori in un team strutturato, con sistemi di componenti consolidati e flussi di handoff verso sviluppatori su piattaforme native, Figma resta insostituibile.
Il workflow più produttivo è quello ibrido: generare in Stitch, esportare in Figma e raffinare lì.
Non una sostituzione, ma una ridefinizione del punto di partenza
La vera minaccia non è che Stitch sostituisca Figma per chi lo usa già in modo professionale. Le organizzazioni non abbandonano sistemi di design maturi, plugin integrati e workflow collaudati perché è arrivato uno strumento di brainstorming più veloce.
La minaccia, più sottile, è un’altra. Stitch rischia di intercettare la prossima generazione di professionisti digitali, quelli che Figma stava cercando di attrarre tra sviluppatori, PM e stakeholder, prima che questi abbiano mai aperto Figma.
Il parallelo più istruttivo è quello con Google Docs e Microsoft Word: il primo non ha eliminato il secondo, ma ha ridefinito le aspettative sul punto di accesso e ha costretto Microsoft ad accelerare su collaborazione e cloud. Stitch farà probabilmente qualcosa di simile, rendendo il primo draft del design gratuito, istantaneo e accessibile a tutti, spostando il valore di Figma sul territorio in cui è davvero insostituibile, ovvero la collaborazione strutturata, la precisione e il raccordo con lo sviluppo.
L’era del design AI-native è arrivata, ma per ora non sostituirà gli strumenti di design professionali. Sta rendendo il primo draft gratuito e istantaneo, così che i designer possano dedicare il loro tempo al lavoro che conta davvero. Se sei un designer nel 2026, vale la pena provare Stitch già oggi su stitch.withgoogle.com: non per abbandonare il tuo stack, ma per capire quanto tempo stai lasciando sul tavolo nella fase di ideazione.











