Fairphone è l’azienda olandese che da oltre dieci anni costruisce smartphone pensati per durare, con componenti sostituibili a casa e una filiera dei materiali più tracciabile della media. Per il 2026 il marchio ha scelto di aggiornare il modello del 2025 con il Fairphone Gen. 6+, in vendita dal 18 agosto.
Scocca, display e fotocamere restano identici; cambiano invece il processore, che passa dal 7s Gen 3 allo Snapdragon 7s Gen 4, e la memoria, salita da 8 a 12 GB di RAM LPDDR5. Il dispositivo arriva con Android 16 quasi stock.
Si rivolge a chi vuole tenere lo stesso telefono fino al 2033 e teme che 8 GB diventino stretti negli ultimi anni di supporto. I punti forti sono la batteria sostituibile in pochi minuti, dodici ricambi ufficiali, un software pulito e un display compatto e luminoso. Di conseguenza non va misurato soltanto sui benchmark, ma è uno strumento da usare a lungo.
Fairphone Gen. 6+: design e materiali
Il telaio misura 156,5 × 73,3 × 9,6 mm e il peso è di circa 193 grammi, un valore nella media per la diagonale ma percepibile, perché la massa è distribuita su un corpo squadrato. I bordi sono piatti, la scocca è in plastica con finitura semiopaca e il retro trattiene un po’ di più le impronte. In mano il telefono risulta solido, anche se gli spigoli lo rendono meno confortevole di un medio di gamma con profili arrotondati.

Il modulo fotografico sporge appena, quindi il dispositivo resta stabile appoggiato sul tavolo. La protezione è certificata IP55, cioè resistente a polvere e getti d’acqua ma non all’immersione. Il pannello frontale usa un Corning Gorilla Glass 7i da 0,7 mm. Si tratta di un compromesso voluto, perché guarnizioni e collanti da IP68 renderebbero più difficile aprire il telefono. Il retro si stacca infatti svitando due viti Torx, e le stesse viti servono ad agganciare gli accessori ufficiali come il laccio da collo, il portacarte e l’anello per le dita.
Sul lato destro si trovano il selettore giallo Moments e, sotto, il tasto di accensione con il lettore di impronte integrato, rapido e comodo da raggiungere con il pollice. Gli altoparlanti stereo offrono un volume discreto ma non elevato, con medie frequenze poco presenti che penalizzano le voci nei video. Manca il jack audio da 3,5 mm.
Schermo
Il Fairphone Gen. 6+ è dotato di un display AMOLED LTPO da 6,31 pollici con risoluzione 2484 × 1116 pixel, densità di 431 ppi e frequenza variabile da 10 a 120 Hz, con campionamento del tocco a 240 Hz. La luminosità di picco dichiarata è di 1.400 nit; sul campo il pannello si ferma intorno ai 1.130 nit, un valore comunque sufficiente per leggere sotto il sole. Di sera, invece, la luminosità minima scende sotto i 2 nit e la lettura al buio non affatica la vista.
La resa cromatica predefinita è leggermente fredda, con un Delta E di circa 3. Per chi tiene alla fedeltà dei colori, è possibile passare al profilo Naturale, che riduce l’errore sotto 2,7 e porta il bianco più vicino ai 6.500 K. Le cornici superiore e inferiore sono più spesse della media.
Snapdragon 7s Gen 4 e 12 GB di RAM nell’uso di tutti i giorni
Lo Snapdragon 7s Gen 4 è un chip a 4 nm con otto core Kryo in configurazione 1+3+4, una parte basata su Cortex-A720 per i carichi pesanti e una parte sui Cortex-A520 destinati a quelli leggeri. Il processore è affiancato dalla GPU Adreno 810. Rispetto al 7s Gen 3 del modello Fairphone Gen 6, il guadagno è contenuto, intorno al 7%. Il cambiamento più utile, però, riguarda la memoria, perché 12 GB di LPDDR5 lasciano più app aperte in background e garantiscono margine per le funzioni AI di Android.
