OhMyGame è un’applicazione desktop open source sviluppata dal team di WhiteTowerAI che mette in un’unica dashboard tutto ciò che serve per creare un videogioco con l’aiuto dell’intelligenza artificiale, dal documento di progetto fino alla pubblicazione online. Descrivi il gioco che hai in mente e un agente AI scrive il documento di design, genera immagini, video e modelli 3D, programma, prova la partita come farebbe un tester e alla fine la pubblica su un link che chiunque può aprire nel browser. Il codice è distribuito con licenza Apache 2.0, l’app gira su Windows e su macOS con chip Apple e non vende abbonamenti propri, perché si appoggia ai fornitori di modelli che forse usi già, da Anthropic e OpenAI fino a OpenRouter e DeepSeek.
La prima beta è uscita il 5 ottobre 2026 e, appena 48 ore dopo l’apertura del codice, è arrivata anche l’integrazione gratuita del generatore 3D Rodin di Hyper3D, sponsorizzata dalla società che lo sviluppa. Si tratta quindi di un software giovanissimo, con limiti evidenti, ma anche di uno dei tentativi più completi di portare l’intero ciclo di sviluppo di un gioco dentro un solo programma. Secondo me il suo terreno ideale è il prototipo, cioè la prima versione giocabile di un’idea, utile a chi non sa programmare oppure a chi vuole capire in una serata se un concetto funziona prima di dedicarci settimane in Unity o Godot.
Canvas, agente e pubblicazione: le tre parti di OhMyGame
Il cuore dell’interfaccia è il canvas, una lavagna infinita simile a quelle di Miro o FigJam, dove documento di design, concept art, modelli 3D e video stanno uno accanto all’altro. Ogni elemento è un nodo che può richiamare gli altri, per cui il bozzetto di un personaggio può essere collegato alla sua descrizione nel documento e al modello 3D generato a partire da quel disegno. Tutto ciò che viene prodotto finisce poi in una Asset Library condivisa dal progetto, una sorta di magazzino da cui l’agente e tu pescate le risorse.
L’agente vero e proprio si basa su Pi, un agente di programmazione open source con sessioni persistenti. In parole semplici, ricorda il lavoro fatto nelle sessioni precedenti e non riparte da zero ogni volta che riapri il progetto. Un dettaglio che apprezzo è il formato dei progetti, perché lo spazio di lavoro è composto da file normali (testi Markdown, file JSON e progetti web) e ogni cartella contiene un file AGENTS.md con le istruzioni per l’agente. Di conseguenza puoi aprire tutto con un editor qualsiasi, salvarlo dove preferisci e, in caso di abbandono del programma, non resti prigioniero di un formato chiuso.
La funzione più curiosa è il playtest automatico. L’agente avvia il gioco in una finestra che puoi osservare, anche quando si tratta di titoli in tempo reale basati su canvas HTML o WebGL, e se trova un problema prova a correggerlo e rigioca. Tuttavia la documentazione chiarisce che il test è per ora open-loop. L’agente pianifica in anticipo una sequenza di comandi, la esegue senza guardare lo schermo e solo alla fine controlla il risultato, un po’ come premere una serie di tasti a occhi chiusi e poi aprire gli occhi per vedere cosa è successo. Per un puzzle o un gioco a turni il metodo funziona, mentre per un platform che richiede riflessi e correzioni continue è inevitabilmente meno affidabile.
L’agente, inoltre, può cercare sul web, collegarsi a server MCP (il protocollo standard che permette a un’AI di usare strumenti esterni) e sfruttare i plugin di Codex e Claude Code. Chiude il cerchio la pubblicazione. Dopo l’accesso con un account OhMyGame, l’app compila il gioco e restituisce un link condivisibile che resta identico anche quando ripubblichi una versione aggiornata, mentre i giochi pubblicati compaiono nella sezione Community interna all’app, dove si possono provare le creazioni degli altri.
Che tipo di giochi si possono creare con OhMyGame
OhMyGame non è legato a un unico motore grafico e organizza i progetti in tre famiglie, ciascuna con un flusso di lavoro diverso.
