Gli agenti AI da terminale si sono moltiplicati nell’ultimo anno (si pensi a Claude Code, Aider, Gemini CLI o Codex CLI di OpenAI), ma quasi tutti condividono lo stesso difetto. Restano fermi alle capacità iniziali, ripartono da zero a ogni sessione e vivono confinati in una finestra di testo che spaventa chi non mastica la riga di comando. Hermes Agent, il progetto open source di Nous Research, prova a rompere questo schema con un assistente che si migliora da solo man mano che lo usi, aggiungendosi nuove abilità e ricordando chi sei tra una conversazione e l’altra.
Con Hermes Desktop (Hermes One) lo stesso agente arriva dentro un’applicazione nativa per macOS, Windows e Linux, con interfaccia grafica e installazione semplificata. È pensata per chi vuole la potenza dell’agente senza i passaggi tecnici della versione a riga di comando.
A rendere il momento ancora più interessante c’è il supporto di Ollama, lo strumento ormai noto per far girare modelli AI in locale, che permette di avviare Hermes Desktop con un solo comando e collegarlo sia ai modelli sul tuo computer sia a quelli in cloud. In questo articolo guida vedremo cos’è Hermes, cosa porta la versione desktop, come lanciarla con Ollama e quali sono i suoi limiti e i suoi rischi, perché un agente così autonomo va controllato e capito bene prima di lasciarlo lavorare.
Hermes Agent, un assistente che impara dall’esperienza
Per capire l’app conviene partire dall’agente che c’è dietro. Hermes Agent è nato all’inizio del 2026 come progetto open source con licenza MIT, quindi liberamente leggibile e modificabile. La sua particolarità non è tanto rispondere alle domande, cosa che fanno tutti, quanto imparare dall’esperienza.
Il meccanismo si basa su tre pilastri. Il primo è la memoria persistente, perché l’agente conserva ciò che gli dici e costruisce nel tempo un quadro di chi sei e di come lavori. Il secondo sono le abilità, in inglese skill, ovvero piccoli programmi che l’agente crea da solo dopo aver portato a termine un compito complesso, così da rifarlo più in fretta la volta successiva. Il terzo è un ciclo di auto-correzione, in modo che queste abilità migliorino con l’uso.

Un altro punto di forza è la libertà di scelta del modello. Hermes non è legato a un fornitore unico, ma funziona con servizi diversi, tra cui Ollama, OpenRouter, i modelli di Nous Research e molti altri, oltre a un tuo endpoint personale. Questa indipendenza, senza lock-in, significa che puoi cambiare il cervello dell’agente con un comando, scegliendo di volta in volta il modello più adatto al compito o al budget.
Dal terminale al desktop
L’arrivo di Hermes Desktop, pubblicato il 2 giugno 2026 nella versione v0.15.2, è il pezzo che mancava per allargare il pubblico. L’app gira come programma nativo su macOS, Windows e Linux.
Sotto la grafica c’è lo stesso cuore della versione a terminale, e questo ha una conseguenza pratica, perché memoria, abilità e configurazioni restano compatibili. Chi già usava Hermes da riga di comando ritrova i suoi progetti senza dover ricominciare.
Quello che la versione desktop aggiunge è la comodità. L’installazione si fa con un clic, gli aggiornamenti arrivano dentro l’app, puoi trascinare i file direttamente nella chat e scegliere il modello da una barra di stato senza toccare alcun file di testo. C’è anche la visualizzazione in tempo reale di ciò che l’agente sta facendo, i cosiddetti tool output in streaming, che aiuta a seguire il suo ragionamento mentre lavora.
Inoltre, la versione a terminale, su Windows, chiedeva l’installazione di WSL2, il sottosistema Linux integrato. La strada desktop e quella basata su Ollama, che vedremo tra poco, rendono questo passaggio molto più semplice per chi parte da un PC Windows.
Ollama avvia Hermes Desktop con un comando
La novità di oggi semplifica ancora di più le cose. Ollama, lo strumento che molti già conoscono per scaricare e far girare modelli AI in locale sul proprio computer, supporta ora Hermes Desktop e lo collega direttamente ai suoi modelli, sia a quelli che tieni sulla tua macchina sia a quelli in cloud.
In pratica, se hai già Ollama installato, avviare l’app richiede una sola riga nel terminale.
ollama launch hermes-desktop
Da lì puoi abbinare l’agente a diversi modelli, in base alla potenza del tuo hardware e a quanto vuoi tenere tutto offline. Tra quelli suggeriti per iniziare ci sono opzioni in cloud e opzioni locali.
minimax-m3:cloud
kimi-k2.6:cloud
qwen3.6:27b
gemma4:12b
gemma4:26b
Chi possiede un Mac con chip Apple Silicon ha in più due versioni ottimizzate con MLX, la libreria di Apple pensata per sfruttare al meglio questi processori.
qwen3.6:27b-mlx
gemma4:26b-mlx
Il vantaggio di questa strada è doppio. Da un lato l’avvio diventa semplice anche per chi non ha dimestichezza con installazioni complicate, dall’altro la possibilità di usare modelli locali tramite Ollama tiene i dati sul tuo computer, un aspetto che torna utile quando l’agente maneggia informazioni che preferisci non mandare in giro.

