SMSL è tra i marchi cinesi che hanno portato prodotti dalle prestazioni elevate a prezzi accessibili, quasi sempre con chip delta-sigma di ESS, AKM o, nel caso del recente D200, ROHM. Con il modello R100 l’azienda di Shenzhen cambia strada e apre una linea dedicata alla conversione a scala di resistori, scegliendo una soluzione poco battuta: due Analog Devices AD1861-J, convertitori R2R a 18 bit nati per i lettori CD degli anni Novanta e oggi fuori produzione, montati uno per canale.
Mentre diversi concorrenti di questa fascia costruiscono reti di resistenze discrete, SMSL lavora sul contorno, con un filtro digitale proprietario, un circuito di de-glitch e una taratura del bit eseguita in fabbrica su ogni esemplare. Il prezzo di 289 euro lo colloca all’ingresso del mondo R2R, accanto alle proposte di FiiO, ma con un’impostazione più essenziale.
Il DAC infatti non integra né una regolazione di volume né una presa jack, quindi va sempre affiancato a un preamplificatore o a un amplificatore per cuffie, e offre in cambio due uscite di linea, una bilanciata XLR e una sbilanciata RCA, utilizzabili anche in contemporanea. A completare il quadro c’è un equalizzatore parametrico configurabile dal browser, dotazione rara in questa categoria. L’R100 si rivolge a chi possiede già un amplificatore integrato, un preamplificatore o un paio di monitor attivi e vuole ascoltare il carattere di un vero R2R, con un ingombro da scrivania e senza spendere cifre da high-end.
SMSL R100: perché un chip a 18 bit ha ancora senso
In un DAC delta-sigma il segnale viene trasformato in un flusso ad altissima frequenza con pochi livelli e poi filtrato, mentre in un convertitore R2R ogni campione PCM attiva direttamente una rete di resistenze pesate, una per bit. L’AD1861 appartiene a questa seconda famiglia e integra la scala di resistori già calibrata in silicio.

Il suo limite storico riguarda la precisione dei bit più alti, perché un errore minimo sul bit di peso maggiore produce distorsione proprio nell’attraversamento dello zero, dove la musica passa di continuo. Per questo il chip prevede una regolazione esterna dell’MSB (Most Significant Bit), che SMSL esegue unità per unità con un circuito dedicato, oltre a selezionare le coppie per ottenere un buon allineamento tra i canali.
Resta poi la questione della velocità. L’AD1861 accetta un clock seriale massimo di circa 13,5 MHz e non conosce frequenze come 768 kHz o il formato DSD. Di conseguenza tutto passa da uno stadio digitale a monte, dove un filtro FIR proprietario esegue un sovracampionamento 16x con attenuazione fuori banda dichiarata di 160 dB, mentre il DSD viene convertito in PCM da un algoritmo sviluppato da SMSL. Le sigle “32 bit/768 kHz” e “DSD512” descrivono quindi ciò che l’ingresso USB accetta, non la risoluzione del convertitore, che resta di 18 bit.
Ne deriva una scelta precisa. L’R100 non offre una modalità NOS, cioè senza sovracampionamento, tanto cara a una parte degli appassionati di R2R. Chi cerca quel tipo di resa, con le immagini spettrali lasciate passare e la leggera attenuazione degli acuti che ne consegue, deve guardare ad altri prodotti. Il progetto SMSL punta invece sul timbro della scala di resistori, ripulito però da un filtraggio digitale moderno. Il circuito di de-glitch completa il lavoro, smorzando i picchi di energia che una rete R2R genera quando molti bit commutano insieme.
I numeri e come leggerli
Le specifiche vanno lette tenendo presente il limite fisico del chip AD1861. Un convertitore a 18 bit ha un tetto teorico di circa 110 dB di gamma dinamica, e l’R100 si ferma a 107 dB in uscita bilanciata e 108 dB in quella sbilanciata, quindi molto vicino al massimo consentito dall’architettura.

