A quasi un anno dal debutto, Proton ha rilasciato l’aggiornamento più corposo mai fatto al suo assistente AI: Lumo 2.0. Il chatbot è nato come alternativa a zero-access encryption rispetto a ChatGPT, Gemini e Copilot. Ad oggi ha superato i 10 milioni di persone che lo usano dal lancio; una conferma dell’interesse verso le alternative private ai grandi chatbot.
Sull’Artificial Analysis Intelligence Index, benchmark indipendente che combina dieci valutazioni tra agenti, coding, ragionamento scientifico e conoscenza generale, il modello Lumo 2.0 Lite segna un miglioramento del 127% rispetto alla versione 1.4. Lumo 2.0 Max arriva addirittura al 240%. Secondo l’azienda, questi numeri colmano gran parte del divario percepito rispetto ai modelli di punta di OpenAI e Anthropic.
Nella nuova versione sono tante le funzionalità aggiunte: riconoscimento e generazione di immagini, una modalità di ragionamento avanzato chiamata Thinking, ricerca web con citazione delle fonti, memoria controllata da chi lo usa e la possibilità di creare assistenti personalizzati, i cosiddetti Custom Lumos.
Tutto questo restando fedele alla crittografia end-to-end che rende i dati inaccessibili persino all’azienda stessa.

Lumo 2.0: multimodalità, velocità e ragionamento
La differenza più tangibile rispetto alla versione 1.4 riguarda la gestione delle immagini. Ora si può caricare una foto, uno screenshot o un grafico e chiedere a Lumo di analizzarne il contenuto. Inoltre, si può descrivere a parole cosa si vuole ottenere e lasciare che generi un’immagine da zero. Il prompt può essere modificato fino al risultato desiderato.
È possibile anche partire da uno schizzo grezzo e trasformarlo in un’illustrazione compiuta. In alternativa si possono modificare foto esistenti cambiando sfondi, colori o rimuovendo oggetti indesiderati.
Sul fronte velocità, le risposte sono del 76% più rapide rispetto alla generazione precedente per le query quotidiane. Per i task complessi entra invece in gioco la modalità Thinking. Mostra in tempo reale il ragionamento step-by-step del modello; la modalità avvicina Lumo alle funzionalità di reasoning già viste nel settore.
Anche la ricerca web è stata potenziata. Il chatbot recupera dati aggiornati citando le fonti utilizzate, con l’intento dichiarato di ridurre le allucinazioni. Infine, il contesto è raddoppiato, permettendo conversazioni più lunghe e coerenti e l’analisi di documenti più corposi.

Abbiamo testato il generatore immagini e ci sembra in linea con gli altri modelli come Nano Banana 2. È comunque decisamente inferiore nella creazione di infografiche e nella generazione del testo nelle immagini.
Memoria, progetti e assistenti su misura
Oltre alle capacità cognitive, Lumo 2.0 introduce un sistema di memoria che permette al chatbot di ricordare preferenze, stile di lavoro e contesto tra una sessione e l’altra. Questo evita di dover ripetere le stesse informazioni ogni volta.
Il controllo, però, resta saldamente nelle mani di chi lo usa. Sei tu a decidere cosa Lumo deve trattenere, cosa dimenticare e cosa non deve mai imparare. Questa memoria si integra con Projects, ambienti di lavoro dedicati e crittografati che tengono insieme chat, file e istruzioni per lavori che si estendono su più sessioni.
La vera new entry sono però i Custom Lumos, assistenti personalizzati costruiti attorno a un compito specifico. Si può creare, ad esempio, un correttore di bozze che scrive sempre nel proprio tono di voce; oppure un assistente di ricerca che struttura le risposte secondo un formato prestabilito. Si definiscono le istruzioni una sola volta e il Custom Lumo le applica automaticamente ogni volta, senza doverle ripetere.
Sul fronte business, Proton ha rafforzato Lumo for Business con strumenti di gestione degli accessi pensati per i team IT. Punta così su un tema sempre più sentito nelle aziende, ovvero il rischio che i dipendenti carichino documenti riservati su strumenti AI che li conservano su infrastrutture soggette a giurisdizioni straniere.
A differenza dei modelli big, Lumo ancora non offre un accesso API o proprietà agentiche. Quindi non aspettarti di trovarlo su OpenRouter o di usarlo attraverso un IDE AI. Per ora l’uso è limitato alla chat conversazionale di Proton a questo link, con piani gratuiti (limitati) o a pagamento.
Lumo 2.0, un assistente AI che prova a cambiare le regole del gioco
Lumo 2.0 si presenta con l’obiettivo di colmare il divario prestazionale con i grandi nomi del settore senza rinunciare al modello di privacy che ha reso Proton un marchio di riferimento per email e archiviazione cloud.
L’architettura zero-access encryption, già collaudata su oltre 100 milioni di persone che usano Proton Mail e Proton Drive, viene ora estesa anche alle immagini caricate e generate. Un dettaglio non scontato, considerando quanto sia diffuso, tra i concorrenti, l’uso dei contenuti multimediali per il training dei modelli.
Sul piano dei costi, il pacchetto gratuito copre le funzionalità principali, mentre l’abbonamento Lumo Plus, attorno ai 10-13 dollari al mese a seconda del mercato, sblocca chat illimitate, generazione di immagini avanzata e priorità sui modelli più potenti.













