TerraScape è un gestionale dalla struttura da rompicapo, costruito su una griglia esagonale e su un mazzo di carte da cui pescare gli edifici. A firmarlo è lo studio indipendente Bitfall Studios, una piccola squadra di sviluppo, mentre il lato editoriale ha visto coinvolta Toplitz Productions insieme ad altre etichette nel corso del tempo. Dopo un accesso anticipato avviato nell’aprile 2023, la versione definitiva è arrivata su PC nel luglio 2024.
L’idea alla base prende la forma del city builder e la spoglia di quasi tutto, eliminando la gestione delle risorse, la logistica e la pressione del tempo. Resta la pura soddisfazione del piazzamento ottimale, poiché ogni edificio che collochi genera un punteggio determinato da ciò che lo circonda. Il risultato somiglia più a un solitario da tavolo che a un gestionale tradizionale. I riferimenti sono evidenti, e il confronto con Dorfromantik e Townscaper sorge spontaneo per impianto e atmosfera. Tuttavia, TerraScape introduce una componente di ottimizzazione numerica più marcata, che lo avvicina ad un rompicapo matematico.
Il titolo è normalmente in vendita a 14,99 € e per una settimana, a partire da oggi, potrai riscattarlo gratuitamente sull’Epic Games Store e aggiungerlo per sempre alla tua libreria.
Insieme a TerraScape, sempre a partire da oggi, Epic Games regala anche Out of Sight, un innovativo horror game in cui controlli Sophie, una ragazzina non vedente che tenta di sfuggire a un oscuro rituale all’interno di una sinistra villa, riuscendo a vedere l’ambiente circostante esclusivamente attraverso gli occhi del suo orsacchiotto di peluche.

Nessuna storia, solo un paesaggio da riempire
TerraScape non racconta nulla, non esistono personaggi, dialoghi, eventi o una cornice narrativa, nemmeno accennata. Tutto quello che il gioco ti offre è un lembo di terra vuoto, una torre da piazzare al centro e un mazzo da cui iniziare a costruire.
Mentre accosti cottage, cappelle e mulini, prende forma un villaggio che acquista un suo carattere, e la sensazione che resta è quella di avere plasmato un luogo. L’immaginario è un medioevo idealizzato, pulito e privo di conflitto, dove non esistono carestie né nemici alle porte. Se cerchi motivazioni narrative o un contesto che dia senso alle tue azioni non troverai alcun appiglio, e la ripetizione potrebbe pesare presto. Se invece consideri la costruzione un fine in sé, troverai un gioco rilassante, perché nulla distrae dal gesto di comporre il paesaggio.
Esagoni, carte e fusioni da calcolare
Il cuore di TerraScape vive in un ciclo semplice e insidioso. A ogni turno giochi una carta, che corrisponde a un edificio o a una tessera di terreno, e la collochi su una casella della griglia esagonale. Il punteggio che ottieni dipende dal terreno sottostante e da ciò che hai piazzato nelle vicinanze, così che un cottage accanto alla torre valga meno di uno affiancato a una casa comune.

L’elemento che dà profondità al sistema sono le fusioni, poiché allineando edifici dello stesso tipo li combini in strutture maggiori, trasformando per esempio più cappelle in una cattedrale. Di conseguenza, ogni piazzamento richiede di pensare non solo al punteggio immediato, ma anche alle combinazioni future che stai preparando o precludendo. Le fusioni liberano spazio e consentono demolizioni, aprendo margini di manovra sulla mappa. Accumulando punti guadagni nuove carte pescate dal mazzo e sblocchi paesaggi inediti.
Il sistema, tuttavia, mostra due crepe evidenti. La prima è che la corsa termina quando esaurisci le carte. La seconda riguarda le fasi avanzate, dove lo spazio si satura e il margine di scelta si assottiglia fino a rendere frustrante proprio la parte più interessante.
Diorami in miniatura
Sul piano visivo TerraScape è il suo argomento più persuasivo. Il comparto artistico costruisce diorami tridimensionali dall’aspetto quasi fisico, come plastici da esposizione poggiati su un tavolo, con edifici tondeggianti e una resa dei materiali morbida e curatissima. La palette cromatica, fatta di verdi tenui, legni caldi e acque trasparenti, restituisce un medioevo da cartolina privo di asperità.

Le animazioni accompagnano ogni piazzamento con piccole animazioni, e le fusioni degli edifici offrono una gratificazione visiva immediata. La telecamera, libera di ruotare e avvicinarsi, ti invita a osservare la tua creazione da ogni angolo: la leggibilità è sempre buona anche quando la mappa si riempie.
Il comparto sonoro include musiche delicate fatte di archi e strumenti acustici che accompagnano il gioco. Gli effetti audio, dal fruscio delle carte al tonfo degli edifici che si posano, offrono un riscontro appagante.
Un rompicapo da contemplare
TerraScape è un rompicapo travestito da gestionale, capace di sedurre con la sua estetica e di trattenere con la sua matematica nascosta. La sua forza sta nella bellezza dei diorami, nella pulizia delle regole e in una soddisfazione immediata che nasce dal piazzamento ben calcolato. I limiti, però, esistono, ovvero una ripetitività di fondo e fasi avanzate in cui la saturazione dello spazio spegne il divertimento. Non è un titolo per chi cerca un city builder completo, con risorse, cittadini e catene produttive. Lo consiglio a chi cerca un’esperienza rilassata da centellinare in sessioni brevi.














