Anker ha costruito la serie P su un’idea, portare la cancellazione attiva del rumore sotto la soglia psicologica dei cento euro senza rinunce troppo vistose. Il P42i arriva sul mercato a luglio 2026 e viene proposto a 69,99 euro, una fascia molto competitiva con prodotti come Huawei FreeBuds 6i , EarFun Air Pro 4 e realme Buds Air 8 .
Rispetto al P41i, il modello che aveva puntato molto su una custodia da 3.000 mAh capace di ricaricare anche uno smartphone, qui l’impostazione cambia in modo netto e il baricentro si sposta sull’ascolto. Il driver resta da 11 millimetri ma adotta un diaframma rivestito in titanio, il wireless sale da Bluetooth 5.3 a Bluetooth 6.1, compare il supporto LDAC con certificazione Hi-Res Wireless e la protezione cresce da IPX5 a IP55.
L’ingombro cala in modo netto, perché la custodia rinuncia alla batteria maggiorata del P41i e torna a un formato che sparisce nel taschino. Il pubblico di riferimento è chi ascolta in mobilità e vuole un codec ad alta risoluzione senza spendere tre volte tanto.
Gusci leggeri e una custodia che rinuncia al ruolo di power bank

La costruzione degli auricolari è interamente in plastica, con finitura soft touch sullo stelo e superficie lucida sul guscio. Non è una soluzione elegante quanto l’alluminio della fascia superiore, però resiste bene ai graffi.
Il dato che pesa di più è la massa, misurata in solo 4,4 grammi per auricolare. Su sessioni lunghe la differenza si avverte, soprattutto perché lo stelo curvo distribuisce meglio il carico rispetto ai profili dritti diffusi in questa fascia. L’insieme completo con custodia si ferma a 51,5 grammi, un valore che il P41i non poteva nemmeno avvicinare, visto che la sua custodia nasceva per alimentare anche un telefono.

L’astuccio rinuncia al cavo USB-C integrato e al supporto pieghevole che sul P41i reggeva lo smartphone inclinato sul tavolo, e in cambio guadagna la ricarica wireless, che sul modello precedente mancava. La certificazione IP55 copre polvere e getti d’acqua a bassa pressione, un livello adeguato per corsa e pioggia leggera ma non per l’immersione.
I comandi sono a sfioramento, con sensibilità regolabile via software. Il rilevamento in-ear c’è e gestisce la pausa automatica senza incertezze.
Driver da 11 mm, LDAC e una radio aggiornata alla versione 6.1
Il driver è un dinamico da 11 millimetri con diaframma rivestito in titanio, soluzione classica in questa fascia perché il metallo irrigidisce la membrana e contiene le deformazioni ai volumi alti senza i costi di un progetto più raffinato. Il volume massimo dichiarato si ferma a 94 dB, valore prudente che ha una sua logica in un dispositivo dotato di funzioni di monitoraggio della salute uditiva.
Il wireless come citato in precedenza è Bluetooth 6.1 con portata di circa dieci metri (a campo libero) e connessione multipunto (multipoint) su due dispositivi. Il salto di versione Bluetooth non incide sulla qualità in sé, però rinforza il collegamento negli ambienti affollati di segnali e limita i consumi in attesa di ascolto. I codec audio supportati sono SBC, AAC e LDAC, con certificazione Hi-Res Wireless.
La cancellazione adotta il motore adattivo che Anker chiama Adaptive ANC 3.0 sui mercati occidentali e Ultra Noise Cancelling 3.5 in Giappone, due sigle commerciali per lo stesso sistema, già visto sulle Liberty 5. Il codice prodotto resta D1205 in entrambi i casi. Le batterie sono da 60 mAh per auricolare e 690 mAh nell’astuccio. Completano il quadro sei microfoni con elaborazione algoritmica per le chiamate, audio spaziale, modalità gioco a bassa latenza e rilevamento dell’indossamento.
Una firma calda che il DSP riesce a raddrizzare
La taratura di fabbrica non insegue la neutralità. Il grave è generoso e ben esteso verso il sub, con un medio-basso pieno che dà corpo a elettronica, pop e hip hop. I medi centrali risultano leggermente arretrati, quindi la voce resta sempre chiara ma sembra stare un passo dietro al basso e ai piatti, come se il cantante si fosse allontanato un po’ dal microfono. Gli acuti sono vivaci senza diventare taglienti, scelta azzeccata che evita l’affaticamento dopo la prima ora di ascolto.
La leva più efficace resta l’equalizzatore, perché con una correzione di due o tre decibel sui medi il bilanciamento diventa più credibile della curva predefinita. A tal proposito, chi arriva da modelli come le Liberty 5 troverà un’impostazione simile ma meno raffinata nel dettaglio. Passando a LDAC su sorgente Android, il miglioramento si coglie su registrazioni in alta qualità (non compresse), mentre non si nota su streaming compresso.
I 55 dB di ANC e quello che si sente in metro
Anker dichiara una riduzione fino a 55 dB; in realtà l’attenuazione questo agisce bene sulle basse frequenze, meno bene sul resto dello spettro. Il motore ANC è lo stesso che ha debuttato sulle Liberty 5, che campiona l’ambiente 180 volte al minuto e concentra il lavoro fra 300 Hz e 3 kHz, cioè la banda dove più si addensa la voce umana.
Nel quotidiano l’ANC riesce ad attenuare in modo convincente il rumore di tram e metrò, il brusio nei bar e il ronzio dei condizionatori.
Il profilo ANC immersivo spinge al massimo in ambienti rumorosi, al prezzo di una pressione sui timpani che dopo un’ora potrebbe stancare. L’impostazione ANC adattiva resta il compromesso migliore per l’ascolto prolungato.
La trasparenza è naturale e non amplifica in modo artificiale, con riduzione del fruscio del vento e possibilità di enfatizzare le voci vicine. Il risultato anche se non eccellente rappresenta comunque un netto miglioramento rispetto agli auricolari P41i.
HearID 5.0 e la modalità Natural pensata per i concerti

