Proton ha aggiunto a Proton Mail una funzione di categorizzazione automatica che smista i messaggi in arrivo in sei gruppi predefiniti, ovvero Primary, Social, Promotions, Newsletters, Transactions e Updates. L’idea non è nuova, chi usa Gmail riconoscerà immediatamente la logica delle schede che separano comunicazioni personali, notifiche social, offerte commerciali e conferme automatiche.
Quello che cambia, secondo Proton, è il modo in cui la suddivisione viene calcolata. L’azienda dichiara di analizzare solo i metadati dei messaggi, senza leggere il contenuto testuale delle email. Questo dettaglio è fondamentale per un servizio che costruisce la propria identità attorno alla crittografia end-to-end e alla protezione zero-access.
La funzione arriva attiva di default per i nuovi account. Chi già possiede una casella Proton Mail riceverà una richiesta esplicita per decidere se abilitarla. Il rollout è graduale su web e app mobile, con il completamento previsto entro la fine di settembre.
Proton Mail: personalizzazione, categorie nascoste e apprendimento dei filtri
Sul piano pratico, le categorie di Proton Mail non sono tutte uguali per visibilità e comportamento. Primary resta sempre attiva e non può essere disattivata, mentre Transactions e Updates restano nascoste finché non le si attiva manualmente dalle impostazioni.
Si può decidere quali categorie mostrare, se abilitare le notifiche per ciascuna e se visualizzare il conteggio dei messaggi non letti. Se un’email finisce nella scheda sbagliata, basta trascinarla in quella corretta; il sistema registra la correzione e la applica ai messaggi futuri provenienti dallo stesso mittente o con caratteristiche simili.

Per disattivare completamente la funzione da desktop occorre andare in Impostazioni, poi Messaggi e composizione, quindi disattivare il relativo interruttore in Categorie email. Da mobile, invece, il percorso è Impostazioni, Preferenze casella postale, dove va disattivata l’opzione dedicata.
Questa architettura, basata su regole apprese progressivamente dal comportamento di chi usa il servizio piuttosto che su una scansione semantica del testo, sembra pensata per replicare la comodità delle categorie di Gmail. Tuttavia, non richiede l’accesso profondo al contenuto dei messaggi che normalmente accompagna questo tipo di funzionalità.
Conclusione
L’introduzione delle categorie automatiche è un aggiornamento che colma un divario tra Proton Mail e i grandi provider generalisti, mantenendo la proposta di valore del servizio. Chi sceglie Proton lo fa principalmente per motivi legati a sicurezza e riservatezza, non per funzionalità di produttività avanzata.
Su questo fronte, l’attivazione delle categorie non tocca in alcun modo la crittografia esistente. Resta da vedere, con l’uso quotidiano, quanto sia accurata la classificazione basata sui soli metadati rispetto a sistemi che leggono anche il corpo del messaggio, così come quanto tempo richieda l’apprendimento dei filtri personalizzati prima che lo smistamento diventi realmente affidabile.
La funzione si presenta come opzionale e reversibile in ogni momento. È una scelta coerente con l’approccio generale di Proton, che tende a introdurre novità lasciando comunque a chi usa il servizio la possibilità di tornare rapidamente alla configurazione precedente.













