Per anni Sony ha pubblicato i propri giochi in esclusiva su PlayStation e, dopo un periodo di attesa variabile tra i 12 e i 24 mesi, li portava anche su PC. Una formula che aveva funzionato abbastanza bene, almeno in apparenza. Ora, però, quella formula sembra destinata a essere archiviata. Secondo quanto riportato da Bloomberg tramite il giornalista Jason Schreier, una delle fonti più affidabili del settore, Sony starebbe abbandonando l’idea di portare i propri titoli single-player su PC, tornando a una logica di esclusività console pura.
La notizia è stata confermata anche da IGN, che ha specificato come sia Ghost of Yotei che Saros resteranno esclusivi PS5; i piani per il porting del primo, in particolare, sarebbero stati recentemente cancellati.
Due pesi e due misure: i live-service vanno su PC, il single-player no
La distinzione che Sony starebbe tracciando non è banale. Il nuovo approccio non significa che PlayStation sparirà completamente dal PC: i titoli live-service continueranno ad arrivare sulla piattaforma, spesso in contemporanea con il lancio console.
Helldivers 2 ne è l’esempio più lampante, avendo debuttato su PC e PS5 lo stesso giorno con risultati straordinari. Allo stesso modo, Marathon di Bungie sarà un lancio multipiattaforma, e Marvel Tōkon arriverà sia su PS5 che su PC. Anche titoli pubblicati da Sony ma sviluppati da studi esterni — come Death Stranding 2 e Kena: Scars of Kosmora — manterranno una versione PC.

Queste produzioni basate sulla longevità online hanno bisogno di una base di giocatori ampia per sopravvivere, e la piattaforma PC è fondamentale per raggiungerla. I titoli narrativi single-player, invece, funzionano in modo diverso — la loro forza commerciale è legata all’esperienza esclusiva, e Sony sembra convinta che portarli su PC finisca per erodere le vendite hardware.
Sussistono timori non solo per le vendite dell’attuale PS5, ma anche per quelle della futura PS6. Quest’ultima, tra l’altro, potrebbe slittare al 2028 o al 2029 a causa della carenza globale di memorie RAM causata dal boom dell’AI.
Il paradosso Microsoft e la pressione competitiva
Il tempismo di questa decisione non è casuale, e diventa ancora più interessante se lo si legge in parallelo con ciò che sta facendo Microsoft. Xbox ha adottato da anni una strategia diametralmente opposta: tutti i propri titoli escono il giorno uno sia su console che su PC, e la prossima Xbox (attesa nel 2027) — secondo le indiscrezioni — dovrebbe essere compatibile con i giochi PC, allargando ulteriormente il perimetro della piattaforma Microsoft.
È precisamente questo scenario a preoccupare Sony. Se la prossima Xbox esegue nativamente i giochi PC, e Sony porta i propri titoli su PC, i giochi PlayStation potrebbero teoricamente finire anche sull’ecosistema Xbox. Un rischio che, evidentemente, Sony non è disposta a correre.
A ciò si aggiunge la questione delle performance commerciali dei port PC recenti, che non avrebbero soddisfatto le aspettative interne. Un impegno concreto verso il mondo PC richiederebbe lanci in contemporanea, una politica che Sony ha finora escluso per le sue produzioni narrative.
Una scelta difensiva per Sony
Leggendo il quadro complessivo, la direzione presa da Sony appare più come una strategia difensiva che come un rifiuto ideologico del PC gaming. L’azienda sta cercando di proteggere il valore percepito del proprio hardware in un momento delicato: la PS5 si avvicina alla fine del suo ciclo, la PS6 potrebbe slittare, e lo scenario competitivo si sta facendo più complesso.
Mantenere certi titoli come Ghost of Yotei o Marvel’s Wolverine esclusivi su PS5 serve a dare una ragione pratica all’acquisto della console. Se vuoi giocare a quei titoli, devi comprare l’hardware. È la stessa logica che ha sempre guidato Nintendo, e che in passato ha funzionato anche per Sony.
Detto questo, il cambiamento lascia aperti diversi interrogativi. Sony possiede ancora Nixxes Software, studio specializzato nei port PC acquistato nel 2021, la cui utilità in questo nuovo scenario diventa meno evidente. E poi c’è la chiusura recente di Bluepoint Games — studio dietro i remake di Shadow of the Colossus e Demon’s Souls — che aggiunge un’ulteriore nota di incertezza sulla direzione degli studi interni.
Se hai giocato su PC negli ultimi anni abituandoti a recuperare i grandi titoli PlayStation con qualche mese di ritardo, è il momento di fare i conti con una realtà profondamente diversa.











