Nel catalogo di GMKtec la serie G raccoglie i modelli più economici, quelli con Intel N95/N150 e Ryzen, mentre le famiglie M, K ed EVO salgono di prezzo e di potenza. Il GMKtec G11 si colloca in cima alla gamma G con una scelta che raramente si vede su un computer da scrivania. Invece di un processore per portatili monta l’AMD Ryzen Embedded R2514, un chip nato per thin client, automazione industriale e gateway di rete, che AMD certifica per il funzionamento continuo e si impegna a produrre per molti anni.
Rispetto al GMKtec G10, basato su un Ryzen 5 3500U con la stessa architettura Zen+, il nuovo modello raddoppia le porte di rete a 2,5 Gbit/s, aggiorna il modulo senza fili al Wi-Fi 6E e alza la frequenza della memoria a 2.667 MT/s, rinunciando però all’alimentazione tramite USB-C. Il progetto, quindi, punta sulla stabilità e sulla costanza nel tempo più che sulla velocità di picco. È indicato a chi cerca un firewall, un server domestico o una postazione d’ufficio sempre accesa, con due reti cablate, memoria espandibile e temperature basse.
Plastica opaca e coperchio senza viti
Il telaio misura 128,5 × 127 × 51 mm e pesa circa 480 grammi, quindi occupa sulla scrivania la stessa superficie dei classici mini PC quadrati. La scocca è interamente in plastica grigio scuro con una finitura opaca e leggermente ruvida, che trattiene poco le impronte. Sul frontale trovano posto il pulsante d’accensione con LED bianco integrato e le porte d’uso più frequente, mentre sul fianco sinistro c’è l’attacco per il lucchetto Kensington. L’aria entra dalle griglie sul fondo ed esce dal retro spinta da una ventola centrifuga, e le sottili fessure lungo il bordo superiore lasciano sfuggire il calore che tende a salire. Il dettaglio davvero pratico riguarda l’apertura. Non ci sono viti nascoste sotto i piedini, perché il coperchio è trattenuto da clip e si solleva con una presa decisa, dando accesso diretto a memoria, SSD e scheda Wi-Fi. Le prime volte, però, conviene fare leva con delicatezza partendo da un angolo, dato che i ganci in plastica non amano essere forzati.

In confezione trovi la staffa VESA con le viti (per l’aggancio dietro un monitor VESA), il cavo HDMI e un alimentatore esterno da 65 watt (19 V e 3,42 A), abbastanza compatto per essere nascosto dietro il monitor.
Quattro core Zen+ a 12 nm, 3 profili di potenza e un Windows da ripulire
L’R2514 appartiene alla famiglia Ryzen Embedded R2000, presentata da AMD nel 2022 e basata sul die Picasso a 12 nm, lo stesso della serie 3000 per portatili. Ha quattro core Zen+ con otto thread, frequenza base di 2,1 GHz e boost fino a 3,7 GHz, 2 MB di cache L2 e 4 MB di L3, con un TDP nominale di 15 watt configurabile fra 12 e 35.
Sulla carta è quasi un gemello del Ryzen 5 3500U del G10. Tuttavia la versione embedded aggiunge il supporto alla memoria ECC, le funzioni di cifratura AMD Memory Guard e una fornitura garantita fino a dieci anni, un aspetto che pesa soprattutto per chi installa molte macchine identiche e vuole poterle sostituire senza cambiare configurazione. La grafica integrata è una Radeon Vega con 8 compute unit fino a 1,2 GHz.
Nel BIOS, raggiungibile premendo Esc all’avvio, il menu Power Mode Select propone tre profili. Quiet lavora a 15 watt; Balance, attivo di fabbrica, a 20 watt; High Performance a 25 watt, con picchi fino a 35 watt. Con l’impostazione intermedia, sotto carico prolungato, i quattro core si stabilizzano intorno a 2,14 GHz. Il sistema preinstallato è Windows 11 Pro con licenza OEM già attivata, ma include alcune applicazioni di intelligenza artificiale del produttore, una delle quali disponibile solo in cinese. Per questo ti consiglio una reinstallazione pulita, oppure il passaggio a Ubuntu, che riconosce subito Wi-Fi, Bluetooth e schede di rete.
