C’è un pezzo di storia di internet che in pochi ricordano con precisione, ma che quasi tutti hanno incontrato senza saperlo, quello di Comic Chat, il client IRC targato Microsoft che trasformava le chiacchierate testuali in vere e proprie strisce a fumetti.
Nato nel 1995 nei laboratori di Microsoft Research e distribuito a partire dal 1996 insieme a Internet Explorer 3, il software prendeva il testo e lo trasformava automaticamente in vignette, con personaggi illustrati, nuvolette di dialogo ed espressioni facciali coerenti con il tono del messaggio.
Oggi, a distanza di trent’anni, Microsoft decide di rilasciarne il codice sorgente come open source, rendendolo disponibile su GitHub con licenza MIT.
La notizia ha un doppio valore. Da un lato è un gesto di conservazione digitale, perché permette a sviluppatori, storici dell’informatica e appassionati di retrocomputing di studiare da vicino un progetto rimasto per anni chiuso nei server Microsoft. Dall’altro riporta alla ribalta un dettaglio curioso ma non secondario, ovvero che fu proprio Comic Chat a dare a Comic Sans la sua prima vera casa, contribuendo a diffondere quello che sarebbe diventato uno dei font più discussi nella storia dell’informatica personale.
Comic Chat: come funzionava e chi lo ha creato
Dal punto di vista tecnico, Comic Chat non è un semplice rivestimento grafico applicato sopra un client IRC tradizionale.
Il sistema analizza il testo digitato e ne interpreta il contenuto per scegliere in tempo reale la posa, l’espressione del volto e la disposizione dei riquadri nella vignetta. Se la frase esprimeva rabbia, il personaggio corrispondente incrociava le braccia e assumeva un’espressione corrucciata. Invece, se il messaggio era di apprezzamento, il personaggio poteva indicare se stesso con un gesto.

Va precisato che tutto si basa su un sistema di regole scritto a mano. Questo rende il progetto ancora più sorprendente se guardato con gli occhi di oggi, quando strumenti simili verrebbero probabilmente costruiti attorno a un modello generativo.
L’idea nacque da David “DJ” Kurlander, ricercatore del gruppo Virtual Worlds di Microsoft Research, che iniziò a svilupparla nel 1995 utilizzando Visual C++ 4.0 e MFC. Il progetto fu poi formalizzato in un paper presentato al SIGGRAPH del 1996, firmato dallo stesso Kurlander insieme a Tim Skelly e David Salesin, che lo descriveva come un esperimento di costruzione e impaginazione automatica di illustrazioni.
La componente artistica, altrettanto fondamentale, fu affidata a Jim Woodring, autore di fumetti indipendente che disegnò i personaggi dando al software la sua identità visiva così riconoscibile.
Il rilascio open source e il ruolo di Comic Sans
Il rilascio open source non si limita a pubblicare gli snapshot originali del codice. Microsoft ha infatti accompagnato la pubblicazione con alcuni tentativi di modernizzazione realizzati con l’aiuto dell’IA, pensati per far compilare quel codice C++ e MFC degli anni Novanta con gli strumenti attuali di Visual Studio, farlo connettere a server IRC moderni e farlo funzionare in modo leggibile sugli schermi ad alta risoluzione dei PC Windows di oggi.
Microsoft stessa precisa che non si tratta di versioni rifinite pronte all’uso, ma di esempi di lavoro utili a dimostrare che il software può ancora funzionare su sistemi contemporanei. Se ti incuriosisce mettere le mani su un pezzo simile di storia informatica, questa è probabilmente l’occasione giusta per farlo.
Inoltre, non va dimenticato il legame con Comic Sans. Il font, disegnato dal tipografo Microsoft Vincent Connare nel 1994, era stato pensato originariamente per Microsoft Bob, ma venne completato troppo tardi per quel progetto e trovò invece la sua prima applicazione reale proprio in Comic Chat, dove il suo stile informale e simile alla scrittura a mano si sposava naturalmente con le nuvolette di dialogo.
Un’eredità più grande del software stesso
Oggi, Comic Chat resta interessante per ciò che rappresenta come esperimento di comunicazione visiva in un’epoca in cui internet era ancora in gran parte fatta di testo scorrevole.
Il software, poi rinominato Microsoft Chat 2.0, fu localizzato in 24 lingue, distribuito insieme a Windows 98 e infine rimosso a partire da Internet Explorer 6. Tuttavia, quel capitolo anticipava concetti che oggi diamo per scontati, dalle reazioni emotive alle chat visive fino agli avatar animati.
Se ti piace curiosare tra i progetti che hanno segnato il percorso di internet, vale la pena dare un’occhiata al repository, anche solo per capire quanto lavoro artigianale ci fosse dietro un’idea che oggi verrebbe probabilmente relegata a un plugin generato in poche ore.













