L’Epic Games Store ogni settimana ti regala uno dei suoi giochi in catalogo, completamente gratis. Dal 16 aprile a partire dalle ore 16:00 fino alle ore 16:00 del 23 aprile 2026, Epic ti offre il gioco The stone of madness (PEGI 18) . Il titolo è in vendita a 26.99 €, ma avrai una settimana di tempo per riscattarlo e averlo a costo zero per sempre.
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The Stone of Madness: il monastero che divora la mente
The Stone of Madness è uno stealth tattico in tempo reale con visuale isometrica, sviluppato da The Game Kitchen, lo studio spagnolo di Siviglia già noto per la serie Blasphemous, e pubblicato da Tripwire Presents il 28 gennaio 2025 per PC (su Steam, Epic Games e GOG), PlayStation 5, Xbox Series X e Nintendo Switch. Rispetto ai due Blasphemous, incentrati sul metroidvania d’azione e su un immaginario cattolico volutamente aggressivo, il gioco segna un cambio di rotta netto e passa a un gameplay più ragionato, lento e strategico, basato su stealth e pianificazione.

Il risultato è un titolo che porta con sé la stessa densità culturale e visiva dei lavori precedenti, indirizzandola questa volta verso un’esperienza più mentale, basata sull’astuzia e sulla gestione delle fragilità umane piuttosto che sul riflesso o sul combattimento. The Stone of Madness chiede pazienza, e in cambio offre un contesto ludico originale e atmosfericamente coerente.
Anime perdute tra le pietre del convento
La vicenda si svolge nella Spagna del XVIII secolo, all’interno di un monastero gesuita arroccato sui Pirenei che funge al contempo da manicomio e da prigione inquisitoriale. Il pretesto narrativo è chiaramente debitore de Il nome della rosa di Umberto Eco, ma vi accede attraverso una mediazione a sorpresa, ovvero La Abadía del Crimen, adattamento videoludico del 1987 sviluppata sempre in Spagna ma da Opera Soft.

Il protagonista iniziale è Alfredo Martín, sacerdote ingiustamente incarcerato dopo aver indagato sulla corruzione della Chiesa. Nel corso del gioco recluta altri quattro compagni di prigionia, ognuno con un passato segnato e una psicologia ben definita:
- Leonora, violinista violenta e autolesionista
- Agnes, anziana convinta di essere una strega
- Amelia, giovane borsaiola orfana costretta a studiare in convento
- Eduardo, un colosso ridotto al silenzio da torture indicibili
Insieme, i cinque indagano sui misteri sepolti tra le mura del monastero, a partire da una pietra della pazzia rinvenuta nel cranio di una paziente morta in circostanze sospette, nel tentativo di sfuggire a un’istituzione che trasforma il suo stesso potere in follia. Il modo in cui la narrativa incarna la crudeltà e l’ipocrisia delle istituzioni religiose dell’epoca, attraverso i corpi e le storie dei personaggi, lascia un segno.
Coni visivi, fobie e la tirannia del tempo
Il cuore del gameplay riprende il modello Commandos con fedeltà metodica: ti muovi in ambienti isometrici dettagliati evitando i coni visivi di guardie, monaci e suore, attivando catene di eventi che fanno avanzare la fuga. A ogni nuova giornata selezioni tre dei cinque prigionieri, con una composizione fissa fino al calare del sole, e gestisci la progressione in un sistema rigido ma logico.

La differenza più marcata rispetto ai capostipiti del genere risiede nel sistema di sanità mentale: ciascun personaggio ha le proprie fobie e, se lo esponi alle situazioni che le innescano, vedi il suo metro psicologico scendere progressivamente fino a sviluppare nuove debilitazioni permanenti. Eduardo teme il buio; Alfredo non sopporta la violenza; Leonora, dopo ogni omicidio, si automutila in un gesto che le costa una delle sue vite. Queste debolezze non sono solo penalità: diventano variabili di pianificazione che aumentano la complessità decisionale nel gioco.
Il ciclo giorno/notte aggiunge un ulteriore strato: di notte il monastero si popola di presenze soprannaturali, ma è anche il momento in cui ti ritiri nelle celle per costruire strumenti, commerciare al mercato nero, recuperare salute e ripristinare la sanità del gruppo. Il titolo non prevede salvataggi manuali durante le missioni, solo un salvataggio automatico a fine giornata, e questa scelta di gioco coraggiosa trasforma ogni fallimento in una variabile importante.
Nel complesso il sistema funziona sebbene la selezione della squadra operativa possa risultare a volte un pò macchinosa.
Goya in pixel e silenzio tra le navate
Sul piano visivo, The Game Kitchen costruisce un’estetica riconoscibile, ispirata apertamente all’opera grafica di Francisco Goya, in particolare ai Caprichos e alle cosiddette pitture nere, filtrata attraverso un’animazione cartoonesca che ricorda per certi versi Don Bluth. Gli sprite dei personaggi sono caratterizzati con cura notevole: Agnes è una vecchia curva che porta addosso il peso di ciò che ha visto, mentre Eduardo è un gigante dalle membra sproporzionate e dallo sguardo smarrito.

Gli ambienti isometrici del monastero sono densi di dettagli architettonici, tra cui chiostri, orti, refettori, torri e celle, restituiti con una palette cromatica satura e inquietante. Il motore di gioco regge bene la complessità visiva.
Il comparto sonoro è funzionale ma discontinuo: le musiche sottolineano efficacemente la tensione durante gli inseguimenti e la cupezza generale degli ambienti, mentre Leonora e Amelia usano musica e giochi per ripristinare la sanità del gruppo nelle fasi notturne. Peccato per la quasi totale assenza di doppiaggio nelle interazioni tra personaggi, che priva alcune scene del peso emotivo necessario ad amplificare la caratterizzazione del cast.
The Stone of Madness, per chi sa aspettare il momento giusto
The Stone of Madness è un titolo con una visione precisa, che non si sforza di essere accessibile a tutti. La storia principale si completa in circa 15 ore; i completisti possono spingersi fino a 30 ore.

Se il contesto storico-religioso e l’iconografia spagnola del Settecento ti attraggono, The Stone of Madness ti offrirà un’esperienza difficile da dimenticare. Anche per gli amanti degli stealth strategici con ambizioni autoriali questo monastero vale la pena di essere attraversato e vissuto.
Buon divertimento con questo nuovo titolo gratuito!
The stone of madness
Hardware consigliato
Per giocare a The stone of madness in FHD (1080p) è sufficiente una GPU entry level. Può essere giocato in 1080p con settings moderati anche da processori con GPU integrata come l’AMD Ryzen 8700G (su socket AM5) o qualsiasi minipc con GPU integrata come il mini pc Geekom A8, l’ ACEMAGICIAN S3A o il Beelink SER9.