La THD+N di 0,003% equivale a -90 dB. Un DAC delta-sigma di pari prezzo con chip ESS di ultima generazione scende tranquillamente sotto -115 dB, quindi nelle misure il divario supera i 25 dB. Tuttavia una distorsione a -90 dB si colloca sotto la soglia percepibile con materiale musicale nella grande maggioranza degli ascolti. Se per te il grafico conta quanto l’ascolto, questo è il dato da pesare prima dell’acquisto.
C’è poi un dettaglio pratico sui livelli. I 3,5 Vrms bilanciati e gli 1,75 Vrms sbilanciati stanno sotto gli standard abituali di 4 e 2 Vrms. Nel confronto con un altro DAC devi allineare i volumi, perché su entrambe le uscite mancano circa 1,2 dB, abbastanza da far sembrare migliore la sorgente con il volume più alto. L’impedenza d’uscita di 33 ohm, infine, non crea problemi con nessun ingresso di linea.
L’equalizzatore parametrico passa dal browser
La funzione che distingue l’R100 dagli altri R2R economici è il PEQ configurabile via WebUSB. Basta collegare il DAC al computer con il cavo USB e aprire in Chrome o Edge la pagina DSP tuner, senza installare programmi. L’equalizzatore offre 10 bande in stereo, e per ciascuna si regolano frequenza, fattore Q e guadagno trascinando i punti sulla curva, con il grafico diviso in zone che vanno dai sottobassi all’aria.

Due funzioni rendono il lavoro più comodo. Il confronto A/B permette di preparare due curve, copiare la prima nella seconda e passare dall’una all’altra al volo per sentire l’effetto di ogni ritocco, mentre l’esportazione e l’importazione salvano le impostazioni in un file da conservare o condividere. Una volta soddisfatto, il comando di applicazione scrive il profilo nella memoria del dispositivo. Le modalità sono tre: Direct, che esclude l’equalizzazione, e i due profili EQ1 ed EQ2, richiamabili dal pulsante frontale anche quando il computer è spento e la sorgente è un lettore CD collegato in ottico o in coassiale.
Va infine ricordato che Firefox non supporta WebUSB, quindi per la configurazione serve un browser basato su Chromium.
SMSL R100: telaio compatto, ingressi essenziali
La scocca in alluminio fresato CNC misura 170 x 136 mm di base per meno di 4 cm di altezza e pesa 712 grammi. Sul coperchio due finestre trasparenti lasciano vedere i chip e lo stadio analogico, una soluzione scenografica che permette di riconoscere a colpo d’occhio i due AD1861. L’alimentatore è interno, collegato con un normale cavo IEC, e accetta tensioni da 100 a 240 V. Il consumo si ferma a 2,6 W.

Sul retro trovi un USB-C, un ottico Toslink e un coassiale, più le due coppie di uscite con connettori dorati. Il ricevitore USB è sviluppato internamente da SMSL e su Windows richiede il driver del produttore, mentre macOS e Linux lo riconoscono come periferica audio standard. Gli ingressi S/PDIF beneficiano di un algoritmo che riduce il jitter del segnale in arrivo, utile con meccaniche CD datate o con il collegamento in fibra di televisori e console.

Lo stadio d’uscita riprende l’impostazione del filtro analogico del VMV D3, il convertitore di punta della casa. Non ci sono né telecomando né Bluetooth, e il frontale ospita soltanto il selettore d’ingresso, il pulsante dei profili EQ e gli indicatori di stato.
Volume, cuffie e uscite di linea
L’R100 è una sorgente a livello fisso. Il segnale esce sempre alla tensione massima, come da un lettore CD, e un apparecchio a valle deve dosarlo prima che arrivi a diffusori o cuffie. In un impianto hi-fi questo compito spetta all’amplificatore integrato o al preamplificatore, mentre sulla scrivania lo svolge la manopola dei monitor attivi. Se i tuoi altoparlanti amplificati non hanno un controllo di volume, o lo nascondono sul pannello posteriore, l’R100 non fa per te.