Skill che si scrivono da sole e subagent in parallelo
Al di là della comodità grafica, la parte interessante di Hermes è cosa fa mentre lavori. La capacità più citata è quella di scriversi da solo le proprie abilità in Python. Quando porti a termine un compito articolato, l’agente può trasformare quei passaggi in uno script riutilizzabile, così la volta dopo lo esegue in un colpo solo invece di rifare tutto da capo.
A questo si aggiunge la delega. Hermes può creare dei subagent, cioè copie separate di sé stesso che lavorano in parallelo su pezzi diversi di un problema, per poi rimettere insieme i risultati. È un modo per gestire attività lunghe senza intasare una singola conversazione.
Poi c’è il lato della presenza. L’agente non vive solo nella finestra dell’app, ma può raggiungerti su Slack, Discord, Telegram e altre piattaforme di messaggistica, così puoi dargli istruzioni dal telefono mentre lui lavora su una macchina remota. Si possono anche programmare attività ricorrenti, come un report ogni mattina o un backup notturno, descrivendole in linguaggio naturale.
Infine, la flessibilità su dove far girare tutto questo. Hermes può girare in locale, dentro un container Docker, su un server remoto o su infrastrutture serverless che costano pochissimo quando l’agente è inattivo.
Privacy, requisiti e uso consapevole
Hermes Desktop ha pregi chiari ma anche aspetti da soppesare. Il vantaggio più solido è la combinazione tra natura open source, licenza permissiva e la possibilità di usare modelli in locale con Ollama. Per chi tiene alla riservatezza è una differenza che conta, perché i dati possono restare sul proprio hardware.
C’è poi il rovescio della medaglia. Un agente che si scrive da solo del codice, esegue comandi e si collega alle tue chat è potente, ma proprio per questo va tenuto d’occhio. Concedergli troppa libertà senza controllare cosa fa significa correre rischi, dai comandi sbagliati ai dati condivisi per errore. Hermes prevede meccanismi di approvazione dei comandi e di isolamento, ed è bene usarli invece di disattivarli tutti per comodità.

Vanno considerati anche i requisiti. I modelli locali più capaci, come le versioni da 26 miliardi di parametri, chiedono hardware robusto, mentre su macchine modeste conviene partire dai modelli più piccoli o da quelli in cloud.
Il mio parere è che Hermes Desktop sia oggi più adatto a sviluppatori e ad appassionati che vogliono capire come ragiona un agente autonomo. Per un pubblico meno tecnico il valore c’è, ma conviene avvicinarsi con calma, partendo da compiti semplici e a basso rischio.
Hermes, un agente che cresce
L’aspetto interessante di Hermes Desktop non è la singola funzione, ma la direzione. L’idea di un assistente che impara dai propri errori, si costruisce gli strumenti che gli servono e resta sotto il tuo controllo è diversa dal solito chatbot che dimentica tutto a fine sessione. La versione desktop la mette in mano a molte più persone, e il supporto di Ollama abbassa ancora la barriera d’ingresso.
Il mio consiglio è di provarlo con le aspettative giuste. Non aspettarti un prodotto rifinito al millimetro, perché siamo ancora alle prime versioni e qualche difetto è inevitabile. Hermes è un progetto vivo, che cambia in fretta e che mostra bene dove stanno andando gli agenti AI personali.
Se vuoi provarlo, installalo, collegalo a un modello locale tramite Ollama o a basso costo su Openrouter; affidagli un compito semplice e osserva come crea le sue prime abilità. Capirai presto se questo modo di lavorare fa per te. E ricorda che, più è autonomo lo strumento, più conta la supervisione di chi lo usa.













