PARANORMASIGHT: The Mermaid’s Curse è un’avventura visuale horror sviluppata da Square Enix con il team interno Xeen, pubblicata il 19 febbraio 2026 per Nintendo Switch, PC (Steam), Android e iOS. Si tratta del seguito diretto di PARANORMASIGHT: The Seven Mysteries of Honjo del 2023, un titolo passato quasi inosservato al grande pubblico ma capace di conquistare una nicchia di appassionati del genere, diventando rapidamente un cult.
PARANORMASIGHT abbandona la Tokyo notturna e claustrofobica del predecessore per spostarsi nella regione rurale di Ise-Shima, un’ambientazione più aperta e luminosa che riflette un cambiamento stilistico profondo. Classificato ESRB Mature 17+, il gioco è pensato per un pubblico adulto per via di violenza, sangue e linguaggio forte presenti nella narrazione.
La direzione artistica è curata da Takanari Ishiyama, che già aveva guidato il primo capitolo. Il risultato è un’opera che prende l’impostazione del prequel e la porta in una direzione nuova, sia sul piano visivo che su quello dei contenuti.
Non è strettamente necessario aver giocato il primo capitolo: i due titoli condividono solo pochi riferimenti incrociati e la presenza del Bureau per gli Affari Paranormali, ma le storie sono del tutto indipendenti. Un seguito che ha colto di sorpresa molti, considerando che la serie sembrava destinata a restare un’opera isolata dopo l’esordio.
PARANORMASIGHT: sirene, fantasmi e segreti sommersi
La storia è ambientata nell’isola fittizia di Kameshima, ispirata a luoghi reali della regione di Ise-Shima ricchi di folklore sulle sirene, e si svolge negli anni Ottanta.
Ma attenzione, non si tratta delle sirene del mito occidentale, bellissime e seducenti. Qui si parla di creature del folklore giapponese, esseri maledetti, corpi mummificati, forme ibride con testa umana e corpo di pesce, la cui carne, secondo la leggenda, concederebbe l’immortalità a chi la consuma.

Il protagonista iniziale è Yuza Minakuchi, un giovane ama diver (le tradizionali pescatrici di conchiglie e ricci di mare), il cui passato è segnato da un trauma: entrambi i suoi genitori sono morti in un naufragio cinque anni prima, e lui fu l’unico sopravvissuto.
Quando, durante una sessione di immersione, scorge sul fondo del mare un’apparizione con il suo stesso volto, Yuza comincia a scavare nelle leggende locali sulle sirene. La sua ricerca personale si intreccia rapidamente con eventi paranormali, maledizioni e morti misteriose.
Ad accompagnarlo, nel corso della narrazione, ci sono altri tre protagonisti principali:
- Sato. Un ragazzo la cui stessa presenza sull’isola è avvolta nel mistero.
- Yumeko. Investigatrice del paranormale alle prese con una profezia di tempesta imminente.
- Arnav. Uno scrittore straniero appassionato di leggende che finisce per essere coinvolto nelle tragedie locali.

Ci sono finali multipli da scoprire, e solo attraversandoli tutti si ottiene il quadro completo. La storia parte lentamente, ma una volta che prende ritmo non si ferma più, ponendo domande profondamente umane su immortalità, desiderio e le conseguenze delle proprie scelte.
Il narratore di PARANORMASIGHT
In PARANORMASIGHT fa ritorno anche il Narratore (storyteller), il misterioso anziano che rompe la quarta parete per guidarti e commentare i tuoi progressi. Rompere la quarta parete significa che qualcuno nella storia si accorge di te e ti parla direttamente, riconoscendo che stai guardando/giocando. Il Narratore ogni tanto si rivolgerà a te con affermazioni tipo: “Hai capito cosa sta succedendo? Bene, andiamo avanti.”. È una tecnica narrativa che, in un gioco horror/mistery, funziona particolarmente bene perché non sei solo uno spettatore passivo, sei quasi complice della storia. Rompe l’immersione in modo voluto, e ti coinvolge ancora di più.
Un esempio famoso fuori dal gaming è Deadpool, che nei film parla direttamente al pubblico sapendo di essere in un film.

Un giallo non lineare che premia chi è attento ai dettagli
PARANORMASIGHT: The Mermaid’s Curse riprende quasi integralmente la struttura del predecessore. La narrativa è divisa in scene distribuite su uno Story Chart, seguendo le prospettive di quattro personaggi diversi in ordine non cronologico. Avanzare in una storia sblocca nuove scene per gli altri, creando un effetto detective in cui ogni punto di vista aggiunge contesto a quello precedente.
Si esplora l’ambiente tramite panoramiche a 360 gradi, si interagisce con oggetti e si conversa con i personaggi raccogliendo indizi, poi archiviati in un’enciclopedia in-game accessibile tramite i menu Files e Profiles.

