Quante volte oggi hai preso in mano il telefono mentre eri al computer? Per leggere una notifica, rispondere a un messaggio, copiare un codice OTP o controllare quella foto che ti hanno mandato. Interrompi il lavoro, sblocchi lo schermo, fai quello che devi fare. Sono pochi secondi, ma moltiplicati per decine di volte al giorno diventano una distrazione continua.
scrcpy (“screen copy”) nasce esattamente per spezzare questa abitudine. Si tratta di uno strumento gratuito e open source sviluppato da Genymobile, l’azienda dietro l’emulatore Android Genymotion, che mostra lo schermo dello smartphone direttamente in una finestra del computer e ti permette di controllarlo con mouse e tastiera. Non richiede permessi di root, non installa nessuna app sul telefono, non chiede account né connessione a server remoti. Tutto avviene tra PC e dispositivo, via cavo USB o attraverso la rete Wi-Fi locale.
La latenza si aggira tra i 35 e i 70 millisecondi, la frequenza dei fotogrammi arriva fino a 120 fps a seconda del telefono e la qualità supera il Full HD. Quello che rende scrcpy interessante però è tutto ciò che c’è oltre il semplice mirroring: registrazione dello schermo, fotocamera usata come webcam, controllo senza fili e persino la possibilità di aprire una singola app in una finestra separata, come se fosse un programma desktop.
In questa guida vediamo come installarlo, configurarlo e sfruttare alcune funzioni interessanti.
Che cos’è scrcpy e come si installa su Windows, macOS e Linux
Prima di passare ai comandi vale la pena capire come funziona. scrcpy si appoggia ad ADB, il sistema di comunicazione messo a disposizione da Google per far dialogare il computer con i dispositivi Android. All’avvio il programma invia temporaneamente al telefono un piccolo modulo server, apre un flusso video compresso dallo schermo e reindirizza gli eventi di input dalla tastiera e dal mouse. Quando chiudi la finestra, il modulo viene rimosso. Sul telefono non resta traccia di nulla.
I requisiti sono minimi. Il telefono deve avere almeno Android 5.0 e il debug USB attivo (vedremo come fare). Alcune funzioni avanzate hanno soglie più alte. L’audio in streaming richiede Android 11 o superiore, mentre l’instradamento della fotocamera richiede Android 12 o successive. Sul computer gira praticamente ovunque, Windows, macOS e Linux inclusi, anche su macchine datate, dato che il carico di elaborazione è ridotto all’osso. L’installazione cambia poco da piattaforma a piattaforma:
# Windows (con winget)
winget install Genymobile.scrcpy
# macOS (con Homebrew, installa anche adb)
brew install scrcpy
# Linux Debian/Ubuntu
sudo apt install scrcpy
Un consiglio pratico: se usi Ubuntu o una distribuzione basata su Debian, verifica la versione installata con scrcpy --version. I pacchetti delle repository ufficiali a volte restano indietro rispetto allo sviluppo del progetto, e alcune funzioni che vediamo tra poco (il display virtuale per esempio) richiedono versioni recenti. In quel caso puoi ricorrere allo Snap Store oppure scaricare l’archivio precompilato dalle release ufficiali su GitHub, dove trovi build pronte all’uso per tutti i sistemi operativi.
A proposito, scarica sempre solo da GitHub o dai canali ufficiali, perché gli sviluppatori stessi segnalano l’esistenza di siti terzi che distribuiscono versioni manipolate del programma.
Su Windows il pacchetto include già adb, quindi sei operativo subito. Su macOS e Linux, Homebrew e apt installano anche adb come dipendenza. Non devi fare altro.

Primi passi: attivare il debug USB e avviare la prima connessione
La parte che spaventa di più chi si avvicina per la prima volta è abilitare il debug USB, che suona molto più tecnico di quanto sia in realtà. Sul telefono apri Impostazioni, poi Informazioni sul telefono, e tocca ripetutamente (sette volte) sulla voce Numero build finché compare un messaggio che conferma l’attivazione delle opzioni sviluppatore.