- Giochi web. Titoli 2D e 3D che girano nel browser, costruiti con Three.js (la libreria più diffusa per la grafica 3D sul web), React Three Fiber (la stessa tecnologia adattata al framework React) oppure Phaser, un framework pensato per i giochi 2D. Sono progetti web normali, che puoi aprire e modificare anche fuori dall’app.
- Storie interattive. Film interattivi, visual novel e giochi narrativi costruiti come un grafo di schermate, ognuna con i propri contenuti multimediali e il proprio codice. Questo sistema si chiama Playable Nodes e si occupa da solo delle parti noiose, cioè salvataggi, stato della partita e navigazione fra le scene.
- Giochi generici. Qui non serve un motore preciso, e si può persino importare un progetto già esistente. Il plugin Game Studio coordina design, grafica, sviluppo e verifica su motori diversi, mentre i giochi nativi usano gli strumenti del proprio motore. Le note di rilascio citano già uno spazio di lavoro dedicato a Godot.
Nella vetrina del progetto compaiono tre esempi realizzati dal team, ovvero un film interattivo, un gioco in cui si costruisce un’isola e un roguelike basato su un mazzo di carte, il genere reso popolare da Slay the Spire. Sono tre generi scelti con criterio, perché nessuno dei tre dipende da riflessi rapidi e tutti si prestano bene al playtest a occhi chiusi descritto sopra.
Secondo me il percorso più solido oggi è quello dei giochi web. L’agente può avviarli, provarli e correggerli senza uscire dall’app, e il risultato si pubblica con un clic.
Installare OhMyGame su Windows e macOS, o compilarlo dai sorgenti
La strada più semplice passa dalla pagina Releases del repository GitHub, dove sono disponibili gli installer per Windows a 64 bit e per i Mac con chip Apple Silicon (M1 e successivi). Al momento della stesura l’ultima versione è la v0.0.0-beta.4.1 del 9 ottobre 2026, la quinta pubblicata in cinque giorni, segno che il progetto cambia quasi ogni giorno.
- Apri la pagina Releases del progetto WhiteTowerAI/ohmygame su GitHub e scarica l’installer adatto al tuo sistema dalla sezione Assets dell’ultima versione.
- Su Windows avvia il file scaricato. Siccome l’eseguibile non ha ancora una firma digitale, cioè il certificato che identifica lo sviluppatore, SmartScreen mostrerà un avviso blu. Fai clic su “Ulteriori informazioni” e poi su “Esegui comunque”.
- Su macOS apri l’immagine disco e trascina l’app nella cartella Applicazioni.
- Al primo avvio, prima di inviare qualsiasi prompt, fai clic su “Sign in” in basso a sinistra subito dopo su “Settings“. Qui vanno impostati quattro modelli distinti, uno per il codice, uno per le immagini, uno per i video e uno per il 3D, come spiegato nella sezione successiva.
Chi usa Linux o un Mac con processore Intel per ora deve aspettare, perché le build per queste piattaforme sono nella roadmap ma non ancora pronte. L’alternativa di installazione è compilare il programma dai sorgenti, che richiede Bun 1.4.2 o superiore (un runtime JavaScript veloce che gestisce anche i pacchetti) e Node.js 22.19 o superiore, usato dal processo che lavora in background. Per installare Bun su Windows basta un comando in PowerShell.
powershell -c "irm bun.sh/install.ps1 | iex"
Su macOS e Linux il comando equivalente è questo.
curl -fsSL https://bun.sh/install | bash
Node.js si scarica dal sito ufficiale nodejs.org (scegli la versione LTS) oppure si installa con un gestore di versioni come nvm. Prima di procedere, controlla le versioni installate.
bun --version
node --version
A questo punto puoi scaricare il codice e avviare l’app. Il comando bun run dev apre l’interfaccia in modalità web insieme al processo locale, mentre bun run dev:desktop avvia la classica applicazione desktop basata su Electron.
git clone https://github.com/WhiteTowerAI/ohmygame.git
cd ohmygame
bun install --frozen-lockfile
bun run dev # interfaccia web + processo locale
# oppure
bun run dev:desktop # app desktop Electron
La compilazione dai sorgenti ha anche un vantaggio di privacy, perché queste build non inviano alcun dato di utilizzo. Su Linux il procedimento dovrebbe funzionare, tuttavia la piattaforma non è ancora supportata in modo ufficiale e qualche intoppo è da mettere in conto.
