Nei laboratori di Tesla, il chip AI5, noto anche come Hardware 5.0 o A15 , ha completato con successo il tape-out. In gergo ingegneristico, questo termine indica il passaggio dalla fase di progettazione a quella di verifica produttiva: il layout del chip viene ora trasmesso alla fonderia per la fabbricazione fisica.
Elon Musk lo ha annunciato personalmente su X, congratulandosi con il team AI di Tesla e condividendo le prime immagini del chip fisico. Nelle foto si distingue chiaramente un die principale centrale circondato da 12 moduli DRAM di SK Hynix. Il chip risulta essere stato sottoposto a tape-out nella tredicesima settimana del 2026, ovvero tra il 23 e il 29 marzo.
Musk stesso ha dichiarato di aver lavorato personalmente ogni sabato per diversi mesi su questo progetto, definendolo esistenziale per il futuro di Tesla. Senza un chip proprietario all’altezza, l’intera strategia di guida autonoma e robotica dell’azienda avrebbe perso il suo fondamento tecnologico.
L’AI5 è destinato a diventare il motore computazionale sia della guida autonoma FSD di nuova generazione sia del robot umanoide Optimus, segnando di fatto un cambio di marcia nella filosofia hardware dell’intera azienda.
Cosa c’è dentro AI5
Per capire la portata di questo aggiornamento, è utile confrontare i dati tecnici con la generazione precedente.
L’AI4, in uso sui veicoli Tesla dal 2023 e prodotto da Samsung su processo a 7 nanometri, esprimeva una potenza di calcolo compresa tra 300 e 500 TOPS (Tera Operations Per Second). L’AI5 porta quella cifra nell’intervallo 2.000–2.500 TOPS, con 8 volte la capacità di calcolo grezzo, 9 volte la memoria e 5 volte la larghezza di banda rispetto al predecessore.
| Spec | AI4 | AI5 |
|---|---|---|
| Potenza di calcolo | 300–500 TOPS | 2.000–2.500 TOPS |
| Memoria | 1x (base) | 9x |
| Larghezza di banda | 1x (base) | 5x |
| Compute grezzo | 1x (base) | 8x |
| Processo produttivo | Samsung | TSMC + Samsung (USA) |
In configurazione singola, le prestazioni di inferenza sono paragonabili a quelle di una GPU Nvidia H100 (architettura Hopper). In configurazione doppio SoC, si avvicinano ai chip Blackwell, ma con consumi energetici e costi di produzione nettamente inferiori.
L’architettura è ottimizzata per operazioni di inferenza a bassa precisione, con uso intensivo di INT4, INT2, FP8 e tensor accelerator a precisione mista. Questo si traduce in efficienza massima applicata al caso d’uso specifico.
Il modello FSD attuale gira su reti neurali da circa 1 miliardo di parametri, mentre la versione 15, quella che AI5 è progettato per supportare, utilizzerà un modello circa dieci volte più grande. Per il robot Optimus, questo significa poter eseguire inferenza in tempo reale senza dipendere dalla connettività cloud, un requisito fondamentale per qualsiasi sistema robotico che operi nel mondo fisico.
La roadmap oltre AI5: AI6, Dojo3 e la fabbrica di chip in Texas
Il tape-out di AI5 non è un punto di arrivo, ma l’avvio di una pipeline ben più ambiziosa. Musk ha confermato che lo sviluppo di AI6 è già in corso. Questo chip è destinato a raddoppiare ulteriormente le prestazioni rispetto all’AI5, con ottimizzazioni specifiche per il robotaxi Cybercab e per Optimus. Il tape-out di AI6 è pianificato per dicembre 2026, con produzione di massa nel 2027. Per questa generazione, Tesla ha già stipulato un accordo di fornitura con Samsung del valore di 16,5 miliardi di dollari, firmato nel luglio 2025 per una durata di otto anni.
In parallelo, il progetto Dojo3, ovvero il supercomputer custom di Tesla per il training dei modelli AI, è tornato operativo dopo un periodo di pausa. I lavori sono ripresi a gennaio 2026.
Sul fronte produttivo, AI5 sarà fabbricato sia presso TSMC in Arizona sia presso Samsung in Texas. La scelta più ambiziosa nel lungo periodo rimane però Terafab, la fabbrica di chip proprietaria che Tesla sta costruendo ad Austin, con un investimento da 20 miliardi di dollari allocato per il 2026. L’impianto integrerà sotto lo stesso tetto lo sviluppo di DRAM, packaging e chip, eliminando la dipendenza da fonderie esterne.
I campioni di AI5 in serie sono attesi entro la fine del 2026; la produzione ad alto volume per i veicoli è prevista per metà 2027. Il Cybercab, il robotaxi di Tesla il cui lancio produttivo è programmato per quest’anno, partirà invece con AI4.
Una strategia di chip proprietari che punta lontano
Guardando il quadro complessivo, ciò che emerge non è solo un aggiornamento hardware. È la conferma di una strategia industriale, costruita attorno all’integrazione verticale totale.
Tesla ha scelto di progettare insieme il silicio e il software che ci gira sopra. È un approccio che richiede investimenti enormi e tempi lunghi, ma che, una volta a regime, consente un livello di efficienza difficilmente raggiungibile acquistando componenti da terzi.
Finora il dominio di Nvidia nel segmento AI è stato quasi incontrastato, ma chip come AI5 dimostrano che è possibile costruire soluzioni più economiche ed efficienti per casi d’uso verticali ben definiti. Non si tratta di sostituire Nvidia sul mercato generale, ma di non dipenderne per i propri prodotti.
Il ciclo di sviluppo dei chip Tesla si è già accorciato a nove mesi, un ritmo che, se mantenuto, porta a un aggiornamento hardware ogni anno.
Se vuoi tenere il filo di questa storia, il prossimo appuntamento è dicembre 2026 con il tape-out di AI6: sarà lì che si vedrà se la pipeline aggressiva delineata da Musk regge al contatto con la realtà produttiva.













