Il marchio Spectre è uscito di scena nel 2024, e da allora il ruolo di ammiraglia consumer di HP spetta alla linea OmniBook Ultra, anche se la prima generazione, basata sul Ryzen AI 9 HX 375, somigliava più a un esercizio di potenza che a un ultraportatile rifinito. Pesava 1,57 kg, superava i 16 millimetri di spessore e montava un IPS da 2240 x 1400 pixel fermo a 60 Hz, un pannello che stonava su una macchina di quella fascia.
Il modello 2026, siglato 14-kd, riparte da zero con un telaio più compatto, un OLED 3K a 120 Hz di serie su tutte le varianti x86 e la piattaforma Panther Lake, la prima che Intel produce con il proprio processo 18A. La configurazione distribuita in Italia, la 14-kd0005slx, abbina il Core Ultra 7 356H a 32 GB di memoria e a un SSD da 1 TB, e su Amazon costa 1.549,99 euro contro un listino di 1.799,99.
Per avere un termine di paragone, un Dell XPS 14 con Core Ultra X7 358H supera i tremila euro, mentre il rivale professionale di ASUS resta sopra i duemilaquattrocento. Chi studia, scrive o lavora in mobilità tutto il giorno trova qui uno schermo di qualità senza dover caricare nello zaino un chilo e mezzo.
Alluminio sabbiato e un profilo a cuneo da 10,7 mm
Il telaio è in alluminio con finitura sabbiata, nella tinta Eclipse Gray per il mercato italiano, e i fianchi sono rettificati a specchio, un dettaglio che richiama gli smartphone di fascia alta più che i classici notebook. Sulla bilancia il corpo pesa circa 1.285 grammi, una manciata oltre il dato di targa di 1,27 kg, mentre l’alimentatore aggiunge appena 168 g. L’ingombro è di 311 x 215 mm, quindi l’impronta ricorda quella di un 13 pollici abbondante.

Lo spessore merita una precisazione. I 10,7 millimetri indicati in scheda sono il valore massimo, dato che il profilo si assottiglia fino a 7,3 mm verso i bordi, e proprio questo effetto cuneo fa apparire il portatile più sottile di quanto sia nella parte posteriore. La scocca non flette sotto pressione e la certificazione MIL-STD-810H copre urti e vibrazioni del pendolarismo. La cerniera, tuttavia, si ferma intorno ai 135 gradi, poco se usi spesso il portatile sulle ginocchia.
La tastiera ha un passo di circa 18,9 mm e una corsa di 1,3-1,4 mm, con tasti dagli spigoli smussati che spezzano la superficie piatta. La retroilluminazione è uniforme, ma la battuta risulta un po’ spugnosa e meno definita rispetto alla generazione precedente. Il touchpad aptico, cioè privo di click meccanico e animato da un motorino vibrante, misura 138 x 88 mm ed è preciso.
Display OLED 2880 x 1800 pixel da 14″
Il pannello è un OLED Samsung da 14 pollici a 2880 x 1800 pixel in formato 16:10, con densità di 243 ppi e refresh variabile (VRR) fino a 120 Hz. È sensibile al tocco e protetto da vetro Gorilla Glass 3, mentre la copertura cromatica raggiunge il 100% del DCI-P3 e circa il 92-94% dell’Adobe RGB, con un errore medio di colore (Delta E) vicino a 1,8 già in uscita di fabbrica.

