Topping, il marchio di Guangzhou che da anni ottiene misure di laboratorio ai vertici della categoria con apparecchi compatti ed economici, ha rinnovato il modello più piccolo della serie DX. Il DX1 II costa 119 euro e si colloca sotto il DX5 II, proposto a 299, ma condivide con il fratello maggiore il convertitore ESS ES9039Q2M e l’equalizzatore parametrico a dieci bande. Il vecchio modello DX1 del 2022 usava un chip AKM AK4493S, un’amplificazione sbilanciata e circa 280 mW su 32 ohm, mentre il nuovo adotta un percorso del segnale completamente bilanciato a quattro canali, arriva a 1 W per canale dalla presa da 4,4 mm e aggiunge connessioni ottiche in entrata e in uscita, linee simmetriche sul retro e il supporto al microfono. Tutto funziona con la sola corrente del cavo USB-C.
L’impostazione del produttore resta quella di sempre, cioè misure da apparecchio di fascia superiore in un telaio molto piccolo di dieci centimetri per lato e dal peso di solo 275 grammi (consigliato un tappetino antiscivolo).
Cambia invece la versatilità, perché il DX1 II lavora da DAC per la scrivania, da amplificatore per cuffie, da preamplificatore per monitor attivi e da processore digitale per il segnale ottico di televisori e console.
Trova posto sulla scrivania di chi ascolta al computer con IEM sensibili o cuffie aperte di media impedenza, di chi gioca online con un headset dotato di microfono e di chi vuole correggere la risposta del proprio modello preferito con un equalizzatore in grado di conservare i profili nella memoria interna.
Un solo chip ESS, quattro canali e nessun alimentatore
Al centro del circuito lavora l’ES9039Q2M, un convertitore delta-sigma a due canali della serie Sabre. Il DX1 II ne monta uno solo, che gestisce destra e sinistra in modo differenziale, mentre il DX5 II ne usa due. A monte, l’interfaccia USB è affidata a un XMOS XU316, il controller che accetta PCM fino a 32 bit e 384 kHz e DSD256 nativo, oltre al DSD128 via DoP. L’ingresso ottico si ferma invece a 24 bit e 192 kHz, con il DSD64 incapsulato in DoP.

A valle del convertitore c’è un amplificatore a quattro canali, cioè due rami per ogni lato, che porta il segnale bilanciato fino alla presa da 4,4 mm e all’uscita di linea posteriore. Un circuito di alimentazione a componenti discreti e a basso rumore separa la tensione destinata al DAC da quella dello stadio analogico, così che i disturbi del primo non arrivino al secondo. Il volume si regola con un encoder digitale, una manopola senza fine corsa che invia comandi direttamente al chip anziché variare una resistenza. Il vantaggio è pratico, perché ai volumi bassi non compare lo squilibrio tra i canali tipico dei potenziometri economici e ogni scatto corrisponde a un passo preciso in decibel.
L’apparecchio assorbe circa 2,5 W, meno di 1 W in standby, prelevati dalla porta USB-C a 5 V con un picco di 1 A. Sul retro un selettore commuta tra UAC 2.0, la modalità standard per computer, e UAC 1.0, più limitata ma necessaria per PS5 e Nintendo Switch. Il manuale elenca otto filtri digitali, richiamabili dal telecomando, con tagli che vanno da una pendenza ripida intorno a 22 kHz ad attenuazioni più dolci estese oltre i 35 kHz. Le differenze tra l’uno e l’altro si collocano sopra la banda udibile, quindi ti conviene lasciare quello predefinito e dedicare il tempo all’abbinamento manuale con le cuffie.
Oltre 121 dB di SINAD da una porta USB
Sull’uscita di linea bilanciata il SINAD, l’indice che mette in rapporto il segnale con la somma di distorsione e rumore, supera i 121 dB. Fino a pochi anni fa un valore simile apparteneva a DAC da tavolo di fascia ben più alta, mentre qui arriva da un apparecchio economico alimentato dal computer. Con l’equalizzatore attivo il SINAD scende di circa 2 dB, restando comunque sopra quota 120. Le uscite cuffia restano allineate, con circa 122,6 dB sul jack da 3,5 mm e 122,8 dB sul 4,4 mm, e l’RCA si ferma intorno a 120,8 dB. La distorsione multitono, che simula il comportamento con segnali complessi simili alla musica, e la linearità sono pressoché perfette.

