Epic Games Store ogni settimana ti regala uno dei suoi giochi in catalogo, completamente gratis. Dal 15 gennaio a partire dalle ore 17:00 fino alle ore 17:00 del 22 gennaio 2026, Epic ti regala il gioco Styx: Shards of Darkness. Il gioco è in vendita a € 19.99, ma avrai solo una settimana di tempo per riscattarlo e averlo a costo zero per sempre.


Seguici per rimanere sempre aggiornato sulle prossime uscite gratuite di Epic Games.
Styx: Shards of Darkness
Quando nel 2014 Cyanide Studios ci presentò Styx: Master of Shadows, pochi si aspettavano che un goblin verdastro e maleodorante potesse diventare un protagonista così memorabile. Eppure, quel piccolo antieroe dalla lingua tagliente conquistò chi cercava un’esperienza stealth pura, senza compromessi. Tre anni dopo, nel 2017, arriva Styx: Shards of Darkness, sequel diretto che promette di espandere l’universo introdotto originariamente in Of Orcs and Men e di offrire livelli più ambiziosi con un sistema di progressione più profondo.
Pubblicato da Focus Home Interactive e sviluppato interamente con l’Unreal Engine, questo capitolo mantiene intatta l’anima del predecessore aggiungendo un’ambientazione più vasta, meccaniche di crafting e un carisma narrativo che oscilla tra cinismo e autoironia. Il gioco si rivolge ancora una volta agli appassionati di stealth hardcore, quelli cresciuti a pane e Thief, che cercano un’avventura dove la furtività non è un’opzione ma una necessità assoluta.
Una delle novità più significative è l’introduzione della modalità cooperativa online. Un secondo giocatore può unirsi in qualsiasi momento alla campagna controllando un clone di Styx, con la particolarità che entrambi condividono la barra della salute (ciascuno ne possiede metà). Le abilità non sono condivise: ogni giocatore mantiene i progressi del proprio albero delle competenze. Sebbene la campagna non presenti sezioni progettate specificamente per il co-op, giocare in due può facilitare l’esecuzione di alcune manovre complesse o salvare da situazioni critiche.
Epic Games regala la versione Deluxe del gioco che include l’abito e il pugnale di Akenash (rispettivamente costume e arma della prima avventura); i nemici uccisi con quest’ultimo si dissolveranno istantaneamente.
Intrighi e tradimenti
La storia ci riporta ad affrontare le avventure di Styx, anni dopo la sua fuga dalla fortezza di Akenash. Ora si trova nella città umana di Thoben, una baraccopoli malsana circondata da paludi e tormentata dalla piaga verde, un’invasione di goblin che ha scatenato la caccia sistematica alla sua specie. Il nostro protagonista non si preoccupa minimamente del conflitto tra umani e goblin, interessato soltanto a sopravvivere e arricchirsi con furti e omicidi su commissione. Un incarico apparentemente semplice lo porta però a conoscere Helledryn, capitana dei commando M.A.T.A.N.Z.A. (C.A.R.N.A.G.E. nell’edizione inglese), unità specializzata nell’eliminazione dei goblin.


Contrariamente alle aspettative, Helledryn decide di risparmiare Styx e ingaggiarlo per recuperare uno scettro misterioso, missione che lo condurrà nella città degli elfi oscuri Korrangar e lo trascinerà in un intrigo che coinvolge quarzi magici, ambra e potere assoluto. L’universo si espande mostrando per la prima volta razze come elfi oscuri e nani.
Shards of Darkness: furtività estrema
Come il precedente, anche Shards of Darkness è uno stealth game nella sua forma più pura e intransigente. A differenza di titoli come Dishonored 2, qui la furtività è un’imposizione dettata dalla fragilità del protagonista. Styx possiede unicamente un pugnale come arma, letale solo negli attacchi a sorpresa alle spalle. Il combattimento frontale è praticamente suicida, visto che la maggior parte dei nemici può eliminare il goblin con un solo colpo, specialmente nelle difficoltà più elevate.
Nelle due difficoltà inferiori è possibile parare qualche attacco per guadagnare secondi preziosi e scappare, ma la regola generale è chiara: farsi scoprire equivale al game over. Il gioco offre comunque una notevole varietà di approcci tattici. Si possono avvelenare scorte di cibo e acqua, piazzare trappole acide che dissolvono gli sfortunati che le calpestano, allentare il sostegno di un lampadario per farlo cadere al momento opportuno, o orchestrare situazioni che portano i nemici a eliminarsi tra loro senza sporcarsi le mani.
L’arsenale di Styx include dardi avvelenati (evoluzione delle daghe del primo capitolo), oggetti rompibili per distrarre le guardie e la possibilità di nascondere cadaveri in numerosi contenitori sparsi per le mappe.
Abilità potenziate e sistema di crescita
Il sistema di progressione è stato completamente riorganizzato rispetto al predecessore. Ora sono disponibili cinque alberi delle abilità distinti, cioè Alchimia, Uccisione, Furtività, Percezione e Clonazione, ciascuno contenente numerosi talenti sbloccabili con i punti esperienza accumulati completando missioni e obiettivi secondari. La struttura non lineare permette di saltare alcune abilità per raggiungere quelle più avanzate, garantendo una personalizzazione autentica dello stile di gioco.