I numeri collocano il Fairphone Gen. 6+ nella fascia media. Su Geekbench 6 il punteggio è di circa 1.300 in single core e 3.600 in multi core, mentre su 3DMark Wild Life Extreme si attesta intorno a quota 1.200. Il punteggio di AnTuTu supera di poco 1,1 milioni di punti. Sono valori inferiori a quelli dello Xiaomi 17T e dell’Honor 600 Pro, che costano cifre simili. Tuttavia nell’uso quotidiano la differenza si percepisce poco: interfaccia, navigazione, social e streaming scorrono fluidi, merito anche di un Android privo di sovrastrutture.
La memoria interna è da 256 GB UFS 3.1, con letture sequenziali intorno a 1.450 MB/s e scritture di circa 1.230 MB/s. Sono velocità adeguate per installare app e gestire video 4K, e lo spazio si espande con una microSD fino a 2 TB, possibilità ormai rara in questa fascia.
Nei giochi il comportamento è prevedibile. Fortnite gira a circa 60 fps con dettaglio Alto senza scatti evidenti, mentre con il preset Epico scende intorno ai 40 fps; titoli come Call of Duty Mobile e PUBG vanno bene con impostazioni medie. Le sessioni lunghe scaldano la scocca in modo avvertibile ma mai fastidioso, e la frequenza resta stabile. Se giochi spesso, abbassa di un livello la qualità grafica: guadagni fluidità e consumi meno batteria, dettaglio che su 4.415 mAh conta.
Comparto fotografico del Fairphone Gen. 6+
La fotocamera principale usa il sensore Sony LYTIA 700C da 50 megapixel con formato 1/1,56 pollici, pixel da 1 µm, luminosità f/1.88 e stabilizzazione ottica OIS. Al suo fianco lavora una grandangolare da 13 MP, con sensore da 1/3,06″, apertura f/2.2 e campo visivo di 108 gradi, mentre davanti c’è una camera da 32 MP con diaframma f/2.0.
Di giorno la fotocamera principale restituisce colori naturali, buona gamma dinamica e un dettaglio corretto, anche se ingrandendo al 100% emerge una nitidezza artificiale sui contorni e una certa morbidezza nelle aree uniformi. La grandangolare offre colori più vivaci rispetto all’altra, ma perde definizione ai bordi e mostra una lieve distorsione. Di notte la qualità cala in modo prevedibile. Il sensore da 50 MP mantiene scatti utilizzabili grazie allo stabilizzatore, però la riduzione del rumore lascia una patina di levigatura sui dettagli fini. Inoltre, la fotocamera grandangolare diventa poco utile con luce scarsa.
Funziona bene, invece, la modalità macro, che sfrutta la grandangolare e produce sfocati piacevoli.
Il registrazione video arriva al 4K a 30 fps, mentre il formato 1080p a 60 fps rappresenta un’alternativa più fluida. La stabilizzazione elettronica fa il suo lavoro camminando, mentre i microfoni soffrono vento e rumore di fondo. Per riprese all’aperto conviene scegliere il 1080p a 60 fps, più stabile e meno esigente in termini di spazio. Per le foto, invece, conviene non superare lo zoom 2x e lasciare lavorare la fotocamera principale da 50 MP.
C’è un aspetto che nessun concorrente offre: i moduli fotografici sono ricambi ufficiali. Se il vetro della fotocamera principale si graffia o il sensore si danneggia, la sostituzione richiede pochi minuti e un cacciavite, senza passare dall’assistenza.
Connettività
Il modem 5G lavora sia in modalità Standalone sia appoggiandosi alla rete 4G (NSA) sulle bande sub-6 GHz, comprese quelle usate dagli operatori italiani, con un picco teorico di 2,9 Gbps in download. In 4G la ricezione beneficia del MIMO 4×4, e sono supportati VoLTE e chiamate via Wi-Fi. La configurazione SIM prevede una nano-SIM fisica e una eSIM; il cassettino ospita anche la microSD, consentendo di usare due numeri senza rinunciare alla memoria aggiuntiva.