Il contrasto è quello tipico della tecnologia, con neri assoluti e tempi di risposta sotto il millisecondo. HP dichiara 500 nit di luminosità in SDR, mentre le misurazioni lo collocano a circa 480 nit, valore comunque buono per un OLED. In HDR il picco sale invece intorno a 1100 nit.
Il trattamento superficiale viene definito semilucido, ma nella pratica riflette abbastanza, e all’aperto o davanti a una finestra la lettura diventa faticosa.
Sedici core Panther Lake e una grafica a quattro Xe3
Il Core Ultra 7 356H appartiene alla serie 3 di Intel e unisce tre tipi di core, ovvero 4 Performance Cougar Cove fino a 4,7 GHz, 8 core efficienti Darkmont e 4 a basso consumo, per un totale di 16 core e 16 thread con 18 MB di cache L3. HP ha scelto di privilegiare temperature e silenzio. Il limite di potenza sostenuto, detto PL1, si colloca intorno ai 26 W, con picchi di pochi secondi (PL2) fino a 43 W, molto lontano dagli 80 watt teorici del chip.
Le versioni Core Ultra X7 e X9 integrano la GPU Arc B390 con 12 core Xe3, mentre il 356H si ferma a 4 core Xe3. L’architettura è identica, con ray tracing e supporto a XeSS (una tecnica di upscaling basata su reti neurali), ma le unità di calcolo sono un terzo. Di conseguenza il 356H è un processore per produttività, sviluppo software e fotoritocco, non una piattaforma da gioco per titoli AAA.
La NPU, ovvero il blocco dedicato ai carichi di intelligenza artificiale, dichiara 50 TOPS (migliaia di miliardi di operazioni al secondo), abbastanza per la certificazione Copilot+ PC e per funzioni come la sfocatura dello sfondo in videochiamata, i sottotitoli in tempo reale. Il sistema operativo è Windows 11 Home. L’architettura x86 garantisce compatibilità piena con driver di stampanti, software gestionali e giochi datati, a differenza delle versioni Snapdragon X2 della stessa gamma, che in molte situazioni devono ricorrere ancora all’emulazione.
32 GB a 9523 MT/s e un SSD PCIe 5.0 sostituibile
La memoria è di tipo LPDDR5x a 9523 MT/s in dual channel, saldata sulla scheda madre e quindi non espandibile. Nella configurazione italiana i 32 GB sono di serie, e la cosa cambia l’equilibrio del prodotto, perché la grafica integrata attinge alla stessa RAM e con 16 GB, il margine per browser, macchine virtuali e cataloghi fotografici si esaurirebbe presto. Con 32 GB puoi tenere aperti un ambiente di sviluppo, qualche container e decine di schede senza che Windows ricorra al file di paging.
Lo storage è un SSD NVMe PCIe 5.0 da 1 TB nel formato standard M.2 2280, e questo significa che in futuro potrai sostituirlo con un’unità più capiente. L’SSD montato su questa serie supera i 9.000 MB/s in lettura sequenziale e si aggira sugli 8.900 MB/s in scrittura, mentre l’avvio completo di Windows richiede circa 15 secondi.
Nella pratica il vantaggio rispetto a un buon PCIe 4.0 emerge nella copia di archivi molto grandi, nel caricamento di dataset e nella cache del montaggio video, mentre in ufficio la reattività resta la stessa.
Tre Thunderbolt 4 e nessuna USB-A
La dotazione di porte è essenziale. Ci sono tre Thunderbolt 4 a 40 Gbps, una sul lato sinistro e due sul destro, tutte con DisplayPort 2.1, USB Power Delivery 3.1 e ricarica, più un jack combo da 3,5 mm. Mancano USB-A, HDMI e lettore di schede.

Rispetto al predecessore, che offriva due Thunderbolt e una USB-A, HP ha guadagnato una Type-C. Avere porte su entrambi i lati è comodo per la ricarica, perché il cavo può arrivare da qualsiasi direzione, ma per collegare mouse con ricevitore, chiavette e proiettori nelle aule serve un piccolo hub USB-C con HDMI e USB-A, oppure una docking station Thunderbolt se lavori alla scrivania con monitor esterni.

Sul fronte wireless c’è la scheda Intel Wi-Fi 7 BE211 con canali a 320 MHz, affiancata dal Bluetooth 6.0. La webcam da 5 megapixel registra a 1440p, ha un sensore a infrarossi per Windows Hello e un selettore di privacy, e il riconoscimento del volto funziona bene anche in penombra. I quattro altoparlanti Poly Studio con DTS:X Ultra offrono voce chiara e volume abbondante per la categoria.
Settanta wattora e una CPU tenuta a briglia corta

