OpenAI ha lanciato Codex app per macOS, un’applicazione desktop pensata per trasformare il modo in cui gli sviluppatori lavorano con gli agenti AI. A differenza della classica interfaccia di ChatGPT, questa nuova soluzione si concentra esclusivamente sulla programmazione e funziona come centro di comando per gestire più agenti contemporaneamente.
L’annuncio arriva in un momento particolarmente competitivo: Anthropic ha raggiunto 1 miliardo di dollari di fatturato annualizzato con Claude Code in soli sei mesi, dimostrando quanto sia redditizio il segmento del coding. Il nuovo strumento permette di orchestrare team di agenti che lavorano su progetti complessi, ciascuno isolato nel proprio ambiente per evitare conflitti.
Secondo il CEO Sam Altman, il modello GPT-5.2-Codex ha superato una soglia di utilità tale da rendere necessaria un’interfaccia dedicata. Oltre un milione di sviluppatori ha utilizzato Codex nell’ultimo mese, con un raddoppio dell’uso generale dal lancio di GPT-5.2-Codex a metà dicembre. Per incentivare ulteriormente i test, OpenAI offre temporaneamente Codex anche agli abbonati Free e Go, raddoppiando i limiti d’uso per i piani a pagamento.
Come è avvenuto anche con il Browser Atlas di OpenAI, anche la Codex app è per ora un’esclusiva Apple. Gli sviluppatori che lavorano su macOS rappresentano il target primario di OpenAI. Secondo varie survey del settore, oltre il 50% degli sviluppatori professionali in aziende tech usa il Mac come macchina principale. Se OpenAI vuole competere con Anthropic, deve penetrare velocemente nella base utenti che genera più fatturato. Gli early adopter su Mac sono anche quelli più inclini a pagare abbonamenti premium come ChatGPT Pro (200 dollari/mese), rendendo questo segmento immediatamente redditizio.
Agenti paralleli e worktree: l’AI diventa un team
Il cuore di Codex è la capacità di gestire attività parallele attraverso thread separati organizzati per progetto. Ogni agente lavora in un ambiente isolato grazie al supporto integrato dei worktree Git.
Mentre un agente sviluppa una funzionalità, puoi verificare le modifiche localmente oppure lasciarlo procedere autonomamente senza toccare lo stato del tuo repository. L’interfaccia consente di rivedere i cambiamenti direttamente nel thread, commentare le differenze e aprire il codice nel tuo editor preferito per interventi manuali.
OpenAI ha dimostrato le potenzialità del sistema con la creazione di Voxel Velocity, un gioco di corse 3D completo. Partendo da un singolo prompt, Codex ha consumato oltre 7 milioni di token assumendo i ruoli di designer, sviluppatore e tester QA. Il risultato include otto tracciati giocabili, comportamenti AI per gli avversari, power-up attivabili e meccaniche di drifting, il tutto generato autonomamente. L’app importa automaticamente la cronologia delle sessioni e le configurazioni da Codex CLI e dalle estensioni IDE, garantendo continuità nel flusso di lavoro senza bisogno di riconfigurazioni.
Skills e automazioni: l’AI che va oltre il codice
Le skills rappresentano una delle innovazioni più interessanti di Codex app. Si tratta di bundle che combinano istruzioni, risorse e script per estendere le capacità dell’agente ben oltre la scrittura di codice. Puoi chiedere esplicitamente a Codex di utilizzare skill specifiche oppure lasciare che le selezioni automaticamente in base al contesto.
La libreria include integrazioni con strumenti popolari: Figma per tradurre design in codice production-ready con parità visiva 1:1, Linear per gestire bug e rilasci, piattaforme cloud come Cloudflare, Netlify, Render e Vercel per i deployment. C’è anche una skill di generazione immagini basata su GPT Image, utile per creare asset grafici, mockup UI e risorse per videogiochi.
OpenAI ha sviluppato internamente centinaia di skills per delegare a Codex compiti difficili da definire manualmente, dalla valutazione di esperimenti di crescita alla redazione di documentazione tecnica. Le automazioni portano il concetto ancora più avanti: combinando skills con istruzioni programmate, Codex può lavorare in background secondo una schedulazione definita.
I risultati finiscono in una coda di revisione, permettendoti di intervenire solo quando necessario. Internamente, OpenAI usa le automazioni per gestire attività ripetitive come triage giornaliero delle issue, riassunti dei fallimenti CI e report di rilascio quotidiani.
Claude Code Desktop vs Codex app: strategie diverse, capacità simili
Entrambe le piattaforme offrono gestione multi-agente con worktree isolation, sessioni parallele e diff viewer integrato, ma differiscono profondamente nell’approccio. Codex app di OpenAI è un prodotto standalone dedicato esclusivamente al coding, disponibile solo su macOS con Windows in arrivo. Include una libreria di skills preconfezionate per integrazioni plug-and-play con Figma, Linear, Vercel, Netlify e generazione immagini tramite GPT Image. Le automazioni schedulano task in background con risultati in coda di revisione.
Claude Code di Anthropic è integrato nell’app Claude Desktop come tab dedicata, disponibile da subito su Windows, macOS e Linux. Non ha skills preconfezionate ma usa MCP (Model Context Protocol) e plugin personalizzabili, più flessibili ma meno immediati. Include Cowork, una modalità per non-sviluppatori che applica le stesse capacità agentiche a ricerca, documenti e organizzazione file. Entrambe supportano sessioni remote che continuano nel cloud a computer spento.
La differenza chiave: OpenAI segmenta il mercato con app separate Mac-first e integrazioni ready-to-use; Anthropic preferisce un ecosistema unificato multipiattaforma con configurazione manuale più granulare. Il risultato pratico è simile, ma l’accessibilità immediata per utenti non-Mac premia Claude.
In definitiva, la scelta dipende dal tuo stile di lavoro: se preferisci mantenere il controllo granulare e un’esperienza di coding tradizionale potenziata, Claude Code è la soluzione più equilibrata. Se invece vuoi sperimentare con delegazione massiva, agenti paralleli e automazioni che lavorano mentre dormi, Codex app rappresenta il futuro più radicale (e rischioso) della programmazione assistita da AI.
Sicurezza, disponibilità e il futuro della programmazione assistita
Il modello di sicurezza di Codex app si basa su sandboxing nativo configurabile a livello di sistema. Per impostazione predefinita, gli agenti possono modificare solo i file nella cartella o nel branch assegnato, utilizzando la ricerca web in cache e richiedendo permessi espliciti per comandi che necessitano accesso alla rete o privilegi elevati. Puoi configurare regole per progetto o team che autorizzano automaticamente determinati comandi, bilanciando automazione e controllo.
L’app è attualmente disponibile solo per macOS con chip Apple Silicon, ma OpenAI ha confermato che una versione Windows è in roadmap. L’azienda sta lavorando anche su trigger basati su cloud per le automazioni, consentendo a Codex di operare continuamente in background anche quando il computer è spento.
Mentre Codex democratizza lo sviluppo software permettendo a non esperti di costruire applicazioni complesse, solleva anche interrogativi sul ruolo futuro degli sviluppatori professionisti in un panorama dove l’AI non assiste più soltanto, ma collabora attivamente come membro del team e, in alcuni casi, lavora anche in completa autonomia.











