Con il tablet Honor MagicPad 4, il marchio cinese sembra aver messo a fuoco la sua idea di slate Android di fascia alta. Si presenta come un dispositivo da 12,3 pollici che punta a infastidire iPad Pro e Galaxy Tab senza chiedere lo stesso prezzo, attestandosi attorno ai 699 euro nella configurazione base.
L’approccio del produttore è interessante perché parte dall’hardware più tangibile, cioè un corpo spesso appena 4,8 mm che lo rende il tablet Android più sottile in circolazione. Intorno al corpo sottile, però, Honor costruisce un pacchetto sorprendentemente completo. La scelta più rilevante rispetto al passato è il ritorno a un pannello OLED. A questo si aggiungono una piattaforma quasi top di gamma, un comparto audio generoso e una modalità desktop pensata per la produttività.
Il dispositivo si rivolge a chi cerca uno schermo grande e di qualità per consumare contenuti e lavorare in mobilità, restando però nell’ecosistema Android e senza pagare tanto. Non è la tavoletta più potente della categoria, ma offre un equilibrio complessivo più che una singola specifica vincente.
Design e display dell’Honor MagicPad 4
La prima cosa che colpisce dell’Honor MagicPad 4 è la sottigliezza estrema. Con i suoi 4,8 mm di spessore e circa 450 grammi di peso, è più sottile sia dell’iPad Pro sia del Galaxy Tab S11 Ultra, entrambi fermi a 5,1 mm. In pratica, significa impugnare un tablet da 12,3 pollici con la stessa facilità di un modello da 11″, un vantaggio tangibile durante le lunghe sessioni di lettura o le videochiamate prolungate.
Il telaio piatto in alluminio trasmette una sensazione premium. I tasti fisici di accensione e volume sono metallici e ben definiti, mentre il modulo fotografico a forma di quadrato arrotondato sporge appena. Sul fronte le cornici sono sottilissime da circa 4 mm, con un rapporto schermo-corpo del 93%. Tuttavia, questo rapporto elevato comporta qualche tocco accidentale quando si prende il dispositivo in mano.
Il display è un OLED da 12,3 pollici con risoluzione 3000×1920, refresh fino a 165 Hz e formato 3:2. Lo schermo è accompagnato da otto altoparlanti con audio spaziale. Manca però la certificazione IP e, soprattutto, un sensore di impronte, quindi ti devi accontentare di PIN o riconoscimento facciale 2D, decisamente meno sicuro.

Snapdragon 8 Gen 5, potenza misurata ma reale
Sotto la scocca troviamo un Qualcomm Snapdragon 8 Gen 5 costruito a 3 nanometri, affiancato da 12 o 16 GB di RAM a seconda del taglio. Tuttavia, non si tratta della variante Elite, la più potente della famiglia, ma di un gradino appena inferiore. Honor ha quasi certamente fatto una scelta deliberata, privilegiando il pannello OLED rispetto al processore di punta.

Nella pratica, la differenza si sente poco o nulla durante l’uso quotidiano. Le app si aprono rapide, il multitasking spinto resta fluido e perfino il rendering di video in 4K scorre senza intoppi. Sul fronte gaming la situazione è solida, con titoli come Fortnite che girano a 60 fps fissi con i dettagli al massimo, mentre i 120 fps si attivano solo abbassando i dettagli della grafica.
Il dato più interessante riguarda però la stabilità sotto carico prolungato. Qui l’Honor MagicPad 4 mantiene prestazioni più costanti rispetto al Galaxy Tab S11, segno di un sistema di dissipazione ben progettato nonostante la sottigliezza. Per la stragrande maggioranza delle persone, qui c’è potenza in abbondanza.
Honor MagicPad 4: comparto fotografico
Honor ha optato per una configurazione essenziale, con una singola fotocamera posteriore da 13 megapixel con apertura f/2.0, e un sensore frontale da 9 megapixel f/2.2. Sul retro ci sono due cerchi che lasciano pensare a una doppia lente; tuttavia, il secondo foro è solo un riempitivo decorativo e l’ottica reale è una sola.