La batteria da 70 Wh è tra le più capienti nei 14 pollici di questo peso, e l’efficienza di Panther Lake fa il resto. In un ciclo da ufficio leggero, con luminosità media e Wi-Fi attivo, l’autonomia supera le 20 ore, mentre la riproduzione video locale va oltre le 18. Con carichi più impegnativi, come videochiamate con condivisione dello schermo o la timeline di un programma di montaggio, scende a 7-8 ore, un risultato che resta ottimo per la categoria. L’alimentatore al nitruro di gallio (GaN) da 65 W ha la spina pieghevole e riporta la batteria a metà in circa 45 minuti.
HP ha scelto di privilegiare temperature e silenzio, e per questo il processore resta lontano dal suo tetto teorico. Sotto carico prolungato il limite, detto PL1, si ferma intorno ai 26 W, mentre i picchi di pochi secondi (PL2) arrivano a 43 W. Il comportamento cambia poi con il profilo energetico: in Smart Sense, quello predefinito, la CPU si assesta sui 20 W a circa 65 °C, in Performance sale a 30 W e a 75-80 °C.
Il raffreddamento usa due ventole e heat pipe, e durante la navigazione o con il sistema inattivo resta praticamente inudibile. Sotto carico i giri salgono piuttosto in fretta, anche se la tastiera non scotta e il poggiapolsi rimane fresco. A pieno regime la superficie superiore tocca 35 °C e il fondo circa 40, valori gestibili anche sulle gambe, mentre a riposo il consumo scende ad appena 3 W.
Prestazioni vicine a X9 nel lavoro quotidiano
In Cinebench 2024 il 356H totalizza 876 punti in multi core e 122 in single core, mentre nella più recente versione 2026 si ferma a 3.608 e 498. Il confronto più utile è con la variante X9 388H dello stesso portatile, che con il profilo Performance arriva a 934, quindi la differenza sulla CPU resta sotto il 7% a fronte di un prezzo molto più alto. Rispetto al Ryzen AI 9 HX 375 dell’edizione 2024, invece, il risultato sul carico parallelo è leggermente inferiore, mentre sul singolo thread cresce di circa il 7%. In Geekbench 6 il punteggio multi core si aggira sui 16.000.
Sul piano grafico, in 3DMark Steel Nomad Light la GPU a quattro core Xe3 ottiene 2.485 punti, meno della metà dei 5.768 della Arc B390. In termini pratici, titoli competitivi e indie girano a 1080p con dettagli bassi e l’aiuto di XeSS, ma i titoli tripla A recenti restano fuori portata. Per gestire due monitor esterni, decodificare AV1 e montare clip 4K con accelerazione hardware la potenza invece non manca.
Nell’uso quotidiano il portatile è reattivo e veloce, e la scelta di contenere i watt produce prestazioni quasi identiche a batteria. Se compili codice, lavori in Lightroom o gestisci fogli di calcolo pesanti, il 356H basta e avanza; se vuoi giocare a titoli in tripla A, la versione con Arc B390 costa troppo e conviene guardare a un portatile con GPU dedicata.
Specifiche tecniche dell’OmniBook Ultra 14-kd0005slx
| Componente | Specifica |
|---|---|
| Modello | HP OmniBook Ultra 14-kd0005slx (codice D93R1EA) |
| Processore | Intel Core Ultra 7 356H, 16 core (4P + 8E + 4LPE), 16 thread, fino a 4,7 GHz |
| Processo produttivo | Intel 18A (Panther Lake) |
| Cache | 18 MB L3 |
| Potenza CPU | 25 W base, PL1 circa 26 W e PL2 43 W nella taratura HP |
| GPU | Intel Graphics integrata, 4 core Xe3 |
| NPU | 50 TOPS, Copilot+ PC |
| Memoria | 32 GB LPDDR5x a 9523 MT/s dual channel, saldata |
| Storage | SSD NVMe PCIe 5.0 da 1 TB, formato M.2 2280 |
| Display | OLED 14″ 16:10, 2880 x 1800, VRR fino a 120 Hz, touch, Gorilla Glass 3, 100% DCI-P3, 500 nit SDR dichiarati, 1100 nit HDR, PWM a circa 927 Hz |
| Porte | 3x Thunderbolt 4 40 Gbps (DisplayPort 2.1, PD 3.1), jack 3,5 mm |
| Rete | Intel Wi-Fi 7 BE211 a 320 MHz, Bluetooth 6.0 |
| Webcam | 5 MP con IR per Windows Hello e selettore di privacy |
| Audio | 4 altoparlanti Poly Studio, DTS:X Ultra |
| Tastiera | Retroilluminata, passo 18,9 mm, corsa 1,3-1,4 mm |
| Touchpad | Aptico, 138 x 88 mm |
| Raffreddamento | 2 ventole con heat pipe |
| Batteria | 70 Wh, alimentatore GaN USB-C da 65 W |
| Dimensioni | 311 x 215 x 7,3-10,7 mm |
| Peso | 1,27 kg dichiarati, 1,28-1,29 kg misurati |
| Scocca | Alluminio, certificazione MIL-STD-810H |
| Sistema operativo | Windows 11 Home |
Una valida alternativa al MacBook
L’OmniBook Ultra 14 nella versione 14-kd0005slx è un ultraportatile da 1,28 kg che mette insieme schermo OLED 3K a 120 Hz, 32 GB di memoria, SSD PCIe 5.0 sostituibile, tre Thunderbolt 4 e un’autonomia capace di coprire due giornate in mobilità. A 1.549,99 euro costa centinaia di euro meno dei rivali con Panther Lake e telaio di pari qualità, e il 356H, nel lavoro di tutti i giorni, resta vicino alla variante X9 388H. È la configurazione più equilibrata della gamma.
Se sei uno studente che si sposta tra aule e biblioteca, un professionista che scrive, programma o segue clienti in trasferta, o un fotografo amatoriale che vuole colori fedeli anche in viaggio, qui trovi più di quanto la cifra lasci immaginare. Chi lavora spesso sotto il sole o cerca prestazioni da gioco, al contrario, farà meglio a orientarsi verso un pannello opaco e una scheda grafica dedicata, accettando qualche etto e molti euro in più.

OmniBook Ultra 14
- OLED 14″ 16:10, 2880 x 1800, 120 Hz
- Intel Core Ultra 7 356H
- RAM 32 GB LPDDR5x a 9523 MT/s
- Storage SSD NVMe PCIe 5.0 da 1 TB
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