Valve ha introdotto una novità per chi usa Steam Remote Play, il sistema che permette di trasmettere i giochi da un computer a un altro dispositivo della rete locale. Si chiama Pyrowave ed è un nuovo codec video sperimentale, pensato per uno streaming a bassissima latenza.
La funzione è arrivata con l’ultimo aggiornamento della beta del client Steam, disponibile su Windows, macOS e, tramite il client sperimentale SteamRT3, anche su Linux e SteamOS.
A differenza di soluzioni open source come Sunshine o Moonlight, che negli ultimi anni hanno puntato molto sull’ottimizzazione della compressione, Steam Remote Play privilegia la semplicità d’uso rispetto alle prestazioni pure. Con Pyrowave, Valve adotta un approccio diverso dal solito: usare più banda del necessario per abbattere la latenza al minimo.
Il progetto porta la firma di Hans-Kristian Arntzen, sviluppatore già noto nell’ecosistema Linux per il suo lavoro su VKD3D-Proton, il livello di traduzione che permette ai giochi DirectX 12 di girare su Vulkan tramite Proton.

Come funziona Pyrowave e perché consuma così tanta banda
La caratteristica che distingue Pyrowave da codec più tradizionali come H.264, HEVC o AV1 è il modo in cui elabora i singoli fotogrammi. Invece di affidarsi alla predizione del movimento tra un frame e l’altro, Pyrowave processa ogni immagine in modo indipendente.
Il codec rinuncia anche ad altri strumenti standard, come la codifica entropica e le trasformate discrete del coseno (DCT). Questa scelta ha un costo evidente, perché Pyrowave può arrivare a consumare da 5 a 10 volte la banda richiesta dai codec streaming tradizionali. Questo dato è confermato sia da Valve sia dalle prime analisi tecniche che circolano online.
Non stupisce quindi che l’azienda lo consideri adatto solo a reti locali molto performanti, con un collegamento diretto al router e almeno Ethernet Gigabit tra i due dispositivi coinvolti.
In compenso, l’elaborazione avviene interamente sulla GPU, sia in fase di codifica che di decodifica, un aspetto che consente di ridurre drasticamente i tempi di latenza end-to-end. Se lavori spesso con lo streaming locale dei tuoi giochi, magari verso una Steam Deck o un dispositivo handheld collegato via cavo, questo è il tipo di compromesso che vale la pena valutare.
Qualità dell’immagine, HDR e colore a piena definizione
Oltre alla latenza, Pyrowave porta con sé alcuni vantaggi legati alla qualità visiva che non vanno sottovalutati. Il codec supporta infatti il croma YUV 4:4:4, una modalità di campionamento del colore a piena definizione particolarmente utile quando si trasmette il desktop in 4K o si legge testo su schermo, situazioni in cui i codec compressi in croma ridotto tendono a mostrare artefatti evidenti attorno ai caratteri.
A questo si aggiunge il supporto HDR, che viene attivato automaticamente quando sia il sistema host sia quello client lo supportano, senza bisogno di configurazioni manuali. Tuttavia, lo YUV 4:4:4 non è abilitato di default, proprio perché richiede banda e potenza di calcolo aggiuntive rispetto alla modalità standard.
Pyrowave: disponibilità, configurazione e bitrate personalizzabile
Per provare Pyrowave devi iscriverti alla beta del client Steam, installare l’aggiornamento e riavviare l’applicazione. La funzione si trova poi nella sezione delle impostazioni avanzate di Remote Play, dove va attivata manualmente perché non è accesa di default.
Su Windows e macOS il codec è già disponibile nella beta corrente. Su Linux e SteamOS, Steam Deck compresa, è necessario prima abilitare il client sperimentale SteamRT3 dalle impostazioni di sistema. Inoltre, un dipendente Valve, Sam Lantinga, ha confermato che il supporto arriverà “presto” anche sull’app mobile Steam Link, al momento esclusa. Questa implementazione riguarda esclusivamente lo streaming di giochi “flat”, ovvero tradizionali, e non è collegata in alcun modo a Steam Frame o alle funzioni di streaming per la realtà virtuale.
Sul fronte della configurazione, Steam normalmente regola automaticamente il flusso video per privilegiare la qualità visiva, con un bitrate che cresce insieme al framerate. Chi preferisce il controllo manuale può però disattivare la modalità automatica e impostare un bitrate fisso, in un intervallo che va da 100 a 500 Mbit/s, così da adattare il flusso ai limiti della propria rete.
Conclusione
Pyrowave segna un cambio di approccio per Steam Remote Play. Sacrificando l’efficienza della compressione a favore della velocità, Valve offre a chi dispone di reti locali potenti uno strumento capace di ridurre la latenza a livelli difficilmente raggiungibili con i codec tradizionali, il tutto mantenendo il supporto per HDR e colore a piena definizione.
Si tratta però di una soluzione di nicchia, pensata esplicitamente per chi possiede una connessione Ethernet Gigabit o superiore tra i due dispositivi coinvolti. Chi gioca in streaming su Wi-Fi o su reti più lente non avrà alcun beneficio, anzi rischia di trovarsi in difficoltà proprio a causa dell’elevato consumo di banda.
Inoltre, si tratta di una funzione sperimentale, disponibile solo nella beta del client e non ancora su tutte le piattaforme, dato che l’app mobile Steam Link resta esclusa per il momento.













