Ogni disco pieno racconta la stessa storia, ovvero anni di foto scaricate due volte, cartelle “Nuova cartella (2)” mai riordinate, video di WhatsApp salvati in tre posti diversi e download dimenticati. Czkawka è lo strumento open source che affronta questo disordine, e lo fa gratis, senza pubblicità né telemetria e lavorando interamente in locale.
Scritto in Rust dallo sviluppatore polacco Rafał Mikrut, conosciuto in rete come Qarmin, trova file duplicati, immagini simili, video doppi, cartelle vuote e file danneggiati su Windows, macOS e Linux. La versione 12.0, uscita il 28 giugno 2026, segna però un cambio, perché è l’ultima con la storica interfaccia GTK. Il testimone passa a Krokiet, la nuova interfaccia scritta con il framework Slint, che ormai offre più strumenti del programma originale, e nello stesso momento debutta Cedinia, un’app per Android costruita sullo stesso motore.
In questo articolo guida vediamo cosa sa trovare, come installarlo sui tre sistemi operativi, come funziona il nuovo confronto immagini e cosa aspettarsi dalla versione per smartphone. Un’avvertenza prima di iniziare: qui si parla di un programma che cancella file, quindi ti conviene leggere anche i consigli sulle impostazioni sicure prima di iniziare.
Da Czkawka a Krokiet, un cambio di motore
Per capire la 12.0 serve un minimo di contesto. Czkawka è nato nel 2020 con un’interfaccia basata su GTK, il toolkit grafico del mondo GNOME, che su Linux funziona bene ma su Windows e macOS si è sempre comportato da ospite maldestro. Negli anni lo sviluppatore ha accumulato segnalazioni impossibili da riprodurre, tra cui finestre che diventavano quasi trasparenti e crash causati da un semplice incolla dagli appunti su certe versioni di Windows.
A un certo punto, per sua stessa ammissione, si è arreso. Invece di combattere con GTK ha ricominciato da capo con Slint, un framework di interfacce nato in casa Rust e pensato fin dall’inizio per funzionare allo stesso modo su tutti i sistemi operativi. Così due anni fa è nato Krokiet, che all’inizio era una versione ridotta del programma principale.
Oggi la situazione si è capovolta, dato che Krokiet offre più funzioni di quante la versione GTK ne abbia mai avute. Di conseguenza la 12.0 è stata annunciata come l’ultima release dell’interfaccia storica, e chi la scarica trova già i binari di Krokiet infilati nello stesso pacchetto, un modo gentile per accompagnare tutti verso il successore.
Una nota sui nomi, che sono parte del fascino del progetto. Czkawka significa singhiozzo in polacco, Krokiet vuol dire crocchetta, e lo sviluppatore rivendica la tradizione di scegliere nomi che non aiutano in alcun modo a capire cosa faccia il software. Sotto il cofano, comunque, gira lo stesso motore condiviso, distribuito con licenze libere MIT e GPL, senza pubblicità e senza che il programma acceda mai a internet.
Doppioni, foto simili e file rotti
Il cuore del programma è la ricerca dei duplicati, che confronta il contenuto dei file, non il nome. Due foto identiche chiamate IMG_001.jpg e vacanze_mare.jpg vengono riconosciute come lo stesso file, perché il programma ne calcola l’impronta digitale (l’hash) e la confronta. La 12.0 ha reso questa fase più intelligente: oltre ai primi 4 KB di ogni file ora vengono letti anche gli ultimi 4 KB, un controllo preliminare che riduce del 15-20% i file da confrontare per intero e accorcia le scansioni sui dischi grandi.

La funzione che uso di più, però, è la ricerca delle immagini simili. Qui non si cercano copie identiche ma foto quasi uguali, come la raffica di dieci scatti della stessa scena o la versione compressa inviata in chat accanto all’originale. Dalla 12.0 il programma riconosce anche le immagini specchiate o capovolte, un caso più frequente di quanto si pensi con gli screenshot e le foto ritoccate.
