TUXEDO Computers, l’azienda tedesca di Augsburg nota per i suoi notebook e desktop pensati per Linux, ha aperto al pubblico la prima beta di TUXEDO OS costruita su base Debian Testing anziché su Ubuntu. L’annuncio è arrivato durante la conferenza FrOSCon 2026, dove chi era presente ha potuto ricevere chiavette USB con l’immagine del sistema direttamente allo stand dell’azienda e provarlo sui notebook esposti.
Per chi non era presente, l’immagine ISO, da circa 4,6 GB, è disponibile per il download dal portale ufficiale del produttore dalla domenica pomeriggio. Si tratta di un passaggio atteso da tempo dalla community, che seguiva da mesi le anticipazioni diffuse sui canali social dell’azienda.
Il cambio di base è la risposta a un problema che TUXEDO si trascinava da tempo. La base Ubuntu LTS è, per sua natura, conservativa. Mantenere aggiornati componenti come kernel, driver grafici e ambiente desktop KDE Plasma era diventato via via più complicato; anche a causa di librerie non più compatibili. A questo si aggiunge la volontà di prendere le distanze dal crescente peso che Canonical sta dando al formato proprietario Snap.

TUXEDO OS: Debian continuo, Btrfs di serie e nuove regole per l’aggiornamento
TUXEDO ha optato per Debian Testing non come tappa intermedia verso Debian Stable, ma come fondamenta permanenti del sistema. Quando l’attuale ramo Testing diventerà ufficialmente Debian 14 “Forky”, TUXEDO OS continuerà comunque a seguire il nuovo ramo Testing successivo, in un modello che l’azienda definisce “Continuous Debian”. In questo modo il sistema mantiene il formato pacchetti .deb e l’affidabilità tipica di Debian. Tuttavia, la base pacchetti sarà più aggiornata rispetto alla versione stabile.
Sul fronte software, la beta arriva già con uno stack desktop moderno, composto da KDE Plasma 6.7.2, KDE Frameworks 6.26 e Qt 6.10.2, il tutto su sessione Wayland e kernel Linux 7.1.6.2 personalizzato da TUXEDO.
Una novità da segnalare riguarda il filesystem. Btrfs diventa l’opzione predefinita sia nell’installer ISO sia nelle installazioni WebFAI e nei sistemi venduti già pronti dall’azienda. Abbinato a Btrfs arriva Snapper, che crea automaticamente snapshot prima di operazioni delicate come l’installazione di aggiornamenti; in questo modo, si può tornare indietro in caso di problemi. Resta comunque possibile scegliere un altro filesystem in fase di installazione, rinunciando però a questa rete di sicurezza integrata.
Una beta quasi pronta per l’uso quotidiano
TUXEDO costruisce da anni la propria identità attorno a un forte legame con la community Linux. Questa apertura pubblica rappresenta un passo coerente per l’azienda. Tuttavia, ci sono alcuni aspetti pratici da tenere bene a mente.
Il primo riguarda la migrazione. Per ora non esiste un percorso di aggiornamento diretto dalle installazioni esistenti di TUXEDO OS basate su Ubuntu verso questa nuova versione basata su Debian. Sarà quindi necessaria un’installazione pulita. Inoltre, l’azienda ha già annunciato una guida dedicata al trasferimento dei dati personali prima del rilascio definitivo.
Chi invece preferisce restare sull’attuale base Ubuntu non resterà senza alternative. TUXEDO offrirà un percorso di aggiornamento verso Kubuntu 26.04. La versione Legacy, invece, continuerà a ricevere supporto regolare fino a metà 2027 e patch di sicurezza sui componenti essenziali fino al 2029.
Per il momento, l’azienda distribuisce solo l’immagine ISO, mentre l’integrazione con WebFAI, il sistema di installazione automatizzata via rete, è attesa nel quarto trimestre dell’anno.
Inoltre, TUXEDO invita esplicitamente chi la prova a segnalare bug, comportamenti anomali e suggerimenti, anche quelli che a prima vista possono sembrare marginali. Saranno proprio questi riscontri a determinare la qualità della versione stabile che arriverà nei prossimi mesi.














