Per anni chi suona la chitarra elettrica in casa ha dovuto scegliere fra due strade. Da una parte l’amplificatore vero, con il suo carattere e un volume poco compatibile con i vicini, dall’altra i simulatori software, comodi ma spesso costosi e legati a una licenza per ogni modello. Neural Amp Modeler, abbreviato in NAM, ha aperto una terza via con un progetto open source che usa una piccola rete neurale per imparare il suono di un amplificatore reale a partire da una registrazione di pochi minuti.
Il 2 settembre 2026 TONE3000, la piattaforma che raccoglie le catture create dalla comunità, ha pubblicato un plugin gratuito con licenza MIT che dà accesso diretto a una libreria di oltre 700.000 toni fra amplificatori, pedali, casse e apparecchi da studio. Funziona come programma autonomo o dentro una DAW, gira su Windows, macOS e Linux e sfrutta l’architettura A2, rilasciata a giugno, che rende i modelli più fedeli e più leggeri da far girare. L’aggiornamento del 2 ottobre ha poi sostituito l’interfaccia web con una nativa, riducendo parecchio il carico sul processore.
Qui trovi come funziona una cattura neurale, come installare il plugin e regolare la scheda audio, come orientarti nella libreria e come registrare il tuo amplificatore per conservarne il suono. Con un occhio ai limiti, che esistono e che conviene conoscere prima di riporre la pedaliera in cantina.
Come una rete neurale impara il suono di un amplificatore
Il principio alla base di NAM è più semplice di quanto sembri. All’amplificatore si invia un segnale di prova, una sequenza di rumori, note e frequenze che scorrono dal grave all’acuto, e si registra ciò che esce dall’altra parte. Il software si ritrova così con due file, il segnale pulito in ingresso e quello trasformato in uscita, e allena una rete neurale a riprodurre la trasformazione. Il risultato è un file con estensione .nam che contiene una sorta di fotografia sonora dell’apparecchio.
Questo approccio si chiama profiling, o cattura, e si distingue dalla modellazione classica dei circuiti, nella quale un programmatore ricostruisce valvole, trasformatori e controlli di tono un componente alla volta. La cattura invece non sa nulla di valvole o condensatori. Impara soltanto come reagisce l’apparecchio a qualsiasi segnale, compresa la compressione che si avverte suonando forte e la pulizia che ritorna abbassando il volume della chitarra. Kemper e ToneX di IK Multimedia lavorano su un’idea simile, ma con formati chiusi e hardware proprietario.
Il 2 giugno 2026 il progetto, nato dal lavoro dello sviluppatore Steven Atkinson, ha introdotto A2, la seconda architettura standard della rete. In termini pratici cambiano tre cose.
La rete tiene conto di circa 132 millisecondi di segnale, contro gli 85 della versione precedente, e questo aiuta a riprodurre il modo in cui l’amplificatore reagisce alle note lunghe. Inoltre l’errore medio sul banco di prova si è quasi dimezzato, passando da un ESR di 0,0062 a 0,0033. L’ESR misura quanto il segnale del modello si discosta da quello vero, quindi più è basso e meglio è. Infine, il modello completo, chiamato A2-Full, richiede dal 30 al 40% in meno di risorse di calcolo rispetto al vecchio standard.
Ogni file A2 contiene anche una versione ridotta, A2-Lite, pensata per pedaliere e piccoli amplificatori digitali. Questa versione può funzionare utilizzando circa metà della potenza di un microcontrollore ARM da 600 MHz, dal costo di pochi euro. Il plugin, o il dispositivo, sceglie da solo la variante adatta. Per chi ha già una collezione di toni, TONE3000 ha riaddestrato in automatico l’intero archivio esistente, così le vecchie catture sono disponibili anche nel nuovo formato.
La piattaforma ha anche organizzato un test d’ascolto alla cieca con oltre mille partecipanti, nel quale A2-Full ha superato le catture di Neural DSP, ToneX e Line 6. A questo livello di fedeltà la differenza la fa la qualità della singola cattura, cioè l’ampli scelto, il microfono e la cura di chi l’ha registrata, molto più dell’architettura.
Il plugin TONE3000 in pratica
TONE3000, conosciuto in passato come ToneHunt, era finora soprattutto un sito da cui scaricare file .nam da caricare poi nel plugin originale di NAM, che accetta un solo modello e una sola risposta della cassa alla volta. Il nuovo plugin porta la libreria dentro il programma e ragiona per blocchi, da mettere in fila come i pedali su una pedaliera. Puoi impilarne quanti ne vuoi, costruendo una catena del segnale completa con overdrive, amplificatore, cassa, compressore e riverbero.

