La maggior parte dei protocolli di rete dà per scontato che il canale fisico sia affidabile, veloce e sempre disponibile. Reticulum ribalta questa assunzione alla radice: Reticulum è progettato per contesti in cui la banda è scarsa, il collegamento è intermittente e il mezzo fisico è ostile per default. Il risultato è uno stack di rete crittografico che funziona su qualsiasi cosa possa trasmettere byte, da una radio LoRa a 300 bps fino a una connessione Ethernet a 500 Mbps. Reticulum non è un’applicazione, ma un protocollo di livello 3 alternativo a TCP/IP, scritto in Python e disponibile su PyPI.
La filosofia di fondo è racchiusa nel principio “Carry what you can, drop what you must”, ovvero trasporta ciò che puoi e scarta ciò che devi, un approccio spartano ma efficace per reti dove ogni bit conta.
Il progetto, creato e mantenuto da Mark Qvist (repository GitHub conta circa 5.700 stars e 2.620 commit), ha raggiunto la versione 1.2.3 (maggio 2026) con 11 release in sei mesi. La specifica del protocollo, dedicata al pubblico dominio dal 2016, adotta una licenza Harm Principle: libera per ogni uso che non causi danno.
Ciò che rende Reticulum diverso da qualsiasi altro stack è l’identità crittografica. Non esistono indirizzi IP: ogni nodo genera un keypair X25519 + Ed25519 da 512 bit, e l’indirizzo di rete è l’hash della chiave pubblica. La cifratura end-to-end con AES-256-CBC, HMAC-SHA256 e HKDF è obbligatoria e trasparente, senza possibilità di disabilitarla. Il routing è multi-hop e basato su annunci: i nodi dichiarano la propria presenza e la rete costruisce i percorsi dinamicamente, senza tabelle statiche o protocolli come OSPF o BGP.
Identità senza indirizzi: la crittografia come fondamento
In TCP/IP l’indirizzo identifica una posizione nella rete. In Reticulum l’identità è separata dalla posizione: un nodo può passare dalla radio LoRa al WiFi a una porta seriale senza cambiare chiave o perdere connettività. Questo paradigma elimina la dipendenza da ISP, autorità certificative e qualsiasi infrastruttura centrale. La fiducia è interamente matematica, basata su prove crittografiche.
Stabilire un link cifrato richiede 3 pacchetti per un totale di 297 byte, con un keepalive di appena 0,44 bps. Si tratta di valori progettati per funzionare su collegamenti con un minimo di 5 bps half-duplex e MTU di 500 byte. In pratica, anche una radio analogica molto lenta può trasportare traffico Reticulum. Il protocollo non include mai l’indirizzo sorgente nei pacchetti, garantendo l’anonimato dell’iniziatore per design.
I nodi si dividono in due categorie. I nodi Transport fungono da router e inoltrano il traffico altrui: invece i nodi normali generano e ricevono dati senza occuparsi dell’instradamento. La configurazione è autonoma: basta definire le interfacce fisiche disponibili e il protocollo provvede a scoprire vicini e costruire le rotte.
Reticulum: dalla radio LoRa al cavo seriale, il mezzo fisico non conta
Reticulum è agnostico rispetto al livello fisico. Supporta LoRa tramite RNode, l’hardware radio open source sviluppato dallo stesso Mark Qvist, ma anche radio amatoriale tramite KISS TNC e AX.25, connessioni TCP su internet, WiFi, porte seriali e qualsiasi canale in grado di muovere byte. Non ha bisogno di IP: il protocollo gira direttamente sopra il mezzo trasmissivo.
Questa flessibilità apre scenari operativi molto diversi tra loro. Una community può costruire una rete mesh urbana con nodi LoRa sui tetti. Un radioamatore può istituire collegamenti dati su lunghe distanze con hardware da pochi euro. Un gruppo di escursionisti può comunicare off-grid in zona senza copertura. In tutti i casi la cifratura end-to-end è garantita senza configurazione aggiuntiva.
D’altro canto, la banda limitata di LoRa impone vincoli stringenti. Su un collegamento a 300 bps non si trasmettono file pesanti né si fa streaming. Reticulum è pensato per messaggi di testo, comandi, piccoli aggiornamenti di stato, telemetry. L’efficienza del protocollo è tale che NomadNet, il programma di messaggistica distribuita del progetto, funziona regolarmente su link radio a poche centinaia di bit al secondo.
L’ecosistema: NomadNet, LXMF e l’hardware RNode
Attorno a Reticulum è cresciuto un ecosistema di strumenti che copre messaggistica, comunicazione mobile e hardware. LXMF (Lightweight Extensible Message Format) è il protocollo di messaggistica, paragonabile a una email per reti mesh: supporto per testo, consegna ritardata e propagazione store-and-forward attraverso nodi intermedi. Chi configura un nodo Transport può abilitare la propagazione LXMF e fungere da hub per i messaggi nella propria area.
NomadNet è l’interfaccia principale per messaggi e bacheche distribuite. Permette di creare nodi di testo, canali tematici e messaggi diretti, tutto su collegamenti radio che trasportano appena 300 bps.

