Mechabellum è uno strategico auto-battler a turni per PC sviluppato da Game River, studio indipendente cinese fondato nel 2017 e guidato da Wen Youge. L’idea nasce nel 2016 dalle mappe personalizzate di Warcraft III, con debiti dichiarati verso Command & Conquer e StarCraft, e ha richiesto sei anni di lavoro prima di arrivare in accesso anticipato su Steam l’11 maggio 2023, sotto l’etichetta Paradox Arc. La versione 1.0 è uscita il 26 settembre 2024; da marzo 2025, però, la pubblicazione è passata a Dreamhaven, la società fondata da Mike Morhaime, per anni alla guida di Blizzard.
Il cambio di editore non ha rallentato il supporto. Il gioco procede per stagioni trimestrali, e la Stagione 7 ha aggiunto a marzo 2026 la versione nativa per macOS con crossplay, mentre la Stagione 8, a giugno, ha portato il titolo anche sull’Epic Games Store. Manca purtroppo la localizzazione in italiano, un limite da mettere in conto perché le schede delle unità e le tecnologie sono piene di testo.

Il titolo è normalmente in vendita a 14,79€ e per una settimana, a partire da oggi, potrai riscattarlo gratuitamente sull’Epic Games Store e aggiungerlo per sempre alla tua libreria.
Insieme a Mechabellum, sempre a partire da oggi, Epic Games regala anche Astrea: Six-Sided Oracles, un roguelike di deck-building per PC che, invece delle tradizionali carte, utilizza un originale sistema di dadi. Vesti i panni di uno dei sei Oracoli per affrontare combattimenti a turni basati su un inedito doppio sistema di “danno” che contrappone la Purificazione alla Corruzione. L’obiettivo è costruire un pool di dadi abbastanza potente da purificare la corruzione incontrollata che ha invaso il sistema stellare.
Una guerra costruita sulla previsione
Mechabellum non ha una trama né una campagna narrativa. Non ci sono fazioni con una storia alle spalle, personaggi o filmati di raccordo: due eserciti di macchine si affrontano su un campo di battaglia, e il racconto nasce soltanto dalle partite. Sui forum di Steam la richiesta di una modalità storia torna con regolarità, ma l’impostazione di Game River è chiara e coerente con le origini del progetto, che vengono dalle mappe competitive giocate online e non dalle campagne per giocatore singolo.

Negli strategici in tempo reale la vittoria dipende molto dalla velocità delle mani, dalle azioni al minuto e dal controllo delle singole unità. Qui vesti invece i panni di un comandante che decide dove e cosa schierare, poi osserva lo scontro senza poter intervenire. Una volta collocata, un’unità resta dove l’hai messa per tutta la partita, e ogni errore di posizionamento ti accompagna fino alla fine. Di conseguenza il cuore dell’esperienza diventa la lettura dell’avversario, cioè intuire cosa schiererà nel turno successivo e preparare in anticipo la risposta. Un titolo ideale per chi ama gli RTS ma ha pochi APM, e la formula regge proprio su questo equilibrio fra sistema di contromisure e gioco psicologico, più vicino agli scacchi che a StarCraft.
Rifornimenti, contromisure e il peso di ogni schieramento
All’inizio della partita scegli un comandante fra quattro proposte casuali, ognuna con abilità e punti vita diversi. Ogni round ricevi rifornimenti (Supply) da spendere su un roster di oltre trenta unità, che vanno dai Crawler da 100 punti, sciami di ragni meccanici, ai giganti di quarto livello come la War Factory da 800, passando per l’aeronave Overlord. Posizioni le truppe nella tua metà del campo, investi in potenziamenti che valgono per tutte le unità dello stesso tipo e scegli fra quattro carte rinforzo casuali, che offrono bonus passivi, truppe scontate o promozioni di grado. Poi lo scontro parte da solo, e chi perde il round vede calare i propri punti vita in base alle forze nemiche sopravvissute.
Il sistema di contromisure è rigido. Gli Steel Ball con i loro laser sciolgono i corazzati, i Marksman colpiscono da lontano, mentre le tecnologie cambiano il ruolo delle unità, per esempio aggiungendo missili antiaerei alla Fortress o facendo lasciare ai Crawler una pozza d’acido quando vengono distrutti. Puoi usare uno sciame a basso costo come esca per attirare il fuoco dell’artiglieria nemica e aprire un varco, ed è in questi momenti che il gioco dà il meglio. Le modalità comprendono 1v1 classificato, 2v2 cooperativo, uno scontro libero a quattro giocatori, la Sopravvivenza in solitario o in cooperativa e, da dicembre 2025, la Dimensional Rift, che ruota regole speciali chiamate anomalie, oltre ai tornei settimanali.

La curva di apprendimento è ripida, l’offerta per giocatore singolo è modesta, le attese durante lo schieramento degli altri giocatori possono arrivare a oltre un minuto e parte delle tecnologie si sblocca con l’avanzamento nell’albero di ricerca.
Unity, centinaia di mech e un rombo alla Command & Conquer
Mechabellum è costruito sul motore Unity e adotta una visuale dall’alto, inclinata, che puoi ruotare e avvicinare fino a seguire una singola unità da vicino, in modo simile a quanto accade nei Total War. Il design dei mech punta su un’estetica industriale e funzionale, con sagome riconoscibili anche a distanza, e questa leggibilità è decisiva in un gioco in cui devi capire al primo sguardo cosa ha schierato l’avversario. Nelle fasi avanzate, però, lo schermo si riempie di centinaia di unità, raggi laser, missili ed esplosioni, e lo spettacolo è notevole.

Il prezzo di questa scala si vede nei requisiti di sistema. La configurazione consigliata chiede un Core i7 di ottava generazione o un Ryzen 5 5600X, 16 GB di RAM e una RTX 2080 o una RX 6700 XT, valori insolitamente alti per uno strategico. La colonna sonora, rinnovata con la versione 1.0, richiama le sonorità elettroniche e marziali di Command & Conquer e accompagna bene lo scontro, anche se nelle sessioni lunghe tende a ripetersi; gli effetti sonori, invece, aiutano a distinguere i diversi tipi di arma nel caos.
Lo schieramento che non si può correggere
Mechabellum è uno degli strategici competitivi più riusciti degli ultimi anni perché trasforma un vincolo, l’impossibilità di spostare le unità, in una fonte continua di decisioni sensate, e lo fa con regole semplici da capire ma lente da padroneggiare, che premiano la pazienza e lo studio delle partite perse. Ogni round ti chiede di prevedere l’avversario più che di reagire, e le vittorie ottenute leggendo le sue intenzioni danno una soddisfazione rara nel genere.
Se ami gli RTS ma preferisci ragionare piuttosto che cliccare velocemente, o se gli auto-battler ti sono sembrati troppo legati al caso, questo è il titolo da provare; se cerchi una campagna da giocare da solo, guarda altrove.













