Retro trasparenti, luci e un’interfaccia monocromatica: in pochi anni Nothing si è costruita un’identità che si riconosce a colpo d’occhio. Il Nothing Phone (3), arrivato nel luglio 2025, è il primo modello che l’azienda ha presentato come top di gamma. Rispetto al Phone (2) cambia quasi tutto: dal processore Snapdragon di nuova generazione alla batteria più capiente, fino al nuovo zoom periscopico e alla Glyph Matrix, il piccolo schermo a LED sul retro.
L’azienda non presenterà un Phone (4) quest’anno, quindi il Phone (3) resta il modello più potente del catalogo, mentre il prezzo è sceso. È proprio questa la prospettiva per giudicarlo oggi: un’alternativa ai medio-alti più cari, con una fotocamera tele vera, cinque aggiornamenti di Android promessi e un design che non somiglia a nessun altro telefono.
Nothing Phone (3): retro asimmetrico e 218 grammi in mano

Il retro in vetro trasparente segue una griglia a tre colonne. In alto a sinistra le tre fotocamere sono disposte in modo volutamente irregolare, in alto a destra c’è la Glyph Matrix con i suoi 489 micro LED e poco sotto un piccolo cerchio sensibile al tocco, il Glyph Button, che serve a scorrere le funzioni del display posteriore. Il telaio è in alluminio, il vetro frontale è un Gorilla Glass 7i e la certificazione IP68 garantisce la tenuta dalla polvere e dall’immersione.
Le misure sono 160,6 x 75,59 x 8,99 mm per 218 grammi, e il peso si avverte. I fianchi piatti e il vetro lucido offrono una presa poco salda, e l’uso con una sola mano resta scomodo, soprattutto per raggiungere la parte alta dello schermo. Una cover sottile aiuta molto, anche perché il modulo fotografico sporge parecchio e fa ondeggiare il telefono sul tavolo.
I tasti fisici sono quattro. A destra trovi l’accensione e, subito sotto, la Essential Key, il pulsante dedicato alle funzioni di intelligenza artificiale; a sinistra il bilanciere del volume. Manca il jack da 3,5 mm, mentre lo sblocco si affida a un lettore di impronte ottico sotto lo schermo, rapido e preciso. Inoltre, è presente anche il riconoscimento facciale 2D che funziona con o senza occhiali.
Display

Il pannello AMOLED da 6,67 pollici ha una risoluzione di 1260 x 2800 pixel, pari a circa 460 punti per pollice. Le cornici da 1,87 mm sono uniformi su tutti e quattro i lati. Si tratta di uno schermo LTPS, low-temperature polysilicon, la tecnologia che non consente di scendere sotto i 60 Hz. Purtroppo, non è un LTPO capace di arrivare a 1 Hz sui contenuti statici. In pratica l’interfaccia gira a 120 Hz durante l’interazione e torna rapidamente a 60 Hz, mentre molte app si fermano a 90 Hz.
Sulla luminosità il picco di 4.500 nit indicato nella scheda vale per piccole porzioni di immagine in HDR; a schermo quasi pieno, in modalità automatica, il pannello arriva a circa 1.500 nit. Sono valori più che sufficienti per leggere al sole, con supporto HDR10+ e Widevine L1 per lo streaming in alta definizione.
Specifiche tecniche
Il processore del Nothing Phone (3) è lo Snapdragon 8s Gen 4, prodotto a 4 nm, con un core Cortex-X4 a 3,21 GHz, tre Cortex-A720 a 3,0 GHz e quattro Cortex-A720 divisi fra 2,8 e 2,0 GHz. La GPU è una Adreno 825. Accanto lavorano 12 GB di RAM LPDDR5X e 256 GB di memoria UFS 4.0, senza possibilità di espansione tramite microSD.
La “s” indica una variante semplificata e inferiore rispetto allo Snapdragon 8 Elite dei veri top di gamma 2025, e si nota nei test. In Geekbench 6 il Phone (3) ottiene circa 2.170 punti in single core e 6.900 in multi core, valori quasi identici a quelli di uno Snapdragon 8 Gen 3 e lontani dai circa 3.000 e 9.300 punti dei telefoni con 8 Elite.
Nell’uso quotidiano la differenza con un 8 Elite non si percepisce. App, navigazione, mappe e social scorrono senza incertezze, e il passaggio fra applicazioni pesanti avviene senza intoppi grazie anche alla memoria abbondante.
