The Ouroboros King appartiene a una nicchia che negli ultimi anni ha conosciuto una fioritura silenziosa, quella del roguelike deckbuilder a sfondo tattico. A firmarlo è lo studio indipendente Hieronymus, una realtà indie che ha scelto di lavorare lontano dai riflettori del mercato mainstream e che ha portato il gioco su PC nel 2023 attraverso Steam, prima in accesso anticipato e poi in una forma più rifinita. L’idea è quella di prendere la geometria degli scacchi e innestarvi sopra la logica accumulativa del costruire un mazzo.
Il risultato è un titolo che ti chiede di ragionare per griglie, caselle e diagonali, ma anche di pianificare sinergie tra carte che, run dopo run, modificano il modo in cui i tuoi pezzi si muovono e colpiscono. La sua estetica sobria, la sua interfaccia austera e il suo ritmo riflessivo lo collocano nella schiera dei giochi che premiano la riflessione e pazienza.
Il titolo è in vendita a 8.99€, ma avrai una settimana di tempo a partire da oggi per riscattarlo sull’Epic Games Store e averlo a costo zero per sempre.
Insieme a The Ouroboros King, sempre a partire da oggi Epic Games regala anche Warhammer 40,000: Speed Freeks un frenetico gioco di combattimento veicolare multiplayer in cui sedici giocatori guidano bizzarre e devastanti auto da guerra degli Orki in corse folli e brutali arene.
Il re, la bestia e l’eterno ritorno
Vesti i panni di un sovrano chiamato a difendere ciò che resta del proprio regno da una Bestia primordiale e dai suoi campioni, figure che incarnano vizi e ossessioni e che si frappongono come tappe di una discesa progressiva. Il titolo stesso suggerisce la chiave di lettura, perché l’ouroboros, il serpente che si morde la coda, è immagine antichissima del ciclo eterno di morte e rinascita.
A tal proposito, la scelta del roguelike non è un semplice espediente, ma un riflesso tematico. Ogni sconfitta non chiude la storia, la riavvia, e ricominci il tuo cammino arricchito da ciò che hai imparato.

Muovere i pezzi, costruire il mazzo
Il cuore del gioco vive nell’incontro di parti ludiche distinte. Da un lato c’è la scacchiera, una griglia su cui i pezzi si spostano secondo schemi che ricordano da vicino gli scacchi classici. Dall’altro c’è il mazzo di carte, qui declinate come fioriture, che attribuiscono effetti, potenziamenti e abilità capaci di ridefinire il comportamento di ogni unità.
Ogni turno diventa così un piccolo problema da risolvere, ovvero posizionare correttamente i tuoi pezzi, anticipare le intenzioni nemiche, sfruttare le sinergie tra carte e gestire risorse che non concedono sprechi. Di conseguenza, la pianificazione conta più dei riflessi, e un singolo errore di valutazione può compromettere un’intera run. La progressione segue la logica del genere, ovvero avanzi per livelli, accumuli carte, costruisci un’identità di mazzo che emerge gradualmente dalle scelte fatte.

La curva di apprendimento è abbastanza ripida e la mancanza di un tutorial approfondito ti lascia a decifrare da solo molte interazioni. È un gameplay che si concede solo a chi accetta di studiarlo e capirlo.
Un’estetica austera
Costruito su Unity, motore prediletto dalla scena indipendente per la sua versatilità, rinuncia alla potenza visiva per abbracciare un’estetica illustrata, che strizza l’occhio all’iconografia dei tarocchi e alla simbologia medievale. I pezzi, le carte e gli sfondi adottano una palette spenta, dominata da toni terrosi e da una penombra che amplifica l’atmosfera cupa del racconto.
Tutto è funzionale alla leggibilità della scacchiera, perché in un gioco simile la chiarezza dell’informazione vale più di tutto. Il comparto sonoro segue la stessa filosofia: le musiche, ambientali e discrete, lavorano per atmosfera più che per melodia, accompagnandoti senza mai imporsi. A qualcuno il gioco potrà apparire fin troppo sobrio, eppure è proprio questa misura a definirne l’identità.

Un trono per pochi eletti
The Ouroboros King è un gioco che riesce a fondere scacchi e deckbuilding in un sistema coerente, intelligente, capace di restituire grandi soddisfazioni a chi ne accetta le regole e la curva di apprendimento poco accogliente.

Consigliato a chi adora roguelike e giochi di strategia, a chi non teme di perdere per imparare, a chi cerca un’esperienza mentale lontana dalle logiche del puro intrattenimento.