Sul fronte wireless c’è il Wi-Fi 6E tri-banda, che sfrutta anche i 6 GHz e garantisce prestazioni stabili con i router recenti, mentre il Wi-Fi 7 è assente. Completano la dotazione il Bluetooth 5.4 con supporto LE Audio, l’NFC per i pagamenti contactless, la geolocalizzazione satellitare, la bussola e il barometro. È presente anche il protocollo ASHA per lo streaming diretto verso gli apparecchi acustici compatibili, una funzione che pochi produttori dichiarano esplicitamente. Manca la radio FM integrata.
Il limite più evidente del Fairphone Gen. 6+ riguarda la porta USB-C 2.0. La banda si ferma a 480 Mbit/s, quindi copiare decine di gigabyte di video sul computer richiede parecchi minuti, e manca l’uscita verso monitor esterni. Se trasferisci spesso file pesanti, conviene affidarsi al Wi-Fi o spostare direttamente la microSD nel lettore del PC. La scelta del produttore ha però una logica: il connettore è un modulo sostituibile che costa circa venti euro; inoltre, un componente più semplice è più facile da riparare e da produrre.
Software
Il Fairphone Gen. 6+ arriva con Android 16 in una versione molto vicina a quella dei Pixel. Il launcher è pulito, le app preinstallate sono poche e la personalizzazione segue il sistema Material You, con colori dell’interfaccia ricavati dallo sfondo e una tinta verde predefinita. Non ci sono doppioni delle app di Google, pubblicità o negozi alternativi. Restano disponibili funzioni come Cerchia e cerca e l’assistente Gemini.
Le aggiunte del produttore sono due. My Fairphone mostra lo stato di salute del dispositivo e della batteria, consente di accedere al negozio dei ricambi e contiene i tutorial video per le riparazioni, oltre a un accesso alla comunità. La nuova Galleria Fairphone, invece, conserva foto e video in locale senza appoggiarsi a servizi cloud, una scelta utile se preferisci non caricare i tuoi scatti sui server di terze parti.
La funzione più originale è Fairphone Moments, attivata dal selettore giallo sul fianco. Spostando la levetta, la schermata principale si riduce a ora, data e cinque scorciatoie testuali scelte da te, mentre le notifiche ordinarie vengono silenziate. L’effetto ricorda i telefoni minimalisti pensati per il digital detox, con il vantaggio di tornare al normale Android con un gesto. Il selettore si può anche riassegnare a modalità aereo, risparmio energetico, torcia, tema scuro o Non disturbare.
Mancano modalità gaming dedicate, pannelli per le prestazioni o funzioni di intelligenza artificiale proprietarie. Per chi cerca un software essenziale, questa mancanza è un pregio. Il produttore garantisce il supporto software fino al 2033, quindi circa sette anni di aggiornamenti dal lancio.
Inoltre, in Europa la garanzia è di due anni e può essere estesa gratuitamente a cinque anni registrando il telefono.Resta valida anche dopo le riparazioni fatte in casa.
Autonomia e ricarica del Fairphone Gen. 6+
La batteria agli ioni di litio è da 4.415 mAh, una capacità inferiore a molti concorrenti con celle al silicio-carbonio che superano anche i 6.000 mAh. Il chip più efficiente compensa in parte. Nel test PCMark Work 3.0 l’autonomia è di circa 15 ore e mezza con schermo a metà intensità e di poco più di 16 ore a 200 nit con frequenza a 120 Hz. Nella riproduzione video si arriva intorno alle 13-14 ore, a seconda della luminosità.
Nell’uso reale, con social, musica in streaming, fotografie e qualche documento, lo schermo resta acceso per cinque o sei ore prima di cercare una presa. Questo significa arrivare a sera senza ansia, mentre con un utilizzo leggero si possono coprire due giorni. Fotocamera e giochi, invece, accorciano sensibilmente la giornata.
