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Styx: Master of Shadows ridefinisce lo stealth puro
Styx: Master of Shadows è un gioco stealth in terza persona sviluppato da Cyanide Studios e pubblicato da Focus Home Interactive nel 2014 per PC, PlayStation 4 e Xbox One. Questo titolo rappresenta un prequel di Of Orcs and Men, espandendo l’universo fantasy creato dallo studio francese.
A differenza del suo predecessore action-RPG, Master of Shadows abbraccia completamente il genere stealth, posizionandosi come un’esperienza hardcore che non ammette compromessi. Il gioco si rivolge ai puristi dell’infiltrazione, a chi cerca una sfida autentica dove il combattimento diretto equivale quasi sempre alla morte. Styx si propone come alternativa credibile ai grandi nomi del settore, pur consapevole dei propri limiti tecnici.
La storia di un goblin alla ricerca delle proprie origini
La narrazione segue Styx, un goblin di 200 anni con una lingua affilata quanto i suoi pugnali, mentre si infiltra nella Torre di Akenash con l’obiettivo di rubare il cuore dell’Albero del Mondo. Questa struttura monumentale è dominata da umani ed elfi che proteggono l’albero, fonte di una sostanza magica dorata chiamata Ambra. Catturato all’inizio della storia, Styx viene interrogato da Lord Barimen e suo figlio Aaron, che sospettano collegamenti con gli elfi.
La trama si sviluppa attraverso flashback e colpi di scena a metà percorso, esplorando temi come l’identità e le origini del protagonista. L’Ambra non è solo una risorsa strategica ma causa a Styx terribili emicranie, permettendogli di udire i pensieri di chiunque l’abbia consumata. Sebbene la narrativa presenti momenti intriganti, alcuni aspetti rimangono inspiegati e la struttura a episodi interrompe occasionalmente il ritmo emotivo dell’avventura.


Meccaniche stealth e abilità soprannaturali
Il gameplay di Styx: Master of Shadows si fonda su un principio cardine della vecchia scuola stealth: essere scoperti significa morire. Il protagonista è decisamente fragile fisicamente; può affrontare al massimo un nemico alla volta attraverso un sistema di parata temporizzata simile a un quick-time event. Contro due o più avversari,la morte è praticamente garantita. La difficoltà Goblin Mode elimina completamente la possibilità di combattimento diretto, costringendo alla fuga immediata.
Questa filosofia obbliga a pianificare ogni movimento, studiare le rotte delle guardie e sfruttare l’ambiente verticale della fortezza, che ricorda le strutture di Assassin’s Creed ma con sensibilità stealth più marcate. Il tatuaggio luminoso sul corpo di Styx indica il livello di occultamento, brillando intensamente quando si è completamente nascosti nelle ombre. Spegnere torce con palline di sabbia e fango, camminare su tappeti per attutire i passi e nascondere i cadaveri diventano routine essenziali.


L’Ambra funziona come una barra mana, alimentando tre abilità chiave: la Visione Ambrata evidenzia nemici e oggetti interattivi, l’Invisibilità offre pochi secondi di occultamento completo, mentre il Clone permette di vomitare una copia controllabile di sé stessi per aprire porte, distrarre guardie o esplodere in una nuvola di fumo. Quest’ultima meccanica distingue Styx dai concorrenti e offre soluzioni creative ai puzzle ambientali.
Il sistema di progressione include sette alberi delle abilità con quattro skill ciascuno, sbloccabili tramite punti esperienza ottenuti completando missioni e obiettivi secondari. Gli Emblemi rappresentano sfide opzionali particolarmente ardue: completare una missione senza allerte, senza uccisioni, sotto un tempo limite di 25 minuti o raccogliendo tutti i token nascosti. Sebbene ricompensino con soli 20 punti abilità, rappresentano una prova significativa per i perfezionisti.
Comparto tecnico: eccellenze e criticità grafiche
Visivamente, Styx: Master of Shadows presenta un’architettura della Torre di Akenash realizzata con cura, mescolando influenze steampunk a design fantasy originali. L’illuminazione dinamica costituisce uno dei punti di forza, con ogni livello caratterizzato da atmosfere distinte che vanno dalle biblioteche oscure alle prigioni umide. I modelli dei personaggi mostrano dettagli interessanti, specialmente nel volto sfregiato di Styx con i suoi occhi luminosi che tradiscono astuzia e stanchezza.


Tuttavia, emergono problematiche tecniche evidenti come il pop-in delle texture, oggetti sfocati che tardano a caricare i dettagli e problemi di clipping durante le animazioni di uccisione. Le cutscene alternano tre stili differenti: pre-renderizzate tradizionali, in-game in tempo reale e sequenze narrative basate su concept art statiche tra i capitoli. Quest’ultima scelta, sebbene artistica, rende difficile seguire la narrazione per la scarsità di immagini utilizzate.
Sul fronte audio, la colonna sonora orchestrale composta da Henri Pierre Pellegrin si distingue per arrangiamenti suggestivi che amplificano la tensione durante le fasi di infiltrazione, con esplosioni di percussioni e archi frenetici nei momenti critici. Il doppiaggio inglese abbraccia un linguaggio estremamente volgare, coerente con la natura grezza del protagonista goblin, rendendo gli scambi tra Styx e le guardie sorprendentemente umoristici e talvolta toccanti nella loro umanizzazione degli antagonisti.
Styx: Master of Shadows è per chi cerca stealth autentico e spietato
Styx: Master of Shadows si rivela un’esperienza polarizzante, dedicata esclusivamente a chi apprezza lo stealth puro senza concessioni all’azione diretta. I livelli open-ended offrono molteplici percorsi verso gli obiettivi, incoraggiando sperimentazione e creatività nelle soluzioni. Tuttavia, il backtracking forzato attraverso gli stessi ambienti risulta tedioso, specialmente considerando che lampadari e oggetti distrutti riappaiono magicamente.
L’intelligenza artificiale oscilla tra comportamenti ridicoli, con guardie che si ignorano vicendevolmente o girano su se stesse confuse, e brutalità eccessiva nelle reazioni. I controlli di arrampicata soffrono di imprecisione nell’aggancio ai bordi, causando morti frustranti per cadute non intenzionali.


Nonostante questi difetti evidenti, quando tutto funziona correttamente l’esperienza regala momenti di soddisfazione, avvicinandosi ai classici come Thief e Metal Gear Solid 3. Lo consiglio esclusivamente ai veri amanti dello stealth.
Buon divertimento con quest’altro rilascio gratuito! Il gioco include la lingua italiana per l’interfaccia e i sottotitoli.
Styx: Master of Shadows
Styx: Master of Shadows: hardware consigliato
Per giocare a Styx: Master of Shadows in FHD (1080p) è sufficiente una GPU entry level. Può essere giocato in 1080p con settings moderati anche da processori con GPU integrata come l’AMD Ryzen 8700G (su socket AM5) o qualsiasi minipc con GPU integrata come il Mini PC Geekom A9 Max, l’ACEMAGICIAN S3A o il potente Beelink SER9.










