Shogun Showdown è un roguelite tattico a turni con elementi da costruzione del mazzo. A firmarlo è Roboatino, sviluppatore indipendente che ha portato avanti il progetto quasi in solitaria, mentre la pubblicazione porta la firma di Goblinz Publishing e Gamera Games. Dopo un accesso anticipato avviato nel giugno 2023, la versione definitiva è arrivata su PC nel settembre 2024.
L’idea alla base rinuncia alla griglia e alle mappe complesse per concentrare tutto su una corsia orizzontale, dove tu e i nemici vi fronteggiate come in un duello da film di samurai. Ogni turno ti concede una sola azione, e da questa economia rigidissima nasce l’intera tensione del gioco. L’immaginario attinge al mito del guerriero solitario contro cento avversari, filtrato attraverso una pixel art secca e piacevole. Il confronto con Into the Breach sorge spontaneo, tuttavia qui il ritmo è più immediato e la sfida punta sulla lettura anticipata delle mosse più che sulla gestione di una squadra.
Il titolo è normalmente in vendita a 14,95 €. Per una settimana, a partire da oggi, potrai riscattarlo gratuitamente sull’Epic Games Store e aggiungerlo per sempre alla tua libreria.
Insieme a Shogun Showdown, sempre a partire da oggi Epic Games regala anche Mindcop, un’avventura investigativa narrativa in cui interpreti un detective capace di entrare nella mente dei sospettati, esplorandone i ricordi e raccogliendo indizi per risolvere un misterioso caso di omicidio.
Un rituale oscuro da fermare a colpi di lama
La trama si mantiene volutamente essenziale e funge soprattutto da cornice all’azione. Uno shogun malvagio sta portando a termine un rituale oscuro, e a te tocca risalire la sua gerarchia di guerrieri per fermarlo prima che il rito si compia.

Gli eroi sbloccabili, ciascuno con un passato accennato e un’identità marcata, aggiungono giusto quel tanto di contesto necessario a dare un volto alla tua corsa. Il Vagabondo, il Ronin e gli altri combattenti non sono personaggi approfonditi, ma archetipi riconoscibili del cinema di genere giapponese.
Non aspettarti quindi profondità narrativa, perché la scrittura resta un accompagnamento discreto e non cerca mai di rubare la scena al combattimento. Il ritmo e l’estetica sono i protagonisti di questo gioco.
Accodare colpi e leggere le intenzioni nemiche
Il cuore di Shogun Showdown vive in un sistema tanto semplice da spiegare quanto difficile da padroneggiare. Ogni turno puoi compiere una sola azione, ovvero spostarti di una casella, cambiare direzione, usare l’abilità speciale del tuo eroe oppure accodare una tessera di attacco. Le tessere accumulate, fino a tre, si scatenano poi in sequenza, e questo ti costringe a pianificare con anticipo.
L’elemento che rende tutto affascinante è la trasparenza, poiché vedi con chiarezza cosa faranno i nemici al turno successivo. Di conseguenza, ogni scontro diventa un problema di incastri, in cui devi calcolare distanze, tempi e posizioni per colpire senza esporti. Gli eroi offrono strumenti molto diversi, dallo scambio di posto con l’avversario alla spinta che lo scaraventa lontano, e ciascuno riscrive il modo in cui affronti la stessa situazione. A questo si aggiungono tessere potenziabili, oggetti passivi e una progressione che sblocca nuovo materiale run dopo run.

Il sistema non è privo di difetti. La struttura resta piuttosto ripetitiva nelle sue arene, e la varietà degli scenari è appena sufficiente.
Shogun Showdown: pixel e tamburi di guerra
Sul piano visivo, Shogun Showdown adotta una pixel art minuta e volutamente ruvida, che richiama l’estetica dei giochi a 16 bit. Il comparto artistico costruisce fondali evocativi, tra templi, foreste di bambù e montagne avvolte nella nebbia, mentre i personaggi restano piccoli e stilizzati ma perfettamente distinguibili. La palette cromatica, dominata da rossi cupi e toni desaturati, richiama l’iconografia del cinema di samurai.
La leggibilità è il vero pregio della direzione artistica, perché in un gioco costruito sulla previsione ogni icona e ogni indicatore devono comunicare senza ambiguità. Le animazioni, brevi e secche, danno peso ai colpi e restituiscono una piacevole sensazione di impatto.

Il comparto sonoro accompagna l’azione con percussioni, flauti e sonorità tradizionali giapponesi rilette in chiave moderna, costruendo un’atmosfera tesa e rituale. Le musiche crescono nei momenti di scontro e si ritirano nelle pause, assecondando il respiro di ogni corsa. Gli effetti audio, dal sibilo della lama al tonfo di un nemico scaraventato via, offrono un riscontro immediato e appagante.
Shogun Showdown: un duello essenziale che conquista
Shogun Showdown è un roguelite tattico costruito con rara disciplina, capace di ricavare una profondità sorprendente da regole ridotte all’osso. La sua forza sta nella chiarezza del sistema, nella varietà degli eroi e in una tensione che cresce a ogni turno.
Lo consiglio a chi ama i puzzle tattici e i giochi a turni rigorosi, a chi apprezza le regole semplici con implicazioni profonde, a chi cerca partite brevi ma intense da rigiocare all’infinito.