Le funzioni vanno oltre il semplice caricamento dei modelli. Ci sono un accordatore, un noise gate con controlli avanzati, un equalizzatore parametrico globale e un equalizzatore collocabile prima o dopo ogni blocco, la normalizzazione dei volumi, l’oversampling e la mappatura dei controlli via MIDI. Per il suono stereo il plugin offre due catene parallele, un allargatore chiamato Spread e l’allineamento automatico, mentre la modalità Dual Mono elabora i due canali separatamente con la stessa catena. L’aggiornamento di ottobre, la versione 0.0.11, ha aggiunto anche un pitch shifter controllabile con un pedale d’espressione. Il plugin è disponibile in tutti i formati principali, una rarità per un progetto gratuito.
| Formato | Dove si usa |
|---|---|
| VST3 | Reaper, Ableton Live, Cubase, Studio One, FL Studio, Bitwig, Ardour |
| AU | Logic Pro e GarageBand su Mac |
| AAX | Pro Tools |
| CLAP | Reaper e Bitwig |
| LV2 | Ardour e Mixbus su Linux |
| Standalone | Nessuna DAW, su tutti e tre i sistemi |
Per scaricare toni dalla libreria serve un account gratuito, mentre i file .nam e le risposte all’impulso in formato .wav che hai già sul disco si caricano senza registrazione con un clic destro su un blocco. Una volta scaricati, toni e preset funzionano anche senza connessione, e i preset si salvano in locale come file .t3kpreset da condividere.
Il codice è pubblico su GitHub con licenza MIT ed è scritto con JUCE, il framework usato da buona parte dei plugin audio commerciali. La numerazione 0.0.x dice chiaramente che si tratta di un software giovane, aggiornato spesso e con qualche spigolo ancora da limare. Il passaggio all’interfaccia nativa, che ha sostituito un browser integrato, ha comunque già ridotto in modo netto il consumo di CPU, soprattutto su Linux e sui computer meno recenti.
Installazione e prime prove su Windows, macOS e Linux
Prima di tutto serve una scheda audio USB con un ingresso per strumento, indicato come Hi-Z o Inst. L’ingresso microfono del portatile non va bene, perché la chitarra ha un’impedenza diversa e il suono risulterebbe spento. Va benissimo un modello economico da 50-100 euro, come la M-Audio M-Track Duo, che costa circa 50 euro e accetta la chitarra su entrambi gli ingressi, insieme a un paio di cuffie chiuse o due casse da studio.

La Duo registra però al massimo a 16 bit, più che sufficienti per suonare con il plugin ma un po’ stretti se pensi di catturare il tuo amplificatore. In quel caso conviene puntare su un modello a 24 bit come la sorella M-Track Duo HD o una Focusrite Scarlett Solo.
L’installazione richiede pochi minuti.
- Download. Dalla pagina tone3000.com/plugin scarica il pacchetto per il tuo sistema, un installer .exe per Windows, un .pkg universale per Mac o un archivio .tar.gz per Linux.
- Formati. Durante l’installazione scegli solo i formati che ti servono, per esempio VST3 e Standalone su Windows.
- DAW. Se la DAW era aperta, chiudila e riaprila oppure avvia una nuova scansione dei plugin.
- Accesso. Al primo clic su un blocco vuoto il plugin apre il browser per l’accesso a TONE3000, poi resta collegato per tutte le istanze.
Su Linux l’archivio contiene uno script che controlla anche le dipendenze di sistema. Il nome esatto del file cambia con la versione, quindi adatta il comando.
tar -xzf tone3000-plugin-*.tar.gz
cd tone3000-plugin-*/
./install.sh
Se usi la versione standalone, apri Settings e poi System Settings. Su Windows scegli il driver ASIO della tua scheda audio, che offre i ritardi più bassi; se la scheda non ne ha uno, il driver open source FlexASIO è un’alternativa valida. Su Linux, se hai già configurato PipeWire, il plugin si comporta come qualsiasi altra applicazione audio. Imposta poi la frequenza a 48 kHz, quella con cui vengono addestrate le catture, e il buffer a 128 campioni, quindi attiva l’opzione per ascoltare il segnale in uscita.
