Quando la prima Starship esplose pochi minuti dopo il decollo nell’aprile del 2023, molti commentarono l’evento con una certa ironia. SpaceX lo definì un “successo rapido e non pianificato” poiché anche ogni missione fallita racconta qualcosa che i simulatori non riescono a replicare.
Da quel giorno, SpaceX ha accumulato undici missioni di test, affrontando uno per volta i problemi tecnici che separavano un prototipo da un vettore affidabile. La separazione degli stadi, il rientro del booster, la protezione termica, la riaccensione del motore superiore.
Ora, a maggio 2026, si arriva al volo numero dodici e per la prima volta si cambia veicolo. Starship V3 è la prima variante che SpaceX considera capace di operazioni nello spazio profondo. Lunedì 11 maggio, la compagnia ha completato una prova di lancio completa, il cosiddetto Wet Dress Rehearsal, caricando per la prima volta oltre 5.000 tonnellate metriche di propellente sul razzo completamente assemblato presso la base di Boca Chica, in Texas.
La data di lancio è attesa per venerdì 15 maggio dal nuovo Pad 2 di Starbase, con finestra di apertura alle 18:30 EDT (00:30 della notte tra venerdì 15 e sabato 16 maggio in Italia). Manca solo l’autorizzazione dell’FAA, ovvero la Federal Aviation Administration, e la procedura di installazione del sistema di autodistruzione. Il conto alla rovescia, di fatto, è già iniziato.
Numeri che ridefiniscono la scala
Starship V3 misura circa 124,4 metri di altezza, quattro in più rispetto alla V2, abbastanza per battere il record di razzo più alto mai costruito. Ma la differenza sostanziale si trova dentro il veicolo, nell’architettura propulsiva e nella capacità di carico.

Il booster Super Heavy monta 33 motori Raptor 3 di nuova generazione. Il 12 maggio è stato anche il primo test di accensione completa di tutti e 33 in configurazione aggiornata. Al decollo il vettore produrrà circa 8 milioni di chili-forza di spinta, circa il 10% in più rispetto alla generazione precedente.
Per dare un’idea della scala: il tubo interno di trasferimento del metano dal serbatoio superiore del booster al vano motori ha un diametro pari a quello del primo stadio del Falcon 9, il razzo da lavoro di SpaceX, ovvero circa 3,7 metri.
Sul fronte del carico utile, il salto è ancora più netto. Secondo le specifiche dichiarate da SpaceX, la V3 può portare oltre 100 tonnellate in orbita bassa terrestre, rispetto alle circa 35 tonnellate della V2 e si tratta del numero che la NASA stava aspettando per il suo progetto Artemis.
La variabile Artemis
La NASA ha selezionato Starship di SpaceX e Blue Moon di Blue Origin come i due lander con equipaggio del programma Artemis. Artemis 3 punta alla metà del 2027 per testare rendez-vous e aggancio in orbita terrestre tra la capsula Orion e uno o entrambi i lander. Artemis 4, quella che dovrebbe portare gli astronauti vicino al polo sud lunare, è prevista per la fine del 2028.
Il problema è che questi traguardi dipendono da hardware che, oggi, non esiste ancora in forma operativa. Nessuna delle versioni precedenti di Starship era configurata per supportare una missione lunare con equipaggio. V3 è la prima che, sulla carta, potrebbe farcela.

Questo cambia la natura del volo 12 rispetto a tutti quelli precedenti: non è più una dimostrazione tecnologica su hardware che il programma lunare non può comunque usare. Adesso, se V3 vola bene, il cronometro di Artemis inizia davvero a girare.
C’è anche la questione dei fluidi criogenici, cioè il trasferimento di propellente in orbita che serve per rifornire il modulo di allunaggio, un problema su cui entrambi i programmi, SpaceX e Blue Origin, stanno ancora lavorando. La NASA ha dichiarato che farà volare il lander pronto per primo, il che significa che ogni volo di test da qui in avanti ha implicazioni competitive dirette.
Cosa deve dimostrare il volo 12
Il profilo di missione riprende quello delle versioni precedenti: splashdown controllato del booster nel Golfo del Messico, con possibile tentativo di cattura con le “bacchette” meccaniche della torre di lancio, e rientro dello stadio superiore nell’Oceano Indiano circa un’ora dopo il decollo. La novità è una rotta più meridionale, tra la costa nord-orientale dello Yucatan e la punta occidentale di Cuba, anziché sullo Stretto della Florida.
Ci saranno tre variabili chiave da tenere d’occhio:
- I 33 Raptor 3 del booster accenderanno tutti e bruceranno senza anomalie durante l’ascesa?
- La protezione termica dello stadio superiore sarà validata dal rientro atmosferico.
- La torre di lancio tenterà la cattura del booster con le “bacchette” meccaniche, come già dimostrato con successo nelle missioni precedenti, oppure SpaceX opterà per un ammaraggio di sicurezza, trattando questa come una prima uscita da gestire con prudenza?

Oltre il razzo: l’IPO SpaceX e il peso finanziario
Mentre i tecnici di SpaceX completavano il rehearsal di lunedì, nel mondo della finanza si discute di tutt’altro aspetto della compagnia: una IPO attesa per l’estate 2026 con una valutazione target di 1,75 trilioni di dollari.
Oggi SpaceX copre circa il 13,76% del fondo ARK Venture, la posizione principale, seguita da OpenAI al 9,29% e dall’operatore di mercati predittivi Kalshi al 4,34%.
Una ricerca di ARK del 2025 aveva stimato un valore d’impresa di circa 2,5 trilioni di dollari entro il 2030, ma quella valutazione non includeva il potenziale dei data center orbitali, un ambito su cui Wood ha dichiarato che l’opportunità potrebbe “eclissare” anche quella di Starlink, già stimata a 160 miliardi di dollari di ricavi potenziali.
Questo contesto finanziario non è separato dalla questione tecnica: un volo 12 riuscito consoliderà SpaceX come operatore spaziale credibile a livello istituzionale, con un impatto diretto sulla valutazione in fase di quotazione. Un fallimento, al contrario, aprirebbe interrogativi sulla solidità del programma lunare e sulle tempistiche dei piani commerciali.
Credibile come contraente lunare, o ancora prototipo?
Dall’esplosione al decollo del 2023 a oggi, il percorso di Starship è stato coerente con il metodo di sviluppo iterativo che SpaceX ha applicato al Falcon 9 negli anni precedenti. Ogni fallimento ha restituito dati utili; ogni successo ha spostato l’asticella verso il traguardo successivo. I due voli completamente riusciti alla fine del 2025 hanno chiuso un ciclo di dimostrazioni tecnologiche fondamentali. V3 apre un ciclo diverso: quello della credibilità operativa.
V3 non ha ancora un sistema di supporto vitale e non ha raggiunto l’orbita. Non ha dimostrato il trasferimento di propellente nello spazio profondo, che è il tassello tecnico critico dell’architettura di rifornimento lunare. La strada da Boca Chica al polo sud della Luna è ancora lunga. Ma il volo 12, se andrà come previsto, trasformerà Starship da prototipo interessante a contraente lunare credibile, il punto in cui il viaggio inizierà davvero a essere serio.
Dove seguire in streaming il lancio
- SpaceX su YouTube — il canale ufficiale trasmette sempre il lancio in diretta, con telecamere dedicate al booster, alla torre e alla Ship. È la fonte primaria.
- link4universe — Il canale di Adrian Fartade che racconta astronomia, missioni spaziali e astrofisica in italiano, con un taglio divulgativo accessibile a tutti.