Torna quindi nelle Impostazioni, entra nel nuovo menu Opzioni sviluppatore e attiva l’interruttore Debug USB. Collega il telefono al PC con un cavo dati e conferma la finestra di autorizzazione che compare sullo schermo del dispositivo.
A questo punto scrivi scrcpy nel terminale e la finestra con lo schermo del telefono appare in circa un secondo. L’interazione è immediata e intuitiva. Il clic sinistro tocca, la rotella scorre, il clic destro corrisponde al tasto Indietro e quello centrale torna alla schermata home.
Puoi trascinare un file APK nella finestra per installare un’app, oppure trascinare qualsiasi altro file che verrà copiato automaticamente nella cartella Download del telefono. Gli appunti sono sincronizzati in entrambe le direzioni. Copi un testo sul PC, lo incolli sul telefono, e viceversa. Per chi scrive messaggi lunghi questo dettaglio da solo giustifica l’installazione.
Quanto descritto copre però una sola direzione, quella dal PC verso il telefono. E se devi fare il viaggio contrario, cioè copiare tutte le foto e i video dal telefono al computer? scrcpy non ha un comando dedicato, ma lo strumento che usa internamente, adb, sì. Con il telefono collegato via cavo basta un comando per scaricare un’intera cartella:
adb pull /sdcard/DCIM "C:\FotoTelefono"
adb pull /sdcard/DCIM/Camera ./foto-estate
Il primo esempio copia in una cartella del PC l’intera DCIM, ovvero la directory dove Android salva per default foto e video della fotocamera. Il secondo prende solo gli scatti della cartella Camera. Lo stesso metodo funziona anche via Wi-Fi, collegamento che spieghiamo nel prossimo paragrafo.
Rispetto al classico trascinamento dalla finestra Esplora risorse di Windows, che si appoggia al protocollo MTP spesso lento e incline a blocchi a metà copia, adb pull è più rapido e affidabile anche con migliaia di file. Se vuoi copiare l’intera memoria del telefono il comando è adb pull /sdcard/, ma per archivi di grandi dimensioni armati di pazienza: il tempo dipende dalla qualità del cavo e dalla porta USB.
Ma torniamo a scrcpy. Le scorciatoie principali si imparano subito. Il tasto Mod indicato nella tabella sotto corrisponde ad Alt sinistro, oppure al tasto Windows (che su Linux prende il nome di Super). Su Mac il ruolo passa a Cmd (⌘) sinistro, in alternativa a Ctrl.
| Scorciatoia | Azione |
|---|---|
| Mod + f | Attiva/disattiva lo schermo intero |
| Mod + r | Ruota lo schermo |
| Mod + h | Tasto Home |
| Mod + b | Tasto Indietro |
| Mod + s | App recenti |
| Mod + o | Spegne lo schermo del telefono mantenendo il controllo |
| Mod + p | Tasto di accensione |
| Mod + q | Chiude scrcpy |
La combinazione Mod + o merita una menzione particolare, perché spegne il display del telefono mentre continui a usarlo dal PC. Consumi meno batteria e il pannello AMOLED non resta acceso a lungo. È l’impostazione perfetta per tenere WhatsApp aperto accanto alle finestre di lavoro.
Un’ultima nota per chi possiede un dispositivo Xiaomi. Su questi telefoni potrebbe servire attivare anche la voce “Debug USB (Impostazioni sicurezza)”, sempre presente nel menu sviluppatore, altrimenti l’input da tastiera e mouse viene bloccato.
Mirroring wireless con un paio di comandi
Il mirroring via cavo è comodo e affidabile, ma se vuoi liberarti del filo, soprattutto se il telefono serve anche da hotspot o sta caricando altrove, scrcpy offre due strade per il controllo wireless, entrambe semplici.