Con queste impostazioni ogni buffer audio dura circa 2,7 millisecondi e il ritardo complessivo, fra andata e ritorno, oscilla fra 6 e 10 millisecondi a seconda della scheda e dei suoi driver. Con la M-Track Duo, per esempio, si arriva a poco meno di 9 millisecondi. Per avere un riferimento, è il tempo che il suono impiega per attraversare circa tre metri d’aria, più o meno la distanza fra te e un amplificatore dall’altra parte della stanza. Se senti scoppiettii, sali a 256 campioni.
L’ultimo passaggio è la calibrazione dell’ingresso, in Settings, Plugin Settings, Calibration. Inserisci il livello massimo d’ingresso della tua scheda espresso in dBu, che trovi nelle specifiche tecniche, di solito fra +4 e +12 dBu. In questo modo il plugin sa con quale intensità arriva la chitarra e l’amplificatore virtuale distorce come quello reale, invece di risultare troppo pulito o troppo saturo.
Orientarsi tra migliaia di catture
Settecentomila toni sono un’abbondanza che rischia di trasformarsi in paralisi. Il motore di ricerca del plugin filtra per autore, tipo di apparecchio, formato e tag, ma la scelta resta ampia. Conviene quindi partire da una catena minima e allargarla solo quando ti serve.
Il primo dubbio riguarda la cassa. Una cattura del tipo Amp + Cab contiene già amplificatore, cassa e microfono, e suona subito bene da sola. Una cattura Amp Head contiene solo la testata e va abbinata a un blocco Cabinet con una risposta all’impulso, il file .wav che descrive il modo in cui una cassa e il relativo microfono colorano il suono. Separare i due elementi offre più libertà, perché puoi provare la stessa testata con casse diverse, ma per le prime ore la combinazione già pronta evita parecchi tentativi a vuoto.
Ecco l’ordine dei blocchi che rispecchia una pedaliera tradizionale.
- Pedals. Overdrive, distorsori e fuzz vanno prima dell’amplificatore.
- Amp Head. La testata, da seguire subito con un blocco Cabinet.
- Cabinet. La risposta all’impulso della cassa microfonata.
- Outboard. Compressori ed equalizzatori da studio, dopo la cassa.
- Spaces. Riverberi e ambienti, in fondo alla catena.
Prima di confrontare due catture, attiva la normalizzazione. L’orecchio tende a preferire il suono più forte anche quando non è il migliore. Leggi poi la descrizione della cattura, perché gli autori più accurati indicano posizione dei controlli, microfono usato e pedali eventualmente inseriti: sono informazioni che ti dicono subito se quel tono è adatto al tuo genere. Le catture più scaricate e quelle di autori con molti lavori pubblicati sono di solito un buon punto di partenza.
Infine lascia la variante A2-Lite per suonare e passa ad A2-Full quando registri o ascolti con attenzione. L’oversampling a 2x è sufficiente nella maggior parte dei casi, e conviene spegnere i blocchi che non usi invece di lasciarli attivi a volume zero, perché continuano a consumare CPU.
Registrare il tuo amplificatore con una scheda audio e un reamp box
La parte più interessante di NAM, almeno per chi possiede un amplificatore a cui è affezionato, è la possibilità di catturarlo. Ti bastano la scheda audio, una DAW qualsiasi, anche Reaper nella versione di valutazione, e un reamp box. Questo piccolo dispositivo passivo converte il segnale in uscita dalla scheda audio nel segnale debole e ad alta impedenza che l’amplificatore si aspetta di ricevere da una chitarra.
Per l’uscita dell’amplificatore hai due possibilità. Puoi mettere un microfono davanti alla cassa, ottenendo una cattura completa dell’ambiente e dell’altoparlante, oppure collegare la testata a un load box, un carico fittizio che sostituisce la cassa e fornisce un’uscita di linea da registrare. Ricorda però che un amplificatore a valvole non va mai acceso senza una cassa o un load box collegato all’uscita, perché il trasformatore d’uscita può danneggiarsi in pochi secondi.
La procedura è questa.
- Segnale di prova. Scarica il file di prova da tone3000.com/capture e importalo su una traccia della DAW.
- Collegamenti. L’uscita della scheda va nel reamp box, il reamp box nell’ingresso dell’amplificatore, l’uscita del load box o il microfono rientrano in un ingresso della scheda.
- Livelli. Regola il guadagno d’ingresso in modo che i picchi restino intorno a -8 dB, senza mai toccare la saturazione.