Due SO-DIMM in dual channel e un secondo slot M.2 che accetta anche SATA
La memoria è montata su due moduli DDR4 SO-DIMM da 8 GB che lavorano in dual channel a 2.667 MT/s, il massimo supportato dal processore, per una banda teorica di 42,7 GB/s. Questa configurazione avvantaggia soprattutto la grafica Vega e non è frequente a questo prezzo, visto che molti concorrenti con processori Intel della serie N si fermano a un solo canale. Il limite è di 32 GB con due moduli da 16 GB. Quanto alla memoria ECC, il processore la supporta, ma il produttore non la certifica: è quindi meglio non farci troppo affidamento.
Lo storage cambia in base alla versione. Il modello da 256 GB usa un SSD con controller Maxio senza DRAM, che in sequenziale legge 3.100 MB/s e scrive 1.710, mentre la variante da 512 GB monta un’unità ADATA XPG con valori di circa 2.620 e 1.980. Entrambe usano l’interfaccia PCIe 3.0 x4 e sono coperte da un piccolo dissipatore. Il secondo slot M.2 2280 accetta sia unità NVMe PCIe 3.0 x4 sia SATA, fino a 8 TB. Gli SSD M.2 SATA sono compatibili, ma si fermano a circa 550 MB/s, quindi conviene montarlo solo per riusare un disco che hai già. Di solito hanno l’incastro B+M, che entra senza problemi in un connettore Key-M.
Con 256 GB, aggiornamenti e qualche applicazione occupano già oltre il 40% dello spazio, perciò se il PC deve conservare dati scegli la versione da 512 GB o aggiungi subito un secondo SSD.
Due porte da 2,5 Gbit/s e niente USB4
Sul frontale ci sono due USB-A 3.2 Gen 2 a 10 Gbps, una USB-C con la stessa velocità e uscita DisplayPort fino al 4K a 60 Hz, e il jack audio combinato da 3,5 mm. La porta di tipo C, tuttavia, non accetta corrente in ingresso.

Il retro ospita due USB-A a 5 Gbps per periferiche, due HDMI 2.0 anch’esse limitate al 4K a 60 Hz, il connettore dell’alimentatore e soprattutto le due prese di rete da 2,5 Gbit/s con controller Realtek RTL8125BG. Proprio la connettività cablata è il punto di forza del G11. Con un trasferimento continuo per un’ora per direzione la velocità effettiva resta ferma a 2,37 Gbit/s, circa il 95% del valore nominale, senza cali né interruzioni dopo quasi 1 TB di dati in ciascun verso, mentre l’utilizzo della CPU rimane sotto il 10%. Nella prova di rete di un’ora il consumo si attesta intorno ai 23 watt.

Due interfacce fisiche separate permettono di usarlo come firewall con OPNsense o pfSense, come nodo Proxmox o come piccolo NAS su una rete dedicata. Nel BIOS c’è inoltre l’accensione automatica al ritorno della corrente, utile per un server.
Il modulo senza fili è invece un MediaTek MT7922 con Wi-Fi 6E e Bluetooth 5.2, che raggiunge circa 600 Mbit/s in ricezione e si avvicina al gigabit in trasmissione. Mancano invece USB4, lettore SD e OCuLink, per cui non è possibile collegare una scheda video esterna.
Dieci watt a riposo e un dissipatore con molto margine
A riposo il G11 assorbe dalla presa circa 10-12 watt. È più di quanto consumano i mini PC con Intel N100 o N150, che spesso scendono sotto i 7 watt, ma resta un valore ragionevole per un chip a 12 nm. Con il profilo Balance e Cinebench in esecuzione per quasi mezz’ora, la potenza del package si mantiene fissa a 20 watt, mentre alla presa si misurano in media 26 watt e al massimo 28.
In High Performance il picco complessivo arriva a circa 48 watt, comunque lontano dai 65 dell’alimentatore. Il raffreddamento si affida a un solo heat pipe in rame e a una ventola centrifuga, una soluzione semplice ma sufficiente per questo processore. In Balance la CPU si ferma in media a 57 °C con un massimo di 58,5 °C, senza mai attivare il throttling termico, e anche il profilo più spinto resta sui 70 °C, mentre un mini PC con Ryzen 5 3500U nelle stesse prove supera i 90 °C.
A ridosso del telaio la rumorosità si colloca fra 40 e 41 dB, ma a un metro di distanza la ventola si confonde con i suoni della stanza. Se lo usi come server sempre acceso, proverei il profilo Quiet a 15 watt, che riduce ulteriormente consumi e rumore senza penalizzare i servizi di rete.
