Chiunque abbia mai scritto una tesi, un paper scientifico o anche solo una relazione tecnica con formule matematiche, conosce bene il dilemma: Word non ha il controllo tipografico necessario, e LaTeX ha un controllo tipografico eccellente ma un’ergonomia che appartiene agli anni ’80. Per decenni non è esistita una terza via praticabile. Poi è arrivato Typst.
Typst è un sistema di composizione tipografica moderno, open source, scritto in Rust, pensato fin dall’inizio per essere un’alternativa a LaTeX senza rinunciare alla qualità dell’output. Non è un wrapper, non è un’interfaccia grafica sopra LaTeX, e non è nemmeno un editor di testo con qualche funzione in più: è un compilatore autonomo con un proprio linguaggio di markup, una propria libreria standard per la matematica e le bibliografie, e un sistema di scripting integrato.
Per chi non ha mai usato LaTeX, vale la pena chiarire subito cosa significa. Il compilatore non è il posto dove scrivi: è il programma che trasforma quello che hai scritto in un PDF. In pratica, apri un editor qualsiasi come VS Code o anche il Blocco Note, scrivi il tuo documento in un file .typ usando la sintassi di Typst, salvi, e il compilatore fa il resto.
È lo stesso principio con cui uno sviluppatore scrive codice in un editor e poi lo compila per ottenere un programma funzionante. Con Typst il risultato non è un programma, ma un documento tipograficamente curato. La differenza rispetto a Word o Google Docs è che lì quello che vedi mentre scrivi è già il risultato finale. Con LaTeX o Typst scrivi contenuto e istruzioni di formattazione in un file di testo, e il compilatore si occupa di trasformarli in un layout professionale.
Typst nasce nel 2019 come progetto di ricerca di Laurenz Mädje e Martin Haug, allora studenti magistrali alla Technische Universität Berlin, e diventa open source nell’aprile del 2023. Da allora la crescita è stata notevole: nel 2025 GitHub lo ha classificato come il secondo linguaggio di programmazione in più rapida crescita per percentuale, con oltre 1.300 pacchetti disponibili su Typst Universe. La versione stabile attuale è la v0.14.2, rilasciata a dicembre 2025. Se scrivi documenti tecnici, accademici o anche solo strutturati, Typst è la soluzione per te.
Il vero problema con LaTeX
La curva di apprendimento di LaTeX c’è sempre stata, ma non è il problema principale. Il problema è che LaTeX è un sistema del 1984 costruito attorno a TeX, che risale al 1978. Decenni di patch, pacchetti sovrapposti e convenzioni stratificate hanno prodotto un ecosistema in cui fare cose elementari richiede di caricare pacchetti specifici, spesso in conflitto tra loro, con ordini di caricamento che cambiano il comportamento del documento in modi non sempre prevedibili.
Prendiamo un esempio pratico. Vuoi aggiungere un link cliccabile al tuo documento? Carichi hyperref. Vuoi la matematica avanzata? Usi amsmath. Vuoi figure posizionate correttamente? Ecco float, placeins, magari wrapfig. Ogni pacchetto porta con sé convenzioni proprie, e quando cominciano a interagire tra loro i risultati sono imprevedibili. La documentazione è frammentata tra decine di siti, il CTAN è un archivio enorme in cui è difficile orientarsi, e i messaggi di errore del compilatore sembrano progettati appositamente per essere incomprensibili.
A questo si aggiunge il tema della velocità. Un documento di 2.000 pagine compilato con LuaLaTeX richiede circa 18 minuti. Lo stesso documento compilato con Typst richiede circa 1 minuto. Questo perché Typst è stato progettato con la compilazione incrementale come requisito fondamentale, non come ottimizzazione aggiunta in seguito. Il compilatore tiene traccia di quali parti del documento sono cambiate e ricalcola solo quelle, rendendo il ciclo di modifica-anteprima quasi istantaneo anche su documenti lunghi.
Word, dall’altro lato, non è mai stata una soluzione per documenti tecnici. La gestione delle formule matematiche è migliorata nel tempo ma rimane inferiore, il posizionamento degli oggetti flottanti è notoriamente capriccioso, e la gestione delle bibliografie attraverso strumenti esterni come Zotero o Mendeley funziona ma richiede attenzione continua. Per chi deve produrre documenti con equazioni, figure numerate, riferimenti incrociati e bibliografie strutturate, Word è una soluzione di compromesso più che una scelta valida.
