Songs of Conquest appartiene a un filone che molti consideravano ormai chiuso: la strategia a turni di stampo classico in cui esplorazione, gestione del regno e battaglie tattiche convivono sulla stessa mappa. A firmarlo è Lavapotion, piccolo studio svedese fondato nel 2017 e composto da veterani del settore, con la pubblicazione affidata a Coffee Stain. Il percorso del titolo è stato lungo e trasparente, dato che dopo un debutto in accesso anticipato nel maggio 2022 la versione 1.0 è arrivata su PC il 20 maggio 2024, al termine di circa sette anni di lavorazione complessiva.
Songs of Conquest si propone come successore spirituale di Heroes of Might and Magic III, il vertice del genere a cui ogni progetto simile finisce inevitabilmente per essere paragonato. Tuttavia, lo studio reinterpreta quella formula con un sistema magico originale, una direzione artistica precisa e una scrittura più matura di quanto il pixel art lasci immaginare. È un gioco rivolto ai giocatori che conoscono il genere e ne pretendono profondità.
Il titolo è in vendita a 29.99€, ma avrai una settimana di tempo a partire da oggi per riscattarlo sull’Epic Games Store e averlo a costo zero per sempre.
Insieme a Songs of conquest, sempre a partire da oggi Epic Games regala anche Rogue Waters, un avvincente roguelite tattico a tema pirati che combina combattimenti navali, abbordaggi a turni e gestione dell’equipaggio in una campagna generata proceduralmente ispirata alle leggende dei corsari.
Quattro fazioni, un impero in rovina e i canti dei bardi
La cornice di partenza di Songs of Conquest è il collasso di un antico impero, da cui emergono fazioni in lotta per la sopravvivenza e per il dominio. Gli Arleon sono i residui cavallereschi di quell’ordine perduto, alleati con le creature fatate dei boschi; i Rana sono popoli anfibi della palude segnati dalla schiavitù e dalla riscossa; la Baronia di Loth raccoglie necromanti ossessionati dal sogno di restaurare un passato glorioso; i Barya, infine, sono mercanti e inventori che hanno barattato la fedeltà imperiale con la polvere da sparo e il profitto.

Al centro di ogni esercito ci sono i Wielder, condottieri capaci di incanalare un potere chiamato Essenza. Le quattro campagne puntano a vicende intime di potere, debito e libertà.
Due piani di gioco e un sistema magico
Il cuore del gioco si articola su due piani complementari. Sulla mappa d’avventura muovi i tuoi Wielder per esplorare, raccogliere risorse, conquistare miniere e potenziare gli insediamenti, mentre nelle città gestisci la costruzione degli edifici e il reclutamento delle truppe, in un ritmo gestionale che premia la pianificazione a lungo termine. Quando due eserciti si incontrano, lo scontro si sposta su un campo di battaglia a caselle esagonali, dove la disposizione delle unità e l’uso accorto delle abilità contano più della superiorità numerica.

L’elemento che distingue il gioco è il sistema magico dell’Essenza, perché a generarla non è solo il Wielder ma le truppe che schieri, così che ogni formazione decide quali incantesimi potrai lanciare. Di conseguenza, la composizione del tuo esercito diventa una scelta tattica e non più solo logistica.
Se arrivi da Heroes, ritrovi un terreno familiare ma con nuove regole da assimilare. Sul fronte dei contenuti, il gioco ti mette a disposizione le campagne delle quattro fazioni, un editor di mappe completo, le mappe sfida e un generatore di mappe casuali, oltre al multiplayer online e in locale. Ti conviene partire dalle campagne, dato che introducono i sistemi con gradualità prima di esporti alla profondità del gioco competitivo.
Pixel art tridimensionale e una colonna sonora che si svela strofa dopo strofa
Sul piano tecnico, Songs of Conquest è costruito con il motore Unity, ma la scelta visiva più riconoscibile è l’incontro tra pixel art e ambienti tridimensionali. Le unità e i fondali sono disegnati a mano con una densità di dettaglio notevole, mentre l’illuminazione volumetrica e la profondità di campo fanno sì che le scene sembrino avere spessore e sostanza fisica, una cosa che il pixel art puro raramente riesce a dare.

Ogni fazione possiede una propria identità cromatica e architettonica, leggibile a colpo d’occhio. Tuttavia, su mappe affollate la lettura del campo può farsi meno immediata, e se giochi a risoluzioni elevate noti qualche compromesso nel ridimensionamento degli sprite.
Il comparto sonoro è altrettanto curato. Le musiche, composte da Reynir Helgason, intrecciano strumentazione folk e cori, mentre la voce di Carl Toftfelt dà corpo ai canti dei bardi che fanno da filo conduttore alle campagne. A tal proposito, l’idea di legare la colonna sonora alla progressione narrativa, sbloccando nuove strofe a ogni missione, è una bella trovata.
Un’opera esigente che mantiene le promesse
Songs of Conquest è un gioco che chiede tempo, attenzione e una certa dose di pazienza per svelare la propria profondità, e proprio qui risiede gran parte del suo valore. Lavapotion ha costruito un sistema magico originale e una cornice narrativa che affronta temi di potere e oppressione senza retorica. La curva di apprendimento è abbastanza ripida e la giocabilità non è sempre impeccabile nelle situazioni più caotiche; tuttavia, questi limiti raramente intaccano la sostanza del gioco

Se sei un veterano del genere, o se hai sempre atteso un degno successore di Heroes of Might and Magic, questo è il titolo che cercavi. Se invece desideri un’esperienza immediata e rilassante, valuta con prudenza, perché la soglia d’ingresso è abbastanza alta.
Il gioco include la lingua italiana per l’interfaccia e i sottotitoli.