La prima è la più rapida e prevede l’uso del cavo per trenta secondi. Collega il telefono via USB, poi lancia:
scrcpy --tcpip
In assenza di parametri aggiuntivi, il comando recupera automaticamente l’indirizzo IP del telefono, lo passa in modalità TCP/IP e stabilisce la connessione di rete. A questo punto puoi scollegare il cavo e rilanciare scrcpy. Lo schermo riappare, stavolta via Wi-Fi.
Nelle versioni recenti del programma inoltre il rilevamento dei dispositivi sulla rete locale tramite mDNS fa spesso tutto da solo. Se telefono e computer sono sulla stessa rete e il debug wireless è attivo, basta avviare il programma senza nemmeno specificare l’indirizzo.
La seconda strada è completamente senza cavi ed è disponibile sui telefoni con Android 11 o successivo. Apri le Opzioni sviluppatore, entra in Debug wireless e seleziona “Associa dispositivo con codice associazione”. Compariranno un indirizzo IP con porta e un codice a sei cifre. Sul computer digiti quindi:
adb pair 192.168.1.50:37845
sostituendo indirizzo e porta con quelli mostrati sul telefono e inserendo il codice quando richiesto. Fatto questo, il telefono resta associato al computer. Per le connessioni successive basterà adb connect seguito dall’indirizzo mostrato nella pagina principale del debug wireless, oppure direttamente scrcpy.
Un avvertenza. La latenza in Wi-Fi dipende molto dalla qualità del router. Su una rete moderna e poco affollata la differenza rispetto al cavo è percettibile ma contenuta, ideale per messaggi e navigazione, meno per giochi veloci.
Quando hai finito, disattiva il debug wireless dalle impostazioni. Lasciare la porta aperta inutilmente non è mai una buona pratica, tanto più che chiunque sulla rete vedrebbe il dispositivo disponibile.
Registrare lo schermo e trasformare lo smartphone in webcam
Oltre al controllo in tempo reale, scrcpy eccelle in due compiti che normalmente richiederebbero app dedicate, spesso piene di pubblicità. Stiamo parlando della registrazione dello schermo e dell’uso della fotocamera del telefono come webcam per videochiamate e dirette.
La registrazione è un singolo parametro aggiunto al solito comando:
scrcpy --record=demo.mp4
scrcpy --record=lezione.mkv --max-fps=30 -m1280 --no-audio
scrcpy --record=cattura.mp4 --no-playback
Il primo esempio registra a piena qualità mostrando in diretta lo schermo in una finestra (mirroring). Il secondo limita frame rate e risoluzione per ottenere un file più leggero, scegliendo il contenitore MKV che gestisce con più tolleranza eventuali interruzioni. Il terzo registra senza mostrare alcuna finestra, utile quando vuoi catturare una sessione lunga senza distrarti.
Se aggiungi --audio-source=mic, la registrazione include il microfono del telefono invece dell’audio interno, una soluzione pratica per annotazioni vocali o demo parlate.
Il discorso fotocamera è ancora più interessante. Con --video-source=camera, scrcpy smette di mostrare lo schermo e instrada direttamente il sensore fotografico del telefono:
scrcpy --list-cameras
scrcpy --video-source=camera --camera-facing=back --camera-size=1920x1080
scrcpy --video-source=camera --camera-facing=front --camera-size=1280x720 --audio-source=mic
Dalla versione 4.0 puoi persino controllare torcia e zoom da tastiera. Mod + t accende il flash come luce di scena, mentre Mod con le frecce su e giù regola lo zoom.
Su Linux c’è la possibilità di esporre la fotocamera come webcam di sistema tramite --v4l2-sink=/dev/video2 --no-playback, selezionabile da Zoom, Meet o OBS senza passaggi intermedi. Su Windows e macOS la stessa cosa si ottiene catturando la finestra di scrcpy da OBS, un passaggio in più ma il risultato pratico è identico.
Considera che le webcam esterne decenti costano decine di euro e che il sensore di un telefono medio è nettamente superiore.
