GL.iNet, il produttore di Hong Kong che costruisce tutti i suoi router attorno a OpenWrt, non ha mai trattato i modelli da viaggio come accessori di serie B. Lo Slate 7 Pro (GL-BE10000), mostrato come prototipo al CES di gennaio e messo in vendita a metà maggio 2026, si colloca in cima alla linea portatile, sopra il Beryl 7 e lo Slate 7 da cui deriva. Su Amazon Italia costa 247,99 euro, circa 80 euro in più del modello base.
Il confronto con il predecessore spiega dove finisce la differenza di prezzo. Lo Slate 7 (GL-BE3600) usava un processore Qualcomm quad-core a 1,1 GHz e lavorava solo su 2,4 e 5 GHz, quindi portava il marchio Wi-Fi 7 senza la sua banda più veloce. Il Pro passa a un MediaTek quad-core a 2 GHz, aggiunge una radio a 6 GHz con canali da 320 MHz e porta la VPN WireGuard da circa 490 a 1.100 Mbps. Lo schermo touch, inoltre, cresce da 2,22 a 2,8 pollici e trasloca dal frontale alla faccia superiore.
L’idea di GL.iNet non cambia, cioè portare il firmware dei router da scrivania dentro un guscio che entra in una borsa e che sta sul palmo di una mano. Con questo hardware, però, il risultato va oltre la valigia. Due porte da 2,5 gigabit e la potenza di calcolo per tenere aperta una VPN alla velocità di una fibra da 1 Gbit/s gli permettono di fare da router principale anche in un piccolo appartamento.
Ha senso per chi lavora da remoto e vuole portarsi dietro la propria rete cifrata fra hotel e coworking, per chi monta un ufficio provvisorio con Starlink o con il tethering dello smartphone e per chi, a casa, cerca un router OpenWrt compatto con la banda dei 6 GHz per portatili e telefoni Wi-Fi 7.
Un mattoncino da 328 grammi
Lo Slate 7 Pro misura 130 × 91 × 36 mm e pesa 328 g, appena 2 mm e 33 g più del modello base. In pianta occupa più o meno lo spazio di una custodia per disco da 2,5 pollici, mentre lo spessore ricorda quello di un piccolo power bank. Non sparisce in tasca, ma in uno zainetto trova posto accanto all’alimentatore del portatile.
Lo schermo touch a colori da 2,8 pollici è sistemato sulla faccia superiore. Da lì si attiva o si cambia il profilo VPN, si legge il traffico in download e upload, si controlla da dove arriva la connessione (cavo, ripetitore o tethering) e si genera il codice QR che fa entrare gli ospiti nella rete Wi-Fi. L’immagine è abbastanza grande da essere inquadrata anche da lontano, con una sensazione di immediatezza che il piccolo display dello Slate 7 non offriva. Il pannello non può invece mostrare le pagine di accesso (captive portal) che molti alberghi chiedono di compilare prima di aprire la rete, quindi per quel passaggio serve ancora uno smartphone o un portatile.

Due antenne esterne pieghevoli si aprono quando servono e, chiuse, restano aderenti al corpo senza impigliarsi nella borsa. Sul guscio trovano posto le due prese Ethernet, la USB-C per i dati, la USB-C per l’alimentazione, il tasto di reset e un selettore programmabile, al quale puoi assegnare l’attivazione della VPN, di AdGuard Home o lo spegnimento del Wi-Fi. All’interno lavora una ventola che parte solo oltre una soglia di temperatura regolabile. Nell’uso leggero resta ferma e anche sotto carico si sente a fatica. Il router, tuttavia, scalda. Con traffico sostenuto il processore si avvicina ai 70 °C anche con la ventola accesa, quindi ti conviene appoggiarlo su una superficie libera e ben arieggiata.
Nella confezione ci sono un alimentatore USB-C con spine intercambiabili per diversi paesi, un cavo USB-C e un cavo Ethernet. Manca una batteria interna, per cui lontano da una presa serve un power bank con Power Delivery.
MediaTek MT7987A e tre radio a due flussi
Al centro lavora il SoC MT7987A, con quattro core ARM Cortex-A53 a 2 GHz, affiancato da 1 GB di RAM DDR4 e 512 MB di memoria NAND. La parte radio è affidata al chip tri-band MT7995AV della stessa casa. Il salto rispetto allo Slate 7 si vede nei compiti che pesano sulla CPU, come la cifratura VPN e l’analisi del traffico.
