Anthropic, a due settimane dal lancio di Claude Opus 4.6, ha lanciato oggi Claude Sonnet 4.6, posizionandolo come il modello di punta della gamma Sonnet e come aggiornamento completo rispetto al predecessore 4.5 lanciato a settembre 2025. All’interno della lineup Claude, la famiglia 4.6 si articola su tre livelli, Haiku, Sonnet e Opus, dove Sonnet ha sempre occupato il punto di equilibrio tra costo e capacità.
Rispetto a Sonnet 4.5 il salto è netto, soprattutto nella capacità di interagire con il desktop come farebbe una persona e nella coerenza durante sessioni prolungate. Anthropic continua la sua missione di rendere l’AI utile e sicura evitando l’hype. Il risultato è un modello che si avvicina spesso alle prestazioni di Opus 4.6 proprio nelle attività che generano valore economico, analisi finanziarie, automazione office, sviluppo software, ma a un quinto del costo.
La missione del modello Sonnet è portare intelligenza di livello flagship a un prezzo accessibile, mantenendo la stessa tariffazione del modello precedente a $3/$15 per milione di token in input/output.
È ora il modello predefinito sul chatbot conversazionale claude.ai e Claude Cowork per i piani Free e Pro, ed è disponibile su Claude Code, l’API e tutte le principali piattaforme cloud. Sonnet 4.6 si rivolge principalmente a sviluppatori, team enterprise e chi gestisce workflow agentici intensivi, dove la qualità delle risposte deve andare di pari passo con la sostenibilità dei costi operativi.
Pensiero adattivo, compattazione del contesto e strumenti potenziati
Claude Sonnet 4.6 è stato addestrato su un mix proprietario di dati pubblici disponibili su internet fino a maggio 2025, dati di terze parti, contenuti forniti da servizi di etichettatura, oltre a dati generati internamente presso Anthropic.
Sul fronte delle funzionalità per sviluppatori, Sonnet 4.6 introduce il pensiero adattivo (adaptive thinking). Ora il modello decide autonomamente quando applicare un ragionamento più profondo in base alla complessità del task — una flessibilità che cambia concretamente l’esperienza di sviluppo, senza costringere chi costruisce applicazioni a scegliere manualmente il livello di “intensità” cognitiva da applicare.
Si aggiunge la compattazione del contesto (context compaction), in beta, che riassume automaticamente il contesto più vecchio quando la conversazione si avvicina ai limiti della context window da 1M di token (invariata rispetto a Sonnet 4.5), aumentando di fatto la durata operativa delle sessioni lunghe e dei workflow basati su agenti complessi.
Funzionalità come code execution, memory, tool calling programmatico, tool search e tool use examples sono ora generalmente disponibili, uscendo dalla fase beta.
Sonnet 4.6 è un modello che mantiene un profilo di allineamento tra i migliori mai visti in casa Anthropic, con ridotti livelli di reward hacking o comportamenti eccessivamente automatizzati, e che viene distribuito sotto lo standard ASL-3. Lo standard ASL-3 (AI Safety Level 3) è il livello di sicurezza richiesto per modelli con capacità avanzate in ambiti sensibili come ricerca biotecnologica e sviluppo software autonomo.
In sintesi, Sonnet 4.6 non è solo più veloce o più grande: è stato progettato per essere un modello affidabile all’interno di agenti e tool di produttività.
Sonnet 4.6: benchmark e prestazioni
Sul piano delle prestazioni misurabili, Sonnet 4.6 registra miglioramenti su tutta la gamma di benchmark. Nel coding agente (SWE-bench Verified) si attesta al 79.6%, vicino all’80.8% di Opus 4.6.

Particolarmente interessante è la performance sulle attività office (GDPval-AA Elo), dove Sonnet 4.6 ottiene un punteggio di 1633 contro il 1606 di Opus 4.6, superando quindi il modello flagship su questo specifico dominio. Altrettanto netto il vantaggio nell’analisi finanziaria agente (Finance Agent v1.1): 63.3% contro il 60.1% di Opus 4.6. Sul problem-solving innovativo (ARC-AGI-2) il balzo è forse il più spettacolare: da 13.6% di Sonnet 4.5 a 58.3%.