Lo stesso principio vale per i video, dove il nuovo motore di confronto similario_core riduce i falsi positivi del vecchio sistema, che analizzava solo i primi 30 secondi di ogni filmato. In alternativa puoi confrontare i video attraverso la sola traccia audio, un metodo più leggero per il processore anche se meno preciso con le scene mute.
Il resto del catalogo è lungo. C’è la ricerca di brani musicali doppi (per tag o per contenuto sonoro), di cartelle vuote, di file vuoti, compresi quelli che contengono solo byte zero e sono spazzatura mascherata. C’è poi il controllo dei file danneggiati, che nella 12.0 si estende a font TTF e OTF, archivi 7z, zip, tar e formati di configurazione come JSON e XML, con due modalità per i video: quella rapida legge solo le intestazioni con ffprobe, quella lenta decodifica tutto con ffmpeg e scova le corruzioni interne. Completano il quadro il pulitore di metadati EXIF e l’ottimizzatore video, che ora include una riduzione del rumore capace di far dimagrire parecchio i filmati girati in poca luce.
Installazione su Windows, macOS e Linux
La via più semplice passa dalla pagina delle release su GitHub, dove trovi i binari per tutti i sistemi. Su Windows a 64 bit il file consigliato è windows_krokiet_on_linux.exe, che nonostante il nome è un normale eseguibile per Windows compilato su Linux, non richiede il runtime di Microsoft Visual C++ e parte senza installazione. Se preferisci la build nativa, windows_krokiet_on_windows_skia_opengl.exe è l’alternativa più collaudata, mentre l’archivio windows_krokiet_on_windows_all_backends.zip include tutti i backend grafici con gli script per provarli in caso di problemi di visualizzazione. In alternativa esiste il pacchetto winget, mantenuto dalla community e riferito alla versione classica:
winget install qarmin.czkawka.gui
Su macOS il pacchetto arriva da Homebrew, anche questo curato dalla community:
brew install --cask czkawka
Su Linux i binari pronti coprono Ubuntu 22.04 e successive, e dalla 12.0 il progetto include script che installano da soli le dipendenze per apt, dnf, pacman e zypper. Vale la pena sapere che il pacchetto Flatpak non riceve più aggiornamenti, perché lo sviluppatore ha rinunciato a mantenerlo in attesa che qualcuno della community se ne prenda cura. Le build Linux complete supportano ora anche il formato AVIF, a patto di avere le librerie libavif e libdav1d installate.
Prima della prima scansione, due accorgimenti che ti eviteranno dispiaceri. Apri le impostazioni e verifica che la cancellazione sposti i file nel cestino invece di eliminarli subito, così ogni scelta resta reversibile. Poi imposta le cartelle di riferimento, una funzione preziosa che dice al programma “questa cartella non si tocca“. Se ad esempio confronti l’archivio fotografico ordinato con il caos della cartella Download, marchi il primo come riferimento e il programma proporrà di cancellare solo i doppioni del secondo. Per chi preferisce il terminale esiste infine czkawka_cli, la versione a riga di comando dello stesso motore, comoda per automatizzare pulizie ricorrenti.
Il confronto immagini e le altre novità della 12.0
La novità che più mi ha convinto della 12.0 è lo strumento di confronto immagini, l’ultima funzione che mancava a Krokiet rispetto alla vecchia interfaccia. Dopo una scansione di foto simili, il dubbio è sempre lo stesso, cioè quale delle due tenere. Invece di aprire i file uno alla volta nel visualizzatore di sistema, ora selezioni la coppia e la esamini in una vista dedicata, che mostra anche risoluzione e metadati di ciascuna foto. Le modalità di confronto sono quattro:
- Normale. Le due immagini affiancate, la classica vista fianco a fianco.
- Diff. Una mappa in bianco e nero dove le zone identiche restano nere e le differenze si accendono in grigio o bianco, utile per scovare ritocchi minimi.