Il rumore residuo in cuffia sta sotto 0,9 microvolt, per cui neppure gli IEM più sensibili lasciano sentire il fruscio. L’impedenza d’uscita è inferiore a 1 ohm sul 3,5 mm e a 2 ohm sul 4,4 mm, abbastanza bassa da non alterare la risposta degli auricolari multi-driver.
| Caratteristica | Dettaglio |
|---|---|
| Tipo | DAC, amplificatore per cuffie e preamplificatore da tavolo |
| Convertitore | ESS ES9039Q2M |
| Interfaccia USB | XMOS XU316, modalità UAC 2.0 e UAC 1.0 |
| Ingressi | USB-C, ottico Toslink, microfono sul jack TRRS da 3,5 mm |
| Formati via USB | PCM da 16 a 32 bit e da 44,1 a 384 kHz, DSD256 nativo, DSD128 via DoP |
| Formati via ottico | PCM fino a 24 bit e 192 kHz, DSD64 via DoP |
| Uscite cuffia | 3,5 mm TRRS sbilanciata, 4,4 mm bilanciata |
| Potenza 3,5 mm | 510 mW su 32 ohm, 260 mW su 64 ohm, 58 mW su 300 ohm |
| Potenza 4,4 mm | 1.000 mW su 32 e 64 ohm, 230 mW su 300 ohm, 115 mW su 600 ohm |
| Guadagno | 3,5 mm -1,6 e +12,4 dB, 4,4 mm +4,4 e +18,4 dB |
| Impedenza d’uscita | Meno di 1 ohm (3,5 mm), meno di 2 ohm (4,4 mm) |
| Uscite di linea | RCA 2,4 Vrms, 4,4 mm bilanciata 5,1 Vrms, uscita ottica |
| THD+N | Meno di 0,00009% (RCA), meno di 0,00007% (bilanciata) |
| Rapporto segnale/rumore e gamma dinamica | 125 e 128 dB |
| Rumore residuo in cuffia | Meno di 0,9 µVrms |
| Equalizzatore | Parametrico a 10 bande per canale, 3 profili a bordo, fino a 192 kHz |
| Filtri digitali | 8 |
| Alimentazione | USB-C 5 V e 1 A, 2,5 W tipici, 0,8 W in standby |
| Dimensioni | 100 x 100 x 32 mm |
| Peso | 275 g |
| Colori | Nero, argento, bianco |
| Dotazione | Telecomando a infrarossi, cavo da USB-C a USB-C, cavo da USB-A a USB-C |
Un watt per canale, ma solo dalla presa bilanciata
Le due prese cuffia si comportano in modo diverso. Dal jack bilanciato da 4,4 mm il DX1 II eroga 1.000 mW per canale su 32 e su 64 ohm, 230 mW su 300 ohm e 115 mW su 600 ohm. Il 3,5 mm sbilanciato si ferma invece a 510 mW su 32 ohm, 260 mW su 64 ohm, 58 mW su 300 ohm e appena 29 mW su 600 ohm. Per ciascuna uscita sono previste due regolazioni, e il passaggio all’alto guadagno aggiunge 14 dB, utile con le cuffie meno sensibili.

Nella pratica gli IEM e le cuffie chiuse da 32 ohm suonano forte già in basso guadagno, e un modello aperto da 120 ohm come le Sennheiser HD 505 arriva a volumi più che sufficienti già dal 3,5 mm, mentre il bilanciato lascia un margine ampio anche alle dinamiche da 300 ohm. Le planari meno efficienti chiedono invece l’alto guadagno e si assestano intorno a -35 dB di volume, con un margine adeguato all’ascolto ma non abbondante. Con cuffie da 600 ohm il 3,5 mm non basta e devi passare a un cavo bilanciato.
L’alimentazione dal bus USB porta con sé alcuni limiti. Un computer fisso o un portatile forniscono la corrente necessaria, mentre molti smartphone no. Collegato direttamente a un iPhone 17 Pro, il DAC non viene riconosciuto, ma funziona con un hub USB-C dotato di ingresso di ricarica PD, alimentato da un normale caricatore. Vanno bene modelli come l’UGREEN Revodok Pro 106 da 21,99 euro, con due porte dati USB-C, oppure il più economico Revodok 105 della stessa marca, da 13,99 euro, che sfrutta il cavo da USB-A a USB-C incluso con il DAC.
Resta un avvertimento sugli adattatori. Un convertitore da 4,4 a 3,5 mm unisce i poli negativi dei due canali e può danneggiare lo stadio d’uscita, quindi una cuffia sbilanciata va collegata sempre alla presa da 3,5 mm.
Dieci bande di equalizzazione salvate nel DX1 II
L’equalizzatore PEQ del DX1 II offre dieci bande per canale, regolabili in frequenza, guadagno e fattore Q in modo indipendente su destra e sinistra. La configurazione passa da due strumenti. Topping Tune è un programma per Windows e macOS che accetta valori numerici e curve di riferimento importate, mentre la Home Web App della stessa casa gira nel browser tramite l’interfaccia WebHID e funziona con Chrome ed Edge su computer, non su smartphone né su tablet.
La versione web aggiunge due archivi. Il primo, Source FR, raccoglie circa 465 profili di cuffie con le relative correzioni, ricavati da dati pubblici e inseriti a mano da Topping. Il secondo, il Cloud PEQ, condivide le curve create dagli appassionati, compresi molti IEM assenti dall’elenco ufficiale. Sono un buon punto di partenza, ma vanno ascoltati con spirito critico.