Una novità significativa riguarda la Claude computer use, che rende possibile automatizzare software senza la necessità di costruire connettori su misura: il modello vede lo schermo, muove il mouse virtuale e digita sulla tastiera virtuale esattamente come faresti tu, senza bisogno di API dedicate. Da ottobre 2024, quando Anthropic ha lanciato per la prima volta questa capacità, il punteggio su OSWorld-Verified è passato dal 14,9% di Sonnet 3.5 al 72,5% di oggi, un progresso quasi quintuplicato in sedici mesi.

Chi ha avuto accesso anticipato su Claude Code ha preferito Sonnet 4.6 a Sonnet 4.5 nel 70% dei casi e persino a Opus 4.5 nel 59% delle situazioni, citando meno overengineering, meno allucinazioni e maggiore coerenza nelle attività multi-step.
Non è perfetto, su ragionamento puramente creativo o su compiti estremi Opus resta davanti, ma per il 90% dei casi quotidiani offre prestazioni da top di gamma a prezzo mid-tier. Confrontato con GPT-5.2 e Gemini 3 Pro, risulta competitivo o superiore in coding, computer use e task agentici a un prezzo spesso inferiore.
Sonnet 4.6: prezzi e disponibilità
Il punto economicamente più rilevante di questo lancio è che Anthropic ha mantenuto la tariffazione di Sonnet 4.5: $3 per milione di token in input e $15 per milione in output, a fronte dei $5/$25 di Opus 4.6, ovvero un costo cinque volte inferiore rispetto al flagship. Per le aziende che gestiscono milioni di chiamate API al giorno, questa differenza non è marginale: cambia radicalmente il calcolo di fattibilità per i workflow agentici su larga scala. Ecco la struttura dei prezzi su Claude Code:
| Modello | Prezzo input/output per Mtok |
|---|---|
| Sonnet 4.6 (default) | $3 / $15 |
| Sonnet 4.6 (1M context) | $6 / $22.50 |
| Opus 4.6 | $5 / $25 |
| Opus 4.6 (1M context) | $10 / $37.50 |
| Haiku 4.5 | $1 / $5 |
La disponibilità copre tutti i piani, Free, Pro, Team ed Enterprise. Il tier gratuito (con limiti orari di utilizzo) è stato aggiornato a Sonnet 4.6 (opzionale) ed include anche la creazione di file, connettori, skills e compaction.
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Un cambio di paradigma accessibile
Complessivamente, Sonnet 4.6 non è un modello frontier puro, ma offre un rapporto prestazioni-costo tra i migliori del momento, con miglioramenti evidenti in coding, uso del computer e lavoro di conoscenza senza sacrificare la stabilità. Per sviluppatori e team enterprise che lavorano con coding, automazione di processi, computer use e analisi documentale, il modello offre prestazioni che fino a poco fa richiedevano il tier Opus, a un quinto del costo.
Questo lo rende particolarmente adatto a chi gestisce volumi elevati di chiamate API, workflow agentici continui o applicazioni che richiedono context window ampie. Se il tuo caso d’uso principale è il ragionamento profondo su problemi altamente complessi o la scrittura creativa elaborata, Opus 4.6 rimane probabilmente la scelta più solida.
Detto questo, il rapporto qualità-prezzo di Sonnet 4.6 è difficile da ignorare. Per la maggior parte dei task professionali quotidiani, dai report finanziari al debug di codebase complessi fino alla gestione di documenti aziendali, è oggi il punto d’ingresso più razionale nell’ecosistema Claude. Con Sonnet 4.6 Anthropic consolida la reputazione di fornitrice di modelli affidabili, sicuri e attentamente calibrati per esigenze professionali. Provalo gratuitamente su claude.ai.











