OpenAI si prepara a compiere il suo primo ingresso nel mercato hardware con degli auricolari attesi nella seconda metà del 2026. L’annuncio arriva da Chris Lehane, Chief Global Affairs Officer dell’azienda, durante un panel all’Axios House Davos nell’ambito del World Economic Forum in Svizzera. Sweetpea è il nome in codice degli auricolari: promettono accesso costante a ChatGPT senza intermediazione dello smartphone.


Il progetto nasce dalla collaborazione con Jony Ive, leggendario designer di iPhone, iPod e Apple Watch, la cui società io Products (precedentemente Io) è stata acquisita da OpenAI nel maggio 2025. Ive aveva già lavorato silenziosamente con OpenAI attraverso la sua firma di design LoveFrom prima che il team venisse formalmente integrato.
Sam Altman, CEO di OpenAI, aveva già dimostrato interesse per dispositivi consumer investendo in Humane, startup dietro il controverso AI Pin che non ha riscosso successo commerciale. Questa volta però la partnership con Ive e l’esperienza accumulata dai suoi ex collaboratori Apple potrebbero fare la differenza, trasformando l’audio in una porta d’accesso privilegiata verso un’esperienza AI pervasiva e discreta.
Se riusciranno effettivamente a rendere l’assistente vocale intelligente e non frustrante, potrebbero rivoluzionare il settore. La stima di 50 milioni di unità è però estremamente ambiziosa per un debutto hardware.
Sweetpea: design innovativo e ambizioni produttive
Sweetpea dovrebbe essere un dispositivo dalla forma peculiare: due auricolari a forma di capsula ospitati in una custodia a forma di uovo, progettati per essere indossati dietro l’orecchio anziché al suo interno. Questa soluzione ergonomica ricorda più un apparecchio acustico che i tradizionali auricolari wireless, potenzialmente garantendo maggior comfort durante utilizzi prolungati e spazio per sensori avanzati.
Il lancio potrebbe avvenire già a settembre 2026, con Foxconn incaricata della produzione presso stabilimenti in Vietnam. Gli obiettivi di vendita sono straordinariamente elevati: tra 40 e 50 milioni di unità nel primo anno, cifre che testimoniano la fiducia riposta nel progetto come priorità assoluta per il 2026. L’hardware integrerebbe un chip Samsung Exynos a 2nm per elaborazioni locali, affidandosi al cloud solo per operazioni computazionalmente intensive.
Il design punta tutto sull’interazione vocale, permettendo richieste attivate dalla voce, traduzioni in tempo reale e assistenza personalizzata. L’obiettivo dichiarato è creare hardware più discreto e composto rispetto allo smartphone, capace di integrarsi naturalmente nella quotidianità senza diventare invasivo o richiedere attenzione visiva continua.
OpenAI: ecosistema allargato e incognite sul successo commerciale
Sweetpea non sarà l’unico prodotto nella roadmap hardware di OpenAI. Le fonti parlano di cinque dispositivi previsti entro il quarto trimestre 2028, tra cui una AI Pen dal nome in codice Gumdrop e prodotti per uso domestico. La penna AI dovrebbe convertire appunti scritti a mano in testo digitale, caricarli istantaneamente su ChatGPT e organizzare memo vocali, il tutto senza schermo dedicato. Questo approccio multi-dispositivo ricorda l’ecosistema integrato di Apple, con la differenza che qui l’intelligenza artificiale costituisce la spina dorsale dell’intera esperienza.
Tuttavia, le sfide tecniche non mancano. L’autonomia della batteria rimane un ostacolo critico per dispositivi always-on che devono elaborare AI continuamente. L’integrazione di processori avanzati come il Samsung Exynos a 2nm potrebbe inoltre far lievitare i costi, rendendo problematica la penetrazione nel mercato di massa. Inoltre, OpenAI dovrà affrontare complesse questioni sulla privacy e la gestione dei dati personali.
Funzionalità come comprensione del linguaggio naturale anche in ambienti rumorosi o traduzione simultanea durante conversazioni potrebbero distinguere questi auricolari dalla concorrenza. Resta da vedere se l’azienda riuscirà a dimostrare valore tangibile oltre la novità tecnologica, evitando il destino di progetti fallimentari come il Rabbit R1 o l’Humane AI Pin.
L’ingresso di OpenAI nell’hardware indossabile avviene in un contesto competitivo dominato da giganti consolidati. Apple detiene una posizione dominante nel mercato degli auricolari wireless grazie agli AirPods, recentemente potenziati con funzionalità AI tramite Siri. Anche Google e Amazon hanno sperimentato dispositivi audio dotati di intelligenza artificiale, ottenendo però risultati contrastanti. Il vantaggio competitivo di OpenAI risiede nei suoi modelli linguistici superiori, capaci potenzialmente di offrire interazioni più sfumate e contestualmente consapevoli, attingendo a vaste basi di conoscenza. La sfida è aperta e il margine d’errore ridottissimo.