Ufficio senza attese e giochi da scegliere con attenzione
In PCMark 10 il G11 totalizza fra 3.700 e 3.800 punti a seconda del profilo, con 8.600 punti nella produttività; fogli di calcolo, scrittura e videochiamate procedono senza esitazioni. Cinebench R23 registra 930 in single core e 3.050 in multithread in High Performance, mentre Geekbench 6 si ferma a 1.120 e 3.150. Sono valori allineati a quelli di un Intel N100 e di un Ryzen 5 3500U, e lontani dagli 8.700 punti multi core del GMKtec K17 con Lunar Lake, che però costa circa il doppio. La riproduzione di video 4K a 60 fps su YouTube, invece, può perdere qualche fotogramma e la transcodifica hardware di file 4K HDR in Plex non è affidabile.
Sul fronte grafico 3DMark Time Spy oscilla fra 500 e 810 punti in base al profilo BIOS. Il gaming leggero è possibile ma con alcuni titoli impone di abbassare i dettagli e la risoluzione. L’emulazione di PS1, PSP e Nintendo 64 procede senza problemi, mentre la PS2 a risoluzione nativa non sempre tiene la piena velocità. Se ti interessa giocare, considera il G11 solo per titoli indie, giochi datati e retrogaming.
Scheda tecnica del GMKtec G11
| Voce | Dettaglio |
|---|---|
| Processore | AMD Ryzen Embedded R2514, 4 core Zen+ e 8 thread, da 2,1 a 3,7 GHz, 12 nm |
| Cache | 2 MB L2, 4 MB L3 |
| Potenza | TDP 15 W (12-35 W), profili BIOS Quiet 15 W, Balance 20 W, High Performance 25 W con picco 35 W |
| Grafica | AMD Radeon Vega, 8 compute unit fino a 1,2 GHz |
| Memoria | 16 GB DDR4-2667 (2 × 8 GB SO-DIMM) in dual channel, fino a 32 GB |
| Storage | SSD M.2 2280 NVMe PCIe 3.0 x4 da 256 o 512 GB |
| Espansione storage | 2 slot M.2 2280, il secondo compatibile NVMe PCIe 3.0 x4 e SATA, fino a 16 TB complessivi |
| Porte frontali | 2 × USB-A 3.2 Gen 2 10 Gbps, 1 × USB-C 3.2 Gen 2 10 Gbps con DisplayPort, jack audio 3,5 mm, pulsante d’accensione |
| Porte posteriori | 2 × USB-A 3.2 Gen 1 5 Gbps, 2 × HDMI 2.0, 2 × RJ-45 2,5 Gbit/s, ingresso DC |
| Uscite video | Fino a 3 schermi 4K a 60 Hz (2 × HDMI 2.0, 1 × USB-C) |
| Rete cablata | 2 × 2,5 Gbit/s Realtek RTL8125BG |
| Rete senza fili | MediaTek MT7922, Wi-Fi 6E, Bluetooth 5.2 |
| Raffreddamento | Ventola centrifuga, 1 heat pipe in rame |
| Alimentazione | Esterna, 65 W (19 V, 3,42 A), USB-C senza ingresso di alimentazione |
| Consumi | 10-12 W a riposo, 26 W medi in Balance sotto carico, circa 48 W massimi |
| Rumore | 40-41 dB a ridosso del telaio sotto carico |
| Telaio | Plastica grigio scuro, coperchio a clip senza viti, staffa VESA inclusa, attacco Kensington |
| Dimensioni e peso | 128,5 × 127 × 51 mm, 480 g |
| Sistema operativo | Windows 11 Pro, Ubuntu compatibile |
Il Ryzen che vuole restare sempre acceso
Il GMKtec G11 non insegue i punteggi dei mini PC da gaming o per l’AI e non prova a sembrare un desktop di fascia alta. La sua proposta è diversa, perché porta in un telaio da mezzo chilo un processore progettato per lavorare 24 ore su 24, e lo affianca a due porte di rete da 2,5 Gbit/s che mantengono la piena velocità anche dopo ore di trasferimento continuo. A questo si aggiungono la memoria in dual channel sostituibile, due slot M.2 di cui uno compatibile anche con SSD SATA, tre uscite video 4K, il Wi-Fi 6E, temperature sempre basse e una ventola che a un metro non si sente.
È la macchina adatta a chi vuole un filtro DNS con Pi-hole, una VPN WireGuard, un server di backup per i PC di casa o una macchina dedicata alla domotica, ma anche allo studente o al professionista che passa la giornata fra Office, browser e videochiamate su più monitor e preferisce un computer silenzioso e poco energivoro.
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