L’anno 2025 si è chiuso con un dato che è punto di svolta per il gaming su Linux. Secondo lo Steam Hardware & Software Survey di dicembre, la quota di mercato della piattaforma open source ha raggiunto il 3,19%, confermando una crescita costante rispetto al 2,29% dello stesso mese del 2024 e ai livelli inferiori al 2% registrati nel dicembre 2023. Nonostante un lievissimo calo rispetto al record di novembre, quando si era toccato il 3,2%, il dato rimane stabile e testimonia come il fenomeno non sia più un’anomalia passeggera.


Dietro questa ascesa ci sono due protagonisti principali. Da un lato troviamo Valve con la sua Steam Deck, l’handheld che ha introdotto milioni di giocatori verso un’esperienza Linux-first attraverso SteamOS.
Dall’altro emerge il ruolo sempre più centrale di AMD, sia come fornitore dell’APU custom che alimenta il dispositivo portatile, sia come promotore di driver open source che hanno ridotto il gap prestazionale con Windows. A questi elementi si aggiunge la maturazione di Proton, il layer di compatibilità che permette di eseguire giochi Windows su Linux con interventi minimi o nulli da parte degli appassionati.
I numeri del survey e il peso della Steam Deck


Il Survey di Steam rimane lo strumento più affidabile per osservare le tendenze dell’ecosistema gaming su PC. Uno degli elementi più rivelatori del Survey riguarda la composizione hardware della base Linux. Analizzando le stringhe GPU riportate nei dati, emerge che l’AMD Custom GPU 0405, ovvero la GPU integrata nell’APU della Steam Deck, rappresenta il 21,4% del mercato GPU su Linux.
Questo dato è particolarmente eloquente perché suggerisce che circa un quinto dei giocatori Linux utilizza il dispositivo portatile di Valve. Considerando che esistono anche altri handheld basati su AMD e che molti proprietari di Steam Deck installano distribuzioni alternative, la reale influenza dell’hardware di Valve potrebbe essere ancora maggiore.
La presenza massiccia di SteamOS Holo, la distribuzione Linux sviluppata da Valve per i suoi dispositivi portatili, conferma ulteriormente questo scenario. All’interno del sottoinsieme Linux del Survey, SteamOS rappresenta una porzione considerevole, indicando che l’esperienza curata e ottimizzata offerta dalla Steam Deck sta effettivamente introducendo nuove persone al gaming su piattaforma open source senza richiedere competenze tecniche avanzate.
AMD domina su Linux con quasi il 72% di quota CPU
Interessante è anche la posizione di AMD nel segmento CPU su Linux. Il Survey di dicembre mostra che i processori AMD rappresentano il 71,93% della quota CPU tra chi gioca su Linux, un nuovo massimo storico che segna un incremento del 5,2% rispetto a novembre. Per mettere questo dato in prospettiva, basti pensare che su Windows AMD detiene solamente il 47,27% del mercato CPU su Steam, un valore già notevole ma ben lontano dalla dominanza quasi assoluta registrata su Linux.
Questa disparità così marcata ha spiegazioni che vanno oltre le semplici preferenze tecniche. In primo luogo, la Steam Deck e la maggior parte delle console portatili gaming di terze parti montano APU AMD, contribuendo in modo massiccio alle statistiche. In secondo luogo, AMD ha storicamente investito molto nell’ecosistema Linux attraverso il supporto attivo ai driver open source e la collaborazione con progetti come Mesa. Questo approccio ha creato un circolo virtuoso in cui chi costruisce sistemi Linux per gaming tende a preferire hardware AMD per la maggiore compatibilità e il supporto superiore.
Questa concentrazione offre ad AMD un vantaggio strategico nel guidare l’evoluzione dell’ecosistema Linux gaming, dato che ottimizzazioni e miglioramenti ai driver favoriscono una fetta molto ampia della base installata.
Driver open source e Mesa: la differenza che conta
Uno degli aspetti più sottovalutati nella discussione sul gaming Linux riguarda l’infrastruttura dei driver grafici. Mentre su Windows le soluzioni proprietarie di NVIDIA e AMD dominano incontrastate, su Linux il panorama è radicalmente diverso grazie al progetto Mesa e al driver Vulkan open source RADV per schede Radeon. Questo stack software ha raggiunto una maturità che lo rende non solo utilizzabile, ma competitivo rispetto alle controparti proprietarie per molti carichi di lavoro.
Il driver RADV è il frutto di contributi provenienti da molteplici attori dell’ecosistema. Valve ha investito risorse significative nello sviluppo, consapevole che le performance della Steam Deck dipendono direttamente dalla qualità di questo software. AMD stessa contribuisce attivamente, fornendo documentazione hardware e patch.
Negli ultimi due anni Mesa ha accelerato il suo ciclo di rilascio introducendo ottimizzazioni prestazionali, miglioramenti nella gestione degli shader e supporto esplicito per funzionalità richieste dai moderni layer di traduzione. Tra le aggiunte più rilevanti figurano le estensioni cooperative matrix e float8, necessarie per implementare upscaler avanzati come FSR4 di AMD. L’approccio open source di AMD porta vantaggi tangibili per chi gioca su Linux.