- Registrazione. Registra su una seconda traccia mentre la prima riproduce il segnale di prova.
- Esportazione. Esporta la traccia registrata in WAV mono a 24 bit e 48 kHz, con una durata identica al file di prova.
- Addestramento. Carica il file su TONE3000 e attendi dai 5 ai 20 minuti, a seconda delle impostazioni.
Se preferisci non caricare nulla, puoi addestrare il modello sul tuo computer con l’addestratore ufficiale, che richiede Python 3.10 o successivo e beneficia molto di una scheda video NVIDIA. Chi ha una GPU NVIDIA deve installare prima PyTorch con il supporto CUDA.
# Solo con GPU NVIDIA, prima dell'installazione di NAM
pip install torch --index-url https://download.pytorch.org/whl/cu129
# Installazione e avvio dell'interfaccia grafica
pip install neural-amp-modeler
nam
Il comando nam apre una finestra in cui scaricare il file di prova, indicare l’ingresso e la registrazione e avviare l’addestramento. Il programma allinea da solo i due file e alla fine mostra un grafico che confronta la previsione del modello con il suono reale.
Un consiglio pratico: una sola cattura fotografa una sola posizione dei controlli, quindi conviene registrarne almeno tre, una con suono pulito, una crunch e una ad alto guadagno, adatta agli assoli, magari annotando in un file di testo dove si trovavano le manopole.
I limiti da conoscere prima di accantonare la pedaliera
Il limite principale è insito nel metodo. Una cattura riproduce l’amplificatore con i controlli fermi nella posizione della registrazione, quindi se giri la manopola del gain virtuale non ottieni il comportamento dell’apparecchio reale ma una semplice regolazione del livello in ingresso. Chi ama scolpire il suono girando i potenziometri si trova meglio con i simulatori che modellano il circuito, oppure deve affidarsi a pacchetti con molte catture per lo stesso ampli.
Inoltre NAM gestisce bene ciò che distorce, comprime o filtra, ma non gli effetti che cambiano nel tempo. Chorus, phaser, flanger e tremolo non si catturano in modo affidabile, così come i delay. Il plugin compensa in parte con i blocchi Spaces basati su risposte all’impulso per i riverberi, ma per modulazioni ed echi servono comunque altri plugin.
Ci sono poi aspetti legati alla piatIl plugin TONE3000 rende accessibile gratuitamente una qualità che, fino a poco tempo fa, richiedeva un Kemper o l’abbonamento a più simulatori commerciali.taforma. La libreria è alimentata dalla comunità, quindi la qualità varia molto da un autore all’altro e qualche cattura mal registrata finisce inevitabilmente in mezzo a quelle buone.
Sul fronte hardware, l’architettura A2 non è compatibile con i dispositivi che leggono solo i vecchi file. Ad agosto 2026 la supportavano già, fra gli altri, le pedaliere Nux MG-30 e MG-400, le Hotone Ampero II e le Mooer GE300 in versione Lite, mentre Headrush e Darkglass Anagram arrivano alla versione Full. Se possiedi una pedaliera compatibile solo con A1, controlla gli aggiornamenti del firmware prima di riorganizzare i tuoi preset.
Tre catture e un buffer da 128 campioni per la prima prova
Il plugin TONE3000 rende accessibile gratuitamente una qualità che, fino a poco tempo fa, richiedeva un Kemper o l’abbonamento a più simulatori commerciali. L’architettura A2 ha ridotto il divario fra modello e originale a un punto in cui la scelta della cattura conta più della tecnologia, mentre la licenza MIT e il supporto completo a Linux lo rendono uno dei pochi strumenti per chitarristi che non lasciano indietro nessun sistema operativo.
Per la prima prova ti suggerisco un percorso preciso. Installa la versione standalone, imposta 48 kHz e 128 campioni, calibra l’ingresso e cerca tre catture Amp + Cab molto scaricate, una pulita, una crunch e una ad alto guadagno. Suona per mezz’ora con la normalizzazione attiva senza aggiungere altro, così capisci quale tipo di amplificatore si adatta alla tua chitarra e al tuo modo di suonare.
Solo in un secondo momento ha senso separare testata e cassa, aggiungere pedali e, se in casa c’è un amplificatore a cui tieni, dedicare un pomeriggio alla sua cattura. È un modo per conservarne il suono anche quando l’ampli resterà spento per non disturbare i vicini.