Lo stesso discorso vale per l’ascolto in cuffia. Il DAC non ha una presa jack né lo stadio di potenza necessario a muovere i driver, quindi serve un amplificatore per cuffie esterno, dotato di potenziometro e collegato alle uscite di linea. Il vantaggio è la libertà di abbinamento, perché puoi scegliere l’apparecchio più adatto, dalle dinamiche a bassa impedenza alle planari magnetiche più esigenti, e sostituirlo in futuro senza toccare il convertitore.
Le due uscite servono proprio a questi collegamenti. La XLR bilanciata trasporta il segnale due volte, in fase e in controfase, su conduttori separati, e l’ingresso che lo riceve ne calcola la differenza: la musica si somma, mentre i disturbi raccolti lungo il cavo, identici sui due fili, si annullano. Ne derivano una migliore immunità ai ronzii, cavi lunghi senza perdite e una tensione doppia, 3,5 Vrms contro 1,75.
La RCA sbilanciata è invece il connettore classico dell’hi-fi domestico, adatto a collegamenti corti e compatibile con quasi tutti gli apparecchi in commercio. Poiché le due uscite lavorano in contemporanea, puoi collegare l’amplificatore per cuffie in XLR e l’integrato del salotto in RCA senza staccare nulla.
Cosa abbinare al DAC SMSL R100
L’R100 ha bisogno di un apparecchio a valle che regoli il volume, e la scelta dipende da come ascolti. I tre abbinamenti seguenti sfruttano bene le sue uscite e sono tutti disponibili su Amazon.
Il Topping L30 II, a circa 149 euro, è la soluzione più versatile per una postazione da scrivania. Si tratta di un amplificatore per cuffie con ingresso RCA e uscita preamplificata, quindi con una sola manopola regoli il volume sia delle cuffie sia dei monitor attivi, commutando tra le due uscite tramite un selettore. I tre livelli di guadagno, -14, 0 e +16,5 dB, coprono dagli auricolari più sensibili ai modelli ad alta impedenza, e il rumore residuo di circa 0,3 microvolt rende inudibile il fruscio anche con gli in-ear. Con l’R100 si collega all’uscita RCA, i cui 1,75 Vrms bastano ampiamente.
Il Topping A50 III, a circa 200 euro, è pensato invece per chi usa cuffie con cavo bilanciato. Offre una presa da 6,35 mm e una bilanciata da 4,4 mm, con una potenza fino a 3,5 W per canale che pilota senza fatica anche le planari magnetiche meno efficienti. L’ingresso bilanciato è un jack TRS da 6,35 mm, perciò per collegarlo all’XLR dell’R100 serve un cavo da XLR femmina a jack TRS, come questo prodotto di J&D. La versione argento del Topping A50 III si accosta bene anche esteticamente alla scocca del DAC R100.
Infine, il Fosi Audio ZP3, a circa 170 euro, è il complemento adatto a un impianto con diffusori. Si tratta di un preamplificatore bilanciato con tre ingressi, due RCA e uno XLR, e uscite XLR, RCA e per il subwoofer, quindi riceve il segnale XLR dell’R100 e lo passa a finali di potenza o monitor attivi. Il telecomando, che al DAC manca, gestisce volume e sorgenti, mentre la regolazione avviene in analogico tramite un integrato NJU72315. Il filtro passa-alto a tre posizioni dello ZP3 attenua i bassi destinati ai diffusori principali, mentre l’uscita per il subwoofer invia a quest’ultimo le frequenze basse, mentre toni e bilanciamento si possono escludere con un bypass. La memoria del volume per ciascun ingresso evita sbalzi improvvisi al cambio di sorgente.