Come si installa Typst e come si inizia
Il compilatore Typst è un singolo binario di circa 40 MB, senza dipendenze esterne. Non richiede una distribuzione da diversi gigabyte come TeX Live o MiKTeX. L’installazione dipende dal tuo sistema operativo.
- macOS (tramite Homebrew):
brew install typst- Linux (con cargo installato):
cargo install --git https://github.com/typst/typst --locked typst-cliWindows (tramite winget):
winget install --id Typst.TypstSe preferisci i package manager della tua distro, Typst è disponibile su AUR per Arch Linux, su nixpkgs per NixOS, e su diversi altri repository. Puoi anche scaricare il binario precompilato dalla pagina delle release su GitHub.
Una volta installato, verifichi con typst --version. Per scrivere puoi usare qualsiasi editor di testo. Typst dispone di un language server (LSP) che puoi installare in VS Code tramite l’estensione ufficiale Typst LSP, oppure in Neovim tramite nvim-lspconfig. L’estensione per VS Code fornisce anteprima live del PDF direttamente nel pannello laterale, completamento automatico delle funzioni, e segnalazione degli errori in linea.
Creare e compilare il primo documento è immediato. Crea un file documento.typ con questo contenuto:
#set page(paper: "a4", margin: (x: 2.5cm, y: 3cm))
#set text(font: "Linux Libertine", size: 11pt, lang: "it")
#set heading(numbering: "1.")
= Il mio primo documento in Typst
Questo è un paragrafo normale. Il testo scorre naturalmente, e puoi usare
*grassetto* o _corsivo_ senza comandi speciali.
== Una sezione secondaria
Ecco una formula inline: $E = m c^2$. E una formula in blocco:
$ sum_(i=1)^n i = (n(n+1)) / 2 $Compila con:
typst compile documento.typIl risultato è un file documento.pdf nella stessa cartella. Se vuoi la modalità watch con ricompilazione automatica a ogni salvataggio:
typst watch documento.typLa sintassi, potente senza essere verbosa
Il linguaggio di Typst funziona secondo tre modalità distinte che si alternano nello stesso file:
- Modalità markup. È quella di default. Si scrive testo normale, si usa
*grassetto*e_corsivo_come in Markdown,=per i titoli di primo livello,==per il secondo livello, e così via. - Modalità matematica. Si attiva con il simbolo
$per le formule inline e con$ ... $su righe separate per i blocchi. - Modalità codice. Si attiva con il simbolo
#e permette di eseguire funzioni e logica di scripting all’interno del documento.
Questa separazione è uno dei punti di forza più pratici del sistema. In LaTeX qualsiasi cosa è un comando con backslash, e distinguere tra testo, struttura e logica richiede di conoscere a memoria decine di convenzioni. In Typst la distinzione è visiva e coerente.
Le funzioni di configurazione seguono una logica a cascata tramite le regole set e show. Una regola set modifica le proprietà di default di un elemento per tutto il documento o per una sezione:
// Imposta il font e il corpo del testo
#set text(font: "New Computer Modern", size: 12pt)
// Numera automaticamente i titoli
#set heading(numbering: "1.1")
// Margini della pagina
#set page(margin: (top: 3cm, bottom: 3cm, left: 2.5cm, right: 2.5cm))Una regola show va oltre e permette di ridefinire completamente come un elemento viene renderizzato. Vuoi che tutti i titoli di primo livello siano in maiuscolo con una linea orizzontale sotto? Basta una regola show:
#show heading.where(level: 1): it => {
upper(it.body)
line(length: 100%, stroke: 0.5pt)
}Lo stesso sistema funziona per le figure, le note a piè di pagina, i link, le tabelle. Non serve un pacchetto esterno per personalizzare l’aspetto di un documento. La logica è già integrata nel linguaggio.
Bibliografie, matematica e template, la libreria standard che LaTeX non ha mai avuto
Uno degli aspetti più pratici di Typst è che molte funzionalità che in LaTeX richiedono pacchetti esterni sono integrate nella libreria standard. La gestione delle bibliografie ne è l’esempio più rilevante.
