SpaceXAI, la divisione nata dalla fusione tra xAI e Cursor, ha lanciato in beta Grok Bot. Non si tratta più solo di un assistente conversazionale, ma di un esecutore autonomo di lavoro reale.
L’idea di fondo è semplice e ambiziosa allo stesso tempo. Invece di aprire una chat ogni volta che serve un aiuto, chi lo utilizza crea dei “Bot” persistenti e assegna loro un ruolo preciso (dalle vendite alla gestione delle spese, dal recruiting alla riproduzione di bug software). I Bot lavorano su un computer cloud dedicato, capace di restare attivo anche a portatile spento.
Accedono alle applicazioni già in uso tramite un login vero e proprio, non tramite API dedicate. Ed è probabilmente questo l’elemento più interessante del progetto. Possono operare anche su strumenti privi di integrazioni MCP o di API pulite, semplicemente usando l’interfaccia come farebbe una persona in carne e ossa.
SpaceXAI descrive il prodotto come una squadra di “colleghi sempre attivi”, che ricordano le conversazioni precedenti, imparano le preferenze di chi li guida e possono coordinarsi tra loro passandosi il lavoro senza bisogno di un intermediario umano.
Il lancio, disponibile su macOS, Windows, Linux e iOS (con Android in arrivo), è per ora riservato agli abbonati SuperGrok Heavy, Cursor Ultra e Cursor Premium Teams.
Come funziona Grok Bot di SpaceXAI
Creare un Bot significa descrivere l’incarico in una conversazione normale, senza dover costruire flussi di lavoro complessi come in molti strumenti di automazione tradizionali. Puoi anche mostrare a un Bot come si esegue un processo una sola volta. Il sistema lo salva come routine e lo ripete in autonomia, incorporando eventuali correzioni fornite in seguito. Questa parte trasmette davvero la sensazione di delegare un compito a qualcuno, non di programmare una macchina.
Tuttavia, i Bot creati da una persona condividono lo stesso computer cloud, comprese le sessioni del browser, i file e le credenziali di accesso. Non si tratta quindi di macchine isolate una per una, come suggerirebbe il linguaggio di marketing secondo cui “ogni Bot ha il proprio computer”. L’isolamento è garantito a livello di singolo account, non di singolo agente.
Questo aspetto va valutato con cura prima di collegare account di lavoro delicati. SpaceXAI dichiara di aver previsto la crittografia dei dati in transito e a riposo e l’autenticazione tramite Cursor e il supporto SSO. Inoltre, c’è l’opzione di esclusione dall’addestramento dei modelli e anche un meccanismo chiamato Auto Review. Questa funzione instrada le azioni più delicate verso un’approvazione umana prima dell’esecuzione da parte di Grok Bot.
Restano però poco chiari alcuni punti operativi. Tra questi, i tempi di conservazione dei dati, la granularità dei permessi concedibili e il confine esatto tra ciò che un Bot può fare da solo e ciò che richiede invece un via libera esplicito da parte della persona.

Un prodotto ancora da verificare
Grok Bot entra in un momento in cui la competizione tra agenti AI aziendali si è fatta piuttosto intensa. Anthropic ha introdotto l’uso del computer per Claude già nel 2024, ampliandolo poi con Claude Code e Claude Cowork. OpenAI, dal canto suo, ha dotato Codex della capacità di controllare altre applicazioni e ha lanciato ChatGPT Work per compiti più lunghi e articolati. Anche Microsoft, con Scout all’interno di Copilot, si muove nella stessa direzione.
In questo contesto, la scommessa di SpaceXAI non è tanto dimostrare che un’IA può utilizzare i software (cosa ormai assodata), quanto confezionare persistenza, apprendimento di routine e coordinamento multi-agente dentro un’interfaccia semplice come una chat di messaggistica.
Per ora SpaceXAI non ha pubblicato benchmark di prestazioni sui compiti agentici. E il prezzo non è affatto contenuto.
| Piano | Costo | Chi lo può usare |
|---|---|---|
| Cursor Premium Teams | 120 $ al mese a postazione | Team e aziende |
| Cursor Ultra | 200 $ al mese | Singoli professionisti |
| SuperGrok Heavy | 300 $ al mese | Abbonati al piano più completo |
Una fascia di prezzo distante da un abbonamento AI generico, che colloca Grok Bot in un segmento decisamente professionale.












