Il 22 settembre 2026 Xiaomi ha rilasciato e reso open la famiglia MiMo-V2.pur MiMo V2.6costando una loro frazionesi escono con licenza MIT, quindi chiunque può scaricarli e farli girare sui propri server.
Nei giorni precedenti al lancio Xiaomi ha trasmesso in diretta l’addestramento per rinforzo del modello, mostrando in tempo reale il costo accumulato, i token consumati, gli errori delle GPU e i riavvii, un grado di apertura sul processo che nessun laboratorio occidentale mette in piazza.
Il pubblico a cui si rivolge MiMo V2.6 spazia tra chi programma con agenti autonomi, chi ha bisogno di un contesto molto lungo e chi vuole ospitare il modello in casa senza dipendere da un fornitore esterno. Quello che Xiaomi mette al centro non è la prima posizione, che la sua stessa tabella non reclama, ma la disponibilità. I pesi si scaricano liberamente e il modello tiene testa ai sistemi chiusi di OpenAI e Anthropic costando una loro frazione.
MiMo V2.6: più modelli nati da un solo addestramento
La famiglia è costruita sulla stessa architettura MoE, che attiva solo una parte del modello a ogni richiesta. Il Pro attiva 42 miliardi di parametri sui 1,02 trilioni totali, il Flash ne accende circa 15 miliardi su 309 miliardi e adotta un meccanismo di attenzione ibrida per ridurre il carico di calcolo. Tutti e tre accettano testo, immagini, video e audio in ingresso e arrivano fino a 1,05 milioni di token di contesto. Insieme ai due modelli principali Xiaomi ha pubblicato anche MiMo-V2.6-Distill-Qwen-9B, una versione compatta pensata per girare su un computer o laptop.
Il cuore della novità sta nel metodo di addestramento, che l’azienda chiama You Only RL Once. Invece di allenare separatamente le diverse abilità, il sistema fonde in un’unica sessione di apprendimento per rinforzo quattro tipi di compiti, ovvero programmazione, operazioni da agente generico, comprensione visiva e sicurezza informatica. Per farlo Xiaomi ha rilasciato pubblicamente oltre 7.000 ambienti di addestramento e il codice per riprodurli.
L’intero ciclo è durato meno di sei giorni, con circa 750.000 traiettorie di apprendimento per modello. Il costo dichiarato è di circa 850.000 dollari per il Flash e 2,62 milioni per il Pro, cioè poco più di 3,4 milioni in tutto, la cifra che la diretta streaming ha mostrato salire ora dopo ora. Xiaomi presenta il tutto come un primo passo verso l’auto-miglioramento ricorsivo.

Cosa misurano i benchmark e dove il modello resta indietro
I risultati vanno letti sapendo cosa misura ogni prova. Il DeepSWE v1.1 valuta la capacità di risolvere problemi di ingegneria del software in autonomia, il Terminal-Bench 4.0 misura il lavoro dentro un terminale su compiti lunghi, mentre l’indice di intelligenza di Artificial Analysis aggrega decine di test in un solo numero. Su DeepSWE il Pro segna 71,9, poco sotto il 74,0 di Claude Opus 5 e GPT-6 Astra, un risultato sorprendente per un modello aperto e a basso costo.

Il quadro cambia sui compiti più difficili. Su Terminal-Bench 4.0 il Pro si ferma a 34,9 contro il 49,0 di Opus 5 e il 59,6 di Astra. In pratica il modello regge nel confronto medio ma cede sul lavoro non presidiato che dura ore, dove i sistemi chiusi restano avanti.
Sull’indice di Artificial Analysis il Pro ottiene 46, il punteggio più alto tra i modelli a pesi aperti, davanti a Kimi K3 fermo a 44 e GLM-5.3 a 45, e nettamente sopra DeepSeek V4.1 Flash a 39. Pareggia inoltre Grok 4.7, uscito lo stesso giorno, ma con contesto doppio e costo per compito molto più basso. Ed è questo il dato che fa rumore, perché lo stesso indice colloca MiMo a 46 contro il 47 di GPT-5.6 Sol, con una spesa per compito di circa 0,13 dollari contro 1,99, cioè quindici volte meno per un livello quasi identico.

MiMo V2.6: prezzi, varianti e dove si trova già oggi
Il listino è la parte che sposta gli equilibri. Sull’API ufficiale il Pro costa 0,435 dollari per milione di token in ingresso e 0,87 in uscita, mentre il Flash scende a 0,14 e 0,28 dollari, tariffe da modello economico applicate a un sistema che tiene il passo dei grandi. La variante Pro-UltraSpeed promette circa dieci volte la velocità di generazione a parità di qualità, e per questo costa dieci volte tanto, 4,35 e 8,70 dollari. Chi vuole risposte immediate paga la fretta, chi può aspettare tiene la spesa al minimo.
| Modello | Input ($/milione token) | Output ($/milione token) |
|---|---|---|
| MiMo-V2.6-Flash | 0,14 | 0,28 |
| MiMo-V2.6-Pro | 0,435 | 0,87 |
| MiMo-V2.6-Pro-UltraSpeed | 4,35 | 8,70 |
| Claude Opus 5 | 5,00 | 25,00 |
Il confronto con la colonna in fondo mostra come il livello dei prezzi si abbassa. Anche la variante veloce, la più cara della famiglia, resta sotto ai modelli chiusi di riferimento, e il Pro normale costa una frazione.
Sul fronte della disponibilità il modello è arrivato al lancio su AI Studio, MiMo Code, MiMo Desktop, la piattaforma API di Xiaomi e su OpenRouter, che lo instrada tra più fornitori. A questo si aggiunge la via che i rivali non offrono, cioè lo scaricamento dei pesi sotto licenza MIT, che permette di far girare il modello in locale e di adattarlo senza chiedere permesso. Per chi tratta dati riservati è una differenza che pesa quanto il prezzo.
C’è poi una via per provarlo senza spendere. OpenCode, l’agente da terminale open che fa da alternativa ai coder a pagamento, offre MiMo-V2.6-Flash in forma gratuita attraverso il suo servizio Zen, con l’identificativo mimo-v2.6-flash-free.
La promozione è partita intorno al giorno del lancio ed è dichiarata a tempo, circa una settimana, senza tetti di consumo pubblicati. Vale solo per il Flash e non per il Pro, e c’è una contropartita da conoscere, perché il team dichiara di usare questo periodo per raccogliere riscontri e migliorare il modello, quindi le sessioni non sono adatte a materiale riservato. Per attivarlo basta collegare l’account Zen e selezionare il modello dalla lista con il comando dedicato.

L’addestramento trasmesso in diretta
Aprire i pesi, il codice degli ambienti e perfino la diretta dell’addestramento sposta la discussione dal singolo punteggio Benchmark al modo in cui questi sistemi vengono costruiti, e lo fa mentre il modello pareggia Grok 4.7 a una frazione del costo. II messaggio per il mercato è chiaro: quello di Xiaomi è un lavoro serio, non un semplice esperimento.
Se cerchi il miglior rapporto tra capacità e spesa, o hai bisogno di ospitare il modello sui tuoi server, MiMo-V2.6-Pro è oggi una delle opzioni più interessanti in circolazione, con il Flash utile a chi vuole spendere ancora meno. Il consiglio resta lo stesso di sempre, cioè provarlo sui propri carichi prima di spostare la produzione, perché il prezzo basso conta solo se il risultato regge.













