Con gli AeroClip della prima generazione Soundcore, il marchio audio di Anker, aveva dimostrato che un auricolare a clip open-ear poteva suonare in modo credibile e non limitarsi a lasciar passare i rumori della strada. Gli Soundcore AeroClip 2 arrivano e si collocano sopra gli AeroFit 2 Pro con archetto, come proposta a clip più completa della gamma.
Rispetto alla versione precedente, il trasduttore resta da 12 mm ma adotta un circuito a doppio magnete, il Bluetooth passa dalla versione 5.4 alla 6.0, la protezione sale da IP55 a IP57 e i comandi touch lasciano il posto a pulsanti fisici.
La novità più importante, tuttavia, riguarda la voce, affidata a un chip dedicato e a sei sensori di captazione pensati per chi telefona molto in movimento senza voler rinunciare alla percezione dell’ambiente. Gli auricolari si rivolgono a chi corre, pedala o lavora in ufficio con le orecchie libere, e che al tempo stesso cerca un ascolto musicale più curato della media della categoria, con LDAC e un’app ricca di regolazioni.
Soundcore Aeroclip 2: design e materiali

Il cambiamento più visibile sta nel ponte che unisce la capsula acustica al cilindro con batteria e comandi. Al posto dell’anello aperto con inserti in silicone intercambiabili della prima generazione ora c’è una struttura a C più sottile, disegnata a partire dalle scansioni di circa 2.000 orecchie. Il materiale utilizzato è una plastica rigida con un tratto flessibile rivestito in gomma. La taglia è unica, sufficiente per quasi tutti e, nelle prove su padiglioni di forma diversa, la calzata rimane stabile anche durante la corsa.
Il peso per auricolare, sulla bilancia, si attesta intorno ai 7 g e il set completo, custodia compresa, arriva a circa 54 g. La custodia misura 51 x 27 x 44 mm ed è grande circa la metà della precedente, con gli auricolari alloggiati in posizione contrapposta. Il prezzo di tanta compattezza è un leggero tintinnio interno quando la si scuote. I pulsanti fisici sul retro rispondono bene anche con guanti o dita sudate. Inoltre, la certificazione IP57 protegge da polvere e immersioni brevi, ma non dal nuoto.
Doppio magnete, Bluetooth 6.0 e sei sensori per la voce

Ogni auricolare monta un driver dinamico da 12 mm con circuito a doppio magnete. Questa soluzione concentra il flusso magnetico sulla bobina e consente escursioni più ampie della membrana, utili in un formato dove le basse frequenze tendono a disperdersi nell’aria. La connessione usa il Bluetooth 6.0 con multipoint, e Google Fast Pair per l’abbinamento rapido su Android.
I codec supportati sono SBC, AAC e LDAC, il formato ad alto bitrate sviluppato da Sony e alla base della certificazione Hi-Res Audio Wireless. Tuttavia, la modalità spaziale ne esclude l’uso, e manca anche il supporto a LE Audio con codec LC3.

Il cuore degli Soundcore AeroClip 2 è il chip Thus, il processore neurale con cui Anker elabora il segnale vocale direttamente nell’auricolare. Lavora con quattro microfoni MEMS e due VPU, sensori che captano le vibrazioni della voce trasmesse dalle ossa del cranio e aiutano a separarla dal rumore. Il risultato si sente: in strada, tra traffico e vento, l’interlocutore riceve un parlato pulito con il fondo quasi azzerato. La modalità Whisper, invece, consente di parlare sottovoce in ufficio o sui mezzi senza perdere intelligibilità. Non c’è invece un sensore di indossamento, quindi la musica non si ferma da sola se sfili un auricolare.
Soundcore AeroClip 2: qualità del suono
Il profilo di fabbrica è il Soundcore Signature, che l’app presenta come neutro pur non essendolo. Si tratta di una curva a V morbida, con bassi spinti per compensare la dispersione tipica dell’ascolto aperto e una presenza marcata sulle frequenze acute. Sotto il 60% circa del volume la parte inferiore dello spettro tende ad assottigliarsi, perché senza tenuta nel condotto le note più profonde si perdono lungo il tragitto verso il timpano. Alzando il livello il quadro cambia, la cassa acquista corpo e la leggera distorsione che sui brani più carichi affliggeva la prima generazione non si ripresenta.
Il sub-basso in questo formato aperto resta appena accennato. Le voci sono a fuoco e ben staccate dagli strumenti, mentre chitarre distorte e piatti possono risultare un po’ taglienti su rock e metal.
La scena sonora degli Soundcore AeroClip 2 è ariosa e naturale, proprio grazie all’architettura aperta. Quanto a LDAC, in un ascolto che lascia entrare traffico e vento le differenze rispetto ad AAC diventano difficili da cogliere; quindi, il codec trova senso soprattutto in casa o in ufficio.