OTG, display virtuale e profili personalizzati
Qui scrcpy mostra la sua natura di strumento raffinato, con tre funzioni poco pubblicizzate ma utili.
La prima si chiama modalità OTG e simula una tastiera e un mouse USB fisici collegati direttamente al telefono, senza alcun flusso video. Basta lanciare scrcpy --otg con il cavo collegato, e in questa modalità non serve nemmeno attivare il debug USB. L’uso tipico? Un telefono con il touchscreen rotto ma con lo schermo funzionante. Invece di mandarlo subito in assistenza, puoi sbloccarlo, estrarre foto e documenti e persino fare un backup completo usando mouse e tastiera del PC.
La seconda è il display virtuale, disponibile da Android 10 in su. Invece di duplicare lo schermo del telefono, scrcpy crea uno schermo secondario sul dispositivo e ci avvia dentro l’app che vuoi:
scrcpy --new-display=1920x1080 --start-app=com.whatsapp
scrcpy --new-display -x --keep-active --start-app=org.videolan.vlc --video-codec=h265 -b16M
Per trovare il nome esatto del pacchetto usa scrcpy --list-apps. Il risultato sorprende. WhatsApp aperto in una finestra orizzontale da monitor, quasi fosse Telegram Desktop, mentre il telefono resta libero per altre cose.
L’opzione -x (detta flex display) fa sì che la risoluzione virtuale si adatti dinamicamente quando ridimensioni la finestra, mentre --keep-active impedisce al telefono di andare in standby durante l’uso. Chi possiede un telefono recente con le funzioni desktop di Android 15 troverà questa strada naturale, ma il bello è che funziona anche su modelli più vecchi.
La terza funzione è più metodologia che tecnologia. Visto che tutto si configura da riga di comando, conviene salvare le impostazioni preferite in un piccolo script. Su Windows crea un file telefono.bat, su Linux e macOS un alias nel file .bashrc:
scrcpy --turn-screen-off --stay-awake -m1600 --max-fps=60
Questo profilo spegne lo schermo del telefono, lo tiene sveglio, limita la risoluzione a 1600 pixel per risparmiare banda e fissa i 60 fps. Un doppio clic e la tua configurazione ideale parte sempre identica, senza rimemorizzare parametri.
Un coltellino svizzero gratuito per chi vive tra PC e smartphone
Dopo anni di alternanza tra app commerciali di mirroring e mezze soluzioni integrate, scrcpy è un caso raro nel panorama software. L’opzione gratuita e open source batte le alternative a pagamento. Programmi come Vysor chiedono abbonamenti per funzioni che qui trovi gratis e meglio implementate, e persino gli strumenti ufficiali dei vari produttori, come Link to Windows e Samsung Flow, coprono solo i loro marchi e offrono meno controllo.
Va detto che l’esperienza d’uso privilegia la riga di comando. Nessuna interfaccia grafica, solo una finestra e un terminale. Chi non ha mai aperto un prompt dei comandi può sentirsi disorientato all’inizio, ma i valori predefiniti sono calibrati così bene che il semplice comando scrcpy funziona già bene, e ogni opzione aggiunta è un affinamento facoltativo, non un requisito.
I limiti veri sono altri. Niente iPhone, poiché il meccanismo si basa su componenti specifici di Android. Le app protette da DRM come Netflix mostrano schermata nera, perché il contenuto viene mascherato a monte.
Resta comunque un progetto in salute, aggiornato con costanza e sostenuto da una community attiva. La versione 4.1 è arrivata a luglio 2026 con il passaggio a SDL3 e nuove funzioni per la fotocamera. Installa il programma, prova la connessione via cavo con --turn-screen-off, e quando ti renderai conto di aver smesso di prendere in mano il telefono dieci volte al giorno, esplora il resto. Il wireless, la registrazione e il display virtuale arriveranno da soli.













