Da quando Sony ha introdotto nuove misure di DRM che hanno suscitato non poco malcontento nella comunità, il mondo del modding ha risposto con quello che potrebbe essere il progetto più ambizioso degli ultimi anni nel settore console: Linux su PS5. Andy Nguyen, ingegnere della sicurezza, ha reso pubblico il suo lavoro dopo settimane di test avviati a marzo 2026, pubblicando su GitHub sia il codice sorgente che una guida dettagliata per trasformare la PS5 “Phat” in un PC Linux funzionante a tutti gli effetti.
Il punto di partenza tecnico è una vulnerabilità nell’hypervisor della console, ovvero il componente software che gestisce l’isolamento tra il sistema operativo di gioco e l’hardware sottostante. Questa falla consente di bypassare il controllo di Sony e accedere direttamente all’hardware. Il risultato è un sistema che gira su Ubuntu 26.04 Resolute Raccoon con kernel Linux 7, capace di eseguire giochi Steam ed emulatori con buona fluidità.
Tuttavia, non si tratta di un’alternativa permanente alla PS5 originale. L’SSD interno non viene modificato e basta un riavvio per tornare al sistema operativo Sony.
Linux su PS5: cosa gira sotto il cofano
Dal punto di vista hardware, la PlayStation 5 offre una base solida anche per il computing general-purpose: 8 core CPU con 16 thread a 3,5 GHz e una GPU cadenzata a 2,23 GHz, con uscita video HDMI fino a 4K 60 Hz con audio. Il progetto ps5-linux sblocca integralmente queste risorse. Consente l’allocazione dinamica della VRAM, il controllo manuale della ventola e l’attivazione del boost mode tramite semplici strumenti da terminale.
Per avviare Linux su PS5 sono necessari alcuni accessori che la PS5 non include di serie. Servono obbligatoriamente un’unità USB da almeno 64 GB, meglio un SSD esterno per le prestazioni, una tastiera e un mouse USB, oltre a un adattatore per la connettività di rete. Gli accessori sono necessari perché il modulo Wi-Fi e il Bluetooth integrati non dispongono ancora di driver compatibili.
Se possiedi una PS5 con firmware 4.xx puoi anche dedicare un SSD M.2 esclusivamente a Linux. Si guadagna così in velocità e praticità. Tuttavia, devi considerare che quel drive non sarà utilizzabile per i giochi PS5. Per usare il DualSense su Linux, invece, è necessario un dongle Bluetooth esterno, dato che il modulo integrato non è ancora supportato.
Dal punto di vista del software, il progetto è compatibile soltanto con la PS5 “Phat”, non con la versione Slim. Inoltre, richiede firmware compresi tra la versione 3.00 e la 4.51. Le versioni 5.xx potrebbero essere supportate in futuro, ma con limitazioni legate all’esecuzione dentro una macchina virtuale.
Il processo di installazione di Linux su PS5
Il processo per avviare Linux su PS5 non è immediato. Ci sono tre fasi principali: costruire l’immagine Linux, installarla su USB e poi eseguire il jailbreak per caricare il payload.
La prima fase si svolge su un altro computer, tra Windows, Linux o macOS, clonando il repository ps5-linux-image e compilando l’immagine Ubuntu con uno script dedicato. L’immagine risultante va poi scritta sull’unità USB tramite dd su Linux/macOS oppure con Balena Etcher su Windows.
La fase più delicata è quella del jailbreak vero e proprio. Bisogna configurare un server DNS fasullo che reindirizzi il dominio dei manuali PlayStation verso il proprio PC, far girare un server HTTPS locale e poi raggiungere la pagina del manuale dalla PS5 per eseguire l’exploit. Una volta iniettato il payload tramite socat, la console entra in rest mode e al successivo avvio dovrebbe caricare Linux anziché il sistema operativo Sony. Se il LED diventa bianco, l’operazione è riuscita.
Ogni volta che si avvia Linux, questa procedura di exploit dovrà essere ripetuta. Non esiste un dual-boot tradizionale e la modalità standby non è supportata. Per chi è a proprio agio con terminali e reti locali, la documentazione su GitHub è sufficientemente dettagliata da guidare il processo senza troppi intoppi.
Un esperimento per appassionati
PS5-Linux è, a tutti gli effetti, uno dei progetti di homebrew più solidi mai visti su una console Sony. Offre un sistema pienamente fruibile, con supporto a Steam, emulatori, controllo termico e persino contributi upstream al kernel Linux.

Ci sono però anche limiti da considerare: nessun Wi-Fi o Bluetooth nativi, nessun standby, refresh rate bloccato a 60 Hz, possibili problemi di compatibilità con certi monitor e la necessità di ri-eseguire l’exploit a ogni avvio.
Inoltre, il supporto è limitato alle sole versioni firmware 3.xx e 4.xx. Per aggiornamenti recenti della PS5, è molto probabile che non ci sia la compatibilità. Le versioni 6.xx e superiori non saranno mai supportate.
Il progetto è pensato per chi vuole sperimentare e contribuire, non per chi cerca una soluzione plug-and-play. Se sei uno sviluppatore, un appassionato di Linux o semplicemente curioso di spingere l’hardware di Sony oltre i suoi limiti originali, ps5-linux merita attenzione. Per tutti gli altri, la PS5 rimane una console da gaming.
I prezzi di tutti i prodotti presenti in questo articolo sono stati presi al momento della scrittura. Se apprezzi le recensioni e i consigli che trovi sul nostro blog, ti invitiamo a utilizzare i link Amazon presenti in questa pagina. Così facendo, ci aiuti a guadagnare piccole commissioni incluse nel prezzo per sostenere il nostro lavoro e continuare a offrirti contenuti utili e informativi.