Tra le capacità più interessanti spicca l’invisibilità temporanea, che consuma ambra (la risorsa magica dell’universo di gioco) ma permette di attraversare zone illuminate o sorpassare guardie in corridoi stretti. Ritorna la clonazione, abilità che consente a Styx di rigurgitare letteralmente un doppio di sé stesso controllabile separatamente. I cloni possono distrarre nemici, esplorare aree pericolose o, con gli upgrade appropriati, permettere a Styx di teletrasportarsi nella loro posizione per fughe rapide o per coprire distanze enormi.
Il crafting aggiunge un ulteriore livello strategico: raccogliendo materiali durante le missioni e utilizzando i tavoli da lavoro sparsi nelle mappe, si possono creare pozioni per ripristinare salute e ambra, trappole elaborate e munizioni speciali. Completano il quadro equipaggiamenti e armi intercambiabili che garantiscono bonus specifici sempre accompagnati da penalizzazioni, costringendo a scelte ponderate.
Livelli verticali e libertà esplorativa
Il level design rappresenta probabilmente il punto di eccellenza assoluto di Shards of Darkness. Le mappe sono ampie, stratificate verticalmente e offrono una libertà esplorativa che pochi altri stealth game contemporanei possono vantare. Ogni missione presenta ambienti enormi percorribili senza tempi di caricamento, con molteplici percorsi alternativi per raggiungere gli obiettivi. La verticalità è particolarmente pronunciata: si può arrampicare su edifici, dondolare su corde, scivolare lungo zipline e sfruttare piccoli cunicoli per infiltrarsi nelle aree sorvegliate.


Gli scenari spaziano dai bassifondi fatiscenti di Thoben alle maestose architetture elfiche di Korrangar, passando per navi volanti e fortezze, ciascuna con un’identità visiva distinta. Tuttavia, come nel capitolo precedente, superata una certa soglia narrativa gli scenari vengono riutilizzati, togliendo un po’ di freschezza all’ultimo tratto dell’avventura.
Per incentivare la rigiocabilità, ogni missione offre quattro medaglie ottenibili completando sfide specifiche: terminare senza dare allarmi, senza uccidere nessuno, raccogliendo tutti i token nascosti e rispettando un limite di tempo. Ottenere tutte le medaglie in un’unica run è praticamente impossibile, spingendo a ripetere le missioni con approcci radicalmente diversi.
Unreal Engine migliora tutto ma non tutto è perfetto
Dal punto di vista tecnico, Shards of Darkness mostra progressi rispetto al predecessore ma anche alcune lacune. L’adozione dell’Unreal Engine 4 porta miglioramenti tangibili nell’illuminazione dinamica e nella resa dei materiali, con scenari che sfruttano efficacemente i contrasti tra luce e ombra per sottolineare l’importanza della furtività.
I livelli sono visibilmente più grandi e dettagliati, con un lavoro certosino su architetture e piccoli elementi ambientali. Le cutscene cinematiche rappresentano un salto qualitativo notevole: mentre nel primo gioco erano per lo più raccontate tramite immagini statiche e narrazione, qui abbiamo video elaborati con inquadrature dinamiche che rendono la storia più coinvolgente.


Tuttavia, proprio le cutscene evidenziano i limiti tecnici più marcati. Le animazioni dei personaggi durante i dialoghi sono rigide e il lip-sync è decisamente sottotono, dando l’impressione di guardare manichini inespressivi. Inoltre, emergono piccoli bug e imperfezioni che tradiscono una certa fretta nello sviluppo.
L’intelligenza artificiale dei nemici risulta altalenante: a volte imprevedibile in modo frustrante per stupidità intrinseca piuttosto che per routine sofisticate, altre volte sorprendentemente attenta, soprattutto quando si affrontano nani (capaci di percepire l’odore anche dentro armadi) o gli scarabissi, insetti ciechi ma ipersensibili ai rumori. Il sistema di controllo funziona generalmente bene, ma perde precisione nei momenti di maggiore verticalità, con salti che non sempre riconoscono appigli evidenti e dondolii su corde gestiti in modo macchinoso.
Styx: Shards of Darkness: un goblin irresistibile
Styx: Shards of Darkness è un sequel che fa esattamente ciò che dovrebbe: espande e migliora la formula del predecessore mantenendone intatta l’identità. Il level design superlativo, il sistema di progressione articolato e la libertà strategica offerta rendono l’esperienza appagante per chi apprezza lo stealth metodico e punitivo.
Purtroppo, l’intelligenza artificiale discontinua, le animazioni rigide durante le cutscene e alcuni controlli imprecisi nelle fasi più verticali impediscono al gioco di raggiungere l’eccellenza. La personalità di Styx compensa in parte queste mancanze, trasformando ogni missione in un viaggio attraverso un mondo fantasy oscuro e affascinante.


Il gioco si rivolge principalmente a un pubblico di nicchia, appassionati disposti a perdonare qualche imperfezione tecnica in cambio di un gameplay stealth che non scende a compromessi. Un sequel ambizioso che migliora molti aspetti del primo capitolo ma che avrebbe beneficiato di maggiore rifinitura tecnica per esprimere completamente il suo potenziale.
Buon divertimento con quest’altro rilascio gratuito! Il gioco include la lingua italiana per l’interfaccia e i sottotitoli.