Rimangono comunque aree dove lo stack open source deve ancora colmare il gap. Il ray tracing, ad esempio, mostra ancora differenze prestazionali rispetto a Windows in alcuni titoli, soprattutto quando vengono utilizzate estensioni specifiche dei vendor. Tuttavia, la velocità con cui questi divari si stanno riducendo suggerisce che la parità completa potrebbe non essere lontana.
Proton su Linux
Se i driver open source hanno reso possibile sfruttare l’hardware in modo efficiente, è Proton ad aver rimosso la barriera più grande per il gaming su Linux: la mancanza di titoli nativi. Questo layer di compatibilità, sviluppato da Valve basandosi su Wine e integrato nativamente in Steam, permette di eseguire giochi Windows su Linux con un livello di trasparenza che solo pochi anni fa sarebbe stato impensabile.
Proton non è un singolo componente ma un’orchestrazione di tecnologie diverse. Al suo interno troviamo DXVK per la traduzione da Direct3D 9/10/11 a Vulkan, vkd3d-proton per Direct3D 12, oltre a numerosi altri componenti che gestiscono audio, input e altre API Windows. La versione 3.0 di vkd3d-proton, rilasciata recentemente, ha introdotto un backend shader DXBC completamente riscritto che ha risolto problemi di compatibilità con numerosi titoli DirectX 12 e ha aggiunto supporto esplicito per FSR4 attraverso le estensioni Vulkan.
I dati aggregati dalla community attraverso ProtonDB e altri progetti di monitoraggio mostrano che attualmente circa il 90% dei giochi Windows riesce ad avviarsi su Linux. Questo dato va interpretato con cautela perché “avviarsi” non equivale a “funzionare perfettamente”. La community ha sviluppato un sistema di classificazione che va da “Platinum” (funziona perfettamente senza alcun intervento) a “Borked” (non funziona), passando per varie sfumature intermedie che richiedono piccoli aggiustamenti o presentano problemi minori.
Ciò che conta, tuttavia, è il trend. La percentuale di giochi che raggiungono lo stato Platinum o Gold è cresciuta costantemente negli ultimi anni. Per chi possiede una Steam Deck, Valve ha ulteriormente semplificato la situazione attraverso il programma Deck Verified, che certifica quali titoli funzionano perfettamente sull’hardware portatile senza richiedere interventi manuali. Questo sistema di certificazione riduce drasticamente la barriera d’ingresso per chi si avvicina al gaming Linux per la prima volta.
Le sfide gaming ancora aperte su Linux
Nonostante i progressi notevoli, il gaming su Linux deve ancora affrontare ostacoli che ne limitano l’appeal per determinati segmenti di mercato. Il problema più grande riguarda senza dubbio l’anti-cheat di livello kernel, una tecnologia utilizzata da molti giochi multiplayer competitivi per prevenire imbrogli.
Titoli popolari come League of Legends, Valorant, Rainbow Six Siege e Escape from Tarkov utilizzano sistemi anti-cheat progettati per operare a livello kernel su Windows, un ambiente privilegiato che su Linux presenta problematiche sia tecniche che filosofiche. Molti di questi sistemi semplicemente bloccano l’esecuzione quando rilevano Proton o un ambiente Wine, rendendo quasi impossibile giocare a questi titoli su Linux indipendentemente dalla compatibilità tecnica del resto del gioco. Quasi impossibile perché esiste l’alternativa con i servizi di cloud gaming.
Valve ha lavorato con alcuni sviluppatori di sistemi anti-cheat per introdurre supporto Linux, ottenendo risultati parziali. Easy Anti-Cheat e BattlEye, due delle soluzioni più diffuse, offrono ora opzioni che permettono agli sviluppatori di abilitare il supporto Linux con modifiche relativamente limitate. Tuttavia, la decisione finale spetta agli sviluppatori dei singoli giochi, e molti hanno scelto di non investire risorse in questa direzione, lasciando i loro titoli incompatibili con la piattaforma.
Anche se la compatibilità tecnica fosse perfetta, senza la volontà degli sviluppatori di abilitare esplicitamente il supporto Linux nei loro sistemi anti-cheat, questi titoli rimarranno inaccessibili.
Un secondo ostacolo riguarda la frammentazione intrinseca all’ecosistema Linux. A differenza di Windows, che presenta una superficie relativamente uniforme per gli sviluppatori (seppur con differenze tra versioni), Linux comprende centinaia di distribuzioni diverse, multiple versioni di kernel, due sistemi di windowing principali (X11 e Wayland), diversi stack di compositing e varie versioni di librerie. Questa varietà rende complesso per uno sviluppatore garantire che il proprio gioco funzioni correttamente su tutte le configurazioni possibili.
Una crescita strutturale che ridisegna gli equilibri
Siamo di fronte a un cambio di paradigma. Fino a cinque anni fa, giocare su Linux era un’impresa per pochi eletti; oggi, grazie a Proton e alla visione di Valve, è una realtà solida. La combinazione tra hardware accessibile e ben progettato come la Steam Deck, driver open source maturi che offrono prestazioni competitive, e layer di compatibilità sempre più raffinati ha rimosso le principali barriere che per anni hanno relegato Linux a una nicchia marginale nel gaming su PC.
Per sviluppatori e publisher, il mercato Linux è ormai sufficientemente grande da meritare considerazione. Se il 2024 è stato l’anno della conferma, il 2025 si chiude con la consapevolezza che Linux è ormai la “terza via” del gaming.