- Overlay. Le due foto sovrapposte, con un cursore che regola la trasparenza.
- Split. Le immagini sovrapposte e divise da una linea verticale da trascinare, come nei confronti prima e dopo.
Nella pratica la modalità Diff è quella che risolve i casi difficili. Se due scatti sembrano identici ma uno pesa il doppio, il confronto rivela subito se la differenza sta nella compressione o in un dettaglio, e a quel punto la scelta su cosa cancellare diventa facile.
La seconda aggiunta molto richiesta è il menu contestuale. Con un clic destro su un risultato ora puoi escludere quel singolo file dalla scansione oppure ignorare l’intera cartella che lo contiene, una manna nelle scansioni con migliaia di risultati dove qualche zona del disco va semplicemente lasciata in pace. Completano la lista i colori dell’interfaccia che si adattano al tema di sistema, chiaro o scuro, e la possibilità di verificare i file danneggiati con più validatori in un colpo solo.
Cedinia porta le pulizie su Android
La sorpresa della 12.0 è che il motore di Czkawka arriva sul telefono. Cedinia è una nuova app per Android scritta anche lei in Rust con interfaccia Slint, e porta sul cellulare quasi tutto il repertorio del fratello desktop, tra cui duplicati, file e cartelle vuote, immagini simili e confronto audio. Il nome, per la cronaca, viene dalla battaglia di Cedynia del 972, a conferma che la coerenza nelle scelte battesimali non abita qui.
Il contesto in cui nasce merita una riflessione. Le app di pulizia per Android sono un territorio pieno di trappole, con versioni gratuite castrate, abbonamenti sproporzionati e permessi invasivi. Cedinia è invece un’alternativa open source, gratuita e senza pubblicità.
La ricerca di video simili manca, perché su Android non esiste un ffmpeg di sistema su cui appoggiarsi, e i formati di immagine supportati sono meno numerosi che su desktop. Le scansioni pesanti, inoltre, richiedono più pazienza, dato che un telefono si scalda e rallenta dove un PC non batte ciglio.
L’app si scarica solo come APK dalla pagina GitHub del progetto, perché F-Droid non accetta applicazioni contenenti codice generato con l’aiuto dell’AI, come una parte del livello di integrazione Android di Cedinia, e la trafila del Play Store è per ora rimandata. Installala quindi solo dal repository ufficiale, verifica la fonte prima di abilitare l’installazione da origini sconosciute e considerala per quello che è, ovvero una prima versione promettente testata finora su pochi dispositivi.
Krokiet: conclusione
La categoria dei “pulitori” ha una pessima reputazione, costruita da anni di software per Windows che promettono miracoli, installano barre degli strumenti e chiedono un abbonamento per cancellare quello che il sistema cancellerebbe da solo. Krokiet sta all’estremo opposto, perché è gratuito, open source, non tocca la rete e ti mostra esattamente cosa ha trovato e perché, lasciando a te l’ultima parola su ogni file. Il prezzo da pagare è un’interfaccia funzionale ma spartana, che non ti prende per mano come un prodotto commerciale, e qualche termine tecnico da digerire alla prima apertura.
Il mio consiglio per iniziare è un percorso in due tappe. Prima una scansione dei duplicati sulla cartella Download, che è quasi sempre il punto più affollato e il meno rischioso, poi una passata di immagini simili sull’archivio fotografico, con calma e con il confronto Diff a portata di clic. Se poi le foto le gestisci con un servizio self-hosted come Immich, una pulizia con Krokiet prima del caricamento evita di archiviare doppioni per sempre.
La 12.0 chiude un capitolo, quello di GTK, e lo fa nel modo giusto, con un successore già più capace dell’originale e un esperimento coraggioso su Android. Per un progetto portato avanti da una persona sola nel tempo libero, è una maturità che molti software commerciali possono solo invidiare.