Modelli, chiavi API e il 3D gratuito di Hyper3D
OhMyGame segue la filosofia BYOK, sigla di “bring your own key”, ovvero porta la tua chiave. Non esistono crediti interni né ricarichi sul prezzo, perché l’app si collega direttamente ai fornitori di intelligenza artificiale e paghi solo quello che consumi presso di loro. Grazie a Pi, i fornitori di modelli linguistici supportati sono più di quaranta, fra cui Anthropic, OpenAI, Google, DeepSeek, Qwen, Kimi, GLM, MiniMax, xAI, Mistral, Groq, OpenRouter, Amazon Bedrock e Vercel AI Gateway. Usando OpenRouter puoi testare OhMyGame anche con modelli completamente free.
La configurazione si trova in Settings → Providers & Models. Se parti da zero, il punto di partenza più comodo è OpenRouter, perché con una sola chiave ottieni accesso a modelli di testo, immagini e video. In alternativa puoi accedere anche con un abbonamento che già paghi, come ChatGPT Plus o Pro e GitHub Copilot.
Sulla carta i fornitori multimediali sono facoltativi, perché un modello linguistico basta per il design, il codice e il playtest. Nella pratica, però, conviene configurare subito tutti e quattro i ruoli (codice, immagini, video e 3D) prima di scrivere il primo prompt, così l’agente ha a disposizione ogni strumento fin dall’inizio. Un gioco pieno di sprite ed esplosioni, del resto, senza un generatore di immagini non va lontano.
La novità più interessante riguarda proprio il 3D. Il 10 ottobre Di Huang, fondatore del progetto, ha annunciato l’integrazione di Rodin, il modello di Hyper3D che trasforma testo o immagini in oggetti tridimensionali, gratuito per chiunque usi OhMyGame perché i costi sono coperti da Deemos, la società che lo sviluppa.
Il 3D è di solito la voce più costosa di un progetto del genere, quindi per chi vuole sperimentare è un bel vantaggio. L’annuncio non indica una scadenza né limiti di utilizzo, per cui ti conviene approfittarne senza dare per scontato che l’offerta duri per sempre. Sul fronte della sicurezza, le chiavi vengono custodite dal daemon locale, il processo che lavora in background sul tuo computer, e non arrivano mai all’agente, al gioco o all’interfaccia.
Dal prompt alla partita condivisa, il primo progetto passo dopo passo
Una volta configurati i quattro modelli dedicati ad ogni compito specifico, dalla schermata Home scegli il modello nella casella del prompt e descrivi il gioco. Qui si gioca gran parte della qualità del risultato, e la regola d’oro è chiedere poco ma con precisione. Un prompt come “crea un gioco di ruolo open world” produrrà quasi certamente qualcosa di confuso, mentre un’idea circoscritta, con regole chiare e una sola meccanica principale, dà all’agente la possibilità di arrivare a qualcosa di giocabile e valido.
Per mettere alla prova il programma ho scelto di proposito un genere impegnativo, il run and gun degli anni Novanta reso celebre da Metal Slug, cioè un gioco d’azione a scorrimento orizzontale in cui si corre, si salta e si spara senza sosta. È un banco di prova severo, perché richiede animazioni, collisioni, nemici con comportamenti diversi e un livello bilanciato. Il prompt è dettagliato proprio per non lasciare all’agente decisioni ambigue, e chiede personaggi originali.
Crea un gioco simile a Metal Slug
Gioco completo e realmente giocabile.
L'obiettivo principale è creare un gioco di qualità divertente, coinvolgente, immediatamente comprensibile e con una buona profondità di gameplay.
Durante lo sviluppo verifica sempre:
* il gioco è divertente ?
* c'è sempre un'azione interessante ?
* le ricompense motivano a continuare ?
* la difficoltà cresce in modo sensato ?
Quando individui un problema, modifica il gameplay prima di aggiungere nuove funzionalità.
## Priorità di sviluppo
1. **Divertente, avvincente e ad alta giocabilità**.