Gli scatti sono buoni nelle scansioni di documenti e nelle situazioni di buona luce, anche se il dettaglio è modesto. Inoltre, c’è una tendenza alla sovraesposizione persino all’aperto. La fotocamera anteriore, a fuoco fisso, fa il suo dovere nelle videochiamate grazie al posizionamento intelligente lungo il bordo superiore in orientamento orizzontale, ma i selfie rientrano nella media, con toni della pelle un po’ slavati.
Manca anche la funzione di inquadratura automatica, utile per restare al centro durante le presentazioni. Il video arriva al 4K ma resta limitato a 30 fps. Dove Honor sposta davvero l’attenzione è sull’editing, dato che la galleria integra strumenti di intelligenza artificiale per rimuovere riflessi, sostituire sfondi e migliorare la resa complessiva delle immagini.
Connettività moderna
Sul piano della connettività il tablet Honor MagicPad 4 si presenta allineato agli standard più recenti. Offre il Wi-Fi 7 e il Bluetooth 6.0, una combinazione che garantisce prestazioni di rete al passo coi tempi e un’ottima compatibilità con le periferiche wireless di ultima generazione.
La porta è una USB-C 3.2 collocata sul bordo. Non serve soltanto per ricaricare o trasferire dati, ma anche per collegare un monitor esterno, aprendo scenari di produttività interessanti quando abbinata alla modalità desktop del software. Sul retro sono presenti i pogo pin per agganciare la tastiera, mentre lo stylus si connette via Bluetooth e si fissa magneticamente al telaio, dove si ricarica.
Le note dolenti riguardano però alcune assenze. Non esiste alcuna variante con connettività cellulare nell’intera gamma, dato che l’Honor MagicPad 4 è solo Wi-Fi. Chi ha bisogno, quindi, di dati mobili integrati dovrà guardare altrove. Mancano anche il jack per le cuffie e lo slot microSD, ormai sacrifici diffusi su questa categoria di prodotti, così come l’archiviazione non è espandibile. Sono scelte comprensibili dato lo spessore ridotto, ma vale la pena tenerle a mente se si usa spesso il tablet lontano da una rete domestica.
Software dell’Honor MagicPad 4
Il tablet arriva con MagicOS 10 basato su Android 16, e qui la sorpresa è positiva. L’interfaccia spesso criticata sugli smartphone Honor, su schermo grande funziona molto meglio. Il fiore all’occhiello è la PC Mode, che si attiva collegando la tastiera e trasforma l’ambiente in qualcosa di simile a un desktop: finestre fluttuanti ridimensionabili, supporto al mouse e gestione di più app contemporaneamente.
Funziona bene anche con applicazioni di terze parti, quindi diventa uno strumento di lavoro reale e non una semplice trovata da demo. Apprezzabile anche l’integrazione cross-device tramite Honor Workstation, che consente di trasferire file con un Mac o un PC Windows e di usare il tablet come schermo secondario.
Sul fronte AI offre un mix di strumenti proprietari, come Magic Portal per spostare testi e immagini tra le app, e le funzioni Google come Circle to Search. Il neo principale resta il bloatware preinstallato, dato che TikTok, Booking, qualche gioco e app duplicate accolgono al primo avvio, anche se puoi disinstallarli. Sugli aggiornamenti Honor promette sei anni di supporto, un buon traguardo per un Android a questo prezzo.
Autonomia e ricarica
La batteria è uno degli aspetti più riusciti, considerando soprattutto lo spessore in cui Honor è riuscita a inserirla. Parliamo di una cella al silicio-carbonio da 10.100 mAh che si rivela più che adeguata grazie all’efficienza del processore e a un pannello leggermente più piccolo.
Nell’uso quotidiano misto, fatto di navigazione, streaming e qualche partita, il dispositivo resiste tranquillamente per un’intera giornata lavorativa. Con un utilizzo sporadico arriva a coprire anche diversi giorni tra una ricarica e l’altra. Nei test di riproduzione video continua i risultati oscillano tra le nove e le tredici ore circa a seconda della luminosità impostata, valori che la collocano nella norma della categoria.
L’Honor MagicPad 4 supporta la ricarica rapida SuperCharge fino a 66 W, che porta il dispositivo intorno al 50-55% in mezz’ora e a piena carica in poco più di un’ora. Il rovescio della medaglia è duplice: nella confezione non si trova alcun caricatore e per ottenere queste velocità serve un alimentatore compatibile e sufficientemente potente.
Scheda tecnica
| Caratteristica | Dettaglio |
|---|---|
| Display | OLED 12,3″ 3000×1920, 165Hz adattivo, 3:2, 2400 nit HDR |
| Protezione occhi | PWM dimming 5280Hz |
| Processore | Qualcomm Snapdragon 8 Gen 5 (3nm) |
| GPU | Adreno 829 |
| RAM | 12 o 16 GB |
| Archiviazione | 256 o 512 GB (non espandibile) |
| Sistema operativo | MagicOS 10 su Android 16 |
| Aggiornamenti | 6 anni promessi |
| Fotocamera posteriore | 13 MP f/2.0, video 4K@30fps |
| Fotocamera frontale | 9 MP f/2.2 |
| Audio | 8 altoparlanti, AI Spatial Audio |
| Connettività | Wi-Fi 7, Bluetooth 6.0, USB-C 3.2 |
| Sblocco | Riconoscimento facciale 2D (no impronte) |
| Batteria | 10.100 mAh silicio-carbonio |
| Ricarica | 66W SuperCharge (caricatore non incluso) |
| Dimensioni | 273,4×178,8×4,8 mm |
| Peso | 450 g |
| Certificazione | Nessun grado IP |
Honor MagicPad 4: conclusioni
L’Honor MagicPad 4 emerge come un tablet che convince per il modo in cui mette insieme le cose che contano nell’uso reale. Il design ultrasottile e leggero ne migliora sensibilmente la maneggevolezza, lo schermo OLED è semplicemente uno dei migliori che puoi trovare a questa cifra, e l’impianto a otto altoparlanti completa un’esperienza multimediale di prim’ordine. A questo si aggiunge una produttività credibile grazie alla PC Mode e all’integrazione con Mac e Windows, che lo rendono un valido sostituto del portatile per i lavori più leggeri.
I compromessi esistono e vanno valutati, perché la potenza non è ai vertici assoluti, manca la connettività cellulare, l’assenza del lettore di impronte e della certificazione IP pesa, e la ricarica senza caricatore in dotazione è una scelta poco felice.
Per chi cerca un tablet Android grande, bello da vedere e capace senza spendere cifre da top di gamma, l’Honor MagicPad 4 è sicuramente una proposta da considerare.
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