L’applicazione Soundcore è uno dei software più completi tra quelli disponibili a questa cifra. HearID 5.0 esegue un test dell’udito banda per banda e costruisce un profilo personalizzato, procedura che vale la pena affrontare con calma in un ambiente silenzioso perché il risultato incide più di qualsiasi preset.
L’equalizzatore offre curve predefinite e regolazione manuale su più bande, con la possibilità di salvare impostazioni diverse per musica e parlato. Il monitoraggio dell’esposizione sonora tiene traccia dei livelli nel tempo e si integra con il tetto di 94 dB imposto in uscita.
Ci sono poi l’audio spaziale, la traduzione assistita in oltre cento lingue e la personalizzazione completa dei comandi a sfioramento. La modalità Natural attenua i picchi in modo uniforme senza chiudere la scena, comportandosi come un tappo acustico digitale pensato per concerti e stadi.
Il profilo dedicato al gioco riduce il ritardo audio ma va attivato dall’applicazione, dettaglio scomodo perché non è assegnabile a un comando sugli auricolari. Mancano controllo vocale integrato, upscaling e Dolby Atmos.
Quasi otto ore di autonomia
L’autonomia è di circa 8 ore per singola carica (dichiarata 12) con la cancellazione spenta e sale a 52 ore contando la custodia; con ANC attivo si scende a circa 5 ore e 35 ore con custodia. L’autonomia non è una lacuna grave e resta in linea con quanto accade in tutta la categoria.
Chi arriva dal P41i deve mettere in conto un ridimensionamento netto su questo fronte, perché quel modello dichiarava fino a 192 ore complessive e in più alimentava lo smartphone, mentre qui la custodia torna a fare solo il suo mestiere.
La ricarica rapida garantisce 3,5 ore di ascolto con dieci minuti di collegamento. Il contenitore da 690 mAh si carica in tre ore via USB-C e in quattro ore per induzione, mentre gli auricolari da 60 mAh richiedono un’ora esatta. L’alimentazione senza fili a questa cifra resta una rarità.
Scheda tecnica Soundcore P42i
| Caratteristica | Dettaglio |
|---|---|
| Modello | Soundcore P42i (codice D1205) |
| Tipologia | In ear true wireless |
| Driver | Dinamico da 11 mm, diaframma rivestito in titanio |
| Codec supportati | SBC, AAC, LDAC |
| Certificazione audio | Hi-Res Wireless |
| Bluetooth | 6.1, portata 10 metri |
| Multipunto | Sì, due dispositivi contemporanei |
| Cancellazione attiva | Adattiva, Adaptive ANC 3.0 (in Giappone Ultra Noise Cancelling 3.5), riduzione dichiarata fino a 55 dB |
| Profili di ascolto | Adattivo, immersivo, naturale, trasparenza |
| Microfoni | 6 con elaborazione algoritmica |
| Volume massimo | 94 dB |
| Batteria auricolare | 60 mAh, ricarica completa in 1 ora |
| Batteria custodia | 690 mAh, 3 ore via cavo, 4 ore a induzione |
| Ricarica rapida | 10 minuti per 3,5 ore di ascolto |
| Ricarica wireless | Sì |
| Porta | USB-C |
| Protezione | IP55 |
| Peso auricolare | 4,4 grammi |
| Peso complessivo con custodia | 51,5 grammi |
| Custodia | Compatta, senza cavo integrato e senza funzione power bank |
| Funzioni software | HearID 5.0, equalizzatore multibanda, audio spaziale, monitoraggio udito, traduzione, profilo gioco |
Settanta euro spesi bene, a patto di passare cinque minuti nell’equalizzatore

Il P42i è un prodotto costruito con criterio, dove le scelte migliori sono anche le meno appariscenti. La dotazione è quella di una fascia superiore, con codec ad alta risoluzione LDAC, Blueooth 6.1, ricarica senza fili e resistenza IP55, e la cancellazione adattiva lavora bene sui rumori continui di metropolitana e ufficio.
Questo è un acquisto che chiede pochi compromessi, purché si accetti una firma calda di partenza e qualche minuto dedicato alla taratura personale sull’equalizzatore. Chi cerca un suono naturale con medi in primo piano o un dettaglio adatto all’ascolto critico e una cancellazione del rumore da riferimento, deve salire di categoria e mettere in conto almeno il doppio della spesa.
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