Typst supporta nativamente il formato BibTeX e il nuovo formato Hayagriva (in formato YAML). Per inserire una bibliografia in un documento basta una riga:
#bibliography("refs.bib", style: "apa")I riferimenti nel testo si inseriscono con la sintassi @chiave_riferimento. Typst gestisce automaticamente la numerazione, l’ordinamento e la formattazione secondo lo stile scelto. Supporta gli stili più diffusi in ambito accademico, tra cui APA, IEEE, Chicago, MLA e Vancouver, senza dover configurare nulla di aggiuntivo.
Per la matematica, Typst usa una sintassi propria decisamente più chiara rispetto a quella di LaTeX. Un esempio diretto:
// LaTeX: \int_{-\infty}^{\infty} e^{-x^2} dx = \sqrt{\pi}
// Typst:
$ integral_(-infinity)^(infinity) e^(-x^2) dif x = sqrt(pi) $Con Typst 0.14 è stata aggiunta la giustificazione a livello di carattere, una funzionalità che LaTeX non supporta nativamente. Invece di distribuire lo spazio solo tra le parole, il testo giustificato può distribuire piccole quantità di spazio anche tra i singoli caratteri, producendo un risultato visivamente più equilibrato.
Sul fronte dei template, Typst Universe offre più di 1.300 pacchetti e template pronti all’uso, tra cui quelli per tesi universitarie, paper accademici, CV, presentazioni e report aziendali. Per usare un template basta importarlo con la sintassi:
#import "@preview/charged-ieee:0.1.3": ieee
#show: ieee.with(
title: "Il mio paper",
authors: ((name: "Mario Rossi", organization: "Università di Roma"),),
abstract: [Questo articolo descrive...],
)Il sistema di pacchetti è versionato, ogni import specifica la versione esatta, e i pacchetti sono scaricati e cachati localmente al primo utilizzo.
Dove Typst eccelle e dove ancora manca qualcosa
La velocità di compilazione di Typst è notevole, l’integrazione con gli editor moderni tramite LSP funziona bene, e la curva di apprendimento è notevolmente più dolce rispetto a LaTeX. Il binario singolo da 40 MB si integra senza difficoltà in pipeline CI/CD e ambienti containerizzati, ed è un vantaggio per chi genera PDF in modo automatizzato.
Sul fronte delle limitazioni, l’ecosistema è ancora più giovane rispetto a quello di LaTeX, che conta quarant’anni di pacchetti specializzati. Chi opera in ambiti accademici con template specifici richiesti dalle riviste potrebbe quindi ancora trovarsi costretto a usare LaTeX. L’export in HTML è presente nella versione 0.14 ma ancora contrassegnato come sperimentale, attivabile tramite flag --features html.
Un aspetto da considerare è anche la distinzione tra il compilatore e la web app. Il compilatore è open source con licenza Apache 2.0. La web app che Typst GmbH gestisce su typst.app è invece software proprietario, con piani gratuiti e a pagamento, paragonabile per modello di business a Overleaf. Usare il compilatore locale Typst con il proprio editor è invece completamente gratuito e non dipende da alcun servizio cloud, il che è importante sapere prima di scegliere il proprio workflow.
Un ecosistema giovane con le basi giuste
Typst non è ancora il sistema che sostituirà LaTeX ovunque, e probabilmente non lo farà a breve. Detto questo, quello che Typst ha già costruito è solido. La compilazione incrementale, la sintassi, la libreria standard che copre le funzionalità più usate senza ricorrere a pacchetti esterni, l’integrazione LSP con gli editor moderni. È un progetto che ha identificato i punti di difficoltà più evidenti di LaTeX e li ha affrontati in modo sistematico.
Se scrivi documenti tecnici regolarmente, vale la pena dedicare del tempo a Typst. L’installazione richiede cinque minuti, il tutorial ufficiale ne richiede trenta, e a quel punto hai elementi sufficienti per valutare se si adatta al tuo flusso di lavoro. Il compilatore lavora su file di testo plain, quindi migrare da e verso altri sistemi è sempre possibile.