Tutte e tre le bande lavorano con due flussi spaziali (2×2). Sui 6 GHz il router usa canali da 320 MHz e arriva a 5.764 Mbps, sui 5 GHz si ferma a 160 MHz e 2.882 Mbps, mentre i 2,4 GHz restano a 40 MHz e 688 Mbps. La somma vale circa 9,3 Gbps, arrotondata per eccesso nella sigla BE10000. Si tratta della velocità di collegamento negoziata con il client, non del traffico reale. I 9,3 Gbps non descrivono le prestazioni di una singola connessione ma la capacità totale che l’apparecchio divide fra telefoni, TV e computer. Un collegamento più rapido occupa il canale radio per meno tempo, lascia spazio agli altri dispositivi e conserva più margine nelle stanze lontane. Anche se il portatile è collegato in Wi-Fi, i dati che riceve arrivano quasi sempre via cavo, da internet attraverso la porta WAN o da un NAS sulla porta LAN. Entrambe si fermano a 2,5 Gbit/s, quindi a pochi metri dal router è il cavo, non il Wi-Fi, a fissare la velocità massima.
Fra le funzioni del Wi-Fi 7 ci sono la modulazione 4K-QAM, l’OFDMA, il preamble puncturing, cioè la possibilità di usare un canale largo anche se una sua porzione è occupata da un’altra rete, e la MLO (Multi-Link Operation). Quest’ultima permette al client di restare agganciato a più bande, ma nella modalità adottata qui ne usa una alla volta e passa all’altra se la prima peggiora. Il vantaggio, di conseguenza, sta nella stabilità della connessione più che nella somma delle velocità.
Sui 6 GHz servono aspettative realistiche. In Europa la banda va da 5.945 a 6.425 MHz e ospita un solo canale da 320 MHz, con potenze contenute ammesse in interni. Il segnale attraversa male muri e solai e dà il meglio nella stanza del router o in quella accanto, dove lascia liberi i 5 GHz per gli altri dispositivi.
Sul fronte VPN il protocollo WireGuard tocca 1.100 Mbps e OpenVPN con DCO (Data Channel Offload, che sposta la cifratura nel kernel) arriva a 1.000 Mbps, valori misurati in rete locale con il router in modalità client. Per confronto, il Flint 3e da scrivania si ferma a 680 Mbps in WireGuard. Se a casa hai una fibra da 1 gigabit e vuoi raggiungerla da fuori, il collo di bottiglia non sarà lo Slate.
Tutta questa potenza si paga in consumi. Il massimo resta sotto i 20 W senza carichi USB, ma già con un solo client collegato il router supera i 5 W, contro i 3-4 W dello Slate 7. Per alimentarlo da batteria scegli un power bank da almeno 30 W, come l’UGREEN Nexode 45W da 20.000 mAh , che, se alimenta solo il router, lo tiene acceso per circa 7-9 ore.
Due porte da 2,5 gigabit, tethering e multi-WAN con failover
Le due porte Ethernet da 2,5 Gbit/s escono configurate come una WAN e una LAN, ma ciascuna può assumere l’altro ruolo. In hotel la prima va alla presa a muro e la seconda al portatile, mentre a casa la WAN si collega all’ONT della fibra e la LAN a uno switch multi-gigabit. La USB-C 3.0 per i dati eroga 5 V e 2 A e svolge più lavori. Accoglie uno smartphone Android o un iPhone in tethering, una chiavetta 4G o 5G come fonte internet oppure un SSD esterno da condividere in rete tramite Samba. La porta, però, è una sola, per cui devi scegliere fra archivio e tethering. Il motore mwan3 di OpenWrt gestisce il multi-WAN con failover. Il router tiene d’occhio cavo, Wi-Fi dell’albergo usato in modalità ripetitore e telefono collegato, poi sposta il traffico sulla linea di riserva se quella principale cade. Con Starlink sul cavo e lo smartphone come scorta, per esempio, una videochiamata sopravvive a un’interruzione dell’antenna satellitare.

La parte software è ricca. Il DPI (Deep Packet Inspection), attivo fin dal primo firmware, riconosce il traffico di ogni singola applicazione, blocca malware, phishing e tracker e accetta regole per consentire o vietare app, domini e indirizzi IP, con statistiche dettagliate nel pannello web. AdGuard Home si accende con un clic e filtra pubblicità e siti indesiderati per tutti i dispositivi collegati.