2. **gameplay solido**, immediatamente comprensibile e capace di mantenere l'interesse.
3. **Controlli semplici e responsivi**. Giocabile con tastiera e/o mouse e touch.
5. **Economia e progressione coerenti**: risorse, ricompense e potenziamenti devono alimentare il gameplay.
4. **Bilanciamento**: difficoltà, ricompense, nemici e poteri del giocatore devono produrre una curva soddisfacente.
5. **Stile artistico e grafico moderno fluido e appagante**.
6. **Performance**: 60 fps desktop, 30+ fps tablet e smartphone, massimo 80 nemici simultanei.
7. **Responsive**: il gioco deve adattarsi a smartphone, tablet e desktop.
8. **Lingue IT (default) ed EN, con toggle nell'interfaccia. Traduci anche tutorial, messaggi di gioco, obiettivi e testi dell'interfaccia.
Se tutto chiaro procedi creando solo il primo livello del gioco.
Prioritario
Sprite HD animati (idle/run/jump/shoot/morte) per player e 12+ nemici
Fondali multistrato + tileset distruttibili
Lighting, bloom, ombre, particelle volumetriche, screen-shake, hit-stop
60fps con asset ottimizzatiHo provato il prompt con Opus 5.5 medium. Durante lo sviluppo tieni d’occhio la finestra del playtest, soprattutto con un gioco d’azione come questo. Il risultato è stato questo.

Siccome i progetti sono semplici file su disco, un altro accorgimento che consiglio è inizializzare un repository Git nella cartella del progetto e salvare una versione dopo ogni passaggio riuscito. Se una modifica dell’agente rompe qualcosa, torni indietro in un attimo senza dipendere dalla memoria dell’AI.
Limiti, costi e privacy di una beta molto giovane
Il primo limite è dichiarato dal numero di versione stesso, un progetto ancora in piena costruzione con dei bug da mettere in conto. Anche la comunità attorno al progetto è ancora piccola, con poche decine di stelle su GitHub. A questo si aggiungono le piattaforme mancanti. Linux non ha ancora una build ufficiale, mentre su Windows l’installer privo di firma digitale costringe a scavalcare l’avviso di SmartScreen, un’operazione che è bene fare solo con file scaricati dalla pagina ufficiale del progetto.
L’app è gratuita, tuttavia ogni ciclo di scrittura, test e correzione consuma token presso il fornitore scelto, e la generazione di immagini e soprattutto di video ha prezzi ben più alti del testo. In questo senso l’integrazione gratuita di Rodin aiuta, ma resta un’offerta sponsorizzata e non una caratteristica garantita del programma.
Sul fronte della privacy progetti e chiavi restano sul tuo computer e i prompt vanno direttamente ai fornitori scelti. Le build ufficiali controllano gli aggiornamenti e inviano statistiche d’uso anonime a PostHog (senza registrazione delle sessioni) e segnalazioni di crash a Sentry senza dati personali. Chi non vuole condividere nulla può compilare l’app dai sorgenti, che non inviano alcuna telemetria.
Il link condivisibile è la vera forza di OhMyGame
OhMyGame mi sembra soprattutto un acceleratore di idee per il gaming. Non sostituisce Unity, Godot e non pretende di farlo. Tuttavia accorcia in modo netto la distanza fra “mi è venuta un’idea” e “provala“, e quella distanza per molte persone è sempre stata il punto in cui un progetto moriva.
Le scelte di fondo, inoltre, sono quelle giuste. File aperti, licenza permissiva, chiavi custodite in locale e nessun ricarico sui consumi rendono il progetto onesto nel modo in cui tratta chi lo usa. Se vuoi provarlo, il mio consiglio è partire da un gioco web piccolo, con una sola meccanica, collegare OpenRouter con un tetto di spesa (o anche con un modello Free o low cost come deepseek-v4.1-flash) e sfruttare finché c’è, il 3D gratuito di Rodin (il modello di Hyper3D). Se il progetto ti interessa farai bene a seguire il repository e aspettare le prossime versioni, perché il ritmo degli aggiornamenti lascia pensare che il programma cambierà parecchio nel giro di poche settimane.