Sideband è il client mobile, disponibile per Android e Linux, che porta Reticulum sullo smartphone collegandosi a un nodo RNode via Bluetooth o USB.

Reticulum MeshChat completa l’offerta con un’interfaccia di chat più immediata.

Sul fronte hardware, RNode è un ricetrasmettitore LoRa open source, sempre opera di Mark Qvist. Esistono modelli preassemblati, ma il progetto incoraggia l’auto-costruzione, il che richiede una certa dimestichezza con l’elettronica. La documentazione è sufficiente per procedere, e la community offre supporto attivo sui canali ufficiali.
Reticulum: il peso delle scelte, limiti e confronti
L’implementazione di riferimento è scritta interamente in Python (3.7+), e questo comporta un costo in prestazioni per scenari ad alto throughput. Su collegamenti LoRa a bassa banda il limite non si avverte, ma su link veloci come WiFi o Ethernet l’interprete Python diventa il collo di bottiglia. Non esistono ancora implementazioni alternative in linguaggi compilati.
Il progetto dipende da un solo sviluppatore, Mark Qvist. La community è ancora piccola rispetto a progetti mainstream come Meshtastic, che invece è focalizzato sull’hardware LoRa con firmware dedicato e protocollo fisso.
Rispetto a Yggdrasil o cjdns, che operano come overlay sopra la rete internet esistente, Reticulum non ha bisogno di IP e può girare su qualsiasi mezzo fisico. Rispetto a Briar o Tor, che sono strumenti a livello applicativo, Reticulum è uno stack di rete su cui costruire applicazioni. La distinzione è netta, ma la curva di apprendimento è ripida. Abbandonare il modello mentale TCP/IP per un paradigma completamente diverso richiede tempo e pazienza.
Reticulum, oltre il protocollo standard
Reticulum non è uno strumento per sostituire internet. È uno strumento per costruire reti autonome dove internet non c’è. Reti comunitarie, comunicazioni di emergenza, reti di sensori IoT su LoRa, networking digitale per radioamatori: sono gli scenari in cui questo stack mostra il suo valore. La cifratura obbligatoria e l’assenza di autorità centrale (ISP) lo rendono inoltre resistente alla censura per definizione.
Non promette prestazioni che non può mantenere, non cerca di competere con TCP/IP sui suoi terreni. Accetta i vincoli del mezzo fisico e li trasforma in vincoli di progettazione. Quando hai a disposizione 5 bps, il protocollo funziona. Se hai 500 Mbps, funziona ugualmente.
Se ti interessa sperimentare, puoi installare Reticulum con un semplice pip install rns, configurare due nodi su TCP o su una porta seriale e iniziare a scansionare la rete in pochi minuti. Per andare off-grid serve un RNode o hardware compatibile, ma la soglia di ingresso via software è bassa. Il progetto merita attenzione per l’originalità dell’approccio e la coerenza tecnica, sapendo che si tratta di un ecosistema ancora giovane, guidato da una sola persona, con limiti chiari e dichiarati.