Molti enigmi di PARANORMASIGHT: The Mermaid’s Curse richiedono di inserire risposte in formato libero, un nome, un luogo, un concetto, senza opzioni multiple. Questo ti costringe a leggere davvero tutto il materiale disponibile e a ragionare in autonomia. Rispetto al predecessore, gli enigmi sono stati calibrati per essere meno punitivi nel percorso principale, guidando meglio verso le soluzioni senza togliere la soddisfazione di arrivarci.
La maggior parte dei puzzle del corpo centrale del gioco risulta quasi un semplice test di comprensione del testo, mentre il finale, in particolare l’ottenimento del vero ending segreto, presenta un salto di difficoltà radicale.
Una nuova aggiunta è il minigioco di immersione dedicato a Yuza: si scende sott’acqua, si raccolgono risorse prima che l’ossigeno si esaurisca e si accumula esperienza per migliorare le abilità del personaggio, tra cui la velocità di movimento, la raccolta più rapida o un raggio di rilevamento più ampio. È un sistema semplice ma ben integrato nella narrazione. Immancabili anche i momenti in cui il gioco rompe consapevolmente la quarta parete, come da tradizione della serie.
Un’estetica pittorica che respira con l’acqua
PARANORMASIGHT: The Mermaid’s Curse usa lo stesso motore proprietario del predecessore, basato su fotografie di luoghi reali elaborate e trasformate in sfondi pittorici dallo stile illustrativo marcato. La differenza rispetto al primo capitolo è però visibile: molte scene si svolgono di giorno e in ambienti aperti, il che fa emergere con più forza la qualità dei fondali e conferisce alla direzione artistica una piacevole luminosità.
Il passaggio dall’ambientazione notturna di Tokyo all’ambiente costiero e diurno di Kameshima è però un’arma a doppio taglio. Visivamente il gioco guadagna in varietà cromatica e bellezza dei fondali, ma perde parte di quell’atmosfera claustrofobica che rendeva il predecessore così efficace.

Il filtro televisivo retrò del primo gioco, giustificato dall’estetica da vecchio schermo CRT, qui è stato abbandonato. Al suo posto, i menu adottano un tema acquatico, sembra di nuotare tra le opzioni. I personaggi, disegnati in 2D con ritratti espressivi su questi sfondi panoramici, sono più animati rispetto al passato: la regia delle scene di dialogo è più movimentata, con variazioni di inquadratura e camera più dinamiche.
Sul fronte audio, il team sonoro di Square Enix conferma il proprio valore. Alcune tracce iconiche del primo capitolo sono state mantenute per creare continuità identitaria, mentre nuove composizioni si adattano all’atmosfera tropicale e costiera. La colonna sonora riesce nell’impresa di trasmettere una sottile inquietudine anche nelle scene più tranquille senza spezzarne il tono, contribuendo in modo decisivo alla tensione durante le sequenze più drammatiche.
L’unica nota stonata è il reiterato uso di un particolare effetto percussivo che, dopo un po’, tende a farsi sentire di troppo.
PARANORMASIGHT: The Mermaid’s Curse, un gioco difficile da smettere
PARANORMASIGHT: The Mermaid’s Curse è un seguito ben costruito che porta avanti la serie con intelligenza e con uno stile visivo più maturo. La storia è densa e avvincente, i personaggi hanno personalità definite e la struttura a timeline multipla offre ore di contenuto da esplorare. Dove il titolo mostra qualche incertezza è nella distribuzione della difficoltà degli enigmi, troppo morbidi nella prima metà, potenzialmente esasperanti verso la fine.

Detto questo, se sei appassionato di visual novel, avventure detective o di storie che intrecciano folklore giapponese e soprannaturale, questo è esattamente il tipo di gioco che stai cercando. Non è il tipo di gioco per tutti, ma per il suo pubblico è praticamente imperdibile. Purtroppo non è disponibile in italiano ma solo in inglese, cinese e giapponese.
PARANORMASIGHT: The Mermaid's Curse
Hardware consigliato
Per chi gioca su PC, i requisiti minimi sono decisamente accessibili, in linea con la natura visuale del titolo. Bastano un processore AMD Ryzen 3 1200 o Intel Core i3-7100, 8 GB di RAM e una scheda video entry-level come la GeForce GTX 750 o la Radeon RX 460. Lo spazio su disco richiesto è minimo, ovvero solo 2 GB. Il sistema operativo richiesto è Windows 11.
Per un’esperienza più fluida, i requisiti consigliati rimangono comunque alla portata di qualsiasi PC di fascia media: un AMD Ryzen 3 2300X o Intel Core i3-8100 sono più che sufficienti, con una scheda video come la GeForce GTX 1630 o la Radeon RX 6400.
Può essere giocato in 1080p con settings moderati anche da processori con GPU integrata come l’AMD Ryzen 8700G (su socket AM5) o qualsiasi minipc con GPU integrata come il Geekom AE8, il GMKtec NucBox K11 o il potente Beelink SER9.