Il DX1 II memorizza al suo interno fino a tre profili, richiamabili con il tasto EQ del telecomando. Poiché l’equalizzazione agisce pure sul segnale ottico in ingresso, puoi applicare la correzione della cuffia al suono di una console o di un televisore, e l’uscita ottica trasmette il flusso già elaborato a un altro DAC, trasformando il DX1 II in un processore digitale da affiancare a un impianto esistente.
Il limite tecnico riguarda la frequenza di campionamento, perché con il PEQ attivo l’ingresso USB accetta al massimo 192 kHz e oltre quella soglia l’apparecchio resta muto. Con la musica comune conta poco, tuttavia se riproduci file a 352,8 o 384 kHz devi impostare il lettore perché converta il segnale. Ogni volta che alzi una banda, abbassa il guadagno generale della stessa quantità, così eviti la saturazione digitale sui brani incisi a livello pieno.
Display, telecomando e firmware
Il frontale ospita un piccolo display, la manopola e le due prese cuffia. Lo schermo mostra il volume in decibel e, a richiesta, la frequenza di campionamento in arrivo, utile per verificare che il computer invii il formato atteso. La manopola concentra quasi tutte le funzioni. Un singolo clic cambia ingresso tra USB e ottico, una doppia pressione alterna le uscite tra solo cuffie, solo linea o entrambe, mentre tenendola premuta per un secondo e mezzo e ruotandola si sceglie il livello di amplificazione. La sigla «LO» indica l’uscita posteriore e non il basso guadagno, come qualcuno potrebbe pensare.
Il telecomando a infrarossi incluso semplifica parecchio, con tasti dedicati per standby, muto, filtri, uscite, volume, ingressi e profili EQ. Diventa indispensabile se usi il DX1 II come preamplificatore per monitor attivi, con il livello regolato sul DAC e i diffusori fissati al massimo. Manca un ingresso coassiale, perciò un lettore CD dotato della sola uscita elettrica richiede un piccolo convertitore digitale, alimentato da una porta USB. Va bene il PROZOR bidirezionale da 22,55 euro, con il selettore impostato da coassiale a ottico. Il CD, con i suoi 16 bit e 44,1 kHz, resta ben dentro i limiti dell’ingresso ottico.
La presa da 3,5 mm è la stessa delle cuffie per smartphone, e accetta headset con microfono a 24 bit e 192 kHz. Con un solo cavo il DX1 II diventa la scheda audio per videochiamate e partite online, mentre le cuffie da gioco con jack separati per ascolto e microfono richiedono uno sdoppiatore, non incluso, come il cavo a Y deleyCON da 8,71 euro, con una spina maschio a quattro poli da una parte e due prese separate per ascolto e microfono dall’altra.
Sul fronte software, Topping ha già distribuito diversi aggiornamenti. Perciò, appena acquistato il DAC, collegalo alla web app e installa l’ultima versione tramite Chrome.
Un suono trasparente che si sposa bene con le cuffie calde
All’ascolto il DX1 II conferma ciò che le misure lasciano intuire, con una presentazione neutra e trasparente che privilegia la precisione rispetto al colore. Il basso è asciutto, rapido e ben controllato. La gamma media è la zona più riuscita. Le voci arrivano definite e vicine, le chitarre acustiche e il pianoforte conservano un timbro naturale, mentre la parte alta dei medi sta appena in avanti. Gli acuti sono estesi e nitidi, con piatti ricchi di dettaglio e la brillantezza tipica dei chip ESS. L’uscita bilanciata apre leggermente lo spazio rispetto al 3,5 mm, e la dinamica regge bene i crescendo orchestrali e l’elettronica più densa.
Nel confronto con il FiiO K11, quest’ultimo offre medi bassi più pieni e un basso più corposo, mentre il DX1 II prevale per definizione e risoluzione dei dettagli. L’abbinamento ideale passa quindi da cuffie calde come le HD 600.
Tre profili di equalizzazione e una presa USB-C per tutta la catena
Dieci centimetri di alluminio e circa 120 euro bastano al Topping DX1 II per sostituire una catena che fino a poco tempo fa occupava due o tre apparecchi separati. Lo stadio bilanciato a quattro canali, guidato dall’ES9039Q2M, offre misure da riferimento, un fondo silenzioso che valorizza gli IEM più sensibili e, sul 4,4 mm, una potenza adeguata alla gran parte delle cuffie dinamiche, HD 600 comprese.
A distinguerlo dai concorrenti di pari prezzo è soprattutto l’equalizzatore a dieci bande, con tre profili conservati a bordo che adattano la risposta di ogni cuffia e si estendono anche al segnale ottico di console e televisori. Le linee bilanciate posteriori, la funzione di preamplificatore con telecomando e il microfono sul jack da 3,5 mm completano un pacchetto pensato per giornate trascorse al computer tra musica, lavoro e giochi. La scelta più sensata è metterlo accanto al monitor e collegarlo al computer con un unico cavo USB-C, che porta insieme musica e alimentazione: in cuffia ottieni un suono pulito e preciso da modellare sui tuoi gusti, mentre con i diffusori attivi guadagni un volume regolabile dal telecomando, senza occupare prese di corrente né aggiungere altre scatole sulla scrivania.
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