Il client VPN supporta oltre 30 fornitori commerciali, Tailscale e server privati WireGuard o OpenVPN, e lo Slate può fare a sua volta da punto d’accesso remoto alla rete di casa. Far girare il tunnel sul router, invece che nelle app, copre anche gli apparecchi su cui un’app VPN non si installa, come smart TV, console o lettori di ebook, e per il servizio in abbonamento tutto conta come un solo dispositivo. L’offuscamento VPN camuffa il tunnel da normale traffico HTTPS, utile sulle reti che rallentano o bloccano le connessioni cifrate. Completano il quadro la rete ospiti isolata e la cifratura WPA3. Non c’è invece uno slot per SIM, per cui il 5G passa dal telefono o da una chiavetta, e mancano radio per la domotica come Zigbee o Thread.
Dal touch al pannello web, fino a LuCI e SSH
La prima configurazione non richiede app. Dallo schermo scegli la fonte internet, imposti nome e password della rete Wi-Fi e in pochi minuti i dispositivi sono collegati. Per tutto il resto c’è il pannello web all’indirizzo 192.168.8.1, dove l’interfaccia GL.iNet 4.x divide le voci fra internet, rete senza fili, VPN, applicazioni e sistema.
L’app GL.iNet per iOS e Android riprende le funzioni principali, mentre il servizio GoodCloud consente la gestione da remoto e torna utile se configuri lo Slate per un familiare o per un collega lontano. Chi vuole andare più a fondo trova LuCI, l’interfaccia classica del progetto, e l’accesso SSH con i permessi di root, da cui si installano pacchetti e si modificano i file di configurazione. Per entrare basta un terminale sul computer collegato al router.
ssh [email protected]
opkg update && opkg list-upgradableIl secondo comando si limita a elencare gli aggiornamenti disponibili. Evita di aggiornare in blocco i pacchetti di sistema, perché il software di GL.iNet dipende da versioni precise. Il firmware poggia su OpenWrt 21.02 con kernel 5.4.281, la base del kit di sviluppo MediaTek. Si tratta di una versione datata, e chi conosce la piattaforma se ne accorge subito, perché alcuni pacchetti recenti non si installano e le correzioni più nuove arrivano solo quando GL.iNet le integra. Il supporto nel ramo ufficiale del progetto è in lavorazione, ma per ora il consiglio è restare sul firmware di fabbrica, che gestisce schermo, ventola e DPI.
Sui 6 GHz conviene qualche accortezza. La banda accetta solo reti protette con WPA3, quindi i client che non supportano questo standard restano fuori. Puoi lasciare un nome di rete unico per tutte le bande con la MLO attiva oppure creare una rete solo a 6 GHz per i portatili Wi-Fi 7, così sei sicuro che non scendano sui 5 GHz. Il selettore sul guscio, infine, si programma dal pannello web e permette di attivare o spegnere il tunnel con un gesto, senza toccare schermo o app.
Router principale in casa e server VPN per i viaggi
Lo Slate 7 Pro nasce per la valigia, ma lavora bene anche fermo su una mensola. Con una FTTH da 1 o 2,5 Gbit/s l’ONT va sulla porta WAN, e il tag VLAN richiesto da diversi operatori si imposta dal pannello o, al massimo, da LuCI. La VPN verso l’esterno, il DPI e AdGuard Home girano insieme senza mettere in crisi il processore, grazie al gigabyte di RAM.
La VPN, in questo ruolo, apre due strade diverse. La prima è gratuita e passa dalla tua linea. Lo Slate lasciato a casa fa da server WireGuard o Tailscale e, se sei fuori, il traffico rientra dalla tua fibra prima di uscire su internet. Raggiungi così NAS, stampante e telecamere come se fossi in salotto e navighi con un indirizzo IP italiano anche dall’estero, utile per RaiPlay o per le banche che bloccano gli accessi stranieri. La velocità dipende dall’upload della fibra. La formula più comoda prevede due Slate, uno fisso a casa come server e uno in valigia come client.

La seconda strada è un servizio in abbonamento da pochi euro al mese, che serve solo se vuoi scegliere il paese di uscita o non far passare il traffico dalla tua linea. Basta inserire nel router i dati del fornitore. Se vuoi puoi tenere entrambe le configurazioni e passare dall’una all’altra con il selettore fisico. La copertura è il punto da valutare con più attenzione. Due antenne e radio 2×2 bastano per un bilocale o un trilocale compatto, mentre in una casa su più piani conviene aggiungere un access point collegato via cavo.
