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    Software

    Raspberry Pi OS rinnova il desktop

    Debian 13 Trixie e kernel Linux 6.18 LTS portano un dock opzionale, un file manager riorganizzato e un sistema di screenshot con scelta tra editor e appunti
    cristinacristina15/09/2026Aggiornato:15/09/202626
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    Il desktop di Raspberry Pi OS compie oltre un decennio di vita e, per la prima volta da tempo, cambia in modo sostanziale. L’ambiente grafico nasce come derivazione di LXDE, ma negli anni ha cambiato quasi ogni componente sotto il cofano, fino ad appoggiarsi oggi su Wayland e sul compositor labwc. Ciò che invece non era mai davvero cambiato era l’impostazione visiva, ovvero una barra delle applicazioni, icone di stato e un menu principale che ricordano da vicino l’interfaccia di Windows 95 o di Apple System 7. Una scelta intenzionale perché quel modello garantiva un utilizzo intuitivo e familiare a chiunque.

    Con la nuova immagine basata su Debian 13 “Trixie” con kernel Linux 6.18 LTS, il progetto introduce novità pensate per chi desidera un’esperienza più moderna, senza stravolgere nulla per chi preferisce lo status quo. La parola chiave, infatti, è “opzionale”. Ogni funzione aggiuntiva resta disattivata di default, e il sistema continua a comportarsi esattamente come prima finché non si decide di attivarla dal Control Centre.

    Tra le novità più rilevanti ci sono un dock con icone in stile moderno, un nuovo strumento per gli screenshot e un motore di rendering dello sfondo più leggero, pensato per le schede con meno memoria disponibile.

    Il dock e i nuovi widget del Raspberry Pi OS

    La novità più corposa è senza dubbio l’introduzione di un dock a icone, che può affiancare la tradizionale taskbar oppure sostituirla del tutto.

    Raspberry Pi OS

    Per abilitarlo sono stati creati due widget dedicati, ovvero un launcher grafico delle applicazioni e una task list combinata, che funge anche da avvio rapido. Cliccando sull’icona a forma di lampone si apre una finestra a schermo intero con tutte le app disponibili, ordinate alfabeticamente ma riorganizzabili tramite trascinamento. Una casella di ricerca permette di filtrare rapidamente i risultati, mentre da tastiera è possibile navigare con le frecce e confermare con Invio.

    Raspberry Pi OS

    Chi preferisce una struttura più tradizionale può attivare la visualizzazione per categorie, anche se in questo caso si perde la possibilità di riordinare le icone a piacimento.

    La task list, invece, mostra le applicazioni aperte con un contatore sovrapposto per le finestre multiple, e consente di aggiungere o rimuovere elementi con un semplice clic destro.

    Raspberry Pi OS

    Chi vuole personalizzare l’aspetto del dock trova nel Control Centre una pagina dedicata con opzioni per colore, posizione e dimensione delle icone, comprese le nuove icone da 96×96 pixel per i pannelli wf-panel-pi e lxpanel-pi.

    È inoltre disponibile l’autohide, funzione richiesta da tempo e che nasconde dock e taskbar quando non vengono utilizzati, oltre alla modalità “esclusiva” che evita la sovrapposizione con le finestre a schermo intero.

    Tre stili preimpostati, Taskbar, Dock e Taskbar/Dock, permettono di provare rapidamente le diverse configurazioni senza dover intervenire manualmente su ogni singolo widget.

    Efficienza, screenshot e piccoli ritocchi

    Oltre all’interfaccia, l’aggiornamento di Raspberry Pi OS porta anche modifiche più tecniche che incidono sulle prestazioni, un aspetto particolarmente sentito su schede con risorse limitate.

    Lo sfondo del desktop, storicamente disegnato dal file manager pcmanfm, può ora essere gestito dal programma leggero swaybg, disattivando l’opzione “Active Desktop” dal Control Centre. La scelta libera memoria preziosa, al punto da diventare la raccomandazione predefinita per i dispositivi con meno di 2 GB di RAM.

    Di conseguenza, poiché il file manager non resta più sempre attivo in background, il compito di montare automaticamente le unità rimovibili passa al plugin Ejecter. Il file manager stesso è stato inoltre riorganizzato in una build monolitica che integra PCManFM e libfm in un’unica applicazione.

    Cambia anche la gestione degli screenshot. Premendo il tasto Stampa non si ottiene più soltanto un salvataggio automatico nella cartella Immagini, ma si apre una finestra di dialogo che offre la scelta tra aprire il file in un editor o copiarlo negli appunti, con la possibilità di ricordare la preferenza per le volte successive. Tenendo premuto Alt, invece, si attiva una selezione dell’area da catturare, utile per screenshot mirati.

    Tra le altre aggiunte ci sono: una modalità analogica per il widget dell’orologio; il supporto alla versione 0.20 di labwc e wlroots; due nuovi pannelli nel Control Centre dedicati alle notifiche e alle scorciatoie da tastiera.

    Chi ha poca RAM troverà in swaybg il cambiamento più utile

    Questo aggiornamento di Raspberry Pi OS mostra un approccio ragionato al tema della modernizzazione, con un ventaglio di strumenti che chi lo desidera può attivare gradualmente.

    Il dock è probabilmente la funzione più visibile e apprezzabile, perché colma un divario reale rispetto ad altri ambienti desktop senza però appesantire il sistema di funzioni superflue. Le scelte tecniche, come l’adozione di swaybg per lo sfondo, dimostrano invece un’attenzione reale alle schede meno performanti, che costituiscono una fetta importante del pubblico Raspberry Pi.

    Anche il nuovo strumento di screenshot è il tipo di miglioria che si nota nell’uso quotidiano e che avvicina l’esperienza a quella di sistemi desktop più recenti.

    Se possiedi già un’installazione di Raspberry Pi OS, aggiorna il sistema con i consueti comandi da terminale o tramite l’updater grafico. Tuttavia, prenditi il tempo di esplorare le nuove pagine del Control Centre prima di stravolgere la tua configurazione abituale. Chi invece parte da zero può scaricare direttamente la nuova immagine, compatibile con l’intera gamma di modelli supportati.

    Debian13Trixie dock Linux raspberryPi
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