La ricarica cablata arriva a 30 W con i protocolli USB Power Delivery, PPS e Quick Charge 4. Tuttavia, nella confezione non c’è né caricabatterie né cavo. Con un alimentatore da 30 W o superiore servono circa 25-30 minuti per arrivare al 50% e poco più di un’ora e un quarto per il pieno. Non è prevista la ricarica wireless.

Il vero vantaggio è la sostituibilità. Rimosso il retro, la batteria è fissata da quattro viti e un connettore; il ricambio ufficiale costa 39,95 euro. Dopo tre o più anni, quando la capacità scenderà intorno all’80%, potrai tornare all’autonomia del primo giorno in un quarto d’ora, senza passare dall’assistenza.
Scheda tecnica del Fairphone Gen 6+
| Caratteristica | Fairphone (Gen. 6+) |
|---|---|
| Dimensioni | 156,5 × 73,3 × 9,6 mm |
| Peso | 191-193 g |
| Materiali | scocca in plastica, frontale Gorilla Glass 7i da 0,7 mm |
| Resistenza | IP55, test di caduta MIL-STD-810H da 1,5 m |
| Display | AMOLED LTPO da 6,31″, 2484 × 1116 pixel, 431 ppi, 10-120 Hz |
| Luminosità | circa 1.130 nit di picco (dichiarati 1.400), minimo sotto i 2 nit |
| Processore | Qualcomm Snapdragon 7s Gen 4, otto core (1+3+4) |
| GPU | Adreno 810 |
| RAM | 12 GB LPDDR5 |
| Memoria | 256 GB UFS 3.1, espandibile con microSD fino a 2 TB |
| Fotocamera principale | 50 MP Sony LYTIA 700C, 1/1,56″, f/1.88, OIS |
| Grandangolare | 13 MP, 1/3,06″, f/2.2, 108° |
| Fotocamera frontale | 32 MP, f/2.0 |
| Video | fino a 4K a 30 fps, 1080p a 60 fps |
| Batteria | 4.415 mAh, sostituibile |
| Ricarica | cablata fino a 30 W (PD, PPS, QC4), 50% in 25-30 minuti, nessuna ricarica wireless |
| Reti | 5G SA/NSA sub-6 GHz, 4G con MIMO 4×4, VoLTE e VoWiFi |
| SIM | nano-SIM + eSIM |
| Connettività | Wi-Fi 6E tri-banda, Bluetooth 5.4, NFC, USB-C 2.0 |
| Sblocco | lettore di impronte nel tasto di accensione |
| Audio | altoparlanti stereo, nessun jack da 3,5 mm |
| Sistema operativo | Android 16, supporto fino al 2033 |
| Ricambi ufficiali | 12 componenti sostituibili dall’utilizzatore |
Conclusioni

Il Fairphone Gen. 6+ parte da una premessa diversa da quella dei concorrenti. Non deve stupire il primo giorno, deve funzionare bene al settimo anno. I 12 GB di RAM danno margine al sistema per tutta la durata del supporto, lo Snapdragon 7s Gen 4 assicura fluidità nelle attività quotidiane e il software resta pulito, privo di pubblicità e duplicati. Il display LTPO da 6,31 pollici è compatto, nitido e piacevole anche al buio, mentre il selettore Moments aiuta chi vuole staccarsi dalle notifiche senza rinunciare al telefono.
Il motivo principale per sceglierlo resta però la riparabilità. Batteria, schermo, fotocamere e porta USB si cambiano in casa con un cacciavite, la garanzia arriva a cinque anni e gli aggiornamenti proseguono fino al 2033. Si rivolge a chi tiene lo smartphone a lungo, a chi preferisce riparare piuttosto che ricomprare e a chi dà peso alla filiera dei materiali.
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