Se il router non lascerà mai casa, il Flint 3e da 184,99 euro offre cinque porte da 2,5 gigabit e una radio a 5 GHz con quattro flussi, quindi resta la scelta più sensata. Se invece viaggi spesso e ti basta il tunnel cifrato, il Beryl 7 garantisce la stessa velocità WireGuard per poco più della metà del prezzo, anche se rinuncia ai 6 GHz e allo schermo. Lo Slate 7 Pro trova il suo spazio fra i due, cioè in mano a chi vuole un solo apparecchio per la casa e per la trasferta. Rispetto all’ASUS RT-BE58 Go, l’altro router da viaggio Wi-Fi 7 che abbiamo provato, offre la banda dei 6 GHz, il doppio delle porte multi-gigabit e un firmware molto più aperto. Per questioni legate alla FCC il modello non è ancora in vendita negli Stati Uniti, e chi viaggia spesso oltreoceano fa meglio a scegliere un modello già certificato come il Beryl 7.
Scheda tecnica del GL.iNet Slate 7 Pro
| Caratteristica | Dettaglio |
|---|---|
| Modello | GL.iNet Slate 7 Pro (GL-BE10000) |
| Tipologia | Router da viaggio tri-band |
| Standard | Wi-Fi 7 (IEEE 802.11be), retrocompatibile con a/b/g/n/ac/ax |
| Processore | MediaTek MT7987A, quad-core ARM Cortex-A53 a 2,0 GHz |
| Chip Wi-Fi | MediaTek MT7995AV |
| Memoria | 1 GB DDR4 |
| Archiviazione | 512 MB NAND |
| Banda 2,4 GHz | 2×2, canali da 40 MHz, fino a 688 Mbps |
| Banda 5 GHz | 2×2, canali da 160 MHz, fino a 2.882 Mbps |
| Banda 6 GHz | 2×2, canali da 320 MHz, fino a 5.764 Mbps |
| Funzioni Wi-Fi 7 | MLO, 4K-QAM, OFDMA, preamble puncturing |
| Antenne | 2 esterne pieghevoli |
| Schermo | Touch a colori da 2,8 pollici |
| Porte Ethernet | 2 × 2,5 Gbit/s (1 WAN, 1 LAN, ruoli invertibili) |
| USB | 1 × USB-C 3.0 dati (5 V, 2 A), 1 × USB-C alimentazione |
| Pulsanti | Reset, selettore programmabile |
| Raffreddamento | Ventola interna con soglia di avvio regolabile |
| VPN | WireGuard fino a 1.100 Mbps, OpenVPN DCO fino a 1.000 Mbps, client e server, offuscamento, Tailscale |
| Sicurezza | DPI integrato, WPA3, rete ospiti isolata |
| Funzioni software | AdGuard Home, multi-WAN con failover (mwan3), ripetitore, tethering, condivisione file Samba, controllo parentale |
| Firmware | GL.iNet 4.x su OpenWrt 21.02 (kernel 5.4.281), LuCI e SSH |
| Gestione | Schermo touch, pannello web, app iOS e Android, GoodCloud |
| Alimentazione | USB-C PD 5 V/3 A, 9 V/3 A, 12 V/2,5 A |
| Consumo | Meno di 20 W senza carichi USB |
| Dimensioni | 130 × 91 × 36 mm |
| Peso | 328 g |
| Temperatura di esercizio | Da 0 a 40 °C |
| Contenuto della confezione | Alimentatore con spine intercambiabili, cavo USB-C, cavo Ethernet |
Una VPN da un gigabit e i 6 GHz in solo 328 grammi
Lo Slate 7 Pro corregge il limite principale dello Slate 7 e aggiunge la banda dei 6 GHz, un processore quasi due volte più veloce e una VPN che tiene il passo di una fibra da 1 gigabit. Restano alcuni compromessi come una base OpenWrt datata e consumi più alti del predecessore. Inoltre la copertura di due antenne è molto limitata.
A 247,99 euro non è il router da viaggio più economico di GL.iNet, ma è l’unico della famiglia che puoi lasciare acceso sulla mensola come centro della rete domestica e poi infilare nello zaino per una trasferta. Chi passa diversi giorni al mese fra treni, alberghi e sale riunioni, con un portatile Wi-Fi 7 nella borsa, ritrova ovunque la propria rete cifrata, con gli stessi nomi Wi-Fi e le stesse regole di filtro, e a casa non deve comprare un secondo router.
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