Il carattere di una scala di resistori ben tarata
All’ascolto l’R100 mostra un timbro caldo e morbido, lontano dalla secchezza di molti DAC delta-sigma di pari prezzo. La gamma media ha densità e corpo, le voci arrivano piene e con contorni ben definiti, mentre gli strumenti acustici conservano una notevole consistenza fisica. Il basso è abbondante e ben esteso, più generoso che asciutto, e dona peso ai brani elettronici.
Gli acuti non presentano spigoli. La sibilanza viene addomesticata e i piatti hanno un decadimento naturale, al prezzo di una minore incisività sui transitori più rapidi. La scena è ampia, con buona profondità e altezza, e le code di riverbero si estendono in modo naturale, aggiungendo un velo d’ambiente che non diventa confusione.
Rispetto a un convertitore ESS come quelli della serie SU di SMSL, l’R100 è meno analitico e meno trasparente. Chi cerca il massimo dettaglio sulle registrazioni orchestrali noterà una minore separazione nei passaggi più densi. Sulle voci, sul jazz, sul cantautorato e sul rock registrato bene la resa è invece tra le più coinvolgenti della fascia.
Scheda tecnica SMSL R100
| Caratteristica | Dettaglio |
|---|---|
| Tipo | DAC R2R |
| Convertitori | 2x Analog Devices AD1861-J, uno per canale, 18 bit |
| Elaborazione digitale | Filtro FIR con sovracampionamento 16x, attenuazione fuori banda 160 dB, conversione DSD in PCM |
| Ingressi | USB-C, ottico Toslink, coassiale |
| Formati via USB | PCM da 16 a 32 bit, da 44,1 a 768 kHz, DSD fino a DSD512, DoP fino a DSD256 |
| Formati via ottico e coassiale | PCM da 16 a 24 bit fino a 192 kHz, DSD64 via DoP |
| Uscite | XLR bilanciata e RCA sbilanciata, attive in contemporanea |
| Livello d’uscita | 3,5 Vrms (XLR), 1,75 Vrms (RCA) |
| Impedenza d’uscita | 33 ohm |
| THD+N | 0,003% (-90 dB), circa 0,0025% su XLR |
| Rapporto segnale/rumore e gamma dinamica | 107 dB (XLR), 108 dB (RCA) |
| Equalizzatore | Parametrico via WebUSB (Chrome o Edge), modalità Direct, EQ1 ed EQ2 |
| Compatibilità | Windows 7-11 con driver, macOS 10.6 e successivi e Linux senza driver |
| Comandi | Selettore d’ingresso, pulsante profili EQ, indicatori di stato |
| Alimentazione | Interna, 100-240 V AC, cavo IEC |
| Consumo | 2,6 W in funzione, meno di 1 W in standby |
| Scocca | Alluminio fresato CNC con due finestre trasparenti, colore argento |
| Dimensioni | 170 x 39,8 x 136 mm |
| Peso | 712 g |
| Dotazione | Cavo di alimentazione, cavo da USB-C a USB-A, manuale |
Un convertitore a 18 bit che si regola dal browser
L’SMSL R100 porta in una fascia da 289 euro un’idea di conversione diversa da quella dominante, recuperando due chip storici e affiancandoli a un’elaborazione digitale moderna. Il risultato è un DAC che privilegia il piacere d’ascolto rispetto alla corsa ai decibel, con un suono pieno e caldo, una scena ampia e una gamma media che restituisce corpo a voci e strumenti. L’equalizzatore parametrico via browser aggiunge uno strumento di taratura che nella categoria R2R economica non trova equivalenti, utile per sistemare l’acustica di una scrivania o per affinare l’abbinamento con le cuffie.
Le dimensioni compatte e il telaio in alluminio ne fanno una scelta adatta sia a un impianto da scrivania con monitor attivi sia a un sistema hi-fi tradizionale con lettore CD e integrato. Se ascolti soprattutto voci, jazz e musica acustica, possiedi già un amplificatore e vuoi capire che cosa distingue una scala di resistori da un delta-sigma con una spesa contenuta, l’R100 è uno dei modi più semplici e accessibili per farlo oggi.
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