Il punto delicato è la dissipazione. Sotto carico prolungato il telefono applica un throttling deciso, cioè una riduzione automatica della frequenza per contenere la temperatura.
Se giochi a lungo, conviene limitare i titoli più pesanti a 60 fps ed evitare di ricaricare il telefono durante la sessione, perché il calore della ricarica si somma a quello del processore e accelera il calo di frequenza.
Le fotocamere del Nothing Phone (3)

Il comparto posteriore è composto da tre fotocamere da 50 megapixel. La principale usa un sensore OmniVision OV50H da 1/1,3 pollici con apertura f/1.68, messa a fuoco a rilevamento di fase (PDAF) e stabilizzazione ottica (OIS). La grandangolare impiega un Samsung JN1 da 1/2,76 pollici con luminosità f/2.2 e senza autofocus, mentre la tele è un periscopio 3x con sensore Samsung JN5 da 1/2,75 pollici, apertura f/2.68, PDAF e OIS. Davanti c’è un altro JN1 da 50 MP, anch’esso a fuoco fisso.
Per impostazione predefinita, le foto vengono scattate a 12,5 megapixel grazie al binning. La modalità a 50 MP applica meno elaborazione ma non restituisce dettagli in più, quindi conviene lasciarla per gli scatti da ritagliare in un secondo momento.
Di giorno la camera principale offre colori naturali, una buona gamma dinamica e un dettaglio solido, con una leggera morbidezza visibile solo ingrandendo al 100%. I ritratti sono la sua specialità, grazie a un buon riconoscimento dei contorni e a uno sfocato credibile. Il periscopio regala colori coerenti con la principale e un buon equilibrio fra ombre e alte luci.
La sorpresa è la tele-macro. Siccome la grandangolare non ha autofocus, per le riprese ravvicinate il telefono usa la fotocamera 3x, che mette a fuoco a breve distanza e restituisce primi piani di fiori, oggetti e tessuti con una prospettiva più naturale di quella di un ultra grandangolo.
L’anello debole è invece la grandangolare: di giorno i dettagli fini appaiono impastati dall’elaborazione, pur con colori corretti. Di notte la principale lavora molto bene, con poco rumore e alte luci sotto controllo, anche se qualche riflesso compare davanti a sorgenti luminose intense. Tutte e quattro le fotocamere registrano in 4K a 60 fps, con stabilizzazione elettronica sempre attiva che lavora bene anche camminando. Il bitrate in 4K è un po’ contenuto, ma la qualità resta alta, e la codifica HEVC permette di risparmiare spazio.
Connettività: Wi-Fi 7 e doppia eSIM, ma la porta USB-C è lenta
Sul fronte delle reti il Nothing Phone (3) è completo. Supporta il 5G in modalità SA e NSA su entrambe le nano-SIM; inoltre, offre il supporto per due eSIM. Per la connettività locale ci sono il Wi-Fi 7 tri-band, che sfrutta anche la banda a 6 GHz meno congestionata, e il Bluetooth 6.0 con supporto Low Energy. I codec audio comprendono AAC, aptX HD, aptX Adaptive e LDAC, quindi le cuffie wireless di fascia alta possono sfruttare la massima qualità disponibile. L’NFC è presente per i pagamenti contactless.
Il sistema di posizionamento utilizza il GPS a doppia frequenza (L1 e L5), insieme a Galileo, GLONASS, BeiDou, QZSS e NavIC. La dotazione di sensori include accelerometro, giroscopio, magnetometro e sensore di prossimità, ma non il barometro, che alcune app sportive usano per calcolare il dislivello.
Il limite più evidente riguarda la porta USB-C, collegata a un controller USB 2.0 con un tetto teorico di 480 Mbps. Nella copia di file verso un SSD esterno la velocità si ferma intorno a 37 MB/s, e non c’è uscita video per collegare il telefono a un monitor. Per un dispositivo che registra in 4K a 60 fps è una scelta che pesa, perché un minuto di filmato occupa diverse centinaia di megabyte.
Nothing OS tra Glyph Matrix, Essential Key e l’arrivo di Android 17
Il telefono è uscito con Nothing OS 3.5 su base Android 15, a novembre 2025 è salito alla versione 16 con Nothing OS 4.0 e in aprile ha ricevuto la 4.1. La prossima tappa è Nothing OS 5.0 basato su Android 17, in beta pubblica sul Phone (3) da fine agosto e con il rilascio stabile previsto per metà ottobre. Porta il nuovo carattere Geist al posto della scrittura a punti nei testi lunghi, i pannelli separati per notifiche e impostazioni rapide, lo scambio di file con iPhone tramite Quick Share e codice QR e la funzione Essential Apps, che crea piccole applicazioni partendo da una descrizione in linguaggio naturale.
L’interfaccia resta vicina ad Android puro, con poche app preinstallate, icone monocromatiche e una ventina di widget coordinati. La Glyph Matrix sul retro mostra l’orario, il livello di batteria e le notifiche, e ogni suoneria ha un’animazione dedicata che permette di riconoscere chi chiama anche con il telefono silenziato. I Glyph Toys, piccole app per il display posteriore, si scorrono con il Glyph Button e comprendono un orologio digitale, l’indicatore di carica e anche semplici giochi.
La modalità Flip to Glyph è la funzione più sensata. Appoggiando il telefono a faccia in giù si attiva il silenzioso e le notifiche importanti compaiono solo sul retro. La Essential Key apre Essential Space: un tocco breve salva la schermata e permette di aggiungere una nota, mentre tenendola premuta si registra un memo vocale che viene trascritto e riassunto. I contenuti restano sul telefono senza sincronizzazione nel cloud, un vantaggio per la privacy ma un limite se usi più dispositivi.
Con l’aggiornamento di aprile è arrivata anche Essential Voice, una dettatura che elimina intercalari ed esitazioni e trasforma l’elenco dettato in una lista ordinata. Completano il quadro la ricerca universale Essential Search, il riassunto audio delle notizie e l’invio diretto degli screenshot a ChatGPT.
Autonomia e ricarica del Nothing Phone (3)
La batteria ha una capacità di 5.150 mAh, un valore nella media di questa fascia. Con un uso misto fatto di navigazione, social, video, musica e qualche partita, dopo 16 ore resta circa il 45% di carica. La riproduzione continua di video su YouTube in Wi-Fi consuma circa il 15% in tre ore, mentre la navigazione web arriva a circa 18 ore. Un utilizzo intenso con lo schermo sempre acceso si attesta intorno alle 13 ore. La giornata è coperta con margine, e con un uso leggero si può puntare a un giorno e mezzo senza cavo.
Sulla ricarica il telefono accetta fino a 65 W con i caricatori USB Power Delivery dotati di PPS (Programmable Power Supply, il protocollo che regola tensione e corrente in tempo reale) e con Quick Charge 4. In un quarto d’ora si arriva al 30%, in mezz’ora al 65% e la carica completa richiede circa un’ora. La confezione contiene solo il cavo, quindi il caricatore va acquistato a parte.
La ricarica senza fili Qi arriva a 15 W, comoda per i rabbocchi sulla scrivania o sul comodino. Il Phone (3) può anche alimentare altri dispositivi, con 7,5 W via cavo e 5 W in modalità wireless, abbastanza per cuffie e smartwatch.
La Glyph Matrix durante la ricarica mostra la percentuale sul retro e permette di controllarla con un’occhiata senza accendere lo schermo.
Aggiornamenti di sicurezza fino al 2032 e teleobiettivo periscopico 3x
Il Nothing Phone (3) è il telefono che ha portato Nothing nella fascia alta. Al prezzo attuale offre un processore che regge senza fatica giochi e multitasking, una fotocamera principale affidabile anche di notte e soprattutto un periscopio 3x capace di fare da tele e da macro. A questo si aggiunge un ecosistema software curato, con Android 17 in arrivo per primo proprio su questo modello e patch garantite fino al 2032, e una connettività moderna con Wi-Fi 7 e doppia eSIM.
Anche la qualità costruttiva, con vetro, alluminio e certificazione IP68, resta da fascia alta. Chi cerca un Android pulito, longevo e con una personalità precisa trova qui una proposta che merita l’attenzione.

Nothing Phone (3)
- AMOLED LTPS 6,67″
- 12 GB LPDDR5X / 256 GB UFS 4.0
- Gorilla Glass 7i, IP68, HDR10+, Widevine L1
- 5G, Wi-Fi 7, Bluetooth 6.0, NFC
- Glyph Matrix, Glyph Button, Essential Key
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