L’Epic Games Store ogni settimana ti regala uno dei suoi giochi in catalogo, completamente gratis. Dal 2 aprile a partire dalle ore 16:00 fino alle ore 16:00 del 9 aprile 2026, Epic ti offre il gioco Clone Drone in the Danger Zone . Il titolo è in vendita a 17.99€, ma avrai una settimana di tempo per riscattarlo e averlo a costo zero per sempre.
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Gladiatori di silicio nell’arena del futuro
Clone Drone in the Danger Zone è un brawler in terza persona con struttura rogue-lite, sviluppato e pubblicato da Doborog Games, studio indipendente che ha lavorato al titolo per oltre quattro anni in Early Access su Steam, portandolo alla versione finale nel luglio 2021. Disponibile su PC, PlayStation 4, Xbox One e Nintendo Switch, il gioco adotta un’estetica voxel per costruire un’arena di combattimento frenetica e sopra le righe, dove la violenza robotica si intreccia con un umorismo secco e deliberatamente assurdo.

Ciò che colpisce fin dal primo avvio è la densità di contenuti nascosta sotto una superficie apparentemente elementare: tre modalità per il singolo, altrettante per il multigiocatore, un sistema di progressione ad albero delle abilità e persino un editor di livelli che la community sfrutta con entusiasmo. Il titolo ha un giudizio estremamente positivo su Steam, un risultato che molti giochi con budget dieci volte superiori non raggiungono, e questo suggerisce qualcosa di genuinamente riuscito.
Clone Drone in the Danger Zone: una coscienza in gabbia
In un futuro non precisato, i robot hanno acquisito coscienza, dichiarato guerra all’umanità e iniziato a raccoglierne le menti come trofei. Le coscienze umane catturate vengono trasferite in esoscheletri robotici e costrette a combattere in arene gladiatorie per il puro intrattenimento. È una distopia che strizza l’occhio apertamente a The Matrix, con la coscienza imprigionata che trasforma la propria prigione in arma.
La narrativa avanza attraverso checkpoint ogni dieci livelli completati, svelando gradualmente una storia che, pur esile, riesce a sorprendere con trovate genuinamente bizzarre. La tensione tra il tono pulp dell’azione e i frammenti di racconto più oscuri genera un contrasto che funziona.

Gameplay semplice da apprendere
Ti muovi in terza persona nell’arena: attaccando in avanzata produci un colpo verticale; attaccando lateralmente generi un fendente orizzontale. Questo schema ti permette di decapitare, disarmare o azzoppare i nemici con una precisione che si rivela rapidamente centrale alla strategia.
Tra un round e l’altro scendi da un ascensore fino all’ Upgrade Bot, che ti consente di acquistare potenziamenti dall’albero delle abilità. Le opzioni disponibili comprendono l’affilatura della spada, arco, martello, calcio, jetpack, soffio infuocato e la possibilità di generare cloni che fungono da vite extra. Il punto critico del sistema è che tutti gli upgrade si azzerano alla morte o all’inizio di ogni nuovo capitolo, il che ti costringe a reinventare il tuo approccio a ogni tentativo.

Sul fronte delle modalità, la campagna principale si affianca a tre opzioni singleplayer: l’Endless Mode (86 livelli su sette gradi di difficoltà), la Twitch Mode e la Challenge Mode. Tra le opzioni multiplayer spicca il “Last Bot Standing”, una sorta di battle royale robotica fino a quindici giocatori, frenetica e ben bilanciata, affiancata da modalità co-op e da Private Duels per sfide tra amici.
Clone Drone in the Danger Zone: voxel al neon e dubstep
L’engine proprietario di Doborog Games gestisce l’estetica voxel con competenza funzionale piuttosto che con ambizioni estetiche particolari. Le figure robotiche non raggiungono la densità di dettaglio di altri titoli voxel come Echo Generation o Staxel, ma possiedono un’espressività che si abbina bene alla natura caotica degli scontri. I corpi si smembrano con una fisica convincente, gli arti volano, i nemici continuano ad avanzare su un solo piede dopo averne perso uno.

La varietà ambientale degli scenari dell’arena, con trampolini, trappole a punte, lame rotanti e ostacoli variabili, mantiene ogni round accattivante. Sul fronte sonoro, il gioco si distingue in modo più netto: due commentatori robotici narrano ogni tuo scontro con battute e freddure che ridicolizzano i combattenti. La colonna sonora, costruita su dubstep ed EDM, ti spinge avanti con ritmo costante senza mai farsi stancante.
Un indie che vale più di quanto la sua grafica suggerisca
Clone Drone in the Danger Zone è un gioco che tende a essere sottovalutato a prima vista e rivalutato con decisione nel giro di dieci minuti di gioco. La sua forza risiede in un gameplay dove ogni componente, il combat direzionale, il rogue-lite con reset degli upgrade, l’umorismo robotico e la varietà delle arene, si sostiene a vicenda senza sbavature.

Il titolo è adatto a chi apprezza il game design essenziale ma non banale, a chi trova soddisfazione nel padroneggiare sistemi di combattimento che sembrano semplici e non lo sono, e a chi non disdegna un umorismo nonsense ben eseguito.
Buon divertimento con questo nuovo titolo gratuito! Il gioco include la lingua italiana per l’interfaccia e i sottotitoli.
Clone Drone in the Danger Zone
Hardware minimo consigliato
Per giocare a Clone Drone in the Danger Zone in FHD (1080p) è sufficiente una GPU entry level. Può essere giocato in 1080p con settings moderati anche da processori con GPU integrata come l’AMD Ryzen 8700G (su socket AM5) o qualsiasi minipc con GPU integrata come il mini pc Geekom A8, l’ ACEMAGICIAN S3A o il Beelink SER9.