Un’app fitta di regolazioni
L’app Soundcore è il centro di controllo degli auricolari e offre un equalizzatore a 8 bande con preset e curve personalizzate. Inoltre, è presente il HearID 5.0, che costruisce un profilo a partire dalle preferenze espresse durante brevi ascolti comparativi. Le impostazioni ottenute si salvano nell’account e si possono trasferire su altri prodotti del marchio.
Sono presenti l’audio spaziale, una modalità gioco che riduce la latenza, la gestione delle due sorgenti in multipoint e la ricerca degli auricolari smarriti. La Nap Mode riproduce rumore bianco e suoni rilassanti memorizzati in locale, comoda per un sonnellino in treno visto che nulla preme nel condotto. Inoltre, i pulsanti si possono riassegnare, distinguendo pressione singola, doppia, tripla e prolungata. C’è poi la traduzione in tempo reale verso oltre 100 lingue, che sfrutta i microfoni insieme allo smartphone.
Meno convincente è Anka, l’assistente conversazionale integrato negli Soundcore AeroClip 2. Riesce a modificare l’equalizzazione con richieste come «più bassi», ma per il resto si limita a riprodurre brani rilassanti dal proprio catalogo, senza dialogare con i servizi di streaming.
Autonomia e ricarica degli Soundcore AeroClip 2
Con il codec AAC e un volume variabile tra moderato e alto, ogni auricolare dura circa 7 ore con una carica. A livelli contenuti, invece, si avvicinano alle 8 ore indicate dal produttore. La custodia porta la durata complessiva a circa 32 ore, nonostante l’ingombro quasi dimezzato rispetto la prima generazione. Tuttavia, in conversazione l’autonomia degli Soundcore AeroClip 2 scende a circa 5 ore.
Con la ricarica rapida, 10 minuti nella custodia restituiscono circa due ore e mezza di musica, un margine sufficiente per un allenamento. La ricarica della custodia avviene tramite USB-C in circa due ore oppure su una base wireless Qi. Inoltre, i due auricolari non sono intercambiabili: ciascuno ha il proprio lato, indicato da una marcatura serigrafata. Se prevedi giornate lunghe tra telefonate e musica, sfrutta la modalità mono con un solo auricolare alla volta, alternandoli per allungare la durata complessiva.
Soundcore AeroClip 2: sei sensori per telefonare in mezzo al traffico
Gli auricolari Soundcore AeroClip 2 affinano una formula che già funzionava e la rendono più facile da indossare. Il ponte a C più sottile elimina gli inserti da scegliere, la custodia sparisce in qualsiasi tasca e i pulsanti fisici rispondono bene anche durante la corsa. Sul piano musicale offrono un suono caldo, con voci a fuoco e una scena ampia, che l’equalizzatore a 8 bande e HearID permettono di adattare ai propri gusti. L’elemento che li distingue tra gli auricolari a clip, però, è la qualità delle chiamate.
Il chip Thus isola la voce in strada, in auto e nei luoghi affollati con una pulizia che pochi concorrenti raggiungono. Sono quindi indicati per chi lavora in mobilità, per chi si allena all’aperto e vuole continuare a sentire il traffico, e per chi alterna musica e riunioni. A 179,99 euro si pagano soprattutto comfort, robustezza e un microfono che cambia il modo di telefonare fuori casa.
Gli AeroClip della prima generazione restano una scelta sensata quando sono in offerta, perché offrono LDAC, una resa musicale simile e inserti regolabili per orecchie dalla forma particolare, ma in chiamata non raggiungono la stessa pulizia.

Soundcore AeroClip 2
- driver dinamico a 12 mm
- SBC, AAC, LDAC
- Bluetooth 6.0 Multipoint, Google Fast Pair
- chip Thus, modalità Whisper